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  • 26 maggio 2014

    PAOLO TROILO PER STYLE PICCOLI

    sul numero in edicola di Style Piccoli c’è un mio servizio che mi sono molto divertito a fare.

    con l’aiuto di Petra Barkhof abbiamo scattato il pittore  Paolo Troilo (un bel figo, devo dire) con suo figlio e vari amichetti. è stato divertente perché ho scattato come mi piace scattare (soprattutto i bambini). e cioè scattare PAM PAM PAM.  chiaro, no? PAM PAM PAM.

    che tra l’altro (essendo appunto PAM PAM PAM) è pure veloce: sono andato adesso a vedere i dati dei file, e ho fatto tutto il servizio, cambi di abito compresi, in 50 minuti.

    ecco il giornale:

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    e un po’ di backstage:

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    17 maggio 2014

    AMEX E I CONSIGLI PER FARE I FOTOGRAFI PROFESSIONISTI

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    ok, lo dico fin da subito così ci mettiamo il cuore in pace: sto per fare un discorso che apparentemente è sborrone assai. anzi, diciamo che lo è, così non ci pensiamo più.

    sarà sborrone, presuntuoso, fighetto…tutto quello che volete, ma ciò che sto per dirvi è vero.

    internet, e io per primo, è pieno di consigli su cosa fare per diventare e rimanere fotografi professionisti. un’infinità di consigli, spesso e volentieri giusti e corretti, che vanno da quali macchine comprare, quali libri leggere, quali studi fare…e chi più ne ha più ne metta.

    oggi vorrei fornire un mio ulteriore contributo sull’argomento.

    un consiglio tanto semplice quanto, credetemi, prezioso.

    se uno vuole fare il fotografo professionista io trovo sia fondamentale e prioritario a qualsiasi altra cosa avere una buona carta di credito. ecco, tutto qui.

    io potrei partire domani per andare a scattare in capo al mondo. partirei con niente, ma mai partirei senza carta di credito: una macchina fotografica, così come un computer, un accessorio o quello che volete, si possono sempre noleggiare o comprare. tutto si può noleggiare o comprare, se si ha in tasca una buona carta di credito.

    per non parlare poi in America dove se non hai una carta di credito puoi proprio evitare di andare.

    cosa vuol dire una buona carta di credito? vuol dire una American Express. meglio oro o platino. ok, sembra una cosa sborrona e fighetta, ma non lo è, datemi retta.

    potrei raccontare di quella volta che a Los Angeles il mio assistente, che era arrivato prima di me e aveva messo come copertura della stanza (stanza per altro già completamente prepagata) dell’hotel  la propria carta di credito “normale”: dopo 4 giorni non gli volevano più dare le chiavi della stanza, con tutte le sue cose dentro, solo perché aveva superato la copertura della carta.

    un’ultima cosa: facendosi la carta AMEX ci si può iscrivere a uno dei migliori programmi punti di tutti. per due semplici motivi: i punti non hanno scadenza e i premi sono fantastici. in tanti anni io ho preso veramente di tutto e di più. ad esempio, da poco,  è arrivato in studio un bellissimo calcio balilla, preso completamente gratis con i punti AMEX.

    foto 2[1]

     

    quindi datemi retta: fatevi una bella AMEX

     

    PS: no, non ho avuto alcun “sponsorizzazione” dall’American Express

    PS_02: ok, sono un fighetto sborrone. ma dico sempre cose vere, fidatevi.

    PS_03: sono andato indietro a vedere, e mi sono reso di aver già fatto questo post nel 2007. va be’, repetita iuvant, adesso che sono arrivato alla fine certo non cancello tutto… 😉

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    13 maggio 2014

    FILIPPA FOR CBM

    CARTOLINA_all

     

     

    500 paia di occhiali (veramente belli!) disegnati dall’instancabile Filippa, in vendita nei punti vendita di Salmoiraghi&Viganò: tutti i 90 euro del costo andranno per l’operazione di cataratta a mamme africane grazie a CBM.

    ho avuto l’onore di fotografare gli occhiali sui Filippa e Daniele, pensando fosse bello ma soprattutto avesse un senso farlo con i due testimonial fusi ed uniti in una sola cosa.

    LIMITED EDITION, UNLIMITED LOVE!    ❤️

     

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    8 maggio 2014

    VIRGIN RADIO ADV

    in giro in questo periodo la campagna di VIRGIN RADIO, per la quale ho realizzato le fotografie.

    direzione creativa di Paolo Marino e Maurizio Maresca.

    VR_300x203

    VR_oriz_L002

    VR_oriz_L003

     

    foto 1

    Schermata 04-2456757 alle 13.17.06

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    7 maggio 2014

    FERRARI_02

    un nuovo montaggio di Ferrari, di cui ho curato la regia (anche dei contributi still-life!)

    art direction Andrea Bandiera della Robilant.

    modella Catrinel Marlon

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    4 maggio 2014

    VIVIAN MAIER

    Nei miei incontri e workshop racconto spesso che in un servizio fotografico deve succedere qualcosa.
    E che la fotografia deve essere la prova, la testimonianza, la evidence, che quella cosa è successa.

    Ovviamente non parlo di un accadimento fisico e della capacità della fotografia di riuscire a documentarlo. No.
    Parlo del fatto che in un servizio fotografico deve accadere qualcosa in chi sta fotografando e/o in chi viene fotografato.

    Il complicato, e soprattutto ciò che deve essere cercato, è che quel qualcosa accada.
    Se qualcosa accade la fotografia ne sarà la evidence (preferisco questa parola da film giallo americano).

    Rimanendo sulla metafora da film giallo americano, una sigaretta in un portacenere in sè non ha alcuna importanza, ma se è la prova risolutiva della presenza sul luogo del delitto di un sospettato è fondamentale.

    In un servizio fotografico temo che la maggior parte delle persone che fanno click click si occupino di mettere per bene la sigaretta nel portacenere, senza anteporre ad essa alcun fatto che possa giustificarne la presenza.

    Fuor di metafora quando si scatta bisognerebbe, secondo me, preoccuparsi di far accadere qualcosa: se ciò succede la fotografia sarà lí a testimoniare che quella cosa è successa.

    È anche vero che non tutti sono Simenon e risolvono il delitto, cosí come non tutti sanno decifrare una fotografia per capire cosa racconta. Ma chi se ne frega! L’importante è che (l’ho già detto?!?) succeda qualcosa!

    A tutte queste cose pensavo guardando il bellissimo documentario sulla fotografa Vivian Maier, che ha saputo, tramite la sua Fotografia, disseminare una quantità meravigliosa di indizi per raccontare sè stessa e i suoi misteri.
    Per fortuna in questo caso c’è stato uno ancora più bravo di Simenon per capire tutto.

    Bellissimo.
    Guardatelo!

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