24 giugno 2013

KIDS ADVERTISING

stanno per uscire le mie nuove campagne realizzate per il gruppo SPAZIO SEI e mi accorgo di non aver mai messo quelle precedenti, che peraltro si riferiscono all’estate in corso: scattiamo con così tanto anticipo che ci si si scorda ogni tanto delle cose. 😉

comunque, ecco le campagne pubblicitarie kids primavera estate 2013

MISS BLUMARINE

eleganza, classe e raffinatezza:

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abbiamo anche un video backstage

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MISS BLUMARINE JEANS

energia, movimento e vivacità:

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ICEBERG

colore e design:

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PARROT

divertimento, divertimento e divertimento!

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Ki6

natura, ecologia, forme e colori “morbidi”

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video backstage

 

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18 giugno 2013

L’AVVELENATA

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’ un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta…

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso…

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell’ ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare…
se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice “sei depresso”, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni…
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

Francesco Guccini

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12 giugno 2013

DAVIDE & GOLIA

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Come probabilmente saprete, due settimane fa c’è stata la mia lectio magistralis alla Triennale di Milano, a cura dell’AFIP.

Mi sono veramente molto divertito!

Qui un piccolo clip, realizzato da Franco Russo, del gran finale dove abbiamo ballato sulle note finali dell’amatissimo :

Nel blog dell’AFIP c’è un resoconto filmato e fotografico dell’evento, con la registrazione dello streaming e una pillola autoriale ottimamente curata da Martino Migli.

Grazie veramente a tutti coloro (tantissimi!) che hanno voluto onorarmi della loro presenza, grazie all’AFIP, grazie alla CNA, grazie a tutti coloro che davanti e dietro le quinte hanno lavorato per rendere una semplice conferenza addirittura uno spettacolo e grazie soprattutto a quella persona meravigliosa e generosa che è Giovanni Gastel: GRAZIE!

Grazie anche al Corriere della Sera che il sabato successivo ha voluto citarmi:

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E grazie anche ad Alessia Glaviano, la photo editor di Vogue, che ha voluto onorarmi della sua attenzione scrivendo un post su di me e sulla mia conferenza: probabilmente si è sentita presa in causa dall’ultimo quarto d’ora del mio speach.

Evidentemente l’argomento è interessante e vivo, dato che il suo post ha avuto una quantità di commenti e di condivisioni che mi sono sembrate ampiamente superiori alla media.

Alessia Glaviano è sicuramente una persona colta che conosce bene l’argomento di cui parla, la fotografia. Mi sembra quindi bizzarro che inizi il suo post, a sostegno dei fotografi italiani che lavorano per Vogue, con una fotografia di Mario Sorrenti, che mi pare difficile poter definire italiano essendo andato a vivere e a lavorare in America all’età di 10 anni! Non è questione di essere leghisti o non leghisti (!) ma solo che Mario Sorrenti non è italiano: nel caso così fosse acquisteremmo un grande fotografo ma perderemmo un grandissimo scrittore (il cubano Italo Calvino?!?), un grandissimo artista (l’argentino Lucio Fontana?!?) e pure un grandissimo cantautore (il tedesco Vinicio Capossela?!?)

Ho trovato anche bizzarro che vengano mischiati redazionali con publiredazionali: chiunque lavori in questo settore sa benissimo essere due cose MOLTO diverse. (tra l’altro, udite udite, i publiredazionali per Vogue li ho fatti pure io).

Alessia prosegue poi con colte citazioni (Guy Debord!) e virtuosismi dialettici, che, pensate un po’, mi trovano pure d’accordo.

Probabilmente però tutta questa discussione è un peccato che si svolga, venga seguita e commentata solo attraverso dei blog: si potrebbe prendere spunto per sedersi ad un tavolo (da Forma?) per risolvere e capire meglio i termini della questione.

Sarebbe prezioso che seduti in questo tavolo ci fossero anche (nel caso non fossero definitivamente colpiti dalla Sindrome di Stoccolma) le agenzie di modelli, gli studi, le agenzie di fotografi, i ritoccatori, insomma tutti i lavoratori che hanno visto finire il paese della moda (l’Italia?!?!) agli estremi confini dell’impero e quindi in una crisi lavorativa senza limiti.

In questa ipotetica tavola rotonda io porterei una sola, precisa e semplice domanda, alla cui risposta Alessia Glaviano può pensare per venire preparata e “giustificata”:

DAL 1989 (24 ANNI!) AD OGGI QUANTI REDAZIONALI MODA SONO STATI REALIZZATI DA FOTOGRAFI ITALIANI PER LA RIVISTA VOGUE ITALIA?

 

 

 

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10 giugno 2013

AD RUSSIA

 

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a 16 anni già mi piaceva lászló moholy-nagy, le esposizioni multiple e le verità sulla fotografia (la fotografia non è specchio della realtà, scritto su uno specchio).

mi è stato facile quindi, qualche anno dopo, realizzare un redazionale dedicato al lavoro di fabio novembre per AD russia (edizioni condè nast russia) ispirato a quel mondo, alle avanguardie, al futurismo, a man ray…insomma a tutto quel meraviglioso momento storico.

ringrazio il direttore della rivista Eugenia Mikulina, per la fiducia e disponibilità creativa.

ecco il servizio:

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un dettaglio “tecnico”: dato il riferimento che avevo, ho voluto che i fotomontaggi e le modifiche fossero quelli che si sarebbero potuti realizzare in ripresa e in camera oscura, così come facevano negli anni venti con pellicola e ingranditore. la maggior parte quindi dei movimenti sono stati fatti in ripresa, scattando al buio su fondo nero ed usando una luce stroboscopia. questo non vuol dire che non ci sia stato lavoro di photoshop  tanto preciso e attento quanto il meno possibile invasivo: ringrazio ignazio pacces per la maestria e l’infinita pazienza nella post-produzione.

mentre scattavamo avevamo sempre davanti i capolavori ai quali ci ispiravamo:

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abbiamo anche un video backstage, come al solito girato e montato da pasquale ettorre:

il tutto sembra talmente piaciuto che la condè nast (russia!) ha organizzato una mostra con queste immagini, e io e fabio siamo stati invitati all’opening a mosca:

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(non sono più alto di fabio, è solo la prospettiva…) 😉

ho fatto anche un piccolo video con l’iphone:

e infine la mia copertina della rivista, di cui fabio ha curato tutto il numero, in veste di guest editor:

 

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(tutte le immagini sono cliccabili e ingrandibili)

 

 

 

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