27 dicembre 2014

L’ASTRONAUTA

È difficile che mi venga in mente di realizzare uno scatto singolo, slegato da una sequenza e che possa vivere da solo.

Qualche giorno fa, invece, è successo: ho sentito la necessità di realizzare un’immagine che si era intrufolata nella mia testa, e da lì voleva uscire solo grazie alla mia macchina fotografica.

È Natale (c’è l’albero) e in centro (piazza del Duomo) all’ora dell’imbrunire (il cielo è ancora chiaro, ma le luci dei lampioni sono già accese) è pieno di gente.
Tutti in giro, chissà poi a fare cosa.
Non so voi, ma io in quel marasma mi sento non semplicemente solo ma estraniato da tutto, come se guardassi quel tutto da dentro la tuta di un astronauta, ospite di un pianeta che non è il mio.

Ho realizzato l’immagine, pochi giorni fa, con l’aiuto di un modello (!) bravo e simpatico, Giovanni.

Altra cosa più unica che rara, nessuno mi ha commissionato questo progetto: come ho già detto era per me una necessità realizzarlo, senza pensare se e dove sarebbe stato utilizzato.
Un desiderio però sì, ce l’avevo: mi sarebbe piaciuto fosse pubblicato il giorno prima di Natale sulla prima del Corriere della Sera, portando irrealtà e surrealismo lì dove ci sono notizie e realtà.
Ho proposto l’immagine.
Oggi è in prima sul Corriere della Sera, sulla pagina di Milano.

Eccola:

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se siete curiosi di vedere com’era la vera realtà, e non la realtà dentro la mia testa, ecco tre scatti backstage realizzati da Francesca Di Gregorio:

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e infine ecco il Corriere:

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25 dicembre 2014

LETTERINA A BABBO NATALE

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Letterina di Natale di Settimio Benedusi.

Caro Babbo Natale, ti prometto che farò di tutto per essere, nel nuovo anno, più cattivo:

-a quelli che chiamano al telefono 10 volte al giorno offrendo mille fantastiche offerte fantasmagoriche per telefono/luce/gas li manderò direttamente a fare in culo dicendo loro, senze mezze parole, di smetterla di rompere i coglioni.

-agli stessi qui sopra, si ostinassero nelle loro offerte, chiederei di darmi il loro telefono di casa. Nel caso, molto probabile, che non volessero darmelo domanderei loro: “cioè, lei vuole dire che non desidera ricevere telefonate da rompicoglioni che le rompano il cazzo su argomenti che non le interessano?!?” (sempre comunque con una certa eleganza, dando del Lei).

-a chi posteggia il suo cazzo di Suv di merda sulle strisce pedonali piegherò i tergicristalli.

-a chi posteggia la sua scatola di ferraglia (automobile) sulle piste ciclabili righerò la suddetta scatola con le mie chiavi.

-a chi posteggia la Ferrari davanti al ristorante Giannino di Milano, sulla pista ciclabile, darò fuoco la suddetta Ferrari.

-a chi mi rompe il cazzo, qui su FB, trovando il pelo nell’uovo in ogni cazzo di foto che faccio dirò di non rompere i coglioni e porre tutta la sua raffinata critica su quelle orrende, spaventose, inutili fotografie che fa a delle disgraziate mezze nude nella fabbrica abbandonata.

-al politico che mi dice che quando governerà lui sarà tutto diverso, gli chiederò dove cazzo fosse nei vent’anni in cui ha governato.

-a chi dice che fotografa per “esprimere le proprie emozioni” dirò: ciccio, delle tue emozioni non gliene frega un beato cazzo a nessuno!

-a chi mi chiede di guardare e valutare il suo portfolio risponderò: ciccio, due notizie una buona e una cattiva, la buona è che non ho tempo da perdere con il tuo cazzo di portfolio, la cattiva è che ho trovato il tempo, e il tuo portfolio è spaventoso.

Per adesso tutto qui.
Che bello essere più buoni, nel giorno di Natale!

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23 dicembre 2014

GUARDAMI NEGLI OCCHI

Ieri è uscita la mia pagina di Natale sul Corriere della Sera, dove vengo lasciato libero di raccontare come meglio credo questo momento dell’anno. Voglio subito approfittare per ringraziare Antonio Bozzo, del Corriere, che con coraggio ed intelligenza, da un po’ di anni, mi lascia questa libertà e questo privilegio. Grazie Antonio! ❤️

Tornando al lavoro.

Anche questa volta ho voluto raccontare (dopo il carcere di Bollate dell’anno scorso) come passano il Natale (normalmente associato ad allegria, divertimento, regali) chi ha poca allegria, poco divertimento e pochi regali.

Siamo andati allora a trovare Pane Quotidiano.

Questo il mio testo:

“Gli italiani, probabilmente, non sono campioni mondiali di senso civico e buona educazione sociale, ma sono sicuramente tra i migliori al mondo nel volontariato”: non è italiana la persona che ci dice questa frase, ma il francese Jean-Pierre, che da due anni è il responsabile operativo di Pane Quotidiano, la struttura che, dal 1898, si occupa di distribuire pane, latte e generi di prima necessità a chiunque si presenti nei due centri di Milano.

Appena all’ingresso della sede storica di Viale Toscana ci accoglie un cartello, con scritto “Sorella, fratello, nessuno qui ti domanderà chi sei, ne’ perché hai bisogno, ne’ quali sono le tue opinioni.” E infatti nulla viene chiesto alle migliaia di persone che ogni mattina, fin dalle 6, si mettono in coda per avere qualcosa da mangiare. Ci sono stranieri, italiani (sempre di più), mamme con bambini piccoli, anziani, persone con difficoltà anche a camminare: a nessuno viene chiesto nulla, solo dato.

Ce lo conferma Angelo, di nome e di fatto, che da 15 anni è il responsabile dei volontari e passa tutto il tempo dalle 9 alle 11 (quello a disposizione per la distribuzione dei beni) a fare in maniera che tutto si svolga con ordine ed equità, affinchè tutti le 3.000 e più persone abbiano lo stesso.

Luigi Rossi, il consigliere delegato, ci racconta che Pane Quotidiano nasce dalla buona borghesia milanese ed è sempre stato e continua ad essere non legato ad alcun partito politico o alcuna organizzazione religiosa. Si sentono e sono completamente autonomi e liberi, vivendo solo ed esclusivamente delle (generose!) donazioni che arrivano soprattutto da aziende.

Incontriamo tra i volontari Clio, che distribuisce cavolfiori: ha 25 anni e tre volte alla settimana sottrae tempo ed energie ai suoi studi universitari per venire ad aiutare.

Il 25 dicembre, sia il centro di Viale Toscana 28 che quello di Viale Monza 335 sono aperti dalle 9 alle 11, con però un evento speciale dedicato ai bambini: la distribuzione dei giocattoli. Se qualche lettore del Corriere avesse voglia di portare qualche gioco farà sicuramente felice non solo un bambino ma anche se’ stesso.

Pane Quotidiano vi aspetta.

Questa la pagina sul Corriere:

 

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Questo il mio testo sul servizio:

Li vediamo tutti, in giro per Milano. A volte ci fermano, chiedendoci qualche monetina. Spesso elemosinano per fame. Capita a me, come penso capiti a tutti di sfuggire alle richieste, neanche degnando di uno sguardo chi ci tende la mano. Più che altro, forse, quello di cui abbiamo paura è guardarli negli occhi.

Ho pensato quindi che la cosa migliore per raccontare la meravigliosa e meritevole organizzazione Pane Quotidiano, fosse farlo attraverso i visi e soprattutto gli occhi di chi è lì dalle 6 del mattino, al freddo e al gelo, per un pezzo di pane e un litro di latte. Per una volta non possiamo aiutarli, non possiamo dargli da mangiare, ma possiamo fare una cosa che, probabilmente, è ancora più importante: possiamo guardarli dritti negli occhi.

 

Queste le immagini singole:

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Sabatino

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Carmelo

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Maria Rosa

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Domenico

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Ivano

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Marcello

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Franco

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Tina

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Francesco

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Maria Giuseppina

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Ali

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Enrico

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Angelo

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Emilio

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Mariana

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Djamel

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Marco

 

Lei è Clio, una volontaria, che era lì a distribuire cavolfiori:

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Clio

Qualche immagine backstage, scattata da Pasquale Ettorre:

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e infine un video dove racconto e spiego delle cose, tra cui anche questo lavoro.

 

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13 dicembre 2014

TODAY

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Oggi sabato 13 dicembre 2014 presso lo IED Via Bezzecca 5 Milano alle ore 15:30 mio intervento all’interno dell’evento Canon.

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12 dicembre 2014

SETTIMIO BENEDUSI CHEF

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Questa mia ricetta è stata realizzata con una pentola di alluminio dallo spessore di 7mm, con un manico dalle prestazioni straordinarie in plastica pura.
Da notare che i rivetti per collegare il manico con la pentola sono del 2 e non del 4: quelli del 2 riescono a dare prestazioni migliori alle alte temperature.
Il gas per cuocere il tutto è puro gas metano della Gazprom, con certificato all’origine di purezza del 99%.
L’uovo è rigorosamente di gallina.
Sto cercando di vendere il prodotto di questa incredibile ricetta, ma finora non ho ancora trovato nessuno che vuole comprarlo: ho deciso quindi di regalarlo davanti a dei posti dove sto notando che la gente va in massa (pagando!) per mangiare, chiamati ristoranti.

Ho dato un nome a questa mia ricetta, ho pensata di chiamarla così: uovo fritto.

PS: se qualche appassionato di cucina si vuole unire domani pomeriggio alle 15:30 farò tante uova fritte. Sarebbe divertente friggerle tutte insieme!

PS_02: presto le date del mio primo workshop, di cui ho già il titolo! Eccolo: COME FARE UN UOVO FRITTO GLAMOUR FRIGGENDO NUDI.

 

MI RACCOMANDO METTETE MI PIACE ALLA MIA NUOVA PAGINA FACEBOOK!

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