30 aprile 2010

SHOOTING ON LOCATION #02

sono ancora a scattare dall’altra parte del mondo, in mezzo a spiagge bianche, palme e acqua azzurra. tutto è meraviglioso, non solo la natura ma anche e soprattutto le esperienze che i miei “clienti” mi fanno vivere. di tutto ciò non posso che essere felice ed appagato, ed in effetti lo sono. però…

però come dice giustamente matteo, commentando il mio post precedente, la fotografia ha un’assoluta certezza, quella di essere sempre sincera: tra tutto ciò che ci circonda quando fotografiamo scegliamo sempre una piccola parte, e questa piccola parte la rendiamo paradigmatica del tutto che ci circonda. è più forte di noi. non siamo noi, ma siamo profondamente noi. non parlerei di subconscio, mi sembra esagerato, ma forse semplicemente di istinto.

non so quindi ben cosa sia, molto probabilmente ha una grossa responsabilità il libro che ho letto qui in questi giorni, il devastante “caduta libera” del grande nicolai lilin (bello quasi come il suo primo romanzo, lo straordinario “educazione siberiana”), ma fatto sta che tra tutte le meraviglie che ho visto e soprattutto fotografato la piccola porzione di realtà che più mi ha impressionato è stato questo scheletro di lucertola.

come sempre fotografato e ritoccato con il mio iphone.

6 Commenti »

26 aprile 2010

SHOOTING ON LOCATION

sono in una lobby di hotel, l’unico posto dove ci sia una rete wireless.

le ventole bianche sopra la mia testa girano veloci, cercando di mitigare il caldo umido che mi avvolge.

sono qui: lontano da tutto, lontano da dove.

come diceva john cage: “non ho nulla da dire, e lo sto dicendo”.

unica testimone, questa fotina qui sotto, fatta con il mio iphone, e (per chi interessano questo tipo di cose) ritoccata con photo fx, perfeclyclr e photogene:

7 Commenti »

22 aprile 2010

COINCIDENZE

jean luc godard

http://www.youtube.com/watch?v=NDHPTvADJ9s&feature=related

nouvelle vogue

http://www.youtube.com/watch?v=MmnYwn9HKig

diesel

4 Commenti »

22 aprile 2010

MAX CASTING

in mezzo a mille altre cose continua il mio max casting: non so bene neanche io come faccio ma riesco ogni settimana a produrre un servizio nuovo. sinceramente non ne avrei voluto più parlare qui, per mille e una ragione.

ma il servizio uscito oggi sul sito mi piace veramente tanto, e ne parlo volentieri: come ho già detto, probabilmente fin troppe volte, il max casting nasce nella mia testa con un sacco di “paletti” che mi sono auto imposto. non so bene cosa voglio per questo mio lavoro, ma so molto bene cosa NON voglio: fare le classiche immagini di fanciulle attaccate ad un muro, unte e bisunte e con perizoma che fanno vedere il loro bel culetto e le loro belle tettine. già detto mille volte, ma lo ridico: soprattutto cerco di fare qualcosa di VERO.

un’altra cosa che è costante nella mia testa è quella di ANNULLARMI. nei servizi io ci sono (perchè faccio da “detonatore”) ma anche voglio non esserci, per fare in maniera tale che le ragazze abbiano il massimo dell’autonomia e libertà possibile, e per fare in maniera tale che, soprattutto, tutto ciò che le ragazze fanno arrivi da loro e dalla loro volontà.

ok, e qui veniamo alle foto di soraya, uscite questa settimana sul sito di max. quello che ho fatto non è certo una cosa nuova ed originale, ma ha un suo preciso senso all’interno del progetto: siamo andati in una macchinetta per fototessere nella metropolitana qui di milano, le ho dato una manciata di euro, ho chiuso la tenda e…la bella e brava soraya ha fatto tutto da sola! io stavo solo fuori a tenere chiusa la tenda affinchè lei fosse tranquilla! nulla di più!

c’è anche un video.

raw? mega pixel? aperture/lightroom? canon/nikon? dorso? pellicola? photoshop 3/4/5? macchinetta per fototessere!

25 Commenti »

19 aprile 2010

YES

3 Commenti »

14 aprile 2010

CHI SPETTACOLO E CHI SPETTATORE?

5 Commenti »

10 aprile 2010

FABIO NOVEMBRE THE ROCKSTAR

il “credito” del mio ritratto fatto a fabio e pubblicato sul vanity fair in edicola in questi giorni è fin troppo generoso, ma in qualche maniera ha un suo senso: c’è scritto “foto settimio benedusi” all’inizio del bell’articolo, e sembra che io lo ritragga fin da quando era in fasce in braccio alla sua mamma erminia e aveva pochi mesi. probabilmente è vero, io già c’ero e fotografavo, pur inconsapevolmente…

questo ritratto e la copertina di interni sempre con le mie foto (ma qui bilanciamo vanity fair, senza credito: grrrrr…) mi inducono a fare un “best of” di tutti i ritratti e lavori fatti con e per fabio in tutti questi anni che ci conosciamo.

tutte le immagini sono cliccabili ed ingrandibili.

=================================================

questa è stata la prima fotografia fatta a fabio, quando ci siamo conosciuti. la lunghezza dei capelli e il fatto che io abbia scattato con un banco ottico e polaroid 10×12 può far capire che sono passati un po’ di anni… l’ho scattata nel loft bohemien/newyorkese in cui viveva al tempo. non c’erano pareti, e tutto era condiviso:

sempre da quel periodo un’immagine realizzata fuori dal famoso loft. inutile negare che avevo in mente la celebre immagine di james dean. anche fabio, peraltro:

due ritratti con l’amico stefano fontana, nello show room di bisazza:

uno dei primi esperimenti sia sulla nudità che sul doppio, chiaramente ispirati ad alighiero boetti:

in un momento tra il mistico e il disperato fabio inventa una poltrona che chiama S.O.S che è l’acronimo sia del celebre grido di aiuto (save our souls) e sia sofa of solitude. sono stati, per lui, momenti duri:

il tentativo di fotografare la sua bella faccina insieme all’anello teschio dal quale mai si separa:

un anno si cimenta pure nel teatro, interpretando niente meno che “aspettando godot”. qui è con l’amico saturnino:

ancora con i capelli lunghi per la copertina di interni:

ai tempi della creazione della sedia “him&her”:

la prima grande retrospettiva alla rotonda della besana, seduto su una HER:

la campagna pubblicitaria per le stesse sedia, prodotte da casamania:

non solo lo fotografo, ma lo sostengo per fare fotografie matrix style:

in occasione dello scorso salone la cover di urban, del quale diventa direttore per un numero. l’illustrazione è di emiliano ponzi:

nello stesso periodo con l’amico beppe finessi per la copertina di juliet (gli dico sempre: tu ti illudi di essere federico fellini, ma sicuramente beppe è il tuo ennio flaiano):

la sua seconda grossa mostra, l’anno scorso alla triennale. la grande rosa in costruzione, con l’autore delle musiche dell’installazione, giuliano sangiorgi:

quest’inverno fotografato al cimitero monumentale di milano per la rivista panorama first:

la pagina del vanity fair in edicola, con mio ritratto e anche tutti quelli fatti (da me!) quando aveva pochi mesi:

la copertina, e relative pagine della rivista interni, oggi in edicola:

la versione originale degli scatti fatti a NEMO, il nuovo pezzo realizzato per driade:

ecco, questa è una parte, il “best of”, del percorso “professionale” fatto sinora con fabio.

poi c’è l’amicizia. poi c’è l’affetto. poi c’è l’essere fratelli…

in questi anni abbiamo fatto tantissime cose insieme: abbiamo riso (tantissimo), abbiamo cazzeggiato, siamo andati al cinema (una volta tre film in un giorno!), abbiamo fantasticato, abbiamo sognato, abbiamo fatto mille progetti, ci siamo ubriacati…insomma abbiamo vissuto.

penso di conoscerlo bene:

fabio è curioso; fabio è simpatico; fabio è un rompicoglioni pieno di sè; fabio è generosissimo; fabio è gentile; fabio ha tantissimi amici; fabio ha una candela che lo illumina e lo scalda anche quando brucia; fabio cammina sereno tra un prato verde e un cielo celeste; fabio fa ben poco (in tutti i lavori che abbiamo fatto insieme ho sempre avuto totale e piena autonomia creativa), ma è capace di una incredibile magia, fare in maniera tale che la sua presenza sia il detonatore affinchè le cose avvengano; fabio potrebbe essere il classico architetto tutto fumo e niente arrosto, ma il suo fumo rende solo l’arrosto più gustoso; fabio è sempre concentrato; fabio aveva una mamma che mi voleva bene e mi ha fatto mangiare le melanzane a casa sua; fabio è completamente disinteressato al denaro; fabio è onesto; fabio è egocentrico (io c’è); fabio è elegante, anche quando si veste da spacciatore; fabio odia aglio e cipolla; fabio apprezza la buona cucina………..

questo e tanto altro è fabio novembre.

per me, oggi, semplicemente un amico.

fabio, vaffanculo, ti voglio bene!

qui sotto, io e lui fotografati da toni thorimbert:

.

9 Commenti »

6 aprile 2010

BY ANDREA PAZIENZA, THE GREAT

«Ma sono stanco

stanco di queste menate

stanco di questo modo che avete di dare carta bianca,

stanco di queste scale che c’è chi scende e c’è chi sale,

non c’è una cosa che potrei dirti senza apparire banale,

non c’è gesto che mi sia consentito fare,

ora che il tuo amore è morto.

Ma vorrei riuscire a ricordare come ti chiami,

potrebbe aiutarmi a ricordare come mi chiamo io,

e faccio fatica a parlarti…

e non ce la faccio a rincorrerti…

Dover spiegare, spiegare, spiegare

Cercando di essere convincente

Dover recitare, hay

Facendo lo slalom tra il

Già detto, l’indicibile e la sciocchezza

Uff, come sono stanco

Come sono stanco di queste menate…»


3 Commenti »

2 aprile 2010

A NEW NICE WEB SITE

guardate che carino questo nuovo sito!

14 Commenti »