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  • 29 aprile 2006

    cape town_03/alba

    cazzo che sonno.
    sono le 5 e mezzo del mattina, e sono in questo aeroporto gia’ da un’ora. sveglia alle 4.
    ok, c’e’ gente che lo fa tutte le mattine, ma io non sono la gente che lo fa tutte le mattine, e ho veramente troppo sonno. solo soletto, come al solito in un posto che non so dove sia, scrivendo parole senza senso che vanno a depositarsi non so dove e che verranno lette da chi sa chi.
    probabilmente le leggerai tu, ma questa e’ solo una certezza da adesso in poi, che tu le stai leggendo, prima era solo una mia ipotesi. tu chi? ma tu, no!
    questa settimana e’ andata molto bene, ho lavorato bene facendo secondo me belle cose. ho visto, ho parlato, ho vissuto…insomma non sono stati giorni inutili, rischio che a volte si corre vivendo. ho finito una bella biografia di fabrizio de andre’, nella quale , tra l’altro, c’e’ questa frase di fabrizio: “la vita e’ l’unica malattia la cui guarigione e’ certa”.
    fare quello che faccio mi piace sempre, mi emoziona, mi diverte.
    le domande sono sempre le stesse, sempre le stesse consuete domande, come in questa bellissima canzone di francesco guccini:
    “Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente come se il tempo per noi non costasse l’uguale,
    come se il tempo passato ed il tempo presente non avessero stessa amarezza di sale.
    Tu non sai le domande, ma non risponderei per non strascinare parole in linguaggio d’azzardo;
    eri bella, lo so, e che bella che sei; dicon tanto un silenzio e uno sguardo.
    Se ci sono non so cosa sono e se vuoi, quel che sono o sarei, quel che sarò domani…
    non parlare non dire più niente se puoi, lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani.
    Non andare… vai! Non restare… stai! Non parlare… parlami di te!
    Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse, trascinate dai giorni come piena di fiume
    tante cose sembrate e credute diverse come un prato coperto a bitume.
    Rimanere così, annaspare nel niente, custodire i ricordi, carezzare le età;
    è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente del diritto alla felicità?
    Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perché? Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
    Esser tutto, un momento, ma dentro di te. Aver tutto, ma non il domani.
    Non andare… vai! Non restare… stai! Non parlare… parlami di te!
    E siamo qui, spogli, in questa stagione che unisce tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove;
    non so dire se nasce un periodo o finisce, se dal cielo ora piove o non piove.
    Pronto a dire: “Buongiorno”, a rispondere: “Bene”, a sorridere a “Salve!”, dire anch’io: “Come va?”
    Non c’è vento stasera. Siamo o non siamo assieme? Fuori c’è ancora una città?
    Se c’è ancora balliamoci dentro stasera, con gli amici cantiamo una nuova canzone…
    Tanti anni, e sono qui ad aspettar primavera, tanti anni, ed ancora in pallone.
    Non andare… vai! Non restare… stai! Non parlare… parlami di te!
    Non andare… vai! Non restare… stai! Non parlare… parlami di noi!”

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    25 aprile 2006

    cape town_02/tecnica

    spesso e volentieri mi si chiede di questioni tecniche, di macchine fotografiche, di computer, e quant’altro.
    sono argomenti dei quali non mi importa nulla ma che reputo importantissimi.
    trovo che la tecnica, per un fotografo e per qualsiasi altro creativo, non abbia nessuna rilevante importanza ma nel contempo sia fondamentale.
    è un po’ come per chi deve scrivere, l’uso corretto della grammatica e della sintassi non sono importanti ma diventano fondamentali per scrivere un bel romanzo. importanti sono le idee e le emozioni.
    quindi venendo, una volta per tutte, alla tecnica con la quale io lavoro:
    scatto quasi sempre con una canon eos 1 ds mark 2, che trovo una macchina straordinaria. è veloce, potente, solida, con un autofocus precisissimo e super affidabile. trovo antistorico ed anacronistico non usare il digitale, che reputo meglio della pellicola sotto ogni punto di vista. sicuramente andare in giro con una carrozza trainata da tre cavalli bianchi è più affascinante che non girare per milano con il motorino. ma il motorino è immensamente più comodo, veloce, efficente e, non ultimo, economico. quindi io giro con il motorino e scatto in digitale.
    il sensore della canon è sufficentemente grande per avere dei files da 46 mega, più che sufficenti per la maggior parte delle esigenze. con questa macchina ho fatto anche fotografie poi stampate sei metri per tre: nessun problema.
    non ho mai usato in vita mia un pannello riflettente in esterno.
    nella maggior parte dei casi scatto con un obbiettivo normale, il 50mm.
    mi piace avere un punto di vista “umano”, il “nostro” punto di vista.
    è molto raro che usi il cavalletto.
    insomma scatto in maniera molto molto semplice.
    per semplificare ulteriormente (il semplificare è la mia prima esigenza…) scatto in jepg alla massima qualità. questo mi permette di avere dei file compressi abbastanza leggeri. scarico tutto tramite schede da due giga sul mio portatile MAC. inutile dire che i MAC sono infinitamente meglio dei PC.
    da pochi giorni ho un nuovo macbook pro. mi sembra ottimo e molto veloce. per una prima scelta delle immagini le apro con il programma “iwiev media pro”. è velocissimo ad aprire anche molte fotografie.
    una volte scelte, apro le immagini con, ovviamente, photoshop.
    inutile dire, ma lo dico, che photoshop è l’unico software adatto per il ritocco e l’elaborazione delle fotografie.
    è importante avere molta ram sul MAC, per riuscire a lavorare bene: sul portatile ne ho due giga, sul G5 in studio 8 giga.
    ritocco le immagini mantenendole sempre in RGB, affidando la conversione in quadricromia al fotolitista.
    e poi? e poi basta! io penso che maggiore sia la semplicità, e maggiore sia la sicurezza di un buon risultato.
    come non mi stancherò mai di dire, penso che quello che conti siano le idee e le emozioni che ci sono dietro alle tecniche.
    è fondamentale conoscere perfettamente la tecnica per dimenticarla, per poter far parlare senza intoppi le nostre emozioni, tutto il resto è e resta sterile accademia.

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    24 aprile 2006

    cape town_01/ideologie

    eccomi qui…sono in quel del south africa a scattare e, come promesso, cercerò, almeno fin quando sono qui, di scrivere tutte le sere.
    è sempre una sorpresa venire a cape town, perchè è una sorpresa ribaltare le stagioni. non è solo il fatto del freddocaldo, il fatto è che qui è come settembre da noi, c’è l’uva, fiorisce la lavanda, le giornate cominciano ad essere corte…
    ma non è di questo che volevo parlare.
    da poco abbiamo avuto le elezioni politiche, e sono andate come nessuno di noi ha capito come siano andate. ma non è neanche di questo che volevo parlare. quello che vorrei dire è questo: io penso che ci sia da parte di tutti una eccessiva fiducia nelle ideologie. chi spera vinca la destra, chi spera vinca la sinistra…tutti convinti che con quella vittoria le cose cambieranno, cambiando ovviamente in meglio. il fatto che una precisa ideologia sia sopra e dietro ad un movimento, ad un gruppo di persone, ad un partito, secondo la maggior parte della gente farà in maniera che quel gruppo di persone si comporterà come suggerisce quella stessa ideologia.
    purtroppo io non penso sia così.
    purtroppo io non penso che le ideologie servano a niente.
    la classe politica è sempre e solo la precisa rappresentazione della nazione che la elegge. i nostri politici sono dei ladri egoisti e poco interessati al bene comune perchè così siamo noi. è impossibile che la parte sia diversa dal tutto.
    chiunque vada al potere in svezia (dico per dire) , sarà per bene, morigerato, incorrutibile ed attento al bene comune, chiunque vada al potere in …(non vorrie offendere nessuno, fate voi…) sarà corrotto ed egoista.
    una nuova ideologia non cambia ne’ migliora una nazione.
    in germania erano precisi ed efficenti sotto il nazismo come sotto il governo di sinistra del dopoguerra.
    lo stesso discorso mi sembra pertinente per quello che riguarda la religione, o meglio la chiesa: forse la religione e la chiesa hanno reso l’uomo migliore? io direi proprio di no. chi è una brava persona lo è anche senza chiesa, chi è pedofilo lo è anche da sacerdote.
    le ideologie non ci salvano.
    le ideologie non sono il rimedio.
    e quindi? bisogna che le cose vadano per la loro strada senza alcun rimedio da parte nostra? bisogna prendere il mondo per come è? non si può migliorare?
    io penso si possa.
    io penso si debba.
    con altri mezzi, con altri strumenti.
    con la cultura.
    con l’arte.
    con la musica.
    con la conoscenza.
    solo questo ci può migliorare.
    “fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza”

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    23 aprile 2006

    traveling

    questa non è male:
    sono in viaggio.
    è l’una e dieci di notte, ho appena finito di cenare, nel mio i pod suona jim white e poco fa suonava isobel canpbell&mark lanegan. tutti e due bellissimi album.
    apro il mio powerbook pro, lo accendo seguo le semplici e veloci istruzioni, e sono collegato.
    il fatto insolito che sono a ottomila metri di altezza, dentro ad un’aereo!
    in questo momento ci troviamo…un attimo che controllo…ecco, sì, sopra l’egitto, dopo essere partiti da francoforte.
    insomma, siamo di nuovo in viaggio. verso nuovi lavori.
    prometto che, nella prossima settimana in south africa, scriverò spesso e volentieri, forse addirittura tutti i giorni…
    stay tuned!

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    18 aprile 2006

    adesso

    è vero, scrivo poco, e mi dispiace, perchè scrivere è sempre un momento piacevole, una pausa, una parentesi per sè stessi.
    ma il problema è che sono sempre troppo incasinato, troppe cose da fare, una gran marasma…
    a testimonianza di ciò, per fare il punto della situazione e per “fotografare” l’oggi, un piccolo elenco di ciò che di mio c’è in questo momento in giro in italia:
    -copertina della rivista “interni” http://www.internimagazine.it/specialemilano/sommario.html
    -10 pagine di redazionale sulla rivista “elle decor”
    -copertina e servizio su di me sulla rivista “pc photo”
    -sei pagine con servizio su fabio volo sulla rivista “max”
    -questa settimana ritratto di giorgio pasotti sulla rivista “grazia”
    -campagna pubblicitaria “pin up stars” in giro, e questa settimana su “vanity fair” http://www.dellamoda.it/hdoc/news.asp?idnews=69129
    -campagna pubblicitaria “veneta cucine” in giro
    -campagna pubblicitaria “lubiam”, in giro e questo mese su gq style
    -campagna pubblicitaria “celyn b” sui mensili moda e qui
    http://www.celynb.it/
    -campagna pubblicitaria “miss blumarine” in giro
    -sei pagine di costumi da bagno su “for men”

    panta rei…

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