31 agosto 2012

FREE WORKSHOP!

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informazioni qui

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29 agosto 2012

WORKSHOP GRATIS PER BAMBINI AD IMPERIA!

DAL COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI IMPERIA:

Benedusi è promotore e curatore di un’ iniziativa rivolta ai bambini, per avvicinarli al mondo della fotografia.

A corollario della mostra A_MARE viene infatti proposto un workshop fotografico dedicato agli studenti della scuola media.

Sarà offerta infatti la possibilità a 20 bambini che ne faranno richiesta di partecipare gratuitamente ad un laboratorio fotografico sotto la guida esperta di Settimio Benedusi.

Per partecipare è sufficiente dotarsi di macchina fotografica o telefono cellulare.

Le richieste dovranno pervenire tramite mail al seguente indirizzo: cultura@comune.imperia.it o via fax al n° 0183/701566, accompagnate dal consenso scritto di uno dei genitori su apposito modello  scaricabile dal sito del Comune di Imperia debitamente compilato.

Il workshop avrà luogo venerdì 7 e sabato 8 settembre dalle ore 15 alle ore 18 presso Villa Faravelli (Viale Matteotti, 151).

La custodia e la vigilanza dei ragazzi sono a cura dei genitori o degli accompagnatori.

Tra tutte le domande pervenute verranno estratti a sorte 20 nominativi mercoledì 5 settembre, alle ore 10, presso la sala del Ridotto del Teatro Cavour.

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29 agosto 2012

GIANNI BERENGO GARDIN

“Il problema è che a quasi tutti, non proprio tutti, ma a gran parte dei fotografi interessa non LA fotografia ma ma LORO fotografia e non si interessano assolutamente della fotografia degli altri. Non gli interessa minimamente avere una cultura fotografica.”

Gianni Berengo Gardin, agosto 2012

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22 agosto 2012

MEGLIO A-MARE CHE ODIARE.

PS: una cosa che mi piace non sapete quanto! nel poster della mia mostra fotografica personale non c’è una mia foto, ma un’immagine scattata da un amico, massimo fusi…

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20 agosto 2012

DIECI REGOLE PER DIVENTARE E RIMANERE FOTOGRAFO PROFESSIONISTA.

Circa un anno fa scrissi qui un post che si intitolava IL FOTOMETRO, che forse qualcuno ricorda.
Sarà che la vacanza mi porta ad essere più meditativo e a scrivere un po’ meno delle solite cagatine-ho fatto questo, ho fatto quello, ho pubblicato qui e lì-, ma mi piacerebbe anche quest’anno dare un ulteriore contributo in quella discussione.
Cercando di essere (per quanto mi possa essere possibile…) meno stronzo, però.

Se il fotometro di un anno fa procedeva per negatività (non bisogna fare questo e quello) quest’anno vorrei fare esattamente l’opposto, dando dieci indicazioni di cosa e come fare per diventare e soprattutto rimanere (cosa più difficile) un fotografo professionista.
Alcune cose le ho già dette in passato, perdonatemi se le ripeterò. E comunque repetita iuvant, si sa.

Un’ultima cosa prima di incominciare: non per falsa modestia, ma non è assolutamente detto che io abbia mai applicato o applichi scrupolosamente tutti i punti che andrò ad elencare. Lo avessi fatto forse sarei un fotografo migliore di quello che sono.
Ma sono un fotografo professionista, e vivo solo ed unicamente di questo lavoro: qualità necessaria e sufficiente per sapere come le cose dovrebbero funzionare…

Ecco le mie dieci regole per diventare e rimanere un fotografo professionista:

-Sii te stesso. È semplice! Sii te stesso. Sii la tua storia. Per fare le foto alla Terry Richardson non basta fare delle foto mentre una tipa ti fa un pompino: quelle le sanno fare tutti! Devi prima VIVERE come Terry, devi avere la mamma che si fa fare le foto con le tette di fuori ad 80 anni mentre si fa una canna. Le fotografie devono raccontare chi sei: se sei un nerd è molto meglio fare le foto da nerd, quelle da rockstar non ti verranno mai bene.

-Fotografa cosa vuole il tuo cliente come vuoi tu. Chissà perchè la maggior parte degli esordienti fanno esattamente il contrario, e cioè fotografano cosa vogliono loro alla maniera che vuole il cliente. Cerco di spiegarmi meglio: ogni cliente ha delle esigenze. E sono SACRE. Lui paga, lui cerca una soluzione ad un suo problema e il vostro compito è esattamente risolvere QUEL problema. Mi piace fare metafore culinarie: se siete di corsa alla stazione voi volete un panino semplice, buono ed economico. Se uno vi vuole vendere l’anatra all’arancia laccata, sarà anche l’anatra più buona del mondo ma non va bene per essere mangiata di corsa su un treno. E allora uno si sbatte per aggiustare l’anatra e farla a misura di treno. La vostra cazzo di anatra non la vuole nessuno! Fate quel panino che vi chiedono, ma usando la ricetta che vi ha insegnato vostra mamma. È semplice, no?

-Fotografa tanto. Se per TUTTE le cose del mondo vale il concetto che si migliora facendole tanto e spesso chissà perchè non dovrebbe valere per la fotografia. Se hai fatto mille frittate è molto probabile che le frittate ti vengano bene. Vi assicuro, vale anche per la fotografia: scattate!

-Fotografa ciò che conosci. La risaputa e presunta facilità della fotografia porta a pensare che si possa fotografare tutto, così, a cazzo. No! Vuoi andare a fotografare una regata? Devi sapere tutto di barche e vento! Se uno vi desse un foglio e una penna e vi chiedesse di scrivere qualcosa su la città di Ulan Bator voi cosa scrivereste?!? NIENTE! Perchè nulla sapete di questa città della Mongolia! E per quale ragione vi sentireste in grado di andare in quella città e fotografarla?!? Cosa potreste raccontare di una cosa di cui non sapete nulla?!?

-Sii contemporaneo. Si sente spesso dire: quella cosa lì io la facevo dieci anni fa!!! E bravo coglione! Hai sbagliato esattamente di dieci anni! Tutte le espressioni non dico artistiche, ma diciamo creative, devono avere una grande qualità: essere il racconto del tempo in cui vengono prodotte.


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Per adesso le prime 5 regole: a seguire le altre.
PS: ho scritto il tutto con iPad, e quindi in automatico sono uscite le maiuscole, normalmente bandite dal mio blog: per una volta ve le beccate…

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14 agosto 2012

LA SCALA DI MILANO

e già, ho usato una scala per  il mio-oramai consueto-omaggio alla milano  di ferragosto sul corriere.

ma andiamo con ordine.

oggi, 14 agosto, è uscita la mia pagina sul corriere della sera dedicata al mio “solito” reportage ferragostano sulla mia città d’adozione.

questo il testo che ho scritto per il corrierone:

Continua quella che sta diventando una tradizione di ferragosto: il mio reportage fotografico sulla Milano durante questi giorni di vacanza estivi, che la trasformano completamente, rendendola, ai miei occhi, ancora più bella e interessante. Avevamo cominciato due anni fa realizzando i ritratti di coloro i quali avevano deciso, abitandoci o no, di essere turisti in questa città. L’anno scorso invece i ritratti sono stati fatti ai milanesi che avevano scelto, per scelta o per necessità, di passare qui le vacanze, nel “mare” locale, l’idroscalo. Quest’anno abbiamo deciso che il ritratto era da fare a Lei, a Milano. Quella Milano che la maggior parte dei suoi cittadini è abituata a vedere piena di traffico e persone, sempre di corsa. Quella Milano che ad agosto si svuota, e che finalmente ci mostra i suoi spazi normalmente così pieni magicamente deserti. Ho preso una scala (per avere sempre lo stesso punto di vista e per averlo anche leggermente insolito) e sono andato in centro: piazza Duomo, piazza Scala, via Montenapoleone, corso Vittorio Emanuele…e ho fotografato Milano, nella sua insolita calma, nella sua celata bellezza.

questa la pagina:

e queste tutte le immagini realizzate, comprese quelle non usate:

so che non sta bene dirlo, ma lo dico: questo lo reputo uno dei miei migliori lavori, o almeno a me piace tantissimo.

mi piace questo surrealismo, questa mancanza di parametri temporali (a parte alcuni dettagli, potrebbero essere immagini fate 10/50/100 anni fa…) che rendono questo lavoro una sorta di archeologia della percezione, dove tutto, pur nella precisione del punto focale nel centro dell’inquadratura, perde un vero e proprio orientamento per diventare quasi uno stato della mente e non più realtà. una realtà talmente surreale da diventare quasi irreale…

buone vacanze!

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6 agosto 2012

SARDEGNA 24/25/26 AGOSTO

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3 agosto 2012

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO (come dicono le riviste serie…)

by Paolo Vigato: grazie!

(evidentemente riferito a questo)

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2 agosto 2012

LA BELLEZZA, LA VOLGARITA’ E UN COMPITINO PER LE VACANZE

qualche giorno fa si parlava di fotografia con amici (vedi tu che novità!) e uno che se ne intende (ok, mr.TT) ha detto delle cose interessanti sulla bellezza. prendo spunto da quella discussione e ci metto del mio…

nella fotografia italiana c’è un problema: troppa bellezza. qui è tutto smaccatamente bello. qui non sarebbero mai potuti esistere fotografi come juergen teller o martin parr, uno così profondamente tedesco, l’altro così profondamente inglese.

e perchè siamo così succubi della bellezza, qui in italia? no, non venite a dire che lo siamo perchè siamo la terra di giotto, michelangelo e caravaggio. no, assolutamente no! la grandezza estetica del nostro passato remoto (di cui conosciamo solo i nomi, ma di cui ignoriamo -da ignoranti quali siamo- la vera storia e la profonda poetica) non conta nulla nella nostra inevitabile voglia di bellezza.

e cosa conta allora?!? siamo così vittime del bello perchè siamo comodi. certo, comodi! perchè abbiamo la mammina che ci fa le scatoline del cibo quando andiamo fuori casa! che ci stira le mutande a 30 anni! perchè il papino è sempre lì a difenderci! perchè la nonnina ci fa tante coccole! perchè magari viviamo con la pensione del nonnino e l’affitto degli appartamentini del papà! siamo comodi e seduti.

e quindi in questo contesto è inevitabile il ricatto della melassa della bellezza. una cosa che magari si dà per scontata, ma che certamente non lo è: la prima qualità di una fotografia mica è quella di essere bella. assolutamente no!!!! non è così! è come se la qualità del cibo di un grande ristorante fosse quella di essere commestibile.

le famose fotografie da me tanto criticate (il tramonto, i gattini, le maschere a venezia, la tipa nuda nella fabbrica…) non sono mica brutte! anzi, sono belle! belle, ma orrende. belle, ma inutili.

tra l’altro con le macchine fotografiche moderne mica facile fare delle fotografie brutte. vengono tutte bene. se ci pensate tutti i vari software dell’iphone cosa fanno? intervengono per peggiorare i vostri scatti: mettono flare, pelucchi, tagli, ditate, imprecisioni, così da provare a rovinare un pochino (migliorandolo!) ciò che era troppo perfetto.

e dopo la parola bellezza vorrei anche dire due cose sulla parola volgarità: spesso leggo di persone che, nei loro vaghi intenti programmatici, mettono di NON voler fare foto volgari. “facciamo nudo artistico, non volgare” e sbattono la fanciulla nella fabbrica abbandonata in autoreggente e tacco a spillo. probabilmente facendo un’immagine non volgare. ma orrenda! che è ben peggio!

ok, arrivati qui vi inviterei, se volete, ad un compitino per le vacanze: a realizzare una foto brutta e volgare. inutile che ridete, non è mica facile! vi assicuro che è molto, ma molto più facile farle belle ed artistiche.

mandatemele alla mail concorso@benedusi.it e la più brutta (ma magari non inutile…) e la più volgare (ma magari non superficiale…) sarà pubblicata qui, ad onore e gloria di tutti.

e a proposito di bellezza, bruttezza, estate, mare, spiagge…pubblico una fotina che ho fatto tempo fa a cape town: per me loro sono bellissime…

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1 agosto 2012

BUSINESS LUNCH IN MILAN

milano ad agosto nel 2012.

deserto, di persone e macchine.

la crisi che impedisce di andare persino a mangiare nelle trattorie con le tovaglie bianche e rosse.

un tavolino dentro il camion.

pranzo di lavoro: qualche anno fa il business lunch di milano suppongo venisse immaginato completamente diverso…

immagine cliccabile ed ingrandibile, in alta risoluzione.

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