28 dicembre 2015

L’ANGELO DI MILANO

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Anche quest’anno ho avuto l’onore di realizzare la pagina di Natale del Corriere della Sera di Milano. Abbiamo voluto questa volta non affrontare un racconto dedicato al sociale, come è stato fatto l’anno scorso o l’anno prima, ma, probabilmente ce n’è bisogno, volgere l’attenzione e lo sguardo verso il sogno, la fantasia, l’immaginazione.

Abbiamo voluto raccontare quindi di una meravigliosa creatura che, dicono, si aggira per il centro di Milano nella notte di Natale. Dicono. Siamo andati con la macchina fotografica a verificare…

Questa la pagina del Corriere:

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Questo il mio testo che accompagnava le immagini:

Corriere della Sera

Natale 2015

L’ANGELO DI MILANO

Si crede, nella maggior parte dei casi, che la fotografia sia solo, o soprattutto, capace di riprodurre la realtà: purtroppo, o per fortuna, non è così. La fotografia più che riprodurre la realtà con fedeltà riproduce l’idea che l’autore ne ha; e permette di riprodurre e raccontare visioni che, pur avendo origine dal reale, trovano nell’immaginazione e nel sogno una loro singolare concretezza.

Ed è esattamente ciò che è successo in queste immagini, che trovano origine nel desiderio di usare la macchina fotografica per mostrare una magia che pochi nottambuli hanno il privilegio di vedere: il Duomo illuminato dalle luci natalizie ma deserto nella notte profonda.

A questa realtà abbiamo voluto aggiungere il sogno, la fantasia, l’irreale, inserendo un Angelo, che si muove morbido e flessuoso, con il corpo di una giovane ballerina, Giuvi.

Tutto è vero, ovviamente!

Non ci sono fotomontaggi, non c’è photoshop.

Giuvi era lì, l’altro ieri notte a muoversi e danzare in una piazza del Duomo notturna e deserta.

Ma tutto ciò in queste fotografie si trasforma, e una nuova realtà viene immaginata e creata: un Angelo, portatore di luce e pace, si aggira per la città. Regala per quei pochissimi che sono lì ad ammirarlo la propria magia, il proprio carisma.

Ovviamente nessuno sa se gli Angeli esistono, tanto meno il loro sesso. Ma nella pittura sacra ci sono sempre stati, ora sono anche nella fotografia: perché chi può sapere cosa succede nella notte milanese alla vigilia di Natale? Un mistero che adesso i lettori del Corriere riescono a vedere. Buon Natale!

 

 

Queste le immagini originali, compresa una non pubblicata:

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Queste le immagini backstage realizzate da Andrea Pacella:

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Queste invece di Francesca Di Gregorio:

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Grazie infinite a:

Giuvi Palazzi, giovane ballerina di Bergamo, che è diventata per noi Angelo, in una fredda notte milanese

Luca Stefanelli che con la solita sapiente maestria è riuscito a creare esattamente ciò che avevo in mente, un abito che non fosse un vestito

La Leica, che mi ha fornito una SL per scattare

Altalen per il cappello/scultura/elmo indossato da Giuvi

E grazie a Milano, che di notte e deserta, è ancora più bella

Buon anno a tutti! Settimio

Un’ultima curiosità: le immagini fatte con il cellulare il giorno prima per il sopralluogo unite alle immagini definitive

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21 dicembre 2015

LA VERA ES_SENZA: GRAZIE!

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Terminata la mostra ES_SENZA alla Leica Galerie di Milano.

E’ stata un’esperienza meravigliosa.

Tutto fantastico.

L’incontro più incredibile è stato un giorno in cui ho fatto una visita guidata a una quinta liceo artistico (molto bello anche quello, ovviamente. e complimenti alla professoressa!). Finito con loro stavo per andarmene quando vediamo entrare un gruppo di, come dice Nicolai Lilin nel suo (bellissimo) libro “Educazione Siberiana“, voluti da Dio. Il loro educatore aveva letto sul Corriere della mostra e sapendo quanto loro siano sensibili all’argomento (è raro che vivano con i genitori, ad esempio) sono partiti da Lecco con il loro bel pulmino giallo per vederla: M.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.O. E’ valsa la pena di tutto l’ambaradan solo per questo incontro. <3

Eccoli:

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La poesia che il maestro Gian Paolo Barbieri ha voluto regalarmi ed era all’ingresso della mostra:

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La camera obscura che conteneva le immagini della mostra:

foto di Maurizio Beucci

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Il bellissimo articolo che ha voluto dedicare al lavoro il Corriere della Sera, con la raffinata penna di Gianluigi Colin:

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Ho un certo riserbo nel mostrare le immagini della mostra. Vanno viste e vissute in maniera delicata e preziosa. Una già l’ho messa qui all’inizio, era l’invito dell’inaugurazione. L’altra che voglio mostrare è questa:

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E poi l’inaugurazione, momento emozionante e commovente, dal primo istante all’ultimo.

Tantissima gente. Tantissimi amici. Grazie infinite veramente a tutti. Grazie per essere venuti. Grazie per avermi fatto sentire il vostro affetto.

Grazie alla Leica, grazie a Andrea e Renato del management, grazie a Giada delle PR, grazie ad Alessia dello studio DC10 per l’allestimento, grazie a Fabrizio e Massimo della galleria: senza tutti voi sarebbe stato veramente tutto impossibile.

Grazie a Barbara e a Manuela di EYESOPEN!, dalle quali tutto è nato: siete la meravigliosa dimostrazione che la qualità e l’intelligenza non sono chimere impossibili.

Un po’ di immagini dalla serata dell’inaugurazione, di Filippo Rebuzzini, Alessandro Di Mise e Maurizio Beucci, che si erano automuniti di un, peraltro inutile (ma divertente!), pass

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Grazie ancora a tutti. Veramente.

 

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Amici (Copia)

Assenza (Copia)

Autografo (Copia)

Chiara (Copia)

Espressione (Copia)

Express (Copia)

Firma (Copia)

Gastel (Copia)

Giappo (Copia)

Gio (Copia)

Hermes (Copia)

Imperia (Copia)

In massa (Copia)

In scena (Copia)

In strada (Copia)

La penna (Copia)

Momento (Copia)

Osservare (Copia)

Outside (Copia)

Ridere (Copia)

Sgranare gli occhi (Copia)

Silbe (Copia)

Stupore (Copia)

Tendina (Copia)

Tony (Copia)

They (Copia)

 

 

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15 dicembre 2015

LUCI PROFESSIONALI

Quando si sente parlare di luci per la fotografia professionale si ascoltano spesso e volentieri pareri su mega flash, mega super Arri, iper Ring Flash: e va benissimo, ovviamente uso tutte queste cose anche io, quando serve.

A volte però non serve, o meglio, a volte serve avere l’elasticità mentale (e tecnica!) per usare le più varie e disparate luci, senza porre alcun limite in quello che si usa. Nella mia carriera ho illuminato i set con qualsiasi cosa: fari della macchina, lampadine mezze morte, candele, lampioni della strada… insomma un po’ tutto.

Però forse la luce dell’iPhone non l’avevo mai utilizzata!

Sull’Elle Decor in edicola c’è un mio ritratto realizzato per la redazione al designer Toan Nguy. Scattavo con pochissima luce, perché volevo si vedessero le ombre/luci della lampada sul soffitto, e anche perché volevo tenere un’atmosfera intima e raccolta.

Ad un certo punto dello shooting mi si fa notare che il tratto stilistico della poltrona, ovviamente disegnata da Toan, era una sorta di fibbia sul lato esterno. E, diciamo la verità, nella mia foto questa fibbia non si vedeva granché. Cosa ho fatto allora? Ho preso il mio iPhone, ho acceso la torcia che ha in dotazione e l’ho messo lì per terra, ad illuminare la preziosa fibbia! Ovviamente poi ho tolto tutto con photoshop.

Perché, come sempre, le cose non sono mai belle o brutte, ma giuste o sbagliate. Per ogni scopo serve un certo mezzo. Ad andare a farfalle con i cannoni si fa un gran casino, si perdono un sacco di soldi, ci sono un sacco di danni collaterali e pure non si prende neanche una farfalla: per le farfalle basta, avanza e soprattutto è perfetto un semplice retino! 😉

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7 dicembre 2015

WORKSHOCK A LECCE

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info qui o qui

 

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