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  • 12 giugno 2018

    NON MI RICORDO

    Mentre ero in altre faccende affaccendato a Milano si inaugurava a Milano il MIA che tutti conoscete. No?!? Non proprio tutti conoscete?!? Allora, il MIA è l’appuntamento più importante in Italia per quello che riguarda la fotografia d’arte; quella Fotografia, in poche parole, da vendere e comprare sotto forma di stampa, la maggior parte delle volte numerata e firmata dall’autore. Fotografia d’Arte, insomma.

    Ho già partecipato nelle ultime edizioni, con progetti più tradizionali. Quest’anno volevo realizzare qualcosa maggiormente in linea con i miei ultimi percorsi, legati al ritratto, alle persone e alla loro autenticità. Ho pensato allora di allestire un piccolo studio fotografico dove realizzare 160 ritratti a 160 persone: questi ritratti sarebbero stati subito stampati (con stampanti HP, ovviamente!) e affissi a una parete dello stand, trasformando così le persone in opera d’arte. Il numero dei 160 ritratti è scaturito calcolando lo spazio a disposizione con la dimensione di ogni stampa realizzata: ce ne stavano esattamente 160. Questi ritratti sono stati messi in vendita su un sito realizzato per l’occasione a 30 euro a ritratto: abbiamo pensato fosse meglio, per evitare casino durante il MIA. Prima che venisse inaugurata la fiera abbiamo venduto tutti i 160 ritratti. Nonostante questo mi dicono ci fosse comunque sempre casino  e coda allo stand:

    Mi dicono ho scritto qui sopra, perché io in effetti al MIA non ci sono andato, per l’appunto in altre faccende affaccendato.

    Per fortuna ho tanti amici meravigliosi! Sono andati loro al posto mio:


    Guido Stazzoni
    Maurizio Beucci
    Cesare Cicardini
    Matteo Curti
    Mariangela Della Notte
    Sofia Uslenghi
    Toni Thotimbert
    Giovanni Gastel
    Lorenzo Cicconi Massi
    Fabio Lovino
    Valerio Spada

    Che meraviglia! Sono veramente fortunato!

    E poi non tutto il male viene per nuocere: trovo perfetto tutto ciò per dimostrare ciò che con queste operazioni voglio dimostrare, e cioè la forza del progetto (di questo progetto) è maggiore di me e del mio contributo. Insomma, io ci posso essere come non essere che la cosa funziona lo stesso. E questo mi piace da matti! Da un lato perché riesco a dar sfogo alla mia indolenza e pigrizia, e poi, soprattutto, perché rafforzo, con i fatti, che i concetti e le idee sono sempre più importanti della loro esecuzione: il pensiero prima dell’azione e disgiunto da essa!
    Questo il video backstage, realizzato da Nicola Botti:


    L’allestimento del mio stand era incredibilmente impreziosito da uno meraviglioso stereo con giradischi sul quale suonavano sempre e solo vinili di Fabrizio De Andrè. Grazie infinite a Syntesis e a Mpi Electronic.

    Il manifesto programmatico di tutta l’operazione era questo:

    Una volta finito il week-end del MIA (e aver lasciato il duro lavoro agli altri) sono andato anche io in fiera, a godere dell’istallazione: bellissimo effetto veramente! Ho fatto anche il mio lavoro, a quel punto, facendo la fotografia di tutto l’ambaradan. Ho cercato di realizzarla più precisa e fredda possibile: i miei amici colleghi dovevano cogliere l’aspetto emozionale, io quello progettuale. Così almeno era nella mia testa:

    A quel punto abbiamo realizzato 160 stampe (mai numerazione fu più sensata) in formato A3, le ho numerate, timbrate, datate e firmate e spedite a tutte le 160 persone ritratte.

    Ecco, questo è quanto. Ancora una cosa, a proposito del MIA: avremmo dovuto fare un talk lì io e Toscani, insieme. Ovviamente anche quello è saltato. Voglio però mettere qui la “locandina” dell’evento, che mi pare riuscita bene. In particolare modo mi piaceva il titolo che ho voluto dare alla cosa: DOMANDE? immaginando di iniziare dalla fine. Ecco, io invece finisco come normalmente finiscono queste cose: DOMANDE?

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    24 aprile 2018

    LO SMILZO

    Il giorno 2 marzo del 2018 ero a Imperia a cena da amici bello tranquillo e beato. Improvvisamente ho cominciato a sudare e a sentire un dolore lancinante alla pancia. Ambulanza. Pronto soccorso. Esami e controesami. Vedono del liquido dentro di me ma non capiscono cosa sia e da dove arrivi. Poi mi infilano in un tubo, mi sparano nelle vene del liquido di contrasto (strano effetto, per pochi secondi senti un calore pazzesco in tutto il corpo, come prendessi fuoco) e capiscono di cosa si tratta: la milza.

    Alle 3 di notte decidono di operarmi. L’ultima cosa che ricordo è la classica lampada rotonda sopra di me e un gran freddo. Poi PUFF più nulla. Mi risveglio ore dopo con un tubo in gola e attaccato a mille macchine. Sono in rianimazione. Non mi sento male per nulla, in verità, anzi! Capirò solo qualche settimana dopo del perché di tutto quello star bene: leggerò sulla cartella clinica delle belle dosi di morfina sparate nelle mie vene. Ben venga la morfina.

    Normalmente le asportazioni di milza, mi pare di capire, sono una cosa abbastanza normale. Nel mio caso però le cose si sono complicate e scopro, con il passare delle ore e il riacquisto di lucidità, che in quella notte io di operazioni ne ho fatte due, una dopo l’altra. Pare che nel seconda operazione abbia rischiato. Parecchio.

    Comunque io ovviamente non mi accorgo di nulla e, come abbiamo detto, mi sveglio tranquillo e beato in rianimazione.

    Dopo due giorni lì mi trasferiscono in reparto. Ho una botta di culo, perché mi trovano non so quale batterio/virus o boh e comunque devo stare in isolamento e mi piazzano in una camera singola che è una specie di suite vista mare. Fantastico! Ma veramente, sto lì veramente bene.

    Appena riprendo possesso del telefonino scrivo questo sul mio Instagram:

    • Sono consapevole che questo mezzo, questi social siano un percorso particolare per raccontare sé stessi e la propria vita: ad esempio io sento un’enorme differenza tra ciò che del mio intimo faccio vedere e del mio privato mostro. Sono due cose molto diverse che tendo a non mischiare mai.
      4 giorni fa ero ad Imperia negli unici due giorni di un periodo molto intenso, gli unici dove sarei riuscito a fare delle robe e a trovare mia mamma.
      A cena di amici mi sono sentito improvvisamente molto male, con sudorazione e gran mal di pancia.
      0spedale, esami vari e alle 3 di notte in sala operatoria.
      Circa 3 ore di intervento per uscire e poi rientrare per un’altro intervento, dato che si era scoperta una vena che stava prendendo sangue lì da qualche parte.
      In poche parole mi hanno tolto la milza e rattoppato un po’ tutto.
      È stata una stranissima sensazione era come vedessi tutto da fuori, da lontano, come se vedessi un film.
      Non vorrei esagerare, ma è stato molto interessante.
      E poi giù morfina: i vari intellettuali romantici dell’800 e i vari frikkettoni del 900 mica potevano sbagliarsi per tanto tempo!
      Poi in rianimazione si sta da Dio, ti coccolano come una bambola.
      Adesso raccontata così mi sembra da deficiente; ma vi assicuro che è quello che penso! (huè, comunque una volta da provare basta e avanza! ). Comunque adesso abbastanza bene, ho una bellissima camera che guarda verso il mare: vivrò bene e tanto come Gillo Dorfles the genius (di cui vi parlerò dopo). Ringrazio infinitamente tutti quelli (tantissimi!) che si sono preoccupati: ❤️
      È bello non essere soli.

    Ho avuto in quei giorni una quantità incredibile di messaggi e di affetto: è stato veramente pazzesco.

    Anche la Stampa si è interessata alle mie vicende… 🙂

    Temo di fare un torto non citando e non mostrando tantissimi gesti d’affetto che mi sono arrivati, ma due devo farli vedere!

    by Dido Fontana

    by Andrea Muti

    Finalmente (purtroppo?!?) è arrivato il giorno delle dimissioni dall’ospedale. “domani vai a casa!”. Quell’ultima sera in ospedale ero lì, pensando che mi sarebbe piaciuto ringraziare tutti quelli che mi hanno salvato la vita e tutte quelle persone che ho lì conosciuto che, detto con un raffinato giro di parole, si fanno un culo così.

    Perché vorrei dire una cosa, che sento sempre più viva e forte dentro di me: non sopporto chi si lamenta e critica, soprattutto le istituzioni. Quando sento qualcuno che si lamenta e critica dell’impiegato delle poste, del vigile, del controllore, del dottore, dell’infermiere e anche del politico, sapete cosa? Io mi sento sempre inevitabilmente dalla parte dell’impiegato, del vigile, del controllore, del dottore, dell’infermiere e anche del politico. E sì! Loro intanto sono lì che si fanno il culo o comunque qualcosa fanno, tu solo pronto a criticare con il ditino alzato! Ma vaffanculo te, “normale cittadino”, che io ho la certezza che se fossi al posto loro saresti il primo a farti i cazzi tuoi, rubare e poltrire! Ecco, l’ho detta. Chiusa parentesi.

    Comunque ero lì nel mio lettino il giorno prima, il giorno dopo sarei uscito e ho pensato che avrei voluto ringraziare tutte quelle persone. Volevo dirgli GRAZIE. Ovviamente però usando il mio linguaggio. E allora mi sono messo, ovviamente con il mio iPhone, a fare il ritratto a tutti e tutte.

    Quanto mi piace questa foto che mi ha fatto Elena, io in mutande e con la fascia e quindi ancora dolorante e convalescente che dimentico tutto e faccio quello che mi piace fare: usare la fotografia per raccontare qualcosa.

    Ho fatto le foto, ho scaricato i programmi per mettere insieme il tutto e ho preparato il mio manifesto 70×100. Tutto fatto con il telefonino. Alla faccia dei file raw, degli sviluppi con Lightroom e di tutte quelle menate inutili dei fotografi. Mando, ovviamente sempre dal telefonino, via mail il file al tipografo che il mattino dopo mi porta il manifesto: senza nessuna prova di stampa e menate varie era perfetto. A quel punto ho tappezzato l’ospedale: la mia stanza, l’ingresso, l’esterno della rianimazione, dappertutto!

    Sempre su Instagram quando ho fatto questa cosa ho scritto questo. Lo metto, come ho messo quello prima, perché sono le cose che mi sono uscite più a caldo:

      • Ecco, è finita: oggi sono uscito dall’ospedale di Imperia.
        Direi tutto bene!
        D’altronde si sa: tutto è Bene ciò che finisce Dusi. 😜
        In ospedale lavora un’umanità incredibile, giovani ragazze che devo chiappare al volo il posto di infermiera e mollano casa/fidanzato in Toscana per venire qui. E mille storie di sacrifici. Di notti. Di gente che si lamenta.
        Terribile.
        E chirurghi che dalle 3 del mattino alle 6 si mettono a operare. OPERARE. Su un uomo vivo. Io alle 3 di notte non riuscirei neanche a fare un piatto di spaghetti.
        Una cosa seria: invece di stare sempre con il ditino cerchiamo di essere consapevoli che abbiamo una sanità pazzesca.
        Ma in quanti paesi al mondo ti curano, ti accudiscono, in maniera eccellente?!? E gratis?
        Cerchiamo di essere consapevoli di questo enorme privilegio.
        Perché la salute è veramente tutto.
        L’ospedale di Imperia è veramente top.
        Questo il mio ringraziamento per tutte quelle e quelli che lì lavorano.
        A Milano c’è il fantastico MIA (andateci!!!) ma anche qui che una MIA mostra.
        Ragazze, ragazzi, infermieri, tirocinanti, commessi, inservienti, dottori, dottoresse, chirurghi: GRAZIE. ❤️

    Ancora una volta GRAZIE per tutto ma soprattutto per avermi permesso di realizzare la mostra più bella che io penso di aver mai fatto: GRAZIE!

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    27 febbraio 2018

    RICORDI?

     

    Post lungo, ricco: ma forse ne vale la pena!

     

    Giornate straordinarie, bellissime, divertentissime: tutto veramente fantastico.

    RICORDI? a Milano in via Capelli dal 12 al 16 dicembre 2018.

    Una maniera di vivere la Fotografia completa, inclusiva, totalizzante, viva, democratica, potente.

    Tanti amici e colleghi a realizzare ritratti a tutti, bastava venire con qualcuno che si amava: molti hanno dovuto aspettare anche 4 ore per riuscire a farsi fare il proprio ritratto.

    GRAZIE a tutti coloro che con pazienza hanno aspettato.

    Vediamo di raccontare questa avventura con ordine!

    Questo lo spazio in via Capelli prima che tutto iniziasse, con le pareti bianche e vuote.

    Questi erano gli inviti:

    Il giorno prima dell’inaugurazione sono stato a parlare della cosa da Linus e Nicola a Radio Deejay. E’ sempre piacevole andare da loro.

    Il pezzo di Barbara Silbe su Il Giornale:

    Il pezzo di Lorenzo Viganò sul Corriere della Sera:

    E poi finalmente l’inaugurazione! Il primo a scattare e a firmare il wall Oliviero Toscani:

    Questo il tabellone di tutti i fotografi che hanno partecipato, con i giorni e le ore in cui il set era a disposizione:

    Io e Jacopo by Toni Thorimbert:

    Con Toni Thorimbert e Fabio Lovino:

    Con Toni e Jacopo:

    Toni dopo aver scattato e appeso le sue stampe:

    Con Matteo Curti:

    Con quel maschio di Falcetta:

    Marco Falcetta appende i suoi ritratti:

    Con i miei prodi ex assistenti Giorgio Serinelli e Pasquale Ettorre:

    Giovanni Gastel all’opera:

    Con max&douglas:

    Una sera è venuto a trovarci anche Jova!

    Con Fabio e Paolo:

    Quando si arrivava al mattino e praticamente sempre durante il giorno la situazione era questa:

     

    Un giorno ho fatto un workshop di un’ora a degli intrepidi con i quali alla fine ho voluto fare questa foto ricordo. Incredibilmente e nonostante tutto Silvio,  Alessio e Davide hanno voluto scrivere qualcosa sull’evento: grazie!

    Francesca e Stefano, di HP:

    Con la mia assistente Francesca:

    In quei giorni mi sono arrivati tantissimi messaggi di persone grate per ciò che abbiamo fatto. Questo è uno, ad esempio:

    Il muro delle firme alla fine:

    Dalla Svizzera apposta!

    Guardate che meraviglia:

    Una foto per ogni autore:

    ZOPPELLARO

    YUNESS

    VITELOZZI_MOSI

    USLENGHI

    TOSCANI

    THORIMBERT

    SPADA

    SERINELLI

    SACCHETTO

    MAGLIONE

    GALIMBERTI

    MANTERO

    MAX&DOUGLAS

    ONOFRI

    PACCINI

    PARODI

    PERUZZI

    PINI

    LOVINO

    LAURENZI

    INTINI

    IANNONE

    GEMELLI

    GASTEL

    FALCETTA

    ETTORRE

    FONTANA

    BALSAMINI

    BENASSI

    BERTOLA

    BEUCCI

    CARLETTI

    CORDESCHI

    CURTI

    DELLA NOTTE

     

     

    ALBI

    BENEDUSI

    Alla fine lo spazio era così:

    Una volta finito tutto le stampe tolte dalle pareti le abbiamo date a Pane Quotidiano, che le ha messe in vendita a (minimo) 10 euro l’una. Sono stati raccolti quasi 1.000 euro, tutti ovviamente andati a questa Onlus:

    Il primo acquirente!

    Sempre speciali quelli di Pane Quotidiano! Questa la lettera che abbiamo ricevuto dopo la fine della vendita:

    All’inizio il rendering del progetto:

    Alla fine dell’ultimo giorno:

    GRAZIE infinite a:

    -in primis HP ITALIA, che con intelligenza e lungimiranza ha reso possibile tutto questo.

    -agli amici e colleghi fotografi che hanno reso possibile tutto ciò con il loro entusiasmo e la loro professionalità:

    ALESSIO ALBI

    MATTIA BALSAMINI

    JACOPO BENASSI

    FRANCESCO BERTOLA

    MAURIZIO BEUCCI

    YUNESS BOIOCCHI

    CARLO CARLETTI

    CHIARA CORDESCHI

    MATTEO CURTI

    MARIANGELA DELLA NOTTE

    PASQUALE ETTORRE

    MARCO FALCETTA

    DIDO FONTANA

    MAKI GALIMBERTI

    GIOVANNI GASTEL

    PIERO GEMELLI

    FILIPPO IANNONE

    ANGELA INTINI

    CATE LAU

    FABIO LOVINO

    MAURO MAGLIONE

    FRANCESCA MANTERO

    MAX&DOUGLAS

    AGNESE MOSI

    MARCO ONOFRI

    SIMONE PACCINI

    CHIARA PARODI

    LUCA PERUZZI

    THEO PINI

    SARA SACCHETTO

    GIORGIO SERINELLI

    TONI THORIMBERT

    OLIVIERO TOSCANI

    SOFIA USLENGHI

    CHIARA VITELLOZZI

    MATTIA ZOPPELLARO

    Saturnino the great

    Claudio Lauretta

    -Stefano Lauritano e Jacopo Pergameno del SL STUDIOS

    APROMA per il supporto tecnico con luci e flash: tutto veramente perfetto, grazie infinite ragazzi

    NEWTON LAB 24

     

     

     

     

    1 Comment »

    5 febbraio 2018

    BEBE VIO PER PANORAMA E SPORTWEEK

    Nello scorso dicembre due copertine con Bebe Vio.

    La prima uscita quella di Panorama. Per realizzarla siamo andati nel paese dove abita Bebe con la sua famiglia, in Veneto. Appena arrivati alla stazione ferroviaria ho subito visto questo tunnel: mi è sembrato perfetto per raccontare Bebe. Forse fin troppo didascalico (la luce in fondo al buio…) ma secondo me avrebbe funzionato.

    Il problema era che eravamo a dicembre e faceva freddo. Molto freddo. E poi Bebe è veramente una celebrità, fotografare con lei in un posto pubblico non è una passeggiata, tutti si fermano, tutti vogliono il solito selfie. “Bebe, che dici, andiamo al tunnel della stazione?” “Figata!!! Andiamo!” Lei è così. E così siamo andati e in 9 minuti (esattamente 9 minuti, ho verificato adesso con i file originali) abbiamo fatto la foto:

    Il backstage:

     

    ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

    Dopo è stata la volta di Sportweek. Siamo stati alla convention di ART4SPORT, l’associazione di Bebe e dei suoi fantastici genitori che fornisce protesi sportive a giovani amputati. Raramente ho visto più serenità e felicità in un gruppo di ragazzine e ragazzini. E’ stato bellissimo. Ad un certo punto Bebe ha provato le protesi da corsa: che sia questa la sua prossima attività? Comunque così è uscita la cover:

    Comunque a vederla correre ha una grinta pazzesca:

    Abbiamo poi passato una mattinata con le ragazze e i ragazzi dell’associazione in piscina:

    Poi c’era lei, Mayla, veramente un cucciolo meraviglioso.

    Era veramente un pesciolino, si immergeva sott’acqua e nuotava come un delfino. La piscina aveva delle finestre, suppongo per controllare chi faceva fisioterapia. Ho pensato allora che sarebbe stato bello raccontare la “menomazione” (tra molte virgolette) di Mayla associata alla dolcezza e la libertà. Le ho chiesto allora di fare avanti e indietro a mio favore, davanti a quella finestra: avevo esattamente in mente la fotografia, volevo che fosse esattamente quella. Volevo proprio che uscisse la sua grazia e bellezza e poi, in secondo piano e in seconda battuta, l’amputazione. Poverina! Le ho fatto fare avanti e indietro chissà quante volte; ma non era mai stanca!

    Ed ecco la foto:

    Questo il backstage, fatto da Fabio Novembre, che, sempre curioso di tutto, mi ha accompagnato:

    Un altro bel personaggio quella teppa di Ephrem, calciatore in erba, troppo forte:

    Che dire ancora di Bebe Vio?

    Che non sia banale, che non sia già stato detto, che già non sapete.

    Tutto ciò che immaginate e sapete della sua grinta, della sua intelligenza e della sua determinazione è vero, più che vero.

    Per quello che mi riguarda posso solo invitarvi a guardarla negli occhi: lì c’è tutto.

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    24 gennaio 2018

    WORKSHOP VENEZIA

    NELLA FANTASTICA ISOLA DI SAN SERVOLO A VENEZIA QUATTRO GIORNI DI WORKSHOP A FEBBRAIO

    INFO QUI

    PER I LETTORI ITALIANI DEL MIO BLOG UN TRATTAMENTO SPECIALE!

    INSERITE QUESTO BUONO SCONTO: ITVP50

     

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