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  • 26 gennaio 2015

    FOLDING CAMERAS

    Schermata 2014-02-28 alle 19.59.18

     

     

    Il mio ultimo workshop presso la benemerita Fondazione Fotografia di Modena si è svolto in una maniera, devo dire, molto interessante e proficua, penso per tutti. Sicuramente molto per me: in questi casi è molto più quello che ricevo rispetto a ciò che dò.

    Tutto questo grazie a molti fattori, non ultimo un gruppo di allievi che ho trovato ottimo (nessuno è scappato!).

    Il merito maggiore però, secondo me, non è stato mio, non è stato degli allievi, non è stato della Fondazione…ma è stato in larga parte della macchina fotografica che abbiamo usato. E già!

    Su questo argomento il buon Toni ha già detto la sua, in maniera intelligente e approfondita come al solito, qui.

    La questione del mezzo con il quale si scatta è in effetti molto importante, proprio perché il mezzo è molto importante per raggiungere un certo fine: temo che spesso invece, il mezzo con il quale si scatta venga confuso con il fine.

    Comunque, tornando al workshock di Modena, mi sono MOLTO divertito, inutile negarlo, all’inizio dei tre giorni, quando ho chiesto ai miei allievi di mostrarmi le loro macchine e loro tutti orgogliosi a mostrarmi canonpentaxnikonleicax1dsxxt1super…allora io li ho invitati a lasciare tutte le loro meravigliose super macchine fotografiche perché noi avremmo usato, per tutto il week end, solo ed esclusivamente il mio amatissimo banco ottico, compagno fidato ed indistruttibile (ciò che non c’è non si può rompere, e lì c’è ben poco…) di mille avventure, scattando con polaroid 10×12.

    IMG_0959

    C’è poco da fare: scattare con il grande formato obbliga, inevitabilmente, a pensare prima a cosa fare e perché.

    Sul quel week end ha realizzato un bel racconto Gabriele, un allievo.

    Ma non è del workshop di Modena, che volevo parlare, ma di Alessandro Gibellini, che proprio in quel week end ci è venuto a trovare, portando le sue creature, che ovviamente si sono perfettamente ambientate: banchi ottici da lui realizzati 20×25 cm (8×10 pollici).

    La sua storia è fantastica, e dovrebbe essere di grande insegnamento sia per quello che riguarda la Fotografia e sia per quello che riguarda in generale l’imprenditorialità: Alessandro, ingegnere meccanico, non trovando sul mercato ciò che cercava ha cominciato a realizzarlo da sé, con le sue manine. Tutto ciò è poi diventato un business che sta funzionando alla grande.

    Potete trovare tutte le informazioni che vi servono sul suo sito

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    E bravo Alessandro!

    PS: dopo il workshop un’allieva, Chiara, mi ha mandato una bella letterina e soprattutto una bellissima spilletta! (spillona, anzi): grazie!

    IMG_2072

     

     

    9 Comments »

    22 gennaio 2015

    HAITI 2015

    Ieri sera, nel corso della charity dinner della Fondazione Francesca Rava, è stato proiettato il mio slide show del recente viaggio ad Haiti con Martina, in occasione dell’anniversario dei 5 anni dal terribile terremoto.

    Ve lo ripropongo qui.

    Dopo una prima parte dove si racconta la situazione attuale (ancora estremamente complessa dopo 5 anni) si passa al racconto degli sforzi infiniti di Padre Rick: dall’ospedale per bambini (tutti, compresi quelli con problemi, fisici e mentali) alla coltivazione dei pesci (dei quali viene usata persino l’acqua di scarto per concimare le loro piantagioni).

    Il tutto durante la celebrazione eucaristica dell’anniversario in un campo che apparentemente è un campo normalissimo ma invece è un infinito cimitero, dove sotto ogni pietra c’è un morto.

    E si finisce proprio con questo campo che alla fine della cerimonia ha preso fuoco, come se tutti quei morti volessero in qualche maniera esserci.

    PS: non credo in Dio, ma credo nelle persone che fanno del bene. Dal mio personalissimo punto di vista non sempre le due cose coincidono: ad Haiti secondo me coincidono.

    Ecco il video:

    HAITI 2015 from Settimio Benedusi on Vimeo.

    1 Comment »

    14 gennaio 2015

    FOTOGRAFO DI HAITI AGGIORNATO!!!

    Sono appena tornato da Haiti, per raccontare con la mia macchina fotografica l’anniversario dei 5 anni dal terribile terremoto.

    Scriverò più avanti in maniera approfondita di tutto ciò.

    C’è una cosa però che mi preme e di cui vorrei parlare subito: un pomeriggio siamo stati in una tendopoli (tendopoli, esatto, moltissima gente vive ancora nelle tende dopo 1.825 giorni, senza acqua corrente, senza elettricità e senza fognature) e ad un certo punto ho visto questa tenda con questa insegna:

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    ovviamente mi sono intrufolato dentro.

    ho conosciuto il collega (termine che ho sempre trovato orrendo, ma almeno oggi/qui evitiamo polemiche!) Wilfild, che è il fotografo ufficiale della tendopoli, realizzando di tutto e di più.

    Come è un gran classico in questi casi (uguale ad esempio in Africa) dentro alla tenda, nel sul “””studio””” ha vari fondali dipinti dove mettere i suoi soggetti, regalando, almeno nella finzione della fotografia, un background da sogno.

    Ecco, lui è Wilfild, davanti ad uno dei suoi fondali, con due lucine tipo campeggio che sono alimentate da una sorta di generatore che è fuori:

    BI3U5102

    E fin qui ci siamo.

    Mi sono messo a chiacchierare, addentrandomi anche, curioso, su questioni tecniche. Molto basic, ad esempio volevo sapere con quale macchina facesse le fotografie. E lì è cascato tutto: va bene la tenda, va bene il fondale dipinto, va bene le luci tipo campeggio, va bene tutto…ma la macchina fotografica proprio non si poteva guardare. Una compattina di quelle piccole piccole, digitale certo, ma di tantissimi anni fa, tenuta insieme con lo nastro adesivo e proprio mal ridotta: non era molto diversa da quella famosa di Giacomelli.

    Il collega guardava la mia super Canon con la bava alla bocca.

    Ha un po’ esitato e poi è partita la domandona: non hai una macchina fotografica decente per me? Purtroppo no, lì non l’avevo.

    Comunque, facciamola corta: vogliamo noi fotografi teste di cazzo per una volta fare una cosa buona, semplice e concreta? Regaliamo una macchina fotografica a Wilfild! E dai, cazzo!

    Raccogliamo il grano, poi magari io chiedo alla Canon se ci fanno uno sconticino, compriamo una bella reflex e io mi impegno a mandarla al nostro nuovo amico: ho indirizzo e tutto.

    Basta poco, molto poco: tipo 10 euro a testa. Se in tanti mettiamo poco facciamo presto ad arrivare ad una cifra decente.

    Questo il mio IBAN:

    IT 88 Z 02008 01612 000005491370 intestato a Settimio Benedusi e con motivazione Fotografo Haiti. Giuro che non scappo con il malloppo.

    Io ci metto 50 euro, a voi il resto. Dai!

    Per non sapere ne’ leggere ne’ scrivere il buon Wilfild già ringrazia:

    BI3U5134

     

     

    AGGIORNAMENTO:

     

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    I QUASI 5 KG DI MATERIALE (DUE CORPI MACCHINA, 4 OBIETTIVI E VARIE SCHEDE) SONO STATI SPEDITI ANCHE GRAZIE ALLE VOSTRE GENEROSE DONAZIONI.

    COME VEDETE QUI SOPRA IL PACCO E’ STATO CONSEGNATO DALL’AMICO ENZONE DIRETTAMENTE NELLE MANI DI WILFRID.

    GRAZIE VERAMENTE A TUTTI!

    🙂

     

     

     

     

     

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    6 gennaio 2015

    YAMAMAY NATALE 2014

    Appena terminata la pianificazione della campagna pubblicitaria Yamamay per Natale.

    L’abbiamo realizzata nella suite dell’hotel Principe di Savoia di Milano.

    Le immagini:

    BI3U5696

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    Qualche immagine backstage, di Pasquale Ettorre:

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    Hair: Franco Gobbi

    Make up: Jessica Nedza

    17 Comments »