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  • marzo 2003
  • 29 settembre 2003

    notizie, informazione e conformismo

    mi ha sempre sorpreso di come anche le notizie, e quindi l’informazione, si creino secondo le banali regole del gregge: dove va una pecora, tutte le altre dietro.
    cercherò di essere più chiaro.
    ho notato già da tempo (non ho proprio un cazzo di meglio da fare…) che, come per magia, in un certo periodo avvengono dei fatti, che sono certamente slegati tra loro, ma chissà per quale straordinaria coincidenza, sono simili nelle circostanze e nelle modalità. per quel certo periodo avvengono un sacco di di questi fatti simili tra loro, e poi basta, spariscono. come se fossero una moda.
    due esempi recenti:
    è possibile che non sia mai successo prima, non è successo negli anni 70, 80, 90, adesso è successo in un sacco di posti del mondo.
    ovviamente parlo del black-out.
    in america, in canada, in inghilterra, tutti vittime del black out!
    e non mi sembra che ci siano cause simili, anzi dicono che ci sia la crisi, quindi i consumi dovrebbero calare…
    altro esempio, i cani che mordono: ma dico, i cani ci sono sempre stati, i cani aggressivi anche, i padroni stronzi figuriamoci…però solo negli ultimi mesi abbiamo letto non so quante notizie sui cani violenti. solo adesso. tutti insieme.
    fateci caso, è una cosa che succede molto spesso, notizia particolare o strana oggi, altra notizia strana ma simile domani.
    temo che esista la tendenza al conformismo anche nelle notizie…

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    25 settembre 2003

    fenomenologia dell’essere

    titolone, eh!
    comunque:
    “io sono tanto bravo, sono proprio un pezzo di pane, ma se mi fanno incazzare, eh! allora no, allora mi incazzo come una bestia. sono veramente bravo e buono, ma non fatemi incazzare, no no, ne vedreste delle belle!!!”
    dicono tutti così.
    dicono proprio tutti così.
    tutti bravi e buoni.
    ma non farli incazzare!!!

    ma che cazzo dite.
    tutti buoni. siii cerrrto!
    non è che per caso la realtà sia sostanzialmente diversa, tipo ad esempio che tutti sono dei pezzi di merda cattivi e stronzi e pronti ad inculare il primo che passa, ma messi alle strette e “minacciati” diventano, allora sì, bravi e buoni come agnellini?
    non è forse questa la triste realtà?

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    19 settembre 2003

    notizie, sfiga e potere

    il mondo possiede strane regole, o forse non ne possiede nessuna, e noi cerchiamo vanamente di dargliene alcune. un po’ come la vecchia questione se la matematica “inventi” le sue regole, oppure le “scopra”, e queste regole in nature già esistono. non c’è dubbio che due mele più due mele sono quattro mele, e questa è anche una formula matematica; ma in natura esite forse la radice quadrata?
    ma lasciamo perdere discorsi complicati, ed avitiamo di avventurarci per strade pericolose.
    ciò di cui volevo parlare è che, nel casino delle regole di questo mondo, ci sono alcune cose sorpendenti.
    ad esempio: chissà perchè i pesci non fanno pena, e invece gli uccelli sì.
    è proprio così.
    voglio dire, tutti ce l’hanno con i cacciatori, che sembrano dei nazisti cattivi e sadici, nessuno ce l’ha con i pescatori.
    esistono programmi televisivi sulla pesca, e nessuno si indigna, pensate ci fossero programmi sulla caccia…impossibile!
    la scena di un ragazziono che pesca piccoli pesciolini fa tenerezza, “fammi vedere quanti ne hai pescati, piccoli pescilini! che bello ti puoi fare una bella fritturina!”.
    immaginate lo stesso ragazzino che ammazza passerrotti!
    verrebbe additato come un nazista in pectore, violento adesso e sicuro omicida da grande.
    e lo stesso accade per gli incidenti.
    ed è lì che volevo arrivare.
    il sito della repubblica titola, ora “Roma, piccolo aereo precipita
    muoiono istruttore e allieva”.
    in prima pagina, bello grosso.
    e sono convinto che domani i giornali ne parleranno.
    ma quanta cazzo di gente oggi sarà morta in macchina, in motorino, in bicicletta e non dicono niente, questo è morto su un piccolo aereoplanino e ci fanno il titolone.
    sono incredulo quando leggo, “atterraggio di emmergenza di un aereo a cuba” e chi cazzo se ne frega.
    però è così.
    gli incidenti degli aerei contano più di quelli in macchina.
    gli uccelli contano più dei pesci.
    perchè?
    chi lo sa?
    forse ha attinenza con la somma di tutte le regole, e quindi ci sono attinenze, con, che ne so?, le radici quadrate?

    domani vado in germania, chiederò delucidazioni a un razionale, razionalista tedesco…

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    13 settembre 2003

    mi piaci/mi piaccio

    in verità l’ho letto da qualche parte, ma lo trovo molto bello e vero: “non è che tu mi piaci, non è solo che mi piace stare con te, e sentirti parlare, e muovere le mani, il fatto è che mi piaccio IO quando sono con te, mi preferisco, sono anche meglio”
    molto profondo.
    molto vero.
    le persone che ci piacciono non è che ci piacciono e basta.
    soprattutto ci piacciamo noi quando siamo con loro.
    in fondo abbiamo sempre di fronte uno specchio, per vedere meglio e più nitidamente noi stessi.
    il solito egoismo?
    fino ad un certo punto, senza quella magia che ci dà chi ci è difronte, non vediamo proprio nulla, se non la nostra miseria…

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    10 settembre 2003

    fight club

    mi è successa una cosa questa mattina: giravo per milano con il mio motorino, tranquillo e beato come al solito.
    ad un semaforo uno stronzo parlando beatamente al telefono passa con il rosso, in pieno.
    gli suono, giusto per rompergli un poco il cazzo, e gli vado dietro, mica per altro, andava nella mia direzione.
    forse spaventato, non saprei, o semplicemente stronzo fino al midollo, il coglione si mette a sorpassare le macchine in maniera folle, e a farsi altri due semafori belli rossi, rischiando veramente grosso, per se ma più che altro per gli altri.
    mi incazzo. a sto punto mi incazzo.
    lo seguo, cerca di svicolare, ma con il motorino ci metto poco a essergli davanti.
    blocco il motorino in mezzo alla strada, metto sul cavalletto, e gli apro la portiera della macchina.
    mi trovo davanti un umile impiegatuzzo del cazzo.
    “BRUTTO STRONZO, E’ QUESTA LA MANIERA DI GUIDARE?!? E SE METTEVI SOTTO MIO FIGLIO CON LA TUA STRONZAZAGGINE, EH?”
    il tapino si prostra umile, infilandosi la testa tra le spalle tipo tartaruga.
    nel mentre si avvicina altra gente che aveva visto tutto: “FAGLIELA PAGARE, E’ UN PAZZO PIRATA DEL CAZZO”
    e io “COSA GLI FACCIO ADESSO, DITEMELO VOI, GLI ROMPO IL NASO CON IL CASCO O GLI SCRIVO CON LE CHIAVI SULLA MACCHINA “SONO UN LEGHISTA”? DITEMELO VOI, COSA GLI FACCIO A STO STRONZO?”
    e il popolo giustizialista “TUTTE E DUE!”
    allora è successo.
    ho visto il terrore nei suoi occhi.
    la paura.
    lo sgomento.
    e mi ha fatto pena.
    e ho capito che, veramente, la vera potenza è non usarla.
    chi è in grado di usare la potenza, la usa per fare in maniera di non doverla usare.
    “GIURAMI CHE NON LO FAI PIU’!”
    “lo giuro, lo giuro…non lo farò mai più…”
    e l’ho lasciato andare, così senza fare nulla.

    se nei prossimi giorni leggerete di una “uno” con un impiegato del catasto che ha falciato un’intera famiglia, in fondo il colpevole sono io, la macchina dovevo incendiargliela…

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    8 settembre 2003

    venezia

    week end a venezia, a vedere la biennale d’arte.
    venezia, inutile dirlo, ma lo dico, e infatti lo sto dicendo, è la più bella città del mondo, io ho girato parecchio, ma venezia ha sempre una magia unica.
    è solo un poco incasinata intorno a san marco, ma alla sera quando i turistacci del cazzo, sono fuggiti con il loro bel cappellino con sopra scritto venice, alla sera, dicevo, è deserta, e veramente emozionante.
    poi la sempre grande emozione della biennale.
    tutto si potrà dire, che è disorganizzata, che quella “di una volta” era meglio, ma vedere, immergersi, godere dell’arte è straordinario.
    io penso per un motivo semplice.
    al di là che quello che si vede sia bello o no, interessante o meno, piacevole o meno piacevole.
    perchè l’arte ha una immensa qualità: è INUTILE!
    è completamente ed assolutamente inutile.
    in questo mondo dove tutto serve a qualche cosa, dove tutto viene fatto solo per un qualche utilizzo e una qualche utilità, il fatto che esista qualche cosa che non serve assolutamente a niente, di pratico ovviamente, è paurosamente confortante…
    comunque è tanto bello viaggiare, andare a vedere cose belle ed interessanti, ma il tornare a casa…
    come diceva il grandissimo, immenso ennio flaiano, tanto per dirne una lo sceneggiatore di 81/2 di fellini, “ci sono tante maniere di viaggiare, la migliore è non partire”

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    4 settembre 2003

    basta

    basta.
    penso che non scriverò più nulla.
    e chi cazzo se ne frega.
    e infatti.
    però sto scrivendo…
    se uno decide di non scrivere più non scrive più.
    è come se uno per smettere di mangiare decidesse di andare a farsi una gran bella mangiata.
    così, esempio del cazzo.
    e continuo a scrivere.
    però se voglio smettere lo devo dire, se non uno pensa che tipo sono impegnato e ho meglio da fare.
    che è vero anche quello e ho ben meglio da fare.
    mah!
    e continuo sempre a scrivere.
    come faccio a smettere.
    adesso ci provo.
    esco da me.
    rientro in me.
    e scrivo la parola basta.
    pronti?
    1…2…3
    basta!

    visto ci sono riuscit…cazzo!…ho scritto ancora!!!
    non ce la farò mai…

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