29 aprile 2004

new york #02

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23 aprile 2004

new york

nell’internet point in cui mi trovo trasmettono da tre televisioni piazzate dietro di me ad altissimo volume una partita di basket, non e’ assolutamente possibile fumare, e tutti hanno in mano una tazza di polistirolo con dentro una brodaglia scura bollente che si ostinano a chiamare caffe’: insomma, sono a new york.

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17 aprile 2004

milano

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12 aprile 2004

cibo perfetto

“volevo trovare il cibo pefetto.
per esssere sincero sino in fondo, volevo anche trovare il colonnello walter kurtz, lord jim, lawrence d’arabia, kim philby, il console, fowler, tony po, b.traven, christopher wolken… volevo trovare -anzi no, volevo essere- uno degli eroi dissoluti e dei grandi mascalzoni nati dalla fantasia di graham green, joseph conrad, francis ford coppola e michael cimino. volevo girare il mondo in un lurido abito di tela indiana e cacciarmi nei guai.
volevo l’avventura. volevo risalire il fiume nung fino al cuore di tenebra della cambogia. volevo avventurarmi nel deserto a dorso di cammello, ritrovarmi circondato di sabbia e dune, sbranare un intero agnello arrosto con le mani. volevo scuotermi la neve dagli stivali in un nightclub della mafia russa. volevo giocare con le armi automatiche a phnom penh, ritrovare il passato in un villaggetto francese di pescatori di ostriche, entrare in una pulqueria scalcagnata nella campagna messicana. volevo attraversare posti di blocco nel cuore della notte, sorpassare a tutta velocità militari furiosi e lanciargli una manciata di pacchetti di marlboro.
provare paura, eccitazione, meraviglia.
volevo emozioni, i brividi melodrammatici che avevo desiderato sin dall’infanzia, l’avventura che da ragazzo avevo scoperto nei fumetti di andrea pazienza (ndr di tintin nell’originale).
volevo vedere il mondo, e volevo che il mondo fosse esattamente come nei film.
irragionevole? troppo romantico? disinformato? temerario?
sì. ma non m’importava.
volevo trovare il cibo perfetto.”

da “il viaggio di un cuoco”, il bel libro di anthony bourdain edito da feltrinelli

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9 aprile 2004

no vaffanculo

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9 aprile 2004

beneficenza #02

avevo già scritto tempo fa riguardo la beneficenza; evidentemente il mondo procede incurante delle mie sparute righe.
mi tocca tornare sull’argomento…
leggo oggi sul sito della repubblica che il giocatore di calcio totti avrebbe devoluto ad un centro assistenza per anziani i proventi del libro sulle barzellette scritte su di lui.
ho letteralmente i brividi alla schiena.
allora: un miliardario fa raccogliere ed editare un libro di barzellette. intanto il primo beneficio va al il miliardario stesso, è puro e semplice marketing, il suddetto miliardario compie un’operazione che dà come risultato il fatto che la simpatia nei confronti del miliardario (l’ho già detto?va be’, lo ridico, è miliardario) aumenti a dismisura. prima era un cretino ignorante adesso è uno simpatico che sa prendersi in giro.
e il primo buon risultato già c’è.
i poveracci di tutta italia, e non certo i miliardari, comprano il libro del miliardario, facendo addirittura diventare il libro per qualche settimana il primo in classifica. e questo dato la direbbe già tutta sull’andazzo generale.
ogni volta che vedevo nella classifica dei libri più venduti “autore” totti erano altri bei brividi di disgusto…
ma lasciamo perdere l’editoria.
allora il nostro miliardario incassa un sacco di soldi, lo ribadisco, per una cosa che non ha fatto nessunissima fatica a fare, hanno fatto tutto altri, lui ci ha messo solo il nome, prende questI soldi, i NOSTRI soldi, i soldi dei poveracci, e dando fiato alle fanfare, chiamando le televisioni, i fotografi e i giornalisti, così per farsi bello e farsi vedere, e li regala ai vecchietti.
MA VAFFANCULO!!!
ti pavoneggi con i nostri, con i LORO soldi.
nello stesso momento in cui viene fatta una legge che permette di far pagare a tutti noi A TUTTI NOI! le disastrose finanze delle squadre di calcio, che sono disastrose anche perchè il miliardario totti ha uno stipendio che la sua azienda non si potrebbe permettere di pagare.
e chi lo paga?
NOI!
ma vaffanculo!

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