19 luglio 2007

estate 2007

estate
sei calda come il bacio che ho perduto
sei piena di un amore che è passato
che il cuore mio vorrebbe cancellare

estate
il sole che ogni giorno ci scaldava
che splendidi tramonti dipingeva
adesso brucia solo con furor

tornerà un altro inverno
cadranno mille pètali di rose
la neve coprirà tutte le cose
e forse un po’ di pace tornerà

estate
che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
l’ estate che ha creato il nostro amore
per farmi poi morire di dolor.

bruno martino

by capossela
http://www.benedusi.it/portfolio/albums/anticamera/ftp/estate/06%20Estate.mp3

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13 luglio 2007

new seventy adv

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7 luglio 2007

italia, bel paese

certo che se uno torna dalla lontana malesia verso l’amata italia, è probabile che trovi immediatamente le motivazioni per farsi girare i coglioni e voler immeditamente scappare dal bel paese.
è probabile che questo succeda se l’aereo faccia scalo a roma, e uno venga immediatamente sopraffatto da tutta la peggiore romanità, a dottò!, dal casino, dalla mancanza di informazioni, dall’approssimazione. dal fatto che esiste (penso caso unico al mondo) una fila per passare i controlli di sicurezza riservata ai titolari di carta ulisse e freccia alata dell’alitalia. cioè i VIP.
non fanno la fila e non vengono certo controllati come gli altri. ed è tutto un trionfo di pseudo letterine, di portaborse, di fighetti fancazzisti ed intrallazzoni che se ne fottono della fila si fanno i cazzi loro.
anche io ho la tessera ulisse (che non è quella proprio da VIP, è quella da vorrei essere VIP ma lo sono quasi…) e anche io ho saltato la fila, ma non lo trovo giusto.
ma tutto questo si potrebbe anche sopportare (vorrei vedere se non lo sopportassi, dopo non aver fatto la fila come gli altri coglioni…), ma quando uno poi sale sull’aereo e apre il giornale, lì si raggiunge il livello di guardia:
si viene a leggere che l’ENI, il cui acronimo vorrei ricordare che sta per ENTE NAZIONALE IDROCARBURI, ha preso una meravigliosa decisione.
questa:
http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/ambiente/cravatte-eni/cravatte-eni/cravatte-eni.html
e cioè ha disposto che, per dare una mano al pianeta a combattere l’inquinamento e il surriscaldamento globale, i propri impiegati non mettano la cravatta in ufficio, per fare in maniera tale che l’aria condizionata sia tenuta più mite negli uffici.
cioè, fatemi capire, la più grande industria petrolifera italiana combatte l’inquinamento facendo togliere la cravatta ai propri impiegati?!?
sono le cravatte il pericolo e la causa dell’inquinamento del mondo?!?
pensate a quelli che hanno le fabbriche di cravatte nel comasco, che si trovano da un momento all’altro imputati di tutti i disastri del pianeta: a saperlo prima si sarebbero aperti una bella pompa di benzina…

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5 luglio 2007

malesia #14_the end

concludo con un pizzico di egocentrismo, con un’idea da nulla di protagonismo, con un barlume di vanità: piazzo lì per lì un autoritratto che mi hanno chiesto di fare e che ho fatto sulla spiaggia più bella dell’isola dov’ero.
esatto dov’ero, perchè adesso sono all’aeroporto di kuala lumpur, nella lounge della malaysia airlines, che sembra il bar di guerre stellari: strani personaggi, donne mussulmane coperte dalla testa ai piedi, turisti australiani, ex frikettoni, uomini d’affari con il PC aperto su files excell, americani anzianotti ma con le scarpe da ginnastica ai piedi e il piglio dei ventanni, e…un fotografo italiano di ritorno verso l’italia.
è stata una settimana di buon lavoro, e soprattutto, lo devo ammettere, di riposo: mi è stata veramente utile dopo mesi di super pressione.
come sempre in questi casi ho letto molto (volete fare i fotografi? cercate di conoscere più fotografia vi è possibile! volete scrivere? leggete! volete fare poesie? imparate tutte le poesie del mondo a memoria!)
ho letto il libro di gian antonio stella (che dire, con quello di roberto saviano dovrebbe essere obbligatorio per tutti…), l’ultimo di sandro veronesi “brucia troia” (carino, certo non bello come “caos calmo”) e adesso sto leggendo il libricino (tale solo per le dimensioni) “diario australiano” di rodolfo sonego, lo sceneggiatore storico di alberto sordi, libro scritto in occasione dei sopralluoghi in australia per il film “bello, onesto emigrato in australia sposerebbe emigrata illibata”.
libro di viaggio, ottimo da leggere viaggiando.
e da questo delizioso diario di viaggio rubo queste righe:
“scrivere così, sempre, tutta la vita senza mai fermarsi…ma non per gli altri, per se stessi, perchè ogni istante sia vissuto, goduto o sofferto.
invece, proprio da questi sedili, guardando da questi oblò quanti paesaggi ho perduto: non avendoli descritti o disegnati sono perduti per gli altri ma anche per me stesso. la memoria sta solo nelle cose scritte o disegnate. tutto il resto sono larve, fantasmi o nebbie che subito spariscono e rimangono nella memoria deformate come certe canzoni di dischi troppo vecchi…”

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5 luglio 2007

malesia #13

per gli amici del corriere.it ho realizzato un imperdibile questionario, che ho sottoposto alle modelle che qui ho fotografato, per fare in maniera tale che si potesse conoscerle un pochino meglio.
per voi raffinatissimi e intellettuali lettori del mio blog però altro che modelle!
qui il questionario che ho sottoposto a aya, una simpatica giapponese che lavora qui e che ci ha aiutati in questi giorni:
nome: Aya Kaneko
anni: 28
nata: japan
vive: malesia
agenzia: no!
primo servizio fatto: questo è il primo
fidanzata: single
film preferito: il padrino
libro preferito: un libro giapponese, titolo, più o meno, “sensei”” l’istitutrice”
più bel posto visto: roma
cucina preferita: giapponese
bagno o doccia: bagno
musica preferita: coldplay, U2
se non facessi la modella: dottoressa
sogno da piccola: dottoressa
le caratteristiche dell’uomo ideale: divertente, generoso e che sappia prendere cura di me
ti piace la pancetta degli uomini: no!
cosa salverà il mondo?: cercare di non essere egoisti
cosa lo porterà alla rovina?: l’egoismo
come ti vedi tra vent’anni?: con marito, figli ma ancora lavorante negli hotel
preferiresti avere una figlia bella o intelligente?: prima mi chiede: quindi vuol dire che se fosse intelligente dovrebbe essere brutta? alla mia risposta sì dice: intelligente
se fossi l’uomo più potente del mondo cosa faresti: eliminare il debito che i paesi poveri hanno nei confronti di quelli ricchi
cosa fai per mantenerti bella: non sono bella! _sì che lo sei!_ mangio molti vegetali e provo a fare ginnastica
quale è il rapporto con le altre colleghe?: amichevole
quale è la parte del tuo corpo che cambieresti?: il naso
quanto costa un litro di latte: a tokio tre dollari

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3 luglio 2007

malesia #12

sempre più spesso mi arrivano mail chiedendomi delucidazioni sugli aspetti più puramente fotografici e tecnici del mio lavoro, argomenti dei quali in effetti scrivo ben di rado.
e questo succede perchè veramente non saprei cosa scrivere.
la mia maniera di lavorare è estremamente semplice, come semplice è l’attrezzatura che mi porto dietro.
nella mia borsa ci sono due canon eos 1 ds mark 2.
secondo me è la macchina in assoluto migliore per chi voglia fare fotografia a livello professionale.
(non becco una lira, ne’ macchine gratis dalla canon, solo un occhio di riguardo, e neanche in italia, quindi questi giudizi, come tutti gli altri sono sinceri e disinteressati…)
di meglio ci sono solo le medio formato, che però sono lente e complesse. a volte le uso, ma raramente.
comunque, qui mi sono portato le mie canon e tre obiettivi normali, 50 mm. nel 99 per cento delle volte infatti uso solo questo obiettivo. in questi giorni di shooting qui in malesia sempre e solo 50 mm.
scatto non usando assolutamente nulla, ne’ pannelli, ne’ polistiroli, ne’ riflessi di alcun tipo.
scatto in jpg, trovando che in questa maniera sia molto più facile e veloce gestire i files.
trovo che siano tutte seghe mentali le differenze tra jpg e raw, per me non c’è nessuna differenza, o se c’è non si vede su una stampa di un giornale.
scarico tutto sul mio MAC. che è ovviamente il computer migliore per gestire ed elaborare le fotografie.
e basta. nient’altro.
per questo non so cosa dire quando mi si chiede qualcosa sull’argomento, non ho niente da dire!
l’ho già detto tante volte, adesso qualcuno mi dirà che mi ripeto e trito e ritrito sempre le stesse cose, però questa vale veramente la pena di essere ripetuta: la semplicità è la cosa più importante. contano le idee, conta l’emozione, contano le storie, tutto il resto è nulla.
la tecnica va imparata come deve essere imparata la grammatica per chi scrive; ma deve essere subito dimenticata, deve essere nascosta, deve essere invisibile, per far parlare una sola cosa, le emozioni.
nella fotina qui sopra il mio assistente che è qua con me, garrot, sudafricano, mentre lavora alla postazione benedusi…

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1 luglio 2007

malesia #11

e per voi in anteprima mondiale una delle prossime modelle di sport illustrated: ava! (si chiama proprio così…)

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