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  • 29 novembre 2007

    cape town #03

    …e alla fine l’africa esce sempre fuori, con le sue piccole/grandi assurdità…
    nella fattispecie, nel, peraltro bello, albergo dove sono hanno fatto un piccolo/grande errore: hanno invertito il caldo/freddo dei rubinetti.
    esce quindi acqua (bollente!) dalla parte destra del rubinetto e acqua fredda dalla parte sinistra.
    non sarebbe un grave errore, se non che il primo giorno stavo ustionandomi lavandomi i denti.
    una volta imparata la bizzarria non è ovviamente nulla di tragico.
    il tutto però è diventato comico la prima volta che sono andato a, scusate, cagare: faccio i miei italici bisogni, tiro l’acqua e, con mia grande sorpresa, vedo uscire dal, riscusate, cesso una nuvola di fumo: è pure bollente l’acqua dello sciacquone…

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    28 novembre 2007

    cape town #02

    la vita del fotografo di moda può avere dei seri pericoli: uno se ne sta andando beato verso una felice giornata di shooting, il sole splende luminoso, tutti sono sereni e tranquilli, ed ecco che in un niente la tragedia è dietro l’angolo, o meglio dietro la curva: il temibilissimo e velenosissimo serpente “10 passi” (si chiama così perchè lui ti morde e ti restano dieci passi da vivere) ti attraversa la strada…
    tutto bene.
    sono vivo!

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    27 novembre 2007

    cape town #01

    arrivato a cape town.
    sole e caldo.
    perso volo virgin atlantic per problemi tecnici.
    preso volo south african airlines.
    valigia persa.
    niente cambio.
    frastornatissimo.
    vivo.
    più o meno vegeto.
    “Guardi questa mano Mr. Benedusi, quante dita sono?”
    direi tre.
    “Ahi ahi ahi, Mr.Benedusi, erano cinque. Perchè non si fa un bel riposino?”

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    26 novembre 2007

    londra

    allora: sono arrivato ieri sera dall’america, sono andato in studio, ho lavorato fino a tardi, nonostante il mio fuso dicesse che erano le cinque del mattino.
    sono poi andato a casina a dormire, nonostante il mio fuso dicesse di svegliarmi.
    dopo un po’ sono andato in studio e infine a linate, nonostante il mio fuso mi dicesse che era notte e sarei dovuto andare a dormire.
    adesso sono le otto di sera, sono a londra nella lounge della south africa airlines, e l’unico fuso sono io.
    sono in lista d’attesa, perche’ l’aereo che avrei dovuto prendere ha “problemi tecnici”.
    adesso vado on line a controllare se il fotografo di moda rientra nei lavori usuranti…

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    25 novembre 2007

    los angeles #05/credit card

    finito anche il lavoro a los angeles.
    sono adesso nella lounge della air france, in attesa del mio volo per parigi e quindi milano.
    è andato tutto abbastanza bene.
    di una cosa vorrei scrivere, e la prendo un po’ alla lontana:
    per un certo periodo ho fatto il docente all’istituto europeo di design.
    a volte per dei periodi più lunghi, a volte solo per degli spot veloci o ai ragazzi che finivano il corso o che lo iniziavano.
    era anche piacevole e divertente, poi però ho dovuto diminuire, se non annullare, la mia disponbilità, a causa dei continui impegni di lavoro, che rendevano impossibile una mia presenza costante. ma questa è un’altra storia.
    quello che vorrei raccontare è che per un certo periodo nella prima lezione facevo una cosa che sarà sembrata ai più sborrona, arrogante, altezzosa e soprattutto fuori luogo. iniziavo la lezione più o meno così: “ciao ragazzi, sono qui per cercare di insegnarvi come sia possibile diventare fotografi di moda e fare in maniera tale che questa possa diventare per voi un vera e propria professione. prima però di raccontarvi di macchine fotografiche, giornali, campagne pubblicitarie, test, modelle, truccatori, redattrici…e quant’altro vorrei che prendeste coscienza di una cosa che prima di tutte le altre è assolutamente fondamentale per fare il fotografo di moda in maniera professionale”.
    a quel punto la platea mi guardava curiosa, anche perchè aprivo la mia giacca tirando fuori il mio portafoglio.
    aprivo il portafoglio e tiravo fuori la mia american express.
    la sventolavo in aria e così continuavo:”ragazzi, questa è l’unica cosa veramente indispensabile, oltre ovviamente al vostro talento e alle vostre buone idee, per fare il fotografo di moda. le macchine fotografiche si possono noleggiare, lo stesso i flash, le pellicole, i computer…qualsiasi cosa si può trovare là dove andrete a fare le fotografie. ma l’unica cosa veramente fondamentale è una buona carta di credito con un’ottima copertura.”
    tutti mi guardavano allibiti, chi con compassione per la mia supposta arroganza, chi con sufficiente incredulità.
    anche perchè, diciamolo, la carta di credito era, ed è, un’american express d’oro.
    mi vedevano, come probabilmente mi vedete voi che leggete queste righe, come il fotografo fighetto che vuole solo fare ancora di più il fighetto con una scenetta fighetta.
    invece non era una scenetta, ero, e sono, assolutamente convinto di quello che stavo raccontando.
    per andare al dunque: se in questi giorni di lavoro qui a los angeles non avessi avuto una valida carta di credito (ok, un’american express d’oro…) sarebbe stato impossibile finire il lavoro.
    non dico difficile.
    non dico complicato.
    dico assolutamente impossibile.
    sarei tornato a casa a milano senza fotografie.
    mica una cosetta da poco, no?
    quindi: volete fare i fotografi di moda?
    fatevi una buona carta di credito.

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    24 novembre 2007

    los angeles #04

    ultimo giorno di shooting, qui in california.
    molto bello, oggi.
    siamo stati in un vero dinner nel deserto.
    tutto molto irreale, la continua sensazione di essere in un film…

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    22 novembre 2007

    los angeles #03

    ieri ho scattato qui, una bellissima villa sulle colline sopra los angeles.
    che dire…come sempre nei viaggi succede di tutto, casini su casini, difficoltà su difficoltà.
    è abbastanza sempre così.
    se ci si pensa bene è assurdamente complicato portare dei vestiti fin qui, organizzare tutto, fare che tutto funzioni, ben consapevoli che basta un nulla, il classico granello dell’ingranaggio, per fare in maniera che tutto vada in vacca. finora, tutto sommato, tutto bene: ma la sensazione, come ogni volta, è veramente quella di scalare una montagna.
    come al solito immagino quelli che staranno pensando e diranno la solita solfa: quanto sia ben più dura e difficile la vita di chi si deve svegliare alle 5 del mattino per andare a guidare un tram. è vero, è molto molto meglio venire a los angeles a fare delle fotografie di moda.
    però le difficoltà, le angosce, le sveglie nel cuor della notte ossessionati sull’andamento regolare di tutto ciò che potrebbe andare male, tutte queste cose uno non se le può neanche immaginare.
    va bene, adesso vi lascio, che vado a santa monica a fare il brunch…
    😉

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    21 novembre 2007

    los angeles #02

    eccoci qui, io e la mia ombra, sulle colline di hollywood…

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    19 novembre 2007

    los angeles #01

    eccomi, sono a los angeles.
    per voi sono le 5 del mattino, per me le 8 di sera, e infatti ho un sonno da schiantare, ma devo resistere, altrimenti è un casino domani mattina.
    è un peccato che nei giorni scorsi non abbia mai avuto tempo di passare da qui a scrivere, perchè ci sarebbero state un’infinità di cose divertenti/assurde/ridicole di cui scrivere: spero di avere tempo di farlo in questi giorni. una su tutte, però me la devo togliere subito.
    ho letto, come tutti voi, questo articolo http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1567101617 dove si parla dell’ordinanza comunale di napoli che vieta di fumare nei parchi. e tutti ne hanno scritto con serietà, elogiando la saggia decisione. nessuno che abbia visto il profondo ridicolo in tutto questo: ma dico io, a napoli, dove nessuno mette il casco in moto, dove la spazzatura invade le strade, dove c’è tutto il casino e i problemi che ben conosciamo (vedi gomorra di saviano) e questi fanno una legge che viete il fumo nei parchi?!?! ma ve lo immaginate un napoletano che fuma seduto su una panchina e il vigile che lo avvicina per fargli la multa? ma nessuno dice niente?!?! ma non vi sembra una enorme presa per il culo?!?! sul titanic che sta affondando mandiamo l’idraulico a riparare il rubinetto che gocciola?!?!?

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    18 novembre 2007

    si parte

    jdwencwcwcswsdwqdk..dwedwedw
    non avete capito un cazzo?!?!
    neanche io.
    sono frastornatissimo.
    mi sento come un polipo appena pescato, al quale hanno girato la testa e lo stanno sbattendo sugli scogli.
    periodo di lavoro pazzesco.
    giorno e notte. senza dormire e senza mangiare.
    ok, la so la storia delle miniere e delle fabbriche…ma mi sto facendo un culo così, anche senza andare ne’ in fabbrica e ne’ in miniera.
    ho fatto anche due cose in televisione, molto diverse una dall’altra ma entrambe molto piacevoli e divertenti.
    la prima la vedrete su rai tre domenica sera due dicembre alle 21.
    adesso sono le sei e mezza di domenica mattina e sono alla malpensa, per ora in partenza per parigi. mille incertezze quando si parte, a cominciare dal taxi che ti viene a prendere sotto casa per portarti all’aeroporto. io ho moooolto più timore di quello che del viaggio aereo: e se viene uno con una macchinetta del cazzo e che non sa guidare? quello è pericoloso, altro che il viaggio aereo…(e l’aereo cadè, e scrissero sul giornale:”pensate, aveva scritto queste righe poco prima!)
    ok, mi imbarco, o meglio mi inaereo, dato che, ma forse l’avete capito, a parigi ci vado in aereo e non in barca…

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