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  • 29 settembre 2008

    italia’s next top model

    domani sera, martedì, ci sarà la prima puntata della trasmissione italia’s next top model.
    qui lo dico qui lo nego, ma parteciperò anche io.
    fedele al detto che la televisione è come la cacca, che bisogna farla ma non guardarla, io non riuscirò a vedermi.
    sarò infatti sul traghetto olbia-genova, di ritorno da un lavoro.
    come sono andato?

    84 Commenti »

    22 settembre 2008

    istruzioni se cade la linea

    debbo dire che io ho una propensione alle piccole cose.
    ai comportamenti quotidiani.
    diciamo, per dirla in maniera aulica, che sono più interessato al microscopico piuttosto che al macroscopico.
    c’è chi, giustamente!, si occupa e preoccupa del problema della fame del mondo, del problema dell’estinzione delle foche monache della papaguinea e dei macachi nani della giungla del borneo…
    perfetto.
    ma a me piacerebbe contribuire a ben altri problemi, ben più piccoli. ma, diciamocelo, magari di ben più facile soluzione.
    ho quindi una proposta per risolvere un piccolissimo/grande problema.
    questo:
    tutti ci parliamo con il cellulare, oramai quasi nessuno usa più il fisso.
    benissimo.
    il problema è che succede abbastanza spesso che cada la linea. un po’ perchè si è in macchina e ci si sposta, un po’ perchè la linea è debole, un po’ chissà perchè.
    quando cade la linea cade sempre durante una discussione importante, quando il tuo amico ti stava raccontando la seratona di ieri sera. e quindi ci si richiama subito.
    e qui scatta il problema.
    io richiamo, l’altro richiama. e troviamo occupato.
    poi lui chiama e io richiamo. e troviamo occupato.
    allora tutte e due pensiamo “aspetto un pochino, e poi richiamo”. e troviamo occupato.
    allora tutte e due pensiamo “aspetto parecchio, e poi richiamo” e troviamo occupato.
    allora tutte e due pensiamo “richiamo immediatamente”. e troviamo occupato.
    un inferno! non è capitato anche a voi?

    quindi, regola per risolvere il problema: semplice, chi ha chiamato per la prima volta richiama. l’altro sta lì e aspetta.
    ok?
    facciamo un gigantesco passaparola e questa sarà la regola che purtroppo non salverà le foche monache ma sicuramente salverà le nostre telefonate?

    la fotina qui sopra non c’entra direttamente con il post, ma c’entra molto: l’ho scattata qui a milano in un punto della strada dove dopo la riasfaltatura non è stato messo il segnale di stop. anche qui qualcuno ha pensato bene di risolvere in proprio un piccolo grande problema…

    16 Commenti »

    18 settembre 2008

    alitalia

    ma dei miei punti millemiglia alitalia cosa ne sarà?

    56 Commenti »

    7 settembre 2008

    la prospettiva delle cose

    c’è un giovane prete che si reca dal suo vescovo chiedendogli se può fumare mentre prega.
    il vescovo sdegnato gli risponde che assolutamente no, non si può fumare mentre si fa una cosa così importante come pregare.
    il giovane prete torna mogio mogio al convento dove trova però un anziano prete che se la fuma beato mentre prega.
    “scusa fratello, ma non puoi fumare mentre preghi, l’ho appena chiesto al vescovo, e lui me l’ha vietato!”
    “caro fratello, anche io l’ho chiesto al vescovo, e lui me l’ha permesso”
    “te l’ha permesso!?! e come mai a te sì e a me no?”
    “non lo so, so solo che io sono andato dal vescovo e gli ho chiesto se potevo pregare mentre stavo fumando. e lui mi ha detto che la preghiera si può e si deve fare in ogni momento!”

    36 Commenti »

    5 settembre 2008

    recitativo

    Uomini senza fallo, semidei
    che vivete in castelli inargentati
    che di gloria toccaste gli apogei
    noi che invochiam pietà siamo i drogati.

    Dell’inumano varcando il confine
    conoscemmo anzitempo la carogna
    che ad ogni ambito sogno mette fine:
    che la pietà non vi sia di vergogna.

    Banchieri, pizzicagnoli, notai,
    coi ventri obesi e le mani sudate
    coi cuori a forma di salvadanai
    noi che invochiam pietà fummo traviate.

    Navigammo su fragili vascelli
    per affrontar del mondo la burrasca
    ed avevamo gli occhi troppo belli:
    che la pietà non vi rimanga in tasca.

    Giudici eletti, uomini di legge
    noi che danziam nei vostri sogni ancora
    siamo l’umano desolato gregge
    di chi morì con il nodo alla gola.

    Quanti innocenti all’orrenda agonia
    votaste decidendone la sorte
    e quanto giusta pensate che sia
    una sentenza che decreta morte?

    Uomini cui pietà non convien sempre
    male accettando il destino comune,
    andate, nelle sere di novembre,
    a spiar delle stelle al fioco lume,
    la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
    muover le tombe e metterle vicine
    come fossero tessere giganti
    di un domino che non avrà mai fine.

    Uomini, poiché all’ultimo minuto
    non vi assalga il rimorso ormai tardivo
    per non aver pietà giammai avuto
    e non diventi rantolo il respiro:
    sappiate che la morte vi sorveglia
    gioir nei prati o fra i muri di calce,
    come crescere il gran guarda il villano
    finché non sia maturo per la falce.

    Fabrizio De Andrè

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