31 gennaio 2007

stella

sul corriere della sera scrive il più grande giornalista italiano: gian antonio stella.
non ho parole per definire il suo stile asciutto, essenziale.
ha una miniera infinita di informazioni che usa per denunciare le infinite malefatte di noi italiani cialtroni.
questa settimana, fino a venerdì, è ospite di radio tre dalle sette e un quarto del mattino, per commentare i fatti del giorno e rispondere alle domande dei radio ascoltatori.
spegnete la televisione, spegnete le altre radio ignoranti (“solo grandi successi!” dicono le altre. solo grandi successi?!?! io voglio sentire quello che non conosco, non il grande successo!) e accenndete radio tre.
volendo l’mp3 qui
http://www.radio.rai.it/radio3/podcast/lista.cfm?id=811

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26 gennaio 2007

curriculum vitae

ammetto che da parte mia è schizofrenico far parte di un mondo e nello stesso tempo criticarlo.
sono il classico che sputa nel piatto in cui mangia.
è vero, lo ammetto, ma è più forte di me.
su un recente numero della bellissima rivista max (ci collaboro) sono uscite delle bellissime foto (non mie) di una signorina, roberta taldeitali, che lavora in televisione e nel dorato mondo dello spettacolo. non la conosco, perchè guardo poco la televisione, ma è sicuramente bella e brava.
bene.
ad un certo punto dell’articolo c’è un riassunto della sua vita artistica e lavorativa. qui sopra la scansione di un dettaglio del prestigioso curriculum.
nell’anno 2000 la svolta fondamentale…

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25 gennaio 2007

…e la modella

forse con le ali e l’aureola sta meglio la modella che ho fotografato…

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23 gennaio 2007

l’angelo…

il bene e il male.
bene_d’usi
settimio benedusi=sette demoni sì bui
“self portrait” photo by c.v.

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22 gennaio 2007

lifting

è sempre più diffusa e comune la voglia di cambiarsi.
di cambiare, di modificare qualcosa del proprio corpo. le donne, ma anche gli uomini, non sembrano mai soddisfatte di come sono.
e allora vai di modifiche, di cambiamenti, di correzioni…
si spianano le rughe, si allungano le unghie, si aggiungono i capelli con le extension, si toglie il grasso, si impiantano i capelli, si gonfiano le tette, si modificano gli zigomi, si dipinge la pelle con tautaggi (un delfino sulla caviglia, un segno orientale che vuol dire “armonia e amore” sulla spalla…), si distruggono, per ricostruirli più piccoli, i nasi…e via così, in una costante modifica di quello che siamo.
è la chirurgia est_etica.
adesso basta, anche io voglio partecipare a tutto ciò.
anche io voglio modificarmi.
anche io voglio qualcosa di diverso.
non mi piaccio così come sono.
voglio anche io provare la chirurgia. la chirurgia etica, lasciando perdere l’est.
mi voglio più intelligente.
mi voglio più colto.
voglio conoscere tutta la divina commedia a memoria.
voglio imparare tutte le poesie a memoria.
voglio aver letto tutti i libri del mondo.
aver visto tutti i film della terra.
mi voglio più simpatico.
mi voglio più carismatico.
mi voglio più intelligente.
qualcuno sa indicarmi l’ospedale dove sia praticata questo tipo di chirurgia?

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12 gennaio 2007

stats

record di pagine viste in un giorno da quando esiste il mio sito: ieri sono state 4.192!
thank you!

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11 gennaio 2007

il fallimento

ho letto un libro molto particolare: “la follia di banvard” scritto da paul collins ed edito da adelphi.
questo libro racconta la vita di 13 persone che nella loro vita sono state eccezionali per qualcosa: per il loro gigantesco fallimento.
il john banvard del titolo ad esempio era un pittore molto famoso nell’ottocento.
anzi, molto di più che molto famoso, è stato il più famoso pittore dell’ottocento, celebrato dai suoi contemporanei come un grande genio e il primo pittore della storia a diventare straricco con la sua arte. era famosissimo sia in europa che in america, e si fece costruire a new york un castello dove viveva con la sua famiglia come un gran signore.
qualcuno conosce al giorno d’oggi johan banvard? qualcuno se lo ricorda?
assolutamente no, completamente dimenticato. i suoi quadri dispersi e senza alcun valore.
il fallimento, questo è un libro sul fallimento.
argomento bellissimo, che mi affascina molto.
la maggior parte di quelli che conosco sono dei falliti, magari dei falliti di successo, ma sono dei falliti.
(non tu amico/a che mi leggi, tu no, tu non sei fallito/a. ma tutti gli altri si…).
anche io, io qualche maniera, lo sono.
dicevamo, il fallimento…il fallimento è una cosa meravigliosa, è la vera giustizia. il fallimento è la prova che non ci sono state scorciatoie, non c’è stata corruzione, e se ci sono state sono state…fallimentari, di per sè anche questo un atto di giustizia:
sei un fallito? non hai corroto.
sei un fallito e hai pure corrotto? è giusto che tu sia un fallito.
quelli che hanno successo probabilmente lo hanno raggiunto percorrendo strade che non sono stati loro a decidere, si sono dovuti adeguare…hanno preso percorsi stimolati dalla furbizia e dagli interessi.
un ubriacone che vive la vita ai margini è un fallito.
ma se questo ubriacone dichiara “ti ubriacheresti anche tu, se conoscessi la vita bene come la conosco io!”, cosa è?

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10 gennaio 2007

news in the site

qualche aggiunta sul sito:
-le nuove immagini da sport illustrated 2006, da qui http://www.benedusi.it/portfolio/?Form_Album=58&Form_Photo=818 in avanti
-adv jucca, qui http://www.benedusi.it/portfolio/?Form_Album=3&Form_Group=2&Form_Photo=816
-adv take two, qui http://www.benedusi.it/portfolio/?Form_Album=3&Form_Group=4&Form_Photo=839
-un nuove redazionale fatto per la rivista uovo qui http://www.benedusi.it/portfolio/?Form_Album=75.
è una storia di morte. di morte?! certo! di morte!
ho pensato che l’argomento sia abbondantemente affrontato da ogni tipo di umana creatività: cinema, musica, romanzi…addirittura storie per bambini (cappuccetto rosso..) ma la fotografia di moda lo ignora. qui solo fighe che saltano felici! cosa ci sarà da saltare felici? ed ecco che nella mia storia io le ho fatte morire suicide, nonostante la loro bellezza, i loro vestiti meravigliosi, la loro opulenza e la loro ricchezza. l’apparenza non è tutto…

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7 gennaio 2007

keith haring

ho finalmente viaggiato molto durante queste vacanze: ho letto molto, di tutto e di più. leggere è il viaggio migliore.
tra le cose che ho letto, mi sono segnato queste righe tratte dai diari di keith haring:
“sto cercando con tutte le mie forze di tirare fuori un qualche senso a questa follia. la mia vita, il mio amore mal indirizzato, i miei amici, la sofferenza, il dolore e i piccoli scoppi di assennatezza. devo migliorare, penso, ma sembra solo andare peggio. quanto può continuare? e chi sono io per fare domande? non è neppure più questione di comprensione, ma di accettazione. accetto il mio fato, accetto la mia vita. accetto i miei difetti, accetto la lotta. accetto la mia incapacità di capire. accetto quello che non diventerò mai e quello che non avrò mai. accetto la morte e accetto la vita, non ho profonde consapevolezze: è una cieca accettazione di qualche genere di fato.
tutto questo mi sta inebetendo, il che è, in un certo senso, anche più spaventoso.
non c’è più nulla che mi sorprenda o che mi dia uno shock.
sto diventando molto duro all’esterno ma anche più tenero all’interno.
devo superarlo.
tutto questo e la mia stessa vita.”
keith haring
diari
piccola biblioteca oscar mondadori
keith haring è morto di aids il 16 febbraio 1990

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6 gennaio 2007

2_007

scusate, ero a sciare…

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