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  • 29 novembre 2004

    hong kong 03

    sono all’aeroporto, tiro fuori il mio bel powerbook MAC G4, lo accendo e subito mi chiede se voglio collegarmi alla rete wireless “tal dei tali”. ovviamente dico di sì, e sono bello collegato. così, senza fare niente ne’ nulla configurare. e adesso sono qui che scrivo.
    quindi:
    sono in un posto non posto come questo aeroporto, che non so bene neache dove sia, scrivendo sfruttando chissà quale connessione, pensando che poi queste parole lasceranno il mio bel portatile per finire chissà su quale server chissà dove, il tutto per qualcuno (tu!) che leggerà queste quattro righe che non so proprio chi sarà.
    insomma siamo al virtuale totale ed assoluto.
    cogito ergo sum!

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    26 novembre 2004

    hong kong 02

    che ci faccio qui…be’, lavoro!
    vista da fuori sara’ anche una cosa bella, divertente e glamour, ma, non per lamentarmi, e’ anche un gran culo.
    ok, quelli che abitano a bergamo e si fanno un’ora di traffico per andare a lavorare al mattino e uno la sera, e fanno un lavoro di merda noioso e stressante forse stanno peggio, pero’;
    -nessuno gli dice, che bello! tutte le mattine vieni da bergamo a milano! a me piacerebbe da morire!
    -se lo sono scelto loro, come io mi sono scelto cio’ che faccio. ognuno fa cio’ che ha scelto e gli fa comodo fare.
    questa e’ la verita’.
    se uno fa la vita del pantofolaio e alle 7 di sera si fa la minestrina e poi va a dormire guardando costanzo, e’ quello che ha deciso di fare. magari dice “che bello sarebbe fare la rockstar e “morire ubriaco ad una festa sepolto dai peccati di chi resta” (citazione da un pezzo rock anni 80 che nessuno si ricorda)”, ma in verita’ quella vita li’ a lui gli fa schifo.
    qualcuno disse :noi siamo la nostra storia.
    e’ cosi’.
    io sono qui perche’ a 14 anni passavo le ore in camera oscura, non perche’ il mese scorso ho fatto una foto carina. le mie foto fanno cagare. a voi lo posso dire. fanno proprio cagare, e le copio tutte da qualc’uno piu’ bravo di me. e sono tanti, ad esserlo.
    ma, ripeto, a 13 anni invece che andare in discoteca con gli amici avevo le dita gialle di fissaggio.
    e poi ho visto centinaia di film. sfogliato centinaia di riviste. letto libri, visto mostre…
    e adesso sono qui.
    a non dormire la notte, ancora e temo definitivamente fuso dal fuso.
    a mangiare cibo di merda, che pero’ la mia curiosita’ mi impedisce di non mangiare.
    e in fondo anche contento, in fondo non sono a saigon nel 1968…

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    25 novembre 2004

    hong kong 01

    eccomi qui, sono ad hong kong.
    sono le 11 di sera, li’ da voi le 4 del pomeriggio, quindi io ho gia’ cenato, voi ancora no.
    verita’ incontroversibile.
    e’ caldo e umido, pieno di gente che cammina, compra, mangia, palazzi da trenta piani, aria condizionata appesa fuori ogni finestra, la cina qua dietro che con tutto il suo ambaradam di merci, camion, carretti sembra dover definitivamente invadere tutto…
    avete presente un paesino della toscana, dove tutto e’ tranquillo, uguale a se’ stesso da mille anni: qui esattamente il contrario. una quantita’ e velocita’ enorme di tutto. mi ritrovo in una via di mezzo tra blade runner, losting in traslation e il quinto elemento.
    un gran casino.
    un gran traffico.
    e che cazzo ci faccio io qui?

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    23 novembre 2004

    ciao!

    ciao!
    come stai?
    tutto bene?
    dico a te!
    ma sì, proprio a te!
    ma cosa vai a pensare, e a te che sto pensando, a chi vuoi che mi rivolga, se non esattamente a te!
    io tutto bene, grazie…
    ora è luna e mezza di notte, sono ancora in studio a lavorare, lavoro come un pazzo, cazzarola…
    ieri sera sono andato a vedere un gran bel film.
    questo http://www.kataweb.it/cinema/scheda_film.jsp?idContent=280122
    vallo a vedere, te lo consiglio. “l’uomo senza sonno”
    sono qui in studio, solo soletto, adesso sto scaricando le foto sul mio nuovo MAC. domani mi arriva il G5.
    ma io domani parto.
    e sì, riparto ancora una volta. vado verso l’oriente, ad hong kong.
    vado a fare un po’ di servizi.
    malpensa_zurigo_hong kong. swiss air.
    sto ascoltando l’ultimo dei REM. mi piace molto. e bravi REM.
    ricordati sabato di prendere la gazzetta dello sport. sulla rivista allegata, sportweek la copertina sarà mia. ho fatto il ritratto a linus. quello di radio deejay. simpatico e disponibile. e bravo anche linus.
    hai visto in giro la campagna della COIN? l’ho fatta io…
    e anche su MAXIM ci sono un po’ di pagine mie…
    che palle, io, io, sempre io…
    che egocentrico…
    che altro…
    nulla più.
    continuo a lavorare…
    buonanotte!

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    19 novembre 2004

    milano

    tornato a milano, in un vortice di shooting, lavori, riunioni, di tutto di più…
    questo treno impazzito dietro al quale io corro con il fiato corto con l’ossigeno che manca manca in una maniera che toglie il respiro e non bastano le virgole non sono necessari i punti per un ritmo incandescente per un movimento incessabile di un moto dal quale è impossibile scendere e correre e correre senza fermarsi mai…

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    19 novembre 2004

    come funziona 02

    il come funziona numero due non ho veramente tempo e forza di scriverlo.
    lo riassumo in poche parole.
    si arriva sul posto.
    si scelgono locations e modelle.
    e si scatta.
    mettendoci passione.
    energia.
    emozione.
    tutto questo il più possibile, cercando di non perdere e non far perdere tempo agli altri con inutili cazzate.
    un killer, che arriva e fa le sue vittime.
    il killer non spara mai a vanvera.
    il killer non spara mille colpi.
    uno solo, ma nel posto giusto. in mezzo al cuore.
    la mia arma una canon EOS 1DS.
    nulla più.
    nulla meno.

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    4 novembre 2004

    come funziona 01

    sono ancora in sud africa, cotto dal sole dopo una giornata di scatto in spiaggia. la maggior parte della gente suppongo potrebbe invidiare tutto ciò, ma io odio il sole e quella faccia tumefatta che vedo ora nello specchio di fronte a me.
    penso veramente che il sole faccia male. e faccia venire le rughe.
    signorine, evitate di comprare costosissime creme antirughe, piuttosto evitate di crogiolarvi al sole. la prova provata? avete mai visto una suora con le rughe? mai! in vita sua non si è mai messa una cremina sisley, ma neanche è mai stata al sole…
    tornando a noi.
    mi piaceva l’idea di dare qualche informazione su come avviene il tutto, qualche banale e concreta informazione pratica.
    allora:
    i clienti prendono il telefono o la mail e mi chiamano chiedendomi la mia disponibilità per un lavoro. prima buona notizia: nonostante quanto si possa pensare questo è un bussiness pulito. non ho MAI dovuto pagare, inculare o essere inculato da nessuno o quant’altro per lavorare. quando sentite dire, “quello lavora perchè ha fatto e brigato…” chi lo dice è uno sfigato incompetente, che non lavora solo perchè è un incapace. può anche succedere, non dico di no, che uno faccia una volta un lavoro per intrallazzi vari, ma poi finisce lì.
    io dico che michelangelo di battista, che terry richardson, che vincer peters…lavorano solo ed unicamente perchè sono bravi. punto.
    dicevamo: il cliente mi chiama, io dico sì, ci mettiamo d’accordo sul grano e si parte. a volte c’è un lay out, a volte no, ma nel 90% per cento delle volte chi mi chiama vuole che io faccia quello che so fare, e quindi sono libero di fare ciò che più mi aggrada. posso dire che ho la fortuna professionale di fare spesso ciò che più mi piace fare. è anche però una fortuna che uno deve costruirsi, nel senso che si lascia a qualcuno la libertà di essere coraggioso se E’ coraggioso. probabilmente sto sprecando parole troppo alte, anzi sicuramente. comunque la piatta piatta realtà è che che se fai un prodotto banale e piatto, sempre ti chiederanno cose banali e piatte.
    si decide di partire, in questo caso per il sud africa. sud africa per varie e precise ragioni: qui è estate ed è estivo il prodotto che d’inverno si fotografa, costa poco, ci sono modelle, ci sono location, non c’è fuso orario e ci sono production company che funzionano.
    e il pesce è buono…
    si parte:
    malpensa. meglio incelofanare le valigie con i vestiti, è una cosa più sicura.
    prima di partire cercare di farsi dare dei chili in più per l’eccedenza bagaglio, per non dover pagare troppo al check in. questo giro ho pagato 500 euro di overweight. ho valigie pesanti 100 chili. 50 me li hanno concessi, 50 li ho dovuti pagare. cazzo.
    io preferisco posto corridoio, e lo consiglio. si può entrare ed uscire senza problemi. conservare con cura le ricevutine dei bagagli, se si perdono è indispensabile averle. contrassegnare con vistosi segni o ancora meglio con il proprio cognome le valigie. le migliori sono le samsonite, ma sono anche quelle che hanno tutti e quindi sono le più perse e scambiate.
    contate le valigie che spedite. non pensate di ricordarvele e basta. se ne entrano 7, 7 ne devono uscire.
    si entra in aereo. fondamentale, anche se partite da un posto caldo per un’altro posto caldo una sciarpa o/e una maglia. in aereo, chissà perchè, è sempre freddo.
    continua…

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    1 novembre 2004

    sforzo creativo

    inarrestabile di fronte alle difficoltà, teso nello sforzo creativo, eccomi al lavoro…
    foto di r.p.

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    1 novembre 2004

    wharol

    sto leggendo i diari di andy wharol.
    molto interessante.
    tratto da lì:
    “ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o ad essere attraente, perchè non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno.
    questa è la verità.
    minimizzo le mie buone qualità e metto in risalto i miei difetti.
    così ho un aspetto tremendo e porto i pantaloni sbagliati e le scarpe sbagliate e arrivo al momento sbagliato con gli amici sbagliati e dico le cose sbagliate e ne parlo alla persona sbagliata; eppure c’è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: “che cosa avrò sbagliato?”

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    1 novembre 2004

    de carlo

    letto primo libro qui in cape town: “giro di vento” di andrea de carlo.
    una cagata. diciamocelo.
    il nostro fighetto de carlo che guarda con spocchia milanese i fighetti milanesi, immaginando quelli della campagna come dei saggi e puri, indenni dalle malattie del progresso, mi è sembrata un’operazione presuntuosa e per sè stessa molto fighetta…

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