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    01

    1 Commento »

    29 novembre 2011

    L’ASSISTENTE #02

    è abbastanza noto che il mio post sull’assistente ha avuto infiniti commenti e critiche: che NON voglio adesso continuare ad alimentare… 😉

    tra le infinite reazioni sul quel post c’è stata anche una singolare richiesta: ad un certo punto mi scrive, con tatto ed educazione, fabio camandona (che sinceramente non conoscevo) per chiedermi se era possibile avere un testo scritto da un mio assistente, per la rivista on line da fabio appena fondata OUR PHOTO, così per avere un parere del diretto interessato sull’argomento. abbiamo pensato che non sarebbe stato molto obiettivo chiedere l’intervento al mio assistente del momento, ma sarebbe stato opportuno chiederlo ad uno dei miei passati assistenti.

    tra i vari assistenti che sono passati dal mio studio ho voluto coinvolgere alessio gianni, per varie ragioni: è stato con me parecchio tempo, è un ragazzo intelligente, che scrive bene e penso sia la persona che mi conosce più a fondo, tra coloro che negli anni mi hanno aiutato.

    alessio ha accettato, con una sola grande condizione: che il giornale avrebbe pubblicato ciò che lui avrebbe scritto senza che io potessi non dico correggere ma neanche leggere alcunché. ho accettato la condizione…

    sono passati un po’ di mesi, fino a quando mi scrive fabio che aveva ricevuto il testo di alessio dicendo, sostanzialmente che era impubblicabile: non era abbastanza cattivo, o almeno non lo era così come lui avrebbe voluto che fosse.

    e quindi mi ritrovo con il testo di alessio che nessuno vuole, cosa che mi sembra un peccato, sia perché secondo me è divertente e poi alessio ha fatto una gran fatica: e allora lo pubblico io! eccolo qui:

    Settimio Benedusi è un uomo pieno di difetti.

    Il principale e più grave difetto di Settimio è essere un uomo.

    Lui è perfettamente cosciente di questo scomodo difetto, ma nonostante i continui sforzi per cercare di elevarsi al di sopra della sua natura, non è ancora riuscito a liberarsene. Da quattro dozzine di anni si danna per vincere questa battaglia con scarsissimi risultati.

    Ogni suo sforzo di salire è annullato da una newtoniana forza invisibile che lo riporta allo stato originale.

    Non ci vuole una laurea in Psicologia per comprendere la dimensione della frattura interiore che contraddistingue quest’uomo. Pensate con quale difficoltà Settimio Benedusi ogni giorno si alza dal letto sapendo di doversi ancora una volta confrontare con il suo quotidiano fallimento.

    Probabilmente l’unico suo momento di pace e serenità è quello che al mattino intercorre tra il cuscino e lo specchio, davanti al quale in una quotidiana e disneyana epifania si ritrova inesorabilmente di fronte alla cruda realtà.

    Ed è probabilmente proprio davanti a uno specchio, d’acqua di mare, che una tarda mattina Settimio ha elaborato il suo metodo per colmare la frattura. Quel mare fu per lui come la Strada di Damasco per Paolo di Tarso, osservando riflessi e gibigiane il Benedusi capì quale doveva essere il suo modo di esprimersi: la Foto Grafia.

    Settimio mi ha chiamato verso la fine del 1992, o era l’inizio del 1993. Cercava un assistente. Io cercavo un fotografo, anzi aspettavo che un fotografo mi cercasse o inciampasse nel mio nome. Avevo appena frequentato un corso di fotografia organizzato da una scuola del Superstudio. Un corso del tutto inutile, se non per il fatto che la segretaria del corso ha dato in giro il mio nome (e quello di un caro amico che aveva frequentato il corso con me) a fotografi in cerca di assistenti.

    E così è iniziata la mia “carriera” di assitente fotografo. Per i successivi quattro anni, tranne una parentesi di qualche ora come assistente di un fotografo di food terminata con una repentina fuga, ho fatto l’assistente fotografo di moda.

    Altro che RAW e HDR. Ai tempi caricavo e scaricavo Pentax 6×7 in 2.3 secondi (non perdete tempo a darmi del contapalle, ho inventato). Maneggiavo contemporaneamente dodici dorsi Hasselblad con una mano sola, mentre con l’altra sviluppavo negativi e li stampavo che neanche Adams. E con i denti sbucciavo Polaroid 10×12 e leccavo gli acidi sulla pellicola da scartare. Ero il Super Fly TNT degli assitenti. Get a Life.

    Ma questa è un’altra storia. Torniamo al Foto-Grafo. Tanto ero schiappa io a fare l’assitente e altrettanto schiappa era Settimio come fotografo.

    Ecco, la cosa bella è che ho visto, in questi anni, Settimio crescere e migliorarsi con una determinazione rara. Di tutto si può dire del Benedusi, ma una cosa è certa: è un articolo determinativo. Uno che si mette in testa una cosa e, perdio, la fa.

    Che sia un servizio fotografico complicato come un quadro di Magritte, o un libro con la copertina bucata (e un altro con le pagine incollate), o portare a termine un servizio fotografico nonostante una violentissima intossicazione alimentare (che ha colpito lui E l’assistente, fottutissime uova strapazzate francesi) o farsi calare dal cielo una cassaforte di millemila tonnellate in studio, o licenziare un assistente perché ha ordinato a Capri un piatto di linguine al salmone affumicato o fragole con lo zucchero a dicembre (sto romanzando, ma neanche tanto).

    Che questa determinazione si traduca poi in opere d’arte, in servizi fotografici bene eseguiti e professionali, in idee creative talmente geniali da essere incomprese o in porcate inguardabili non sta a me giudicarlo; potrei cavermela con una citazione che amo “Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, ma una cosa di Settimio so di poter dire.

    Settimio è un uomo molto umano. Questa determinazione e dedizione gli arriva dalla pancia, laggiù nasce un’idea che attraversa tutte le sue viscere e le risale, passa dal cuore dove tutto si mescola e diventa ancora più umano, gli arriva come una secchiata nel cervello, lì avviene una misteriosa esplosione di sinapsi e neuroni impazziti (c’è uno studio in corso al CERN), la sua bocca lo racconta (che poi chi lo ascolta capisca qualcosa è da dimostrare), a questo punto quella che era un’idea astratta si materializza per pochissimi secondi, i suoi occhi la cristallizzano nel tempo e attraverso le sue dita questo flusso incontrollabile diventa una Fotografia.

    In tutto questo caos tipo Big Bang, ammetterete anche voi che se Settimio riesce a mettere a fuoco qualcosa è un miracolo. Non lamentatevi quindi se qualche volta, spesso, le sue Fotografie non sono opere d’arte.

    PS: e io che volevo scrivere un pezzo tutto su f22, curve&livelli, istogrammi, banchi ottici e il difficile (impossibile) rapporto tra Fotografo e Assistente. M’è venuto un pezzo che sembra una canzone di De Andrè… Ma forse per Settimio “Papi” Benedusi è giusto così, tanto a lui di tecnica non frega nulla e poi a me piace pensare “che dove finiscono le sue dita debba in qualche modo incominciare una Fotocamera”.

    Alessio Gianni

    21 Commenti »

    24 novembre 2011

    MAX CASCHI

    una cosa sicuramente bella del mio lavoro è che ogni volta che mi viene affidato un progetto è quasi sempre una novità rispetto a tutto ciò che l’ha preceduto.

    così è successo per il lavoro pubblicato questo mese, ed ancora in edicola, per MAX: fotografare due modelle in stile pin-up, affinché poi le mie immagini fossero aerografate e inserite su due caschi da motociclismo. una cosa così non mi era proprio mai capitata!

    questo il backstage di pasquale ettorre:

    PS: fatemi raccontare un piccolo/grande dietro le quinte, che mi permette di spezzare una lancia nei confronti di andrea rossi, il direttore di MAX.

    questa mia fotografia sarebbe dovuta essere la copertina del giornale, in un numero tradizionalmente dedicato alle moto. era stato fatto tutto ed era già in stampa, quando è arrivata la tragica notizia della morte di simoncelli. mettere in copertina due caschi in un giornale in uscita pochi giorni dopo quella tragedia sarebbe stato certamente di dubbio gusto, e così il direttore ha deciso di cambiare il timone del giornale, inserendo il servizio all’interno. giusto. a quel punto però sarebbe stato semplice, comodo e sicuramente commercialmente interessante, (perdonate il cinismo, ma è così…) mettere in copertina simoncelli. il direttore di MAX, andrea rossi, non l’ha fatto, dimostrando di essere la grande persona che è: bravo andrea.

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    22 novembre 2011

    BODY AND SOUL

    apre domani a cannes la mia mostra BODY AND SOUL, realizzata con le immagini dello scorso SPORTWEEK DREAMS.

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    20 novembre 2011

    PREMIO CITTÀ DI IMPERIA

    20111121-104905.jpg

    è stata veramente una grande emozione ricevere oggi il premio città di imperia. GRAZIE!!!

    durante la cerimonia ho fatto proiettare un piccolo video realizzato con una serie di immagini realizzate nel corso degli anni, amalgamando (sotto lo stesso fil rouge del mare e della bellezza femminile…) le mie immagini, cominciando da quando avevo sedici anni arrivando fino a quelle fatte il mese scorso: in fondo faccio ció che ho sempre fatto!
    ❤❤❤

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    17 novembre 2011

    BENEMERITO ESPONENTE DELL’ARTE FOTOGRAFICA

    che grande onore è quello che mi fa la mia città natale! ne sono felice! 🙂

    vi aspetto domenica 20 novembre alle 17 presso il polo universitario di imperia, dove avverrà la consegna del riconoscimento!

    PS: in verità vorrei sapere cosa ne penserebbe il Santo Patrono di Imperia che il suo nome e soprattutto la sua celebrazione siano associati alle mie fotografie… 😉

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    9 novembre 2011

    NO PANIC WORKSHOP

    trasferta milanese dei workshock del fratello chico de luigi!

    se i miei sono strani non scherzano per nulla pure i suoi. ecco come lui stesso li descrive:

    i workshop No Panic sono esperimenti catarifrangenti del mio approccio bizzarro alla fotografia. In un workshop No Panic può succedere di tutto ma non succederà mai che passino più di 45 secondi a parlare di esposizione, controluce e raw medi o piccoli.
    Tecnica? Forget about it!
    Si faranno delle variazioni su quattro temi: il ritratto, la foto di scena, il nudo e il light painting.
    Come li svilupperemo? Lo sapremo solo alla fine.
    In un workshop No Panic entri che sei tu ed esci che sei te stesso. Sarà come se a metterci a fuoco fosse stato un frullatore.
    La cosa bella è che ne usciremo più integri di quando ci siamo entrati. Scattare per credere.
    E le foto scattate? Di vederle non se ne parla, non prima che il workshop sia concluso.
    Vi serviranno quando tornerete alla vita di tutti i giorni e vorrete ritrovarvi.

    ospiterò chico e il suo WORKSHOCK presso il mio studio di milano il week-end del 26 e 27 novembre. così magari anche io farò un salto…

    ulteriori info qui.

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    7 novembre 2011

    VAFFANCULO

    questo blog ha tanti (enormi!) difetti, ma un piccolo pregio forse lo possiede: fa ricordare, almeno a me, delle cose che è indispensabile non dimenticare.

    adesso c’è facebook e twitter ma prima c’era my space (ve lo ricordate?!?) dove le cose e gli avvenimenti vengono postati e forse tramandati. ma sono sempre piattaforme che arrivano, vanno, vengono…indipendentemente da noi e soprattutto da me.

    questo blog invece, fin quando io ci sono, sempre ci sarà ed alcune cose è indispensabile fermarle qui affinchè vengano ricordate.

    ad esempio in questi giorni in italia c’è stata un’ondata di maltempo e pioggia, che ha fatto emergere situazioni come questa:

    SAVIANO

    e oggi è anche successo che, a causa di automobili posteggiate abusivamente in seconda fila, a milano un ragazzino di dodici anni che andava in bicicletta è morto schiacciato da un tram.

    questa sera sono passato nel luogo dell’incidente, per dare un mio piccolo omaggio. le macchine non erano più abusivamente posteggiate venti metri prima e venti metri dal punto della morte del piccolo: tutta la strada prima e dopo era esattamente uguale, con le solite macchine del cazzo posteggiate alla cazzo.

    IO MI AUTOACCUSO DI COMPLICITA’, PERCHE’ SE NON FOSSI LA MERDA CHE SONO PRENDEREI IL MIO MOTORINO ED ANDREI CON UN MARTELLO A ROMPERE I VETRI DI TUTTE LE CAZZO DI MACCHINE DI IMPIEGATI DEL CAZZO CHE IN QUESTO MOMENTO STANNO GUARDANDO IL GRANDE FRATELLO.

    a tutti loro dedico con tutto il cuore ADIUS del grande piero ciampi. VAFFANCULO.

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    6 novembre 2011

    ADV INTERNAZIONALE

    INTERNAZIONALE è, secondo me, la rivista più bella che c’è in italia in questo momento: il meglio del meglio degli articoli delle migliori riviste e dei migliori quotidiani mondiali tradotti per noi. un punto di vista (internazionale!) che spesso rende il racconto dei fatti non solo più obiettivo ma anche più approfondito.

    tante altre riviste le compro perchè devo, internazionale la compro perchè mi piace.

    ho pensato allora che potesse essere una cosa buona e giusta apparire anche io come (addirittura!) investitore pubblicitario, comprando un piccolo mio spazio. non tanto per farmi semplicemente pubblicità, ma forse soprattutto per dire, in maniera chiara ed evidente, io qui ci sono.

    ho messo allora un pezzetto di una mia immagine, ho scritto solo il mio nome e cognome (e null’altro che si possa riferire a me…) e una piccola frase, nella quale mi identifico molto, e identifico molto in fondo ciò che faccio: collaudatore di attimi.

    sì, io mi vedo molto in questa definizione. con la mia professione io le cose non le faccio veramente. io collaudo situazioni, posti, sensazioni, emozioni, storie d’amore, spiagge, viaggi…li provo una volta, vedo che tutto funzioni…e poi qualcun altro le vivrà veramente…

    settimio benedusi, collaudatore di attimi.

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    1 novembre 2011

    HOLLY BRANSON ON STYLE MAGAZINE

    sul mensile allegato del corriere della sera, STYLE, un mio servizio fatto ad holly branson, la figlia di sir richard branson.

    abbiamo scattato all’ultimo piano della palestra virgin in corso como a milano, circondati dai nuovi grattacieli che stanno costruendo in quella zona e che rendono il paesaggio e l’atmosfera di quel posto molto particolari, tra il surreale e il metafisico. per cercare di raccontare questa location particolare e in fondo ben poco “milanese” ho pensato di scattare con il ring flash, così da far vedere non solo la modella ma anche il paesaggio intorno, che se avessi scattato senza flash sarebbe inevitabilmente sparito.

    ecco gli scatti originali e qualcuno scartato dal giornale, il tutto forse rende meglio la mia idea:

    e infine quattro scatti di backstage, realizzati da pasquale ettorre:

    PS: uno dei primissimi dischi che comprai in vita mia fu TUBULARS BELLS. (è tuttora un disco molto interessante, che consiglio di comprare ed ascoltare). questo disco fu il primo prodotto dalla VIRGIN RECORDS, del padre di holly, sir richard branson.

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