25 febbraio 2015

IL TORTINO AL CIOCCOLATO E LA FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO

Tortino-al-cioccolato-fondente-dal-cuore-morbido

 

Una delle frasi che, quando si affronta il tema fotografia, si sente più spesso è “adoro la fotografia bianco e nero!”. Quando la sento, ed è un classico, Benedusi abbozza un sorriso e dice “e già!” mentre Settimio sente prudere le mani e vorrebbe urlare “MA CHE CAZZO DICI?!?”

Comunque è vero, non c’è un belino da fare: la fotografia in bianco e nero piace a tutti. Qualsiasi cagata in bianco e nero è più bella.

Un po’ come sapete cosa? Come il tortino al cioccolato con il cuore caldo. E già!

Il tortino al cioccolato con il cuore caldo è oramai la presenza costante in tutti i ristoranti di merda e ignoranti per soddisfare in maniera semplice ed efficace il cliente che mi va (sempre!) pazzo per questo dessert.

Il tortino al cioccolato con il cuore caldo sembra a tutti una cosa figa e buona.

Il tortino al cioccolato con il cuore caldo piace a tutti.

Il tortino al cioccolato con il cuore caldo viene visto di default, come un prodotto artigianale, come un cosina preziosa fatta dalle sapienti manine di un pasticciere con il cappello bianco sul set di Chocolat.

Il tortino al cioccolato con il cuore caldo dà, in maniera magica, prestigio e nobilità ad una triste carta dei dolci dove al massimo trionfano le pesche sciroppate.

Ecco, la realtà dei fatti è però un’altra. La realtà dei fatti è che il tortino al cioccolato con il cuore caldo si compra surgelato al costo di 1 euro e mezzo al pezzo, si mette per pochi secondi nel microonde e zac! ecco pronto il tortino al cioccolato che piace a tutti.

Il ristorante ignorante trova la soluzione dei suo problemi con i dolci propinando ad un pubblico ignorante (che squittisce di godimento) il tortino al cioccolato con il cuore caldo così come il fotografo ignorante trova la soluzione dei suoi problemi con la fotografia propinando ad un pubblico ignorante (che squittisce di godimento) la fotografia in bianco e nero.

Olè.

 

 

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16 febbraio 2015

STAMPATE!

Nella maggior parte dei casi noi fotografi scattiamo in digitale. E va bene così: è l’inevitabile contemporaneità.

Ci sarebbero lunghi discorsi su analogico/digitale che però adesso non farò qui…

Mi limito a una semplice e pratica considerazione: tutte le nostre fotografie sono una sequenza di 0101010101010101010101, di bit che riponiamo dentro a dei supporti che tra un tot di anni (magari 10, mica 1.000) saranno illeggibili. D’altronde sapreste dove mai infilare quei floppy disk che usavate proprio solo 10 anni fa?

Tutte queste cose le ha scritte, sicuramente meglio, qualcuno infinitamente più competente di me. Qui.

Insomma, stampare le Fotografie che ci stanno più a cuore è sicuramente una cosa importante. Ma anche lì non è cosa semplice, perché le stampe che facciamo con le nostre getto d’inchiostro (anche se super fighe) sono destinate a sbiadire e poi a sparire in pochi anni.

E’ questo che vogliamo dalle nostre belle fotografie? Che spariscano?

Una soluzione, complicata e costosa, esiste, ed arriva direttamente dal secolo scorso, anzi da due secoli fa: la stampa al platino palladio. Una cosa talmente antica da essere modernissima.

Esiste da poco un servizio attraverso il quale da un file digitale si ottiene un internegativo di grande formato con il quale si va a realizzare una stampa a contatto che è di per sé un esemplare unico e con durata certificata eterna.

Informazioni maggiori le trovate sulla pagina Facebook, oppure alla mail platinoprints@gmail.com.

Questa un mio file stampato con questa tecnica:

IMG_5505

 

The Platinotypist ”A little African story” from The Platinotypist on Vimeo.

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5 febbraio 2015

CIRCOLO FOTOGRAFICO MILANESE

settimio

 

LA BUONA NOTIZIA (a seconda dei punti di vista):

spesso e volentieri le mie esternazioni vengono lette come una critica nei confronti dei fotoamatori: proprio un grande errore!

come tanti fotografi professionisti io stesso sono stato fotoamatore e come tale ho frequentato il circolo fotografico di Imperia: avevo 16 anni e tutti i lunedì sera, dopo cena, prendevo il mio motorino (un Garelli tipo così) e da Porto Maurizio andavo ad Oneglia al fotoclub. ero timidissimo, penso di non aver mai detto una mezza parola in tutte quelle riunioni; e sì che in quegli anni il momento catartico del DIBATTITO era fondamentale!

sono stati anni molto felici, con le nottate in camera oscura a sviluppare e stampare. un gentile signore del circolo (non ricordo veramente chi fosse, se mai leggesse queste righe e si facesse vivo ne sarei felice) un giorno mi portò a Genova nei dintorni di via Prè dove comprai la mia prima reflex, questa.

i fotoamatori e i frequentatori di circoli fotografici sono e sono sempre stati la linfa vitale da cui la buona Fotografia ha tratto moltissimo.

io non ho proprio nulla contro i fotoamatori! mi stanno sul cazzo quelli che vanno da mediaworld, comprano una macchina fotografica e il giorno dopo si fanno la pagina Facebook con PH.! quelli sì che non li sopporto! perché non sono fotografi, sono utilizzatori di macchina fotografica: che sono due cose molto diverse. purtroppo non c’è peggior ignorante di chi non solo non sa ma soprattutto non sa di non sapere: e il PH è il re degli ignoranti!

detto questo, la buona notizia è che lunedì sera sono stato invitato, con mio immenso piacere, a parlare nella sede dello storico Circolo Fotografico Milanese.

ci vediamo lunedì sera!

LA CATTIVA NOTIZIA (a seconda dei punti di vista):

la cattiva notizia è che l’incontro di lunedì sera non è aperto a tutti: solo per i soci del circolo!

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