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  • marzo 2003
  • 31 luglio 2005

    in viaggio

    mentre il mondo si muove per andare in ferie, io, pensando alle vacanze, vado, tanto per cambiare, a lavorare. aereo questa mattina da linate verso parigi. seduto al bar ho da far passare ben cinque ore. apro il mio power book, mi connetto ala rete locale, faccio una foto con il telefonino al panorama al di là del vetro, scarico la foto sul mac, mi collego a trasmit, scarico il tutto e voilà…
    difficile fa passare tutte queste ore senza fare nulla, ho da leggere, libri e giornali, ma la mia mente svolazza verso un cazzeggio leggero…mi vengono in mente eventuali nomi di negozi o titoli di libri…ad esempio trovo potrebbe essere carino come titolo di un libro di memorie erotiche “coito ergo sum”…oppure un nome di un ristorante giapponese potrebbe essere “tonno subito”…o come potrebbe essere un negozio di orologi gestito da ex matti che si chiamasse “fusi orari”…di tutto per ingannare il tempo…aspettando il mio aereo che mi porti a lavorare a…

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    27 luglio 2005

    educazione

    letto in un’intervista dove veniva citato tiziano terzani, che parlava di una sua bisnonna che sul letto di morte disse:
    “per colpa della mia buona educazione mi sono rovinata la vita!”

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    27 luglio 2005

    work alcholic

    lavoro troppo.
    tanto.
    tantissimo.
    sempre.
    non so quanti mesi sono che scatto praticamente tutti i giorni.
    di sera fino a tardissimo in studio.
    e poi?
    e quindi?
    e dopo?

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    26 luglio 2005

    fermatevi!

    il papa, dopo i recenti attentati, ha dichiarato:
    “fermatevi, in nome di dio!”
    http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/esteri/londrametro4/papalond/papalond.html
    fermatevi in nome di dio?!?!
    ma quelli, in nome di dio, mettono le bombe!

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    17 luglio 2005

    live 8

    qualche post sotto scrivevo con il mio solito cinismo e disincanto dell’ennesima truffa, secondo me, dell’ennesimo concertone fatto per “beneficenza”.
    leggo adesso
    http://musica.excite.it/permalink/318037
    che le vendite dei dischi degli artisti che hanno partecipato al concerto hanno avuto un clamoroso incremento:
    pink floyd +1343%
    the who +863%
    annie lennox +500%
    dido +412%
    razorlight +335%

    ma che meraviglioso e puro gesto di bontà è stato quello di questi artisti!
    che disinteresse!
    che altruismo!

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    17 luglio 2005

    aria magazine

    è uscita in edicola una nuova rivista.
    si chiama “aria”. ho avuto il piacere di realizzare la copertina e un servizio interno.
    piacere ancora maggiore è stato sposare le mie immagini con un testo, che la redazione della rivista ha avuto la benevolenza di pubblicare.
    questo il testo:

    “amo i posti squallidi.
    ovviamente, come tutti, godo molto di più dei posti lussuosi, degli alberghi a cinque stelle, del servizio in camera efficiente, dei bagni con gli accappatoi bianchi e profumati, e così via…
    come tutti.
    però una cosa è ciò che a tutti piace, una cosa è capire e godere cosa piace a noi, intimamente, profondamente.
    a volte bisogna lasciarsi andare, non percorrere strade già conosciute, emozionarsi di quelle emozioni che apparentemente ci sembrano estranee, ma che in fondo scopriamo essere il nostro vero io.
    léggere le parole come su una lavagna scritta davanti a noi.
    guardare le immagni, e i gesti che di fronte ai nostri occhi distratti si creano: in fondo il difficile non diventa creare, ma il difficilissimo è leggere quello che è già scritto.
    diceva santagostino “age quod agis”, “diventa quello che sei”: noi abbiamo già le risposte, mentre spesso quello che buttiamo sul tavolo davanti a noi, come quattro assi di un poker impazzzito, sono solo domande.
    quindi amo i posti squallidi.
    amo le pensioni ad una stella.
    amo questi luoghi sospesi nel nulla, dove il nulla è l’unica realtà.
    uno di quelli che amo maggiormente si chiama “pensione sabotino”, ed è proprio sopra il mio studio, all’ultimo piano.
    la proprietaria è una simpatica signora di origini romane, e, qui in porta romana, a milano, ha ritagliato una propria romanità.
    si cucina le puntarelle, la coda alla vaccinara, la salsiccia, il tutto nella cucina che affaccia sulla reception. insomma…reception è un parolone, è un banco dove troneggia soprattutto una televisione sempre accesa su rete 4. a volte italia uno.
    gli odori di aglio e pecorino si diffondono per tutta la pensione, impregnando i vestiti di muratori bergamaschi, modelle brasiliane, gigolò italiani.
    la proprietaria si chiama dea.
    dopo pranzo va a fare la pennichella, o meglio pennica, come dice lei.
    dea non esce quasi mai dalla pensione, ogni tanto, tipo una volta al mese, scende i cinque piani e va dal parrucchiere.
    nella pensione sabotino ho ambientato la mia storia fotografica.
    io faccio il fotografo di moda, e solo e soprattutto con le immagini riesco a raccontare storie ed emozioni.
    ho chiamato l’agenzia fashion, dove lavora la mia amica audina.
    è una ragazza dolce e simpatica con bellissimi occhi grandi.
    le ho chiesto di mandarmi mercedes, una ventenne americana, con la quale ho già lavorato, e che ricordavo bene per le dolcezza e l’assenza totale di timidezza.
    ovviamente non è la prima volta che fotografo nella pensione sabotino. ma tutte le altre volte ho sempre fatto servizi di moda. più o meno strani, più o meno commerciali.
    la prima ed più evidente caratteristica dei servizi fotografici di moda è che la modella si deve cambiare più volte di abito, affinchè vengano mostrati diversi “outfit”, come dicono quelli che se ne intendono. più vestiti si vedono e più il cliente o la redattrice sono contenti.
    in questo caso però volevo evitare questa consuetudine, per dare una maggiore verità ed autenticità al servizio: è chiaro che se una fanciulla va in un posto e ci sta un pomeriggio, non si cambierà l’abito dieci volte.
    al massimo se lo toglie, e rimane con un autoreggente anni venti.
    è quello che volevo che succedesse nella mia storia.
    quindi elena veste mercedes solo per con un vestito. quello giusto.
    è freddo, mercedes vestita con un vestitino a pois che nasconde un autoreggente, sale i cinque piani che portano alla pensione sabotino.
    piove, e fuori una milano fredda e triste osserva indifferente la scena.
    lei arriva, si spoglia, e non solo delle sue illusioni.
    ricorda, sente una canzone dentro di sé.
    c’è un mondo là fuori, ma lei è in questa nuvola sopra milano che è la pensione sabotino. è lontana da tutto e da tutti.
    le lacrime la sorpendono più della pioggia che ricomincia a scendere.
    rimanere in quella piccola stanza, per un pomeriggio o forse per sempre, illudersi che il mondo rimanga fuori, completamente estraneo a questa realtà.
    accarezzare l’idea che tutto sia già stato detto.
    tutto già fatto.
    nulla nuovo.
    se non che la nostra mercedes, avventuriera di un pomeriggio di pioggia, rimanga a piangere delle proprie emozioni nella stanza numero 12 della pensione sabotino in porta romana a milano.

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    9 luglio 2005

    week end

    e allora?
    siete tutti belli intruppati verso il mare?
    vi state facendo ore e ore di code in macchina?
    siete pronti a sfoggiare il tatuaggetto che vi siete fatti quest’inverno, pensando di fare una cosa diversa e originale? ops! in spiaggia ce l’hanno tutti, il tatuaggetto…
    state sciabattando sul lungo mare, pronti per essere truffati da un ristoratore che vi farà mangiare del pesce decongelato e allevato in vietnam? “spaghetti al pesce del golfo, signore!” si certo…del golfo di saigon, mica di camogli…
    siete pronti per un bel ritorno domenica sera nuovamente intruppati in macchina e sequestrati da un’autostrada?
    bene.
    io sono a milano.
    a lavorare.
    chi si sta divertendo di più?

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    4 luglio 2005

    live 8

    concertone mondiale del live 8.
    NO, NO, NO!!!
    proprio non ci siamo.
    vedo sul palco l’uomo più ricco del mondo, bill gates, che ci parla della povertà in africa. non è pubblicità la sua, eh? se non fosse stata la pubblicità la ragione della sua presenza sul palco avrebbe dovuto esordire il suo discorso dicendo: “il mac è meglio del pc: comprate mac”. così fosse stato sarei stato ad ascoltare tutte le cazzate sui poveri negretti africani che ci siamo dovuti sorbire.
    vedo una sacco di gente che è lì solo e semplicemente per ascoltare i propri beniamini cantare. secondo me molti non sanno neanche vagamente del problema africa: è solo un gran concerto gratis!
    vedo cantanti, che, ricordiamolo, basano le proprie fortune sul consenso, cercare nella maniera più semplice e veloce solo e unicamente una cosa: il consenso delle folle!
    non vedo nessun artista di colore e africano cantare e suonare.
    non vedo, e questo mi conforta nelle mie scelte musicali, praticamente nessuno degli artisti che a me piaciono.
    ma vi immaginate i poveri negretti dell’africa più povera e profonda, come devono osservare tutto ‘sto ambaradam? i soliti bianchi che fanno gli sbruffoni divertendosi e godendosi il loro bello spettacolone!
    e questo spettacolone quanti miliardi di dollari è costato?
    tutti questo denaro non era meglio usarlo in altra maniera?
    tutto questo è più servito a far passare un pomeriggio spensierato a dei giovani bianchi ricchi viziati e strafatti di estasi o a salvare anche solo un africano dalla povertà?
    tutto questo è servito a far divertire i dittatori africani sprofondati nelle loro poltrone nelle ville con aria condizionata e collegati al concerto con le parabole o a far incazzare gli schiavi di quei dittatori che spalavano la merda sotto il sole?
    tutto questo spettacolone, era per il NOSTRO godere o per la LORO salvezza?!?!
    AFFANCULO!!!!

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