MY BEST POST

COMMENTI RECENTI

  • aprile 2017
  • marzo 2017
  • febbraio 2017
  • dicembre 2016
  • novembre 2016
  • ottobre 2016
  • settembre 2016
  • luglio 2016
  • maggio 2016
  • aprile 2016
  • marzo 2016
  • febbraio 2016
  • gennaio 2016
  • dicembre 2015
  • novembre 2015
  • ottobre 2015
  • settembre 2015
  • agosto 2015
  • luglio 2015
  • giugno 2015
  • maggio 2015
  • aprile 2015
  • marzo 2015
  • febbraio 2015
  • gennaio 2015
  • dicembre 2014
  • novembre 2014
  • ottobre 2014
  • settembre 2014
  • agosto 2014
  • luglio 2014
  • giugno 2014
  • maggio 2014
  • aprile 2014
  • marzo 2014
  • febbraio 2014
  • gennaio 2014
  • dicembre 2013
  • novembre 2013
  • ottobre 2013
  • settembre 2013
  • agosto 2013
  • luglio 2013
  • giugno 2013
  • maggio 2013
  • aprile 2013
  • marzo 2013
  • febbraio 2013
  • gennaio 2013
  • dicembre 2012
  • novembre 2012
  • ottobre 2012
  • settembre 2012
  • agosto 2012
  • luglio 2012
  • giugno 2012
  • maggio 2012
  • aprile 2012
  • marzo 2012
  • febbraio 2012
  • gennaio 2012
  • dicembre 2011
  • novembre 2011
  • ottobre 2011
  • settembre 2011
  • agosto 2011
  • luglio 2011
  • giugno 2011
  • maggio 2011
  • aprile 2011
  • marzo 2011
  • febbraio 2011
  • gennaio 2011
  • dicembre 2010
  • novembre 2010
  • ottobre 2010
  • settembre 2010
  • agosto 2010
  • luglio 2010
  • giugno 2010
  • maggio 2010
  • aprile 2010
  • marzo 2010
  • febbraio 2010
  • gennaio 2010
  • dicembre 2009
  • novembre 2009
  • ottobre 2009
  • settembre 2009
  • agosto 2009
  • luglio 2009
  • giugno 2009
  • maggio 2009
  • aprile 2009
  • marzo 2009
  • febbraio 2009
  • gennaio 2009
  • dicembre 2008
  • novembre 2008
  • ottobre 2008
  • settembre 2008
  • agosto 2008
  • luglio 2008
  • giugno 2008
  • maggio 2008
  • aprile 2008
  • marzo 2008
  • febbraio 2008
  • gennaio 2008
  • dicembre 2007
  • novembre 2007
  • ottobre 2007
  • settembre 2007
  • agosto 2007
  • luglio 2007
  • giugno 2007
  • maggio 2007
  • aprile 2007
  • marzo 2007
  • febbraio 2007
  • gennaio 2007
  • dicembre 2006
  • novembre 2006
  • ottobre 2006
  • settembre 2006
  • agosto 2006
  • luglio 2006
  • giugno 2006
  • maggio 2006
  • aprile 2006
  • marzo 2006
  • febbraio 2006
  • gennaio 2006
  • dicembre 2005
  • novembre 2005
  • ottobre 2005
  • settembre 2005
  • agosto 2005
  • luglio 2005
  • giugno 2005
  • maggio 2005
  • aprile 2005
  • marzo 2005
  • febbraio 2005
  • gennaio 2005
  • dicembre 2004
  • novembre 2004
  • ottobre 2004
  • settembre 2004
  • agosto 2004
  • luglio 2004
  • giugno 2004
  • maggio 2004
  • aprile 2004
  • marzo 2004
  • febbraio 2004
  • gennaio 2004
  • dicembre 2003
  • novembre 2003
  • ottobre 2003
  • settembre 2003
  • agosto 2003
  • luglio 2003
  • giugno 2003
  • maggio 2003
  • aprile 2003
  • marzo 2003
  • 28 marzo 2009

    99 ragioni per vivere in italia

    numero di elle (italiano) ancora in edicola ma uscito un mesetto fa a milano (italia) durante le sfilate (italiane) e che strilla in copertina: 99 motivi per essere felici in italia.
    tra questi motivi probabilmente non ci sarà fare il fotografo di moda (italiano).
    infatti questi qui sotto (che incasino un pochino per non dar loro pure inutile pubblicità) sono i fotografi tutti stranieri presenti sulla rivista:
    matt joxxes
    karl lagexxeld
    david buxxon
    marcelo kraxxlcic
    luis saxxhis
    paulo suxxh (facendo still life su fondo bianco!)
    jason kibxxer
    luis saxxhis

    negli stessi giorni (se non fosse chiaro, la settimana della presentazione a tutto il mondo della moda italiana a milano, italia) si è inaugurata presso gli spazi della regione la mostra “la bellezza interpretata dai più grandi maestri della fotografia dagli anni trenta a oggi”, anche sponsorizzata dal comune di milano (italia).
    in questa mostra non c’è neanche un fotografo italiano.
    neanche uno.
    gianpaolo barbieri, ad esempio? non c’è.

    no comments

    49 Commenti »

    27 marzo 2009

    photoshow

    domani mattina, sabato, alle 11:30 farò due chiacchere con l’amico luca pianigiani allo stand canon…
    http://www.canon.it/About_Us/Advertising__Sponsorship/Events__Exhibitions/Consumer_Event_09_areaworkshop.asp

    49 Commenti »

    26 marzo 2009

    nicola guiducci & saturnino

    come si diceva un po’ di righe sotto, i piacevoli imprevisti di questa professione:
    sono in studio in altre faccende affacendato e squilla il telefono, è l’amico saturnino.
    “settimio! dove sei?!?!”
    “satu! sono in studio, passa!”
    “passo, perchè devo andare vicino a te ad intervistare nicola”
    “intervisti nicola?!? vengo ad immortalare il momento!”

    e così in un nulla mi sono trovato a fare un ritratto ad un gigante del basso (non è un ossimoro, è la realtà) come saturnino insieme ad un gigante della musica in generale e della creatività come nicola guiducci.

    la fotina qui sopra si può vedere meglio qui http://disk.benedusi.it/satu_guiducci/satu+guiducci.jpg

    9 Commenti »

    22 marzo 2009

    benedusi_thorimbert: l’ultimo spenga la luce…

    eccoci qui, ognuno è rientrato a casa propria, io scrivo sul mio blog, l’amico toni sul suo.
    abbiamo fatto una specie di scambio di case del web, e mi è piaciuto.
    debbo dire che toni e i suoi si sono comportati veramente bene, non ho trovato casino, tutto era in ordine e pulito: bravi!

    vorrei fare un po’ di riflessioni, e, per una volta, sarò forse serio e anche schematico.
    quindi:

    -comincio dal generale: tutto l’ambaradam di questo nostro scambio mi è molto piaciuto, lo ribadisco. mi è molto piaciuto nel senso che è una di quelle operazioni per cui ha senso internet. che non basta mettere i link di quelli che ci piacciono, infatti io questa cosa non ce l’ho e forse mai ce l’avrò. bisogna che, tra persone che si piacciono e si apprezzano, si creino come dei vasi comunicanti, in maniera che le esperienze, le conoscenze, le affinità e quant’altro passino da una parte all’altra.
    tra l’altro è sbagliato il paragone con i vasi comunicanti qui sopra, perché nel nostro caso accade la magia che i livelli non si mediano ma quello più basso passa solo a quello più alto.
    purtroppo la nostra attività, ma come penso quella di chiunque, è un’attività solitaria. siamo sempre ripiegati su noi stessi, e la tentazione di dire e pensare “io, io, io, io ,io…” è fortissima. con “io, io, io, io, io…” non si va da nessuna parte. bisogna pensare al NOI.

    -sempre legato a tutto ciò, c’è un ‘altra riflessione: su internet c’è tutto e di più, lo sappiamo bene. ovviamente c’è tutto e di più anche per quello che riguarda il nostro campo: la fotografia. io penso che la funzione di un sito come il mio debba evolversi verso una specie di piattaforma nella quale l’infinito “mare magnum” di internet sia filtrato dal mio gusto, dalle mie affinità, da ciò che io sono. vorrei veramente che il mio nuovo sito, che tra non moltissimo vedrà la luce, dopo un’infinito travaglio, possa ambire a diventare una grande casa dove ci sia la mia stanza ma anche tantissime altre stanze di persone, fotografi, ristoratori, alberghi, modelle, amici, architetti…verso i quali io senta ( e loro nei miei confronti) affinità.
    e comunque la prima stanza, quella con la vista migliore e il sole che la illumina bene però sarà sempre di toni…

    -lasciamo il generale, e arriviamo allo specifico, a toni thorimbert: innanzitutto vorrei fare una piccola regressione al passato raccontando dei miei inizi, nei quali c’è lo zampino di toni. io arrivo dalla provincia ligure a milano ventenne. senza conoscere niente e nessuno, allo sbaraglio, con il sogno di diventare fotografo. avevo una specie di book, fatto con amici e amiche in quel di imperia. arrivo con il classico misto di timidezza e arroganza di chi comincia. l’arroganza però era tale che ho pensato bene di saltare tutta la questione assistentato, per propormi subito ad un giornale: così, allo sbaraglio! sono andato allora in una edicola e ho comprato tutti, dico tutti, i giornali che c’erano. sfoglia e sfoglia e sfoglia…ho trovato ad un certo punto un servizio che mi piacque tantissimo, se non sbaglio era fatto usando come modelli gli spettatori di un concerto rock (giusto toni?). il giornale era duepiù (da un po’ non esiste ovviamente più) e il fotografo era un certo toni thorimbert. presi il tram verso la mondadori e, con la fortuna del dilettante, ottenni il primo servizio proprio per quel giornale, che tornai a realizzare ad imperia con i miei amici. quando però capii che saper fare le fotografie non bastava per dirsi fotografo ma che bisognava imparare la professione, smisi di fare il fotografo e incominciai a fare l’assistente. ma questa è un’altra storia…

    -vado ancora più nello specifico, alle risposte di toni:
    i libri: abbiamo sfiorato un uno a uno, con avedon…
    la macchine fotografiche: toni, con mia grande ammirazione, per tanto tempo ha usato il banco ottico e il sei per sei, realizzando con questi strumenti immagini meravigliose. giustamente le cita. adesso però, usa, giustamente, il digitale. però ha ragione, un FOTOGRAFO, deve saper usare quelle macchine, devono essere nel suo DNA.
    le attrezzature digitali: direi che siamo d’accordo, un fotografo deve usare il MAC, nient’altro.
    le riviste: beh! qui si vede la passione di toni per le moto… e comunque (sarà un caso?) non c’è una rivista di moda italiana…
    la musica: ok massive attack, ma qui toni poteva dare di più… ;)
    i film: grandissime scelte. di stanley kubrick io avrei messo anche barry lindon, se non altro per un uso pazzesco della luce e per la presenza di una grande modella, marisa berenson (che io ho fotografato più volte, e ho stressato da matti chiedendole di quell’esperienza…)
    le tre foto: scelta ovviamente fantastica. in qualche maniera una scelta simile alla mia, nel senso che nella sua prima foto, fatta da giovanissimo c’è già tutto.
    il primo servizio da fare: qui toni dice una cosa meravigliosa e giusta del nostro lavoro. che tu sei bello tranquillo nel tuo studio, e uno ti chiama e ti manda a fotografare il culo delle scimmie del bengala. e noi si parte e si va…
    errori: giusto!
    arte da comprare: cazzarola! mollino avrei voluto dirlo anche io!
    studio: il nuovo studio di toni è bellissimo con una bellissima luce naturale, ben venga di rifarselo uguale!
    garage: lo dicevo io che questa domanda era ad uso e consumo tutto suo! ;)
    vestiti: toni è, come si confà ad un grande fotografo, molto elegante… ;)

    -insomma questo è quanto. penso proprio che questa non sarà un’esperienza isolata. il mio piccolo blog, caro toni, è a completa disposizione tua e dei tuoi amici. fate cosa e quello che volete. una sola raccomandazione: che l’ultimo spenga la luce…

    ovviamente potete vedere i commenti di tutta la cosa sul blog di toni, qui http://tonithorimbert.blogspot.com/

    12 Commenti »

    19 marzo 2009

    toni thorimbert vs settimio benedusi parte seconda

    seconda parte dell’intervista a toni thorimbert
    le mie risposte, ovviamente, le trovate sul suo blog http://www.tonithorimbert.blogspot.com/

    settimio benedusi: Con grande fatica riesci a recupare i files delle tue foto da un Lacie di backup che il fuoco ha risparmiato. Miracolosamente si sono salvate solo 3 tue immagini.
    Preghi che siano queste tre…

    toni thorimbert: questa non è una domanda, è una tortura, è autolesionismo!!!
    Mi rendo conto che sono totalmente impreparato a rispondere. Comunque siccome è un gioco ne scelgo tre che sicuramente vanno bene, poi magari domattina me ne vengono in mentre altre trecento tra cui potevo scegliere e che mi sembreranno più importanti. Comunque sulla prima (01 Pioltello http://disk.benedusi.it/toni_pioltello/01%20pioltello.tif ) non ho molti dubbi. In pratica, quello sono io (anche se ovviamente non lo sono) e dietro ci sono invece i veri casermoni dove sono cresciuto, a Pioltello. La foto era parte di un servizio che presentai all’esame di fine anno alla scuola di fotografia dell’Umanitaria. Era il 1974 ed ero appena più grandicello del mio soggetto. Mi sono sempre rivisto in quel ragazzino e nella sua aria di sfida. E infatti il suo atteggiamento, e il mio come fotografo, coincidono perfettamente…stiamo tutti e due mostrando i muscoli!

    (02 quarto oggiaro http://disk.benedusi.it/toni_quarto/02%20quarto%20oggiaro.jpg ) La seconda è una foto di moda scattata a quarto oggiaro, un’altra periferia milanese. E’ del 1994, molto più tardi della prima quindi, ma comunque il momento della svolta. Una delle pochissime foto che portai, su consiglio di Peter Lindbergh, a New York.
    Una foto che è stata comunque una piccola rivoluzione perché, oltre che rivalutare la periferia non solo come “location”, ma come stato mentale e simbolico, rimetteva in gioco, specialmente nella foto di moda, la solita dinamica: tu ti mostri, io ti fotografo. Qui le cose si complicavano, i piani dell’immagine diventavano stratificati, così come le relazioni tra i personaggi…

    (03 macerie http://disk.benedusi.it/toni_macerie/03%20macerie.jpg ) come ultima alla fine ho scelto questa, scattata tre anni fa, a riprova che il mondo è solo peggiorato da allora.
    Una foto di moda anche questa, scattata per Io Donna.
    Io l’ho sempre raccontata così: “camminiamo tutti, impeccabilmente vestiti, sulle macerie del mondo.”

    SB: Il tuo book è ovviamente bruciacchiato, tre immagini le hai salvate con il Lacie ma sono un po’ poche. Dovendo ricominciare, quale sarebbe il primo servizio che vorresti fare?

    TT: Una cosa che adoro di questo lavoro è proprio che magari sono in studio preso da tutt’altro e suona il telefono e qualcuno mi propone di fotografare una persona o un tema per un servizio di moda che mai mi sarebbe venuto in mente. Non sempre accetto e non sempre, quando accetto, è quello che avrei davvero voluto fare, però questo effetto “rulette russa” mi piace. E poi le mie idee di servizio sono tali che, quando le propongo, non le vuole nessuno. Forse non sono abbastanza commerciali. Anche con persone e giornali con i quali lavoro da anni, quando propongo qualcosa io, vedo il terrore o ancora peggio, il vuoto, dipingersi sul loro volto, non so come mai…
    Faccio un esempio: trovo interessanti quelli che le battaglie le perdono, non i perdenti, ma i grandi lottatori che perdono, che spariscono, che soffrono, ma i giornali vogliono sempre la foto di quello che ride perchè ha vinto. E allora mi sono un po’ arreso e, con il massimo rispetto, mi associo a Helmut Newton: ”I am a gun for hire..”

    SB: Ricominciare ha un grande vantaggio: puoi evitare qualche errore del passato. Professionalmente, a parte assumere l’assistente che ti ha bruciato lo studio, quali errori non rifaresti?

    TT: Devo ammettere che rifarei tutto, anche gli inevitabili errori, dato che oggi sono qui e sto davvero bene.
    Ogni tanto ho qualche rammarico, che so, magari la moto potevo comprarla un po’ prima, o magari alcune “durezze” del passato, che poi non erano nient’altro che insicurezze camuffate, mi hanno impedito di approfondire e godere maggiormente dei rapporti con gli altri.
    Avrei potuto fare un po’ più vacanze, credo…

    SB: In questa sfiga, un tuo lontano parente ci rimane secco, poverino.
    E’ uno zio d’ America centenario eccentrico e ricchissimo. Il suo lascito è illimitato ma ad alcune condizioni: Puoi spendere i soldi solo comprando arte contemporanea: quali sono le prime tre opere o artisti che compri e perché, e quali sono le prime tre opere fotografiche in cui investi?
    TT: Se il budget è illimitato direi:
    Basquiat
    Paladino
    Hopper. (Si proprio Hopper. Visti dal vivo i suoi quadri perdono completamente l’effetto “poster” e sono meravigliosi) di lui prediligo comunque le tele piccole.
    In fotografia direi:
    Un nudo in polaroid 10X12 di Mollino.
    Helmut Newton. Ho visto ora su ARTE una quotazione in asta di un 30×40 di Newton battuto per 30.000 euro. Lo stesso soggetto, stessa misura, 3/4 anni fa lo aveva in galleria Photology a meno della metà. Devo dire, di Newton non comprerei i Big nudes o cose del genere, ma proprio un bel piccolo vecchio 30X40. Che so, quello della Rampling seduta di schiena sul tavolo all’hotel Nord Pinus di Arles…

    SB: Il tuo vecchio studio era in Bovisa, con i soldi dello zio, puoi comprartene uno nuovo dove vuoi. Dove lo compri?

    TT: Domanda strana. Ho appena preso e ristrutturato il mio nuovo studio a Milano, quindi devo, per non smentire me stesso, dire a Milano.
    Magari farebbe più figo dire New York o a Copacabana.
    Siccome è un gioco, potrei cavamerla dicendo che lo comprerei dove potrei rivenderlo al meglio nel giro di qualche anno.

    SB: Questo studio, grazie al cielo, ha un capiente garage.
    Cosa ci metti dentro?

    TT: Domanda a cui non si dovrebbe mai rispondere con franchezza: il garage di un uomo mette a nudo la sua anima: vabbè, rispondo, ma non è detto che sia la vera verità: Una capiente cassetta degli attrezzi (nota che io sono abbastanza negato, ma se hai una moto un po’ di attrezzi li devi avere.) La mountain bike, uno scooter Beta Eikon 150 e uno Yamaha TMAX, La mia Yamaha TRX 850, una R1 a scoppi irregolari, una Speed Triple, un Ducati 1198 R, una moto da cross senza targa, il carrello per le moto, una motosega, un decespugliatore, una BMW M5 blu scura, una Porsche gialla fiammante come quella di Oliviero Toscani, un’Audi Q7, anche nera, sicuramente con i vetri neri posteriori, Un vecchio Laverda 750 tenuto da dio, un fuoristrada Toyota 4Runner benzina, le tute Dainese e i caschi Arai, stivali, guanti, e poi al muro un calendario di donne nude fotografate da Settimio Benedusi…

    SB: Dai clienti non puoi mica andare con i vestiti a righe da carcerato, e tanto meno sul set: Qual è la tua “divisa da fotografo”?

    TT: Un completo grigio ferro, però un po’ lucidino, o totalmente nero, di Tonello o di Dior ( ma anche quelli di Costume National non sono affatto male) un cappottino blu di Victor e Rolf, una giacca di pelle di Gerard Loft e, impossibile vivere e lavorare senza, un bomber originale AF1 e un paio di jeans Edwin. ( per le scarpe ci vorrebbe un blog a parte)

    15 Commenti »

    14 marzo 2009

    ci siamo: ecco la prima parte delle risposte di toni thorimbert alle mie domande! AGGIORNATO! MANCAVANO I FILM!

    toni thorimbert fotografato da sonia giottoli

    Settimio Benedusi: quali sono i primi tre libri fotografici che ricompreresti, e perché?

    Toni Thorimbert: Rispondo volentieri ma faccio una premessa. Se il mio studio prendesse veramente fuoco oggi, non so se le risposte sarebbero le stesse. Diciamo che il gioco mi porterà a raccontare piuttosto di quei libri o altro che hanno contato per la mia formazione visiva dall’inizio della mio percorso ad oggi.
    Sono di indole per niente nostalgica, e probabilmente approfitterei dell’incendio del mio studio per voltare decisamente pagina verso qualcosa di sconosciuto e possibilmente rischioso, mentre le risposte che seguono sono tutto sommato conservatrici. Però, dato che questo post è in fondo un escamotage per raccontare, insieme all’amico Settimio, di quello che per noi è stato importante per la nostra formazione professionale direi che uno dei primi libri che ricomprerei è

    “Tokio” William Klein.
    Non ringrazierò mai abbastanza Giovanna Calvenzi, all’epoca la mia professoressa di storia della fotografia all’Umanitaria di Milano, per avermi fatto conoscere il lavoro di William Klein e soprattutto di avermelo fatto conoscere dentro ad una prospettiva: Klein vs Cartier Bresson. Un punto di vista che ancora mi serve da spartiacque quando devo decidere come affrontare o giudicare un lavoro. Infatti mettendo a confronto questi due autori appare chiaro che appena tiri su la macchina tocca fare innanzitutto una scelta di campo: o si è dalla parte di chi fotografa senza essere visto, o comunque la cui presenza non interferisce nel corso della realtà, come Cartier Bresson o ti comporti come Klein che proprio con il suo diventare fisicamente protagonista della scena inevitabilmente la modifica, tanto che la fotografia che ne consegue è il risultato di questa interazione.
    All’inizio era come prendere partito, “il partito di Klein”.
    Cartier Bresson proprio non mi piaceva, poi con il tempo ho ovviamente riconosciuto la sua immensa statura, mentre Klein mi è diventato, soprattutto dopo averlo conosciuto, un po’ più ostico.
    Ma tant’è, il mio modo di approcciare la realtà con una macchina al collo viene da lì, da Klein, e dal primo libro di fotografia che ho comprato.

    “White women” Helmut Newton
    Anche questo uno dei miei primi libri. Una vera bellezza. La donna, il sesso, la fotografia, il potere. Un modo di donne bianche, pericolose e indipendenti.
    Titolo sottile e terribile. Cito questo libro perché è quello che mi ha fatto conoscere Newton, ma tutti i suoi libri, anche se alcuni discutibili, sono da avere. Tutto il suo lavoro, per un fotografo, è importantissimo proprio perché assolutamente inimitabile. Si può provare a fare una “foto alla newton” ma più il risultato sarà simile e più sarà risibile e ridicolo. C’è davvero un mistero in Helmut Newton, nel suo leggerissimo modo di essere tostissimo… forse in parte svelato in un suo famoso ritratto, scattato dalla moglie Alice Spring, dove porta i tacchi a spillo.

    “Un’autobiografia” di Richard Avedon
    Anche se il mio/suo libro preferito è “In the american west”, l’autobiografia contiene l’essenza di Avedon, nel bene e nel male, al completo. Avedon è il fotografo moderno per eccelenza, con il suo ego smisurato, i suoi trucchetti teatrali, la sua schizofrenia tra fotografia commerciale e arte, tra introspezione e glamour. Da studiare, amare, alla fine magari anche odiare, ma comunque imprescindibile.

    SB: Fai il fotografo, quindi un po’ di attrezzatura devi averla. Tre macchine fotografiche a cui non puoi rinunciare?

    TT: Una Rolleiflex 6×6 biottica con obbiettivo 80mm 2,8 planar.
    Non perché è un feticcio, ma perché nessuna digitale al mondo, al momento è adatta a fare quello che solo questa Rollei con questa ottica, può fare così bene: una foto a colori scattata all’imbrunire e quasi in controluce che, una volta stampata ti fa risentire anche gli odori, e la trasparenza dell’aria, e il tuo sentimento di quell’attimo con la stessa pienezza e verità.

    Un banco ottico 10×12. L’abc della fotografia. Necessario saperla usare quanto saper leggere e scrivere, come respirare. Professionalmente la miglior macchina del mondo, con cui a dispetto di quello che tanti credono si può fare, bene, assolutamente tutto. Meriterebbe un libro a se stante, figuriamoci un post. Chi non l’ha mai usata dovrebbe fare il favore di mollare la propria Canon e con umiltà cominciare da lì, dal vetro smerigliato, con l’immagine capovolta.

    1 piccola digitale compatta.
    Mi serve per il blog, per le locations, per le foto delle vacanze.
    Di tutte le altre, tutto sommato sarei felice di essermene sbarazzato.

    SB: Tre attrezzature digitali?
    T.T: Un computer portatile Mac Book Pro
    Un server (tre terabites minimo)
    Una terza cosa non mi viene in mente…un mouse?

    SB: Per tenerti aggiornato, vai in edicola…quali sono le prime tre riviste che compri?

    TT: Ho con l’edicola un rapporto veramente profondo, quasi morboso, anche se ora ci vado meno spesso. Voglio dire che i giornali magari li va a comprare Niccolò, il mio assistente, ma qualche volta invece vado io, magari all’”edicolaccia” di notte e comincio ad annusare, sfogliare, accatastare, comprare. Uno shopping totalmente compulsivo e che appunto varia da volte a volta, da cosa mi ispira e cosa no. Compro tutto, da riviste di cavalli a quelle di moda australiane, di arredamento, case, architettura. Però possiamo immaginare che questa volta comprerò:
    “Motosprint”, nel caso in carcere non fossero sintonizzati sulla Motogp e
    “Superbike” perché non vorrei perdermi l’ultima comparativa di moto che comunque non comprerò mai. E poi “superbike” è l’ultimo giornale che mette il poster in centro con la donnina nuda e la moto scontornata su fondo bianco. Coraggio che va premiato.
    “Vogue Paris”, per non sembrare uno che legge solo riviste di moto.
    “Vanity Fair” americano, da non confondere con quello italiano. Diciamo, per essere carini, che sono due cose diverse e che quello americano mi tiene in contatto con quello che succede al di là dell’oceano. Lo leggo tutto, è scritto veramente bene e poi ci sono le foto della Leibovitz che, anche se ormai un po’ leziose, vanno sempre viste. Tra l’altro molto meglio vederle sul giornale che nei suoi libri perché con l’impaginato e i titoli e le didas le trovo al loro meglio.

    “Interview”. Nella nuova veste disegnata da Fabien Baron. Mi vergogno quasi a dirlo ma io trovo la sua grafica ancora molto bella. Mi fa sentire cool. E’ un po’ come il Jazz, come Miles Davis, in realtà è roba un po’ datata che alla lunga stufa, ma metterlo su ti fa sempre fare bella figura…tipo: “chi è?” “Ma..sai, Miles Davis” così, detto come per caso. La grafica di Baron è così: fighissima anche se in definitiva è molto, molto borghese. Però è come un maglione di cashmire, è morbido e averlo non fa certo male.

    “Numero”, “Pop” ,“purple”, “ID”. ovvero le foto di moda che non farò mai. Mi piacciono, qualche volta mi ispirano, ma non sono il mio genere, per niente. Infatti li compro spesso, perché così rinnovo la certezza di che cosa NON sono.

    SB:Da Trony, compri un IPOD e un televisore con lettore DVD.
    compri 3 Cd per allietare in sottofondo i tuoi prossimi servizi di moda, (sempre che, dopo anni di carcere qualcuno te li faccia ancora fare) e tre film irrinunciabili per un fotografo:

    TT: Massive attack, Protection.
    Disco che traghetta non solo me, ma il mondo intero, armi e bagagli, dalla mediocre ripetitività del rock alla più densa, morbosa e sfaccettata contemporaneità. La dritta me la diede una redattrice di Mademoiselle a New York di cui mi ero un pò invaghito. Prima dei Massive Attack vivevo in una specie di preistoria musicale e ascoltavo una miscellanea post melodica di suoni di chitarra e batteria. ( volete un esempio? Sting)
    Comprai il nastro (il nastro!) alla Virgin di Los Angeles e ci guidai sopra fino a San Francisco. Da allora mi è entrato sotto la pelle. Probabilmente, se riesci a ficcarmi in un lettore di Cd e mi fai girare è il suono che produrrò.

    L’ultimo di Madonna, qualunque esso sia. Perché in studio con la modella che sbadiglia per via del Jet-lag o il parrucchiere un po’ scazzato, metti su Madonna e non sbagli mai, una o due foto le porti a casa di sicuro.

    SB: tre film
    TT: Blow Up, di Michelangelo Antonioni.
    Per forza. E’ il film che dice tutto della fotografia e dei fotografi e non solo perché David Hemmings guida una Rolls Royce convertibile e i Levi’s bianchi, o perché si rotola tra i fondali con le modelle, ma anche perché, alla fine, scopre che non solo la fotografia mente, ma che la vita stessa è un illusione.
    Detto questo, tutto Antonioni è da vedere. C’è stato un periodo (a dir la verità un po’ oscuro) della mia vita in cui tenevo in studio un televisore sempre acceso con i film di Antonioni che andavano “endless” ma senza audio, per avere sempre davanti a me questo fluire di incredibili immagini. Ora, grazie a Dio sono guarito, ma non rinnego di averlo fatto.

    “2001 odissea nello spazio” di Stanley Kubrick
    Un classico. Forse banale come scelta. Però 2001 non è un film di fantascienza, è un film sul mistero della vita e della morte, confezionato come un’opera d’arte concettuale ma facilmente comprensibile a tutti, fornito delle più belle immagini accompagnate dalle musiche più azzeccate del mondo.
    Mi sembrano motivi sufficienti per spendere 9,90 mi pare.
    Comunque a parte kubrick fotografo ( non eccelso però, il suo libro di fotografie è una strenna abbastanza inutile) tutti i suoi film, a parte l’ultimo, meritano il cofanetto. Voglio dire, se uno vuole capire come si mettono assieme delle immagini, una storia, come si muove una cinepresa, come si dirigono gli attori, direi che stanley è imprescindibile e direi che tutto questo si rivela con il tempo molto, molto utile quando vai a fotografare…

    Eraserhead. Di David Linch.
    Il suo film dì esordio, credo realizzato per l’esame di fine corso.
    Bruttissimo. Oscuro, ansiogeno, lento, sgranato, assurdo.
    Appunto per questo importantissimo.
    Il lato oscuro della faccenda. Anche per lui vale quello che ho detto per gli altri due registi là sopra: a parte “Dune” (mai capito) tutti i suoi film sono strepitosamente belli ma anche brutti, per non parlare dei suoi cartoni animati dove tizi orrendi scorreggiano e ruttano o ammazzano. Un disastro. Però la luce..ragazzi!, bisogna imparare! e come filma e fotografa gli interni è da urlo. E le sue donne? meravigliose, anche quelle, un po’ squinzie, di Twin Peaks.
    Ora vedo che gira degli spot per Gucci…si vede che anche lui deve pagare qualche mutuo…

    Toni Thorimbert

    le mie risposte alle stesse domande le potete
    trovare sul blog di toni: http://tonithorimbert.blogspot.com/

    9 Commenti »

    11 marzo 2009

    l’amico e fotografo toni thorimbert risponde ad alcune cruciali domande sulla fotografia, la cultura dell’immagine e su come sopravvivere ad un incendio…

    con toni davanti “al pescatore” di via vannucci.
    photographed by giuliano

    mi succede spesso di ricevere mail, telefonate, messaggi di giovani fotografi che chiedono consigli sul cosa e come fare per diventare fotografi.
    non è mai semplice rispondere perché si rischia di dire cose generiche, piene di saggezza e di buon senso, e quindi in fondo inutili.
    per cercare di essere più utile penso che il segreto sia quello di provare a creare una forte empatia con chi incomincia questa professione.
    mettermi cioè nei suoi panni. non facile, tanto che per cambiare, siccome questo blog parla sempre di me e di come vedo io le cose, provo a girare la faccenda ad un amico fotografo, bravo intelligente e famoso come toni thorimbert.
    http://www.tonithorimbert.blogspot.com/

    per lui ho inventato una piccola storia per costringerlo ad azzerarsi, ricominciare daccapo come fosse un pischello e raccontare cosa farebbe…

    caro toni, sfortunatamente quel disgraziato del tuo assistente ha appena dato “inavvertitamente” fuoco al tuo studio.
    sei rovinato. hai perso tutto quello che avevi… libri, macchine fotografiche, la collezione completa di vogue italia, le polaroid dedicate dalle più belle modelle del mondo etc etc…
    dopo un periodo di depressione, (e di carcere, perché ovviamente hai tentato di ucciderlo), torni in libertà deciso a ricostruire te stesso e la tua storia: naturalmente non hai molti soldi (l’avvocato ti è costato una fortuna) e quindi sei costretto a fare le cose un po’ per volta, quindi, liberati i locali dalla cenere e data una bella imbiancata compri una libreria dell’ikea: quali sono i primi tre libri fotografici che ricompreresti, e perché?

    fai il fotografo, quindi un po’ di attrezzatura devi averla. tre macchine fotografiche a cui non puoi rinunciare?

    tre attrezzature digitali?

    per tenerti aggiornato, vai in edicola…quali sono le prime tre riviste che compri?

    da trony, compri un IPOD e un televisore con lettore DVD.
    compri 3 Cd per allietare in sottofondo i tuoi prossimi servizi di moda, (sempre che, dopo anni di carcere qualcuno te li faccia ancora fare) e tre film irrinunciabili per un fotografo.

    con grande fatica riesci a recupare i files delle tue foto da un lacie di backup che il fuoco ha risparmiato. miracolosamente si sono salvate solo pochissime tue immagini.
    preghi che siano queste tre…

    il tuo book è ovviamente bruciacchiato, tre immagini le hai salvate con il Lacie ma sono un po’ poche. dovendo ricominciare, quale sarebbe il primo servizio che vorresti fare?

    a chi lo proporresti?

    ricominciare ha un grande vantaggio: puoi evitare qualche errore del passato. professionalmente, a parte assumere l’assistente che ti ha bruciato lo studio, quali errori non rifaresti?

    in questa sfiga, un tuo lontano parente ci rimane secco, poverino.
    è uno zio d’america centenario eccentrico e ricchissimo. il suo lascito è illimitato ma ad alcune condizioni: puoi spendere i soldi solo comprando arte contemporanea: quali sono le prime tre opere o artisti che compri e perché, e quali sono le prime tre opere fotografiche in cui investi?

    il tuo vecchio studio era in bovisa, con i soldi dello zio, puoi comprartene uno nuovo dove vuoi. dove lo compri?

    questo studio, grazie al cielo, ha un capiente garage.
    cosa ci metti dentro?

    dai clienti non puoi mica andare con i vestiti a righe da carcerato, e tanto meno sul set: qual’è la tua “divisa da fotografo”?

    le risposte di toni le avrete qui sul mio blog tra qualche giorno…

    14 Commenti »

    8 marzo 2009

    lettura portfolio

    qui
    http://www.nokiatrendslab.it/the_lab/serata/2957

    13 Commenti »

    7 marzo 2009

    benedusi kezich

    sposo (incautamente!) nel titolo del post il mio cognome con quello del grande tullio kezich, grande critico cinematografico e soprattutto amico e agiografo di federico fellini.
    insomma tutto ‘sta premessa per parlare di cinema:

    in verità volevo solo parlare di un film, che è uscito questo week end.
    ma visto che l’argomento è questo farò una piccola pagella dei film che ho visto in questo periodo. proprio come il grande tullio!

    -“the wrestler” di darren aronofsky con mickey rourke. ho avuto la fortuna e il piacere di vedere questo film a settembre quando fu presentato al festival di venezia, e quindi in lingua originale. è un capolavoro di film, che consiglio a tutti di andare a vedere. commuovente, struggente, vero, emozionante. immensa prova d’attore del protagonista, che riesce a far fondere la propria vita con quella del personaggio in maniera sconvolgente. una rappresentazione implacabile della vera america. andatelo a vedere, è l’unica ragione perchè io abbia scritto questo post.
    voto 9 (darò i voti come a scuola, da zero a dieci)

    -“ex” di non so chi con non so chi. e sì, ho visto anche questo film. una cagata, ma abbastanza divertente. mi chiedo perchè uno come bisio si presti a fare ‘ste cose. diranno che si rivaluterà come i film di totò e solo tra vent’anni ne capiremo la grandezza: palle.
    voto 6

    -“italians” di non so chi con, tra gli altri, verdone. una cagata peggio di quello qui sopra. diranno che si rivaluterà…etc etc
    non capisco perchè un grande attore come verdone si presti a fare certe cagate. fa vagamente ridere quando appare lui, ma farebbe ridere anche se leggesse i foglietti delle medicine ( e probabilmente sarebbe una cosa che farebbe con più gusto). imbarazzante la prima parte con i due attori che non voglio neanche nominare.
    voto 3 (sarebbe zero senza verdone)

    -“lo strano caso di benjamin button” di david fincher, con brad pitt e cate blanchett. bellissimo film, tratto da un breve racconto di fitzgerald. è molto lungo, ma questo non pesa neanche per un secondo. storia avvincente, che nasconde sicuramente svariati livelli di lettura psicoanalitica. struggente scena finale con la vecchia che vede morire il proprio figlio/amante.
    voto 8

    -“milk” di gus van sant con sean penn. bellissimo film. all’uscita del cinema che lo proiettava sembrava di essere all’uscita di una sfilata di moda, per il pubblico fashion e soprattutto “gaio”. ottima fotografia, che riprende l’estetica delle pellicole anni 70.
    voto 8

    -“the millionaire” di danny boyle. quasi capolavoro, bellissimo film. l’idea è sempre alla base di tutte le cose belle. la semplice idea alla base di questo film è: “le mie disgrazie saranno il mio tesoro”. splendido matrimonio tra la maniera di fare cinema all’occidentale e all’indiana.
    voto 8 e mezzo

    -“valzer con bashir” di ari folman. bellissimo film d’animazione. da vedere, superando la diffidenza di un film/fumetto. argomento scottante ma trattato meravigliosamente. finale sconvolgente.
    voto 8 e mezzo

    -“un matrimonio all’inglese” di non so chi con non so chi. film carino, totalmente inutile, ma che fa passare due ore che altrimenti non sapevate come passare
    voto 6 e mezzo

    -“revolutionary road” di sam mendes con leonardo di caprio e kate winslet. bellissimo film, certo non tenero nei confronti del matrimonio. bellissima fotografia, di roger deakins. ottimi attori.
    voto 8

    -“il vento fa il suo giro” di giorgio diritti. mai sentito nominare? anche l’italia sa fare, ancora, del grande cinema.
    tutte le informazioni qui http://it.wikipedia.org/wiki/Il_vento_fa_il_suo_giro e qui http://www.ilventofailsuogiro.com/
    se potete, guardatelo.
    voto 8

    7 Commenti »

    4 marzo 2009

    le borse

    dopo mesi, settimane e giorni di crolli della borsa oggi i giornali titolano:
    “Le Borse europee tirano il fiato!”

    anche un gatto morto lanciato da un grattacielo rimbalza…

    10 Commenti »