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  • 27 settembre 2006

    statistiche

    sono oramai parecchi anni che ho un sito e da quattro ho questo blog.
    è solo però da un anno che ho delle statistiche serie su tutto l’ambaradam.
    esattamente, da un anno.
    si possono fare quindi dei bilanci.
    dal 27 settembre 2005 sono venuti a vedermi esattamente 79.026 visitatori unici che si sono visti 610.196 pagine.
    solo oggi sono state viste 3.370 pagine del mio sito.
    vuol dire che mediamente, calcolando solo dal lunedì al venerdì, sono state viste 2.638 pagine al giorno.
    ognuno che è venuto sul mio sito c’è stato parecchio, mediamente 2minuti e 57 secondi.
    le nazioni dalle quale arrivano i visitatori sono, nell’ordine:
    italia, stati uniti, svizzera, paesi bassi e inghilterra.
    il giorno con maggior traffico è il lunedì, l’ora è dalle 7 alle 8 di sera.
    window è usato dal 61,10 per cento, mac os dal 29,28 per cento dei visitatori.
    cosa?!?
    non ve ne frega un beato cazzo di tutte queste statistiche?
    la statistica è una meravigliosa scienza esatta, che va conosciuta e apprezzata; come si fa non apprezzare una scienza che ci dice che se io mangio un pollo e tu non lo mangi stiamo mangiando mezzo pollo a testa?

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    23 settembre 2006

    non credo

    non credo in Dio.
    non credo in Dio, per il semplice motivo che non penso che lui abbia creato noi ma penso molto più probabile che noi, incapaci di darci delle spiegazioni, abbiamo creato Lui.
    come vedete dalle maiuscole, non ci credo, ma lo rispetto.
    disse qualcuno che chi non crede in Dio va poi a finire pericolosamente che crede a tutto.
    non nel mio caso.
    il problema è che non credo in nulla.
    non credo proprio a niente.
    non credo che chi fa del male sia cattivo, come non credo che sia buono chi non lo fa. non credo quindi nella bontà e neanche nella cattiveria.
    non credo nel successo. tutti gli uomini di successo che ho conosciuto si sono spesso rivelati dei coglioni. moltissimi uomini di grande fallimento mi sono sempre sembrati meritevoli di grandi successi.
    non credo quindi nei meriti e neanche nelle pene.
    non credo nell’amicizia, non credo nell’amore, non credo nel bene, non credo nel male. quanto egoismo nell’amore e nell’amicizia.
    non credo neanche nell’arte, quanti inutili coglioni, anche lì. solo pieni di sè.
    e non credo neanche in chi non crede, misera nullità destinata alla miseria.
    non credo a nulla.
    non credo che la luna posa girare intorno alla terra solo per una strana forza che chiamano gravitazionale. quella cosa lì così grossa e pesante e così lontana sta attaccata a noi come?
    non credo che gli americani siano andati sulla luna, ma non credo neanche a quei coglioni che cercano disperatamente di dimostrare il contario.
    non credo a quello che ci raccontano i giornali, non credo a quello che ci raccontano i politici, non credo a quello che ci racconta la televisione.
    non credo a qualsiasi cosa chiunque ci racconti.
    non credo neanche a quello che racconto io.
    non credo al candore dei poveri, non credo che i ricchi siano ricchi perche solo onestamente hanno guadagnato i loro soldi.
    non credo alla felicità, illusione effimera di chi si accontenta di poco, non credo nella tristezza, rifugio di piccoli piaceri egoistici.
    non credo nelle storie raccontate dagli scrittori, che le vivano! facile solo raccontarle!
    non credo nelle storie dei film, solo macchie di luce su un muro bianco, nulla di vero.
    non credo neanche nel verbo stesso “credere”. di per sè possiede già qualcosa di poco certo: se ti debbo dei soldi e tu mi chiedi se mai te li renderò e io ti rispondessi “credo di sì” tu sicuramente mi risponderesti “credo di sì?!?!, come credo di sì?”. voglio dire, non c’è nessuna certezza, nessuna sicurezza, nel verbo credere.
    non credo neanche a me stesso quando scrivo tutto questo.
    non credo neanche a me.
    non credo non credo e non credo.

    1 Commento »

    14 settembre 2006

    inverno

    direi che l’estate sia finita.
    l’inverno è certo lontano, ma se ne cominciano a sentire le primissime avvisaglie.
    piove.
    che vi devo dire, sarò l’unico al mondo, ma a me piace.
    e mi ascolto il grande faber:
    http://www.benedusi.it/portfolio/albums/anticamera/ftp/inverno/19%20Inverno.mp3

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    11 settembre 2006

    letteratura

    sono bello che tornato a milano, il centro delle mie circonferenze.
    e l’occhio dove mi va a cadere?
    su una meravigliosa pubblicità, questa qui sopra.
    il campione del mondo di calcio che fa la pubblicità a una storia della letteratura italiana!
    cose da matti.
    a quando margherita hack che pubblicizza un corso di aerobica?
    a quando umberto eco che sponsorizza una gara di sci?

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    6 settembre 2006

    puglia_03

    questo è invece un’insegna di un negozio di scarpe.
    no comment.

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    6 settembre 2006

    puglia_02

    capisco che magari il vostro desiderio sarebbe di vedere altre foto che sto scattando qui in puglia.
    debbo dire che non vi posso dare torto, se un fotografo viene fino qui (con tutto un super staff, con super location, con super attrezzatura) non dovrebbe essere il caso di far vedere delle fotine fatte con il telefonino.
    ma tant’è, di questo ho voglia e dato che qui sono principe e signore, faccio come voglio io.
    la prima fotina l’ho fatta all’aeroporto di bari.
    esattamente nel bagno, dove con malcelato orgoglio e addirittura in parecchie lingue viene detto:
    “QUESTA TOILETTE VIENE SANIFICATA CON PRODOTTI A BASE DI SALI QUATERNARI D’AMMONIO”
    ehehe?!?!
    e che cazzo vuol dire?
    che cazzo ce ne frega a noi?

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    5 settembre 2006

    puglia

    appena tornato sabato dalle vacanze, domenica tutto il giorno a lavorare e lunedì mattina subito, così, pampam, il primo aereo della stagione.
    sono in puglia a fare un lavoro.
    sono in bel posto.
    questo qui: http://www.gesthotels.com/coccaro_new/italian.html
    non ditelo ai miei clienti, ma sembra di essere ancora in vacanza…

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    2 settembre 2006

    happy new year

    in effetti settembre mi sembra sempre la vera svolta dell’anno, il vero inizio di un anno nuovo.
    agosto è passato.
    la lunga pausa permette di fare il punto della situazione, aiuta a far capire dove si è arrivati e cosa si vuole cominciare o continuare a fare: tanto non servirà a nulla, ho sempre l’impressione che i nostri tentativi di organizzare e pilotare le cose siano pura illusione. succede sempre e solo quello che deve succedere…
    il mare mediterraneo, che spesso nei miei viaggi di lavoro snobbo, per le vacanze è stato generoso e ricco.
    giornate al mare, tra l’altro su una barca che per qualche tempo è stata la mia piccola casa.
    tanti momenti belli e anche divertenti.
    e dato che succede sempre quello che mai ci potremmo aspettare che potrebbe succedere, ad agosto mi è anche successo un incontro che racconto anche perchè tengo che rimanga preciso nella mia memoria:
    di ritorno dalla costiera amalfitana in macchina, nell’ autogrill di caserta vedo due frati che facevano l’autostop. in particolar modo uno era talmente perfetto nel look da frate da sembrare finto. aveva anche la chierica.
    lì per lì sarei per il gesto caritatevole, ma temo di prendermi una grande inculata. retromarcia, chiedo al benzinaio napoletano cosa ne pensasse dei due fraticelli. “dottò, sò bboni, sò bboni…” mi tranquillizza.
    mi ripresento davanti ai fraticelli. “pace e bene fratello! stiamo andando a lourdes, ci porti dove può e dove vuole”. e così dicendo esce da dietro pure una suora.
    i due fraticelli e la suora in viaggio verso lourdes.
    li carico in macchina, e cominciano a raccontare la loro storia.
    viaggiano senza nulla, solo uno spazzolino da denti. senza soldi, che non possono neanche toccare. solo basandosi sulla carità e gentilezza della gente.
    carità e gentilezza che in questo caso li avevano abbastanza traditi: erano più di quattro ore che stavano sotto il sole ferragostiano di caserta…
    si comincia a parlare, io gli faccio ascoltare de andrè, insomma incomincia direi addirittura una piacevole amicizia.
    li metto al corrente di non essere per nulla religioso, anzi.
    questo però forse li stimola anche maggiormente verso la redenzione della pecorella smarrita. quello che sicuramente succede è che ci mettiamo in discorsi filosofico religiosi: da dove veniamo, dove andiamo, dio c’è, non c’è, dio ha creato noi, noi abbiamo creato dio…così via viaggiando e filosofeggiando…
    i tre erano sulla strada appunto per lourdes, si sarebbero accontentati di essere portati a roma. esco a roma. telefonano (con il mio telefono, ovviamente loro non ne hanno…) agli amici religiosi romani ma non ne trovano uno che li ospiti, sono in vacanza.
    hai capito i preti di roma! in vacanza!
    fatto sta che rientro in autostrada, mi decido di portarli fino a milano.
    verso il tramonto tirano fuori le bibbie e cominciano a pregare declamdo i salmi dei vesperi.
    insomma una strana macchina, un fotografo milanese di moda, con dietro due frati e una suora che pregano. e nello stereo fabrizio de andrè che canta “si chiamava gesù”. meno male che non sono credente e cattolico, lo fossi come minimo ricomincerei le crociate…
    arriviamo, tra salmi e preghiere, a milano.
    il problema è trovare a dormire ai fraticelli.
    per prima cosa vado dai frati vicino a casa mia, in viale piave.
    citofonano.
    parlano.
    complottano.
    pace e bene di qui, pace e bene di lì.
    alla fine, i frati di viale piave di milano cosa dicono a fraticelli in pellegrinaggio verso lourdes? soli stanchi ed affamati? in mano ad un miscredente come il sottoscritto? cosa gli dicono?!?
    di andarsene e che erano tutti cazzi loro. ovviamente questa è la mia interpretazione colorita e negativa, ma lo sostanza era questa, niente ospitalità.
    hai capito!
    i preti romani in vacanza.
    i frati milanesi menefregisti.
    andiamo bene…
    incominciamo a girare per la milano deserta ferragostiana di mezzanotte per conventi francescani a cercare ospitalità.
    finalmente la troviamo in un rifugio per poveri, gestito da francescani, dietro il cimitero monumentale.
    perfetto, sistemati i nostri amici?
    quasi, il posto c’è per i due frati ma non per la suora, non possono ospitare donne.
    lasciamo i due frati, rimane da sistemare la suora.
    gira che ti rigira la suora non si riesce a sistemare.
    che si fa?
    la suora viene a dormire a casa mia.
    ovviamente io non ero solo.
    comunque la suora viene a dormire a casa mia. per terra.
    e già, la suora francescana dorme rigorosamente per terra.
    giuro che è tutto vero.
    è stata una strana notte la notte di metà agosto a milano, dormire nel mio letto sapendo che di là c’era una suorina che dormiva per terra…
    il giorno dopo raduniamo i fraticelli tutti contenti e felici, e, in un trionfo di “pace e bene”, li spedisco dritti dritti verso lourdes…
    pace&bene and happy new year!

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