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  • 25 febbraio 2013

    FISICO ADV

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    CZ8Q4040

     

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    nuova campagna ADV della linea FISICO di Cristina Ferrari

    fashion editor: Daniela Stopponi

    hair & make up: Lollo Cherubini

    model: Vika Volkute dell’agenzia IMG

    PS 01 non sempre serve andare ai caraibi per scattare costumi da bagno.

    PS 02 riguardando le foto backstage trovo la conferma di una delle infinite massime dell’amico TT: prima o poi se scatti delle fotografie finisci in ginocchio.

     

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    20 febbraio 2013

    CONTEST FORMA

    FORMA

    FORMA_02

     

    INFO QUI 

    1 Commento »

    19 febbraio 2013

    GIOVANNI SOLDINI

    sono nato sul mare e ho avuto una vaghissima infarinatura di vela, sia pratica (molto poca, in verità) che letteraria (quello sicuramente di più: ad esempio uno dei libri che penso di avere letto e riletto di più in gioventù è stato questo).

    qualche giorno fa giovanni soldini ha compiuto una grande impresa, battendo il record di navigazione da new york a san francisco, passando per il mitico capo horn: questa punta meridionale del sud america è da sempre il mito di tutti i navigatori. ad imperia c’è pure una statua dedicata a coloro i quali lo hanno circumnavigato, spesso con difficoltà indicibili. leggevo recentemente un libro del diario di bordo di un ufficiale di un vecchio clipper a vela che raccontava che dopo settimane e mesi di tentativi di doppiarlo con il vento contro decidevano di fare il giro dall’altra parte, girando il mondo al contrario! come se uno per andare a venezia a piedi decidesse di passare da parigi, madrid, new york, il giappone, l’asia per arrivare finalmente a venezia… pazzesco, no?

    soldini, con certo maggiori tecnologie, ha compiuto la stessa impresa, in più a tempo di record: grande!

    una volta è venuto da me in studio, per realizzare insieme ad altri, un copertina di un giornale. ovviamente l’ho preso e gli ho fatto un ritratto, solo a lui.

    eccolo:

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    5 Commenti »

    18 febbraio 2013

    BAR & BIANCA SANREMO 2013 ED IL PEZZO MONOTÒNO MA NON MONÒTONO

    al festival di sanremo appena finito sono state ospiti due modelle, che ho entrambe fotografato in passato:

    bar refaeli, fotografata alle mauritius per sports illustrated:

    97AU1531

    97AU0552

    97AU0927

    97AU1303

    e bianca balti fotografata a milano per panorama first:

    344H0957

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    finita la comunicazione di servizio (per far vedere quanto sono superfigo) e andando oltre all’argomento modelle/festival di sanremo (del quale onestamente non me ne può fregare di meno) due righe sui veri outsider di questo festival, gli ELII.

    hanno presentato un pezzo che conferma la loro grandezza (tutto fatto con una sola nota, il DO, ma con infiniti variabili di accordi e ritmi, tale da essere monotòno, ma certo non monòtono).

    per chi, sconsideratamente li avesse scoperti solo ora, un pezzo meno recente, ma che conferma la loro infinita capacità di trattare argomenti super seri con un abito tanto leggero quanto perfetto.

    olè!

    6 Commenti »

    14 febbraio 2013

    PHOTOGRAPHERS-AGGIORNATO-02

    su cento persone che si definiscono fotografi, oggi, nel 2013, ci sono:

    50% di fotoamatori assoluti, cioè di persone che non hanno fatto mai una fotografia se non per se stessi. non hanno neanche l’ambizione di essere professionisti, ciondolano in giro con la macchina al collo fotografando ció che capita davanti ai loro occhi. tutto perfetto, se non che si definiscono spesso photographer sul loro sito: come se uno a cui piace farsi gli spaghetti a casa si definisse chef.

    20% di fotoamatori che pur avendo un altro “vero” lavoro  si atteggiano da professionisti, facendo dei veri e propri servizi tipo quelli per le riviste. trovano addirittura delle riviste (on-line, ovviamente) che i servizi glieli fanno fare (gratis, ovviamente). in cuor loro non si credono professionisti, ma da fuori, ad occhi superficiali, lo potrebbero sembrare. tutto perfetto, se non che si definiscono spesso photographer sul loro sito: come se uno a cui piacesse fare gli spaghetti a casa per gli amici si definisse chef.

    20% di persone che per mille e una ragione (in verità sono sempre le stesse: appartamenti dei genitori in affitto, pensione dei nonni e dei genitori, ricchezza familiare…) non hanno problemi di soldi e fanno come se fossero fotografi professionisti. fanno “finta che”. gli piace credere e far credere di essere ció che non sono. ci sono vari gradi, che vanno ad esempio dall’andare nel backstage delle sfilate con l’ambito tesserino al collo (per fare fotografie che andranno dove?!?) a fare mostre, libri o addirittura riviste vere. si credono veramente professionisti, e più che altro gli altri pensano che lo siano: peccato che nessuno gli abbia mai dato un euro per le loro foto. tutto perfetto, se non che si definiscono photographer sul loro sito: come se uno avesse un finto ristorante, senza clienti, senza camerieri e pure senza cucina si definisse chef.

    5% di fotografi professionisti che “scattano fotografie”. fanno fotografie sulle spiagge, matrimoni, cronaca… non posseggono e non serve alcuna cultura dell’immagine. fanno i fotografi assolutamente per caso, così come un altro fa il gommista. sono i primi di questa lista che vedono del grano. poco, ma qualche euro lo vedono, un po’ di più in meridione per i matrimoni. tutto perfetto, se non che si definiscono photographer sul loro sito: come se uno che ha la pizzeria si definisse chef.

    3% di fotografi professionisti che lavorano ai margini del mercato vero, per riviste sfigatissime, per clienti sfigatissimi. il tutto a budget ridicoli. hanno poche spese e tirano avanti come possono. si definiscono photographer sul loro sito, e fanno pure bene. peró, noi lo sappiamo, è come se l’addetto alle salse del grande ristorante si definisse chef.

    2% e poi ci sono gli chef.

    ====================================

    ho scritto di getto questo post con il telefonino, l’ho rimesso adesso a posto togliendo le maiuscole, che normalmente non uso qui sul blog.

    vorrei solo aggiungere una cosa, anzi due:

    -il mio non è un discorso meritocratico, uno fa ciò che vuole. sto solo descrivendo, a chi magari ha le idee confuse, com’è la situazione oggi dei fotografi italiani. non è un giudizio, non è un’opinione: i fatti sono esattamente questi che ho descritto qui sopra.

    -ieri è mancato lo “chef” tra i più grandi, Gabriele Basilico. lui era ed è un grande intellettuale e un grande fotografo. pensateci bene quando usate la parola “photographer”: servono anni, studi, fatiche che non potete neanche immaginare. pensateci bene.

     

    ====================================

    SECONDO AGGIORNAMENTO

    ovviamente mi fa piacere che ci siano tutti questi commenti: il fatto che se non altro abbia stimolato una discussione sull’argomento fotografia mi piace molto.

    vorrei fare ancora un’ulteriore precisazione, è un argomento che vedo spesso citato nei commenti. (mi perdonerete se lo faccio qui e non nei commenti. ma d’altronde qui è casa mia e faccio un po’ quello che voglio… ;-)): il discorso di questo post non ha nulla a che vedere con una presunta concorrenza degli pseudo fotografi. assolutamente no! non me ne frega nulla! se alcuni clienti vogliono spendere due lire si meritano un lavoro da due lire. e non me ne frega neanche nulla della facilità o meno portata dal digitale: è un’evoluzione che nessuno (e certo non io!) può fermare. e che in ogni caso non ha neanche senso di fermare! il progresso è questo, e va bene così: porta anche infinite conseguenze positive che sono il primo ad apprezzare.

    se arrivano le automobili e finisce il trasporto con i cavalli non serve assolutamente niente rimpiangere i cavalli. va bene così.

    ma non è che chiunque guidi un’automobile automatica si può tranquillamente fregiare del titolo di cavallerizzo. quello no! (sì, mi piace fare le metafore)

    con questo post ho quindi, lo ribadisco, semplicemente voluto dire come è la situazione di coloro che si fanno chiamare photographers oggi, nel 2013.

    un’ultima cosa: notavo che, nella maggior parte dei casi, chi fa veramente il fotografo (e cioè guadagna dei soldi con questa professione) non si autonomina photographer sul proprio sito, mentre la maggior parte di coloro che NON fanno i fotografi ci tengono a mettere sotto il loro nome la magica parolina photographer: bizzarro, no?

    (già avverto la rottura di coglioni che arriva: “ma qui sul blog c’è scritto settimio benedusi photographer!”. certo, c’è scritto e ci rimane scritto. per un semplice motivo: questo è un blog scritto dal punto di vista di uno che nella vita fa il fotografo. dichiaro l’argomento, non chi sono e cosa faccio io. ok?)

    187 Commenti »

    7 febbraio 2013

    LA FOTOGRAFIA, ELIO E LE STORIE TESE E LA CHIESA CATTOLICA.

    titolone, eh?!? vediamo adesso di dargli un senso…

    durante l’ultimo pitti ero a firenze a far colazione nel mio bar preferito (gilli) e mi sono messo a fare una discussione (pure abbastanza infuocata!) con un avvocato fiorentino incontrato lì per lì. sostanzialmente il tema del contendere era che lui sosteneva che per giudicare una cosa, qualsiasi cosa, fosse più che sufficiente che piacesse, mentre io ero per la tesi che per poter giudicare, e farsi piacere, una qualsiasi cosa, sia importante avere la cultura e la conoscenza per poterla innanzitutto capire.

    il bizzarro avvocato (perchè, bisogna dirlo, era abbastanza bizzarro, se non altro per intavolare un’accanita discussione con uno sconosciuto…) era irremovibile: se ti piace un vino, un romanzo, un quadro, una fotografia, una musica…è più che sufficiente. ognuno è giudice di se stesso e contento lui contenti tutti. ti piace? ok!

    io ero altrettanto irremovibile: ero e continuo ad essere convinto che senza una adeguata conoscenza su un argomento quello che succede sia che inevitabilmente si apprezzi la cosa più semplice, più inutile, più comprensibile e alla fine inevitabilmente più brutta.

    ovviamente ognuno è rimasto della propria opinione, ci siamo offerti la colazione e ci siamo salutati.

    ci spostiamo da firenze a milano, nella pizzeria (ottima!) che siamo soliti frequentare dopo il cinema. in questa pizzeria ci sono appese dei poster con delle fotografie. per correttezza ho tolto gli autori, ma eccole qui:

    insomma, le solite banalissime inutili e scontate fotografie di paesaggio fatte con il cavalletto, il tempo lungo e l’HDR. scusate, lo dico alla mia solita maniera fine: delle cagate! 😉

    ovviamente possono anche piacere ma per chiunque conosca e studi seriamente la fotografia è evidente ciò che sono: il nulla.

    il fatto è che se mai io fossi andato dalla gentile proprietaria della pizzeria e le avessi detto che quelle fotografie erano brutte sono certo che mi avrebbe guardato come se fossi pazzo. sicuramente. “brutte?!? ma sono meravigliose!” avrebbe detto, ne sono sicuro.

    insomma, sono sempre più convinto, alla faccia del bizzarro avvocato fiorentino, che sia indispensabile conoscere e capire per apprezzare: altrimenti inevitabilmente, lo ribadisco, si apprezzano le cagate.

    qui però si pone un problema: una sorta di “elitarismo”, una decisa linea che divide ciò che è semplice/comprensibile/popolare/brutto e ciò che è complesso/complicato/colto/bello.

    si corre il rischio che solo pochi sappiano e capiscano, e i tanti non sappiano e non capiscono. bene. anzi, male.

    e qui entrano in scena niente di meno che ELIO E LE STORIE TESE e la CHIESA CATTOLICA: la soluzione (mooolto difficile, mica è una cosa semplice!) è quella di mandare messaggi semplici che tutti capiscono dentro a dei contenitori semplici che tutti capiscono, ma che magicamente nascondano un secondo livello di lettura complesso e profondo.

    la maggior parte dei pezzi di EELST parlano di argomenti seri in una veste musicale raffinatissima che piace a tutti (pochi imbecilli non riescono a capire neanche la loro semplicità, ma lasciamo perdere gli irrimediabili zucconi).

    le parabole della CC sono storie molto semplici ma che nascondono un livello di lettura ovviamente molto profondo sul quale qualsiasi teologo può discute per ore.

    insomma, alla fine penso che la soluzione sia quella di riuscire a veicolare cose profonde attraverso strumenti semplici: un obiettivo che tutti dovremmo avere ma che è estremamente complicato riuscire a portare a termine.

    (infatti, mica semplice, lo fosse avrei scritto due righe semplici, mica tutta sta pappardella strampalata! 😉 )

    24 Commenti »

    4 febbraio 2013

    STYLE PICCOLI NADEGE GUEST STAR

    devo dire che mi diverto a fotografare bambini. si fa un gran casino! e a me il casino piace.

    ancora in edicola il numero di STYLE PICCOLI con un mio redazionale. special guest come stylist la super top model nadege. tema del servizio “il colore”.

    qualche fotografia backstage, scattata da pasquale ettorre, dove si vede che si fa di tutto per far divertire i bambini!

    e infine io e nadege al massimo dello splendore!

    1 Commento »