ROCCO BARBIERI PHOTOGRAPHER

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spesso e volentieri, nelle mie conferenze, racconto che, al giorno d’oggi, scattare delle belle fotografie sia estremamente semplice. talmente semplice che, ho sempre teoricamente sostenuto, anche un non fotografo bendato potrebbe andare in giro e portare a casa del materiale che un po’ photoshoppato potrebbe essere definito bello.

tutto questo era una mia teoria, ma dalla teoria alla pratica non sempre il passo è automatico e scontato.

ho pensato allora di fare come negli esperimenti scientifici: andare a verificare sul campo la mia teoria.

mi sono recato allora da Rocco, che di mestiere fa il barbiere:

Schermata 2014-03-01 alle 15.48.56

 

e gli ho fatto la mia proposta, di provare a fotografare una modella bendato. ha accettato!

ho bendato Rocco e messo la mia macchina fotografica in totale automatismo

Schermata 2014-03-01 alle 15.49.31

Rocco ha cominciato a scattare!

Schermata 2014-03-01 alle 15.50.05

la modella doveva parlargli per far capire almeno dove indirizzare la macchina fotografica!

Schermata 2014-03-01 alle 15.50.38

Schermata 2014-03-01 alle 15.50.51

 

una volta finito lo shooting (!) abbiamo scaricato le fotografie scattate, che ovviamente erano tutte esposte perfettamente ed esattamente a fuoco.

un po’ di photoshop, un po’ di HDR e poi tutto in bianco e nero, che fa sempre la sua figura.

ed ecco il risultato:

2H3A6424_1

 

non male, eh?!? 🙂

a noi sembrava molto buona! ma per essere veramente certi e avere l’approvazione finale abbiamo pensato di mandarla al giornale più importante di tutti, per autorevolezza e prestigio: Vogue!

ed ecco la definitiva verifica della teoria, la fotografia scattata da Rocco Barbieri il barbiere è finita sul prestigioso ed importantissimo sito di Vogue:

Schermata 2014-02-26 alle 15.07.57

Schermata 2014-02-26 alle 15.08.31

Schermata 2014-02-26 alle 15.09.18

 

il tutto senza trucco e senza inganno, come da filmato:

come diceva già 30 anni fa Ugo Mulas la Fotografia non deve essere bella, deve essere buona. era facile farla bella una volta, è facilissimo oggi.

i veri Fotografi a questo dovrebbero servire, a fare della buona fotografia, non a fare della bella fotografia.

 

95 risposte

  1. cry

    @Vilma quando ho scritto di dare una macchina fotografica in mano ha bambini era una proposta seria,non mi interessa dare una macchina in mano a un orango e non mi interessa neanche chi ha detto la frase che hai scritto,non vedere il commento come negativo perchè non lo era affatto,non era nemmeno una critica al post di @settimio anzi,sono d’accordo con lui su tutta la linea

  2. Vilma

    @Cry, anche la mia proposta circa l’orango era seria, neanche io volevo fare una critica al post, anch’io sono d’accordo con SB. Be’, allora, di che stiamo discutendo?
    Ciò che intendevo dire, spingendo alle estreme conseguenze il ragionamento, era che fotografo vedente, fotografo non vedente, bambino o orango o impulso meccanico che preme un bottone fanno poca differenza, la macchina ha una sua capacità trascrittiva autonoma in grado di dare senso a ciò che registra per il solo fatto che lo registra, la fotografia è l’unica attività creativa che si fa da sola, non ha bisogno di autori, detiene un potere autopoietico che qualcuno chiama inconscio tecnologico e che organizza il risultato in una congrua struttura formale anche senza bisogno di alcun intervento umano.

  3. cry

    @Vilma , la macchina come fa ad avere una qualche capacità?è semplicemente un oggetto,un mezzo per creare come lo è una penna punto.L’immagine parte prima dalla testa e poi “si materializza” grazie alla macchina/mezzo,il significato e il senso ad una immagine sei te(che scatti la foto) a darglielo.
    Per fare un esempio veloce veloce,la tua automobile ,quando sali sa già dove vuoi andare o guidi tu?(a meno che tu non abbia una pontiac come kitt 🙂 ) ,un’altro esempio che mi viene in mente è quello della penna,se ti do una penna ,la impugni davvero mi sapresti scrivere una cosa simile o adirittura meglio della divina commedia?non credo.
    Se ci pensi pure le telecamere registrano ma quanti film e video di merda esistono?
    Potrei andare avanti all’infinito a fare esempi ma la verità è una sola:fare una fotografia buona non è facile,servono idee,conoscenze,pratica,umiltà.Sarà scontato ma dire che la macchina ha la sua capacità di scrittura autonoma in grado di dare un senso a ciò che registra perdonami ma è una grande “stronzata” detta senza pensare a ciò che si scriveva(o magari volevi esprimere un concetto diverso e io o capito male,può essere,diamo spazio anche al dubbio).
    La fotografia è una disciplina e fare il fotografo è un mestiere,un lavoro,non credo che ne tu ne io riusciamo a fare foto come roversi,buzzanca,oliviero toscani,il signor berengo gardin e tanti altri fotografi “veri” con i coglioni e i controcoglioni.
    Mi scuso se mi sono dilungato nello scrivere il mio parere ma penso che prima di parlare/scrivere/commentare serva conoscere quello di cui si vuole parlare/scrivere/commentare

  4. Vilma

    @Cry, hai ragione, prima di parlare/scrivere/commentare serva conoscere quello di cui si vuole parlare/scrivere/commentare, e prima di parlare/scrivere/commentare di fotografia bisognerebbe conoscere la storia del pensiero che la percorre.

    Consiglierei una serie di letture:

    – Fotografia e inconscio tecnologico (Franco Vaccari)
    – L’inconscio ottico (Rosalind Krauss)
    – L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica (Walter Benjamin)
    – Duchamp (Janice Mink)

    Dopo, se vuoi, ne ri-parliamo/ri-scriviamo/ri-commentiamo.

  5. cry

    È un’illusione che le foto si facciano con la macchina…. si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.
    Henri Cartier-Bresson.Non l’ho detta io questa cosa ne un qualunque pinco pallino.
    L’importante non è la fotocamera, ma l’occhio.
    Alfred Eisenstaedt.
    C’è una grande differenza tra lo scattare una foto e fare una fotografia.
    Robert Heinecken
    @Vilma ,non sono cose che ho detto io o pinco pallo ,una immagine viene creata prima da chi la fotografa dentro la sua testa,dopo viene resa reale grazie allo strumento che è la macchina fotografica punto.
    Si può scattare una fotografia senza nessun tipo di cultura o con una cultura derivata e appresa dal paese di provenienza ma sarà sempre una immagine pensata prima in testa e poi resa vera con la macchina fotografica.Il sensore ,la macchina,l’obiettivo non hanno una loro memoria storica o un loro modo di pensare,che memoria storica vuoi che abbia un 85 mm o un sensore c-mos?un corpo pentax,nikon,canon ecc che memoria vuoi che abbia?la tua auto ha memoria storica?si ricorda della sua erede del lontano 1970?impossibile.
    Inconsciamente tutti facciamo delle scelte ,in tutti i campi non solo con la fotografia,il nostro inconscio condiziona le scelte che facciamo ma sono sempre decisioni prese con la testa in primis (che poi dentro alle nostre scelte ci sia la condizione di inconscio sono d’accordo).
    Quando io scatto una foto sarò condizionato dall’inconscio in parte, che prenderà “spunto” dalla cultura che abbiamo in italia(opere ,quadri,dipinti,film,vestiti,musica ecc).
    Un pinco pallino senza una cultura inconscia sarà menò condizionato confronto a me nel fare una foto come un africano scatterà una foto che inconsciamente riporta alla sua cultura.Comunque sia cultura,inconscio o quello che vuoi tu dietro una foto ci deve essere un idea ben precisa anche se questa sarà inevitabilmente condizionata dalla propria cultura

  6. damiano

    Morale della favola:

    Constato che un photographer è in grado di:
    Scegliere un luogo, scegliere uno strumento, impostarlo, fissarlo su di una sorta di cavalletto random-vagante con sensore ad orientamento vocale, impostare un accrocchio che possa azionare l’otturatore casualmente, scegliere una modella che non si faccia guidare ma guidi, scegliere “lo scatto” dal mucchio di photobit prodotto, postprodurre quanto selezionato, postare su Vogue il capolavoro a nome di terzi.

    Scarso direi.

  7. michael

    Hi Settimio, greetings from Indonesia… this is embarassing, because my attempts to get my ‘fashion’ photos to be published on Vogue Italia photovogue failed hahaha… do you think Vogue italia is more strict with ‘fashion’ pics category? or what u have been saying all along that good photos have to have a story behind them… would u be angry if i email some pics for u too see and comment?… i’d be happy to attend one of your workshop but maybe not in my budget to travel to italy and zero understanding with italian language….

    maybe i should try to blindfold my eyes and take more pics hahaha…. thanks Settimio…

  8. Stefano

    @settimio
    Leggo solo ora il tuo reply, il mio intervento si riferiva alla teoria de “al giorno d’oggi scattare belle fotografie è molto semplice, così semplice che ci riesce anche il mio barbiere bendato” che non è provata dalla foto postata (che non era, ovviamente, buona ma nemmeno bella). Ovvio che il senso e l’intenzione fosse un’altra, ma non era chiaro proprio a tutti a giudicare dai commenti.

    P.S. Sposo il tuo pensiero contorto, è quel “nonostante” che mi suona strano in questa frase “La fotografia è sicuramente orrenda e inutile: ma nonostante questo è sul sito di Vogue!”. Voglio dire, con tutta la fuffa presente in quel sito ci starebbe meglio un “proprio per questo”…

  9. Settimio

    @michael thank you to follow me from far away! 🙂
    If you come to Italy for a my workshop i will make you a special discount…! 😉

  10. Janas

    c’è un fatto però…il luogo e la modella, lo sfondo della scena, li hai scelti tu, non la macchina fotografica e non il barbiere bendato, probabilmente hai anche scelto di non posizionare la modella con le spalle al sole, e il barbiere di fronte al sole no? inoltre vorrei tanto vedere la foto orginale, non elaborata dopo.
    Non se ti rendi conto di quanto in questa fotografia c’è del tuo intervento e di quanto marginale sia l’operato della macchina fotografica…esisterà pure l’inconscio tecnologico, ma a volte c’è l’inconscio di chi opera scelte significative e pensa non sia lui ad operare ,,

  11. pazzesque

    daccordo, pero’ ci starebbe un workshop (per riagganciarmi ai tuoi discorsi sui uorsciop) anche sul “come titolare le foto: da insignificante a bella (per la massa, ndr) in meno di 200 caratteri”.
    (non mi riferisco in particolare alle due righine messe in calce alla foto su vogue, che fan parte del divertissement, è piu’ una riflessione a voce alta su un trend che non approvo, perchè 9 volte su dieci mi provoca orchite fulminante:))

  12. vittorio

    l’esperimento sulla carta poteva essere interessante,il risultato lo e’ un po’ meno,hai scelto la location accattivante (grattacielo moderno-mura antiche) e’ gia’ li c’e’ una contrapposizione sia temporale che architettonica,pulizia formale,cielo velato senza ombre a mo’ di studio….insomma troppa mestieranza e poca aleatorieta’ per essere credibile l’esperimento.
    Poi che con le macchine moderne anche un pivello alle prime armi faccia foto “belle” questo e’ un dato i fatto,ma l’idea,la sintassi,la cultura visiva, rimarranno sempre ad appannaggio di chi usa la macchina fotografica e quella non mente ,dira’ sempre chi sei,perche’ ogni immagine prodotta contiene sempre l’autore.

  13. Andy olive

    avevo sviluppato la Stessa teoria solo che invece di un barbiere Avevo pensato ad una scimietta.
    Comunque il vero gioco e Che un fotografo “buono” può replicare i risultati e dare congruenza ad
    Una serie di immagini, può portare a casa un lavoro quando tutte le condizioni sono contro.
    Questo la fortuna non può fare. l’esperimento mi è piaciuto molto

  14. Domenico Cammarano

    Devo dire che sarebbe interessante fare questo esperimento tralasciando la tua progettualità nello scatto. Avviene si bedato, e la provocazione effettivamente fa sorridere, ma alla fine esce fuori la tua esperienza. Tra l’altro azzeccare i gusti di PhotoVogue non è semplicissimo. Spesso mi son visto respingere immagini apprezzatissime altrove. Sarebbe carino far fare la foto al piacca vero e inviare le immagini in pasto agli editor…

  15. alfredo

    secondo me ha vinto il nome…..Rocco Barbieri fa molto fotografo come nome
    le avesse postate come Massimiliano Valeri non se lo sarebbero nemmeno filato !

  16. Sand

    Stessa cosa che penso quando vedo alcuni ritratti “formato fototessera” fatti con un 300mm da 15 metri con sfondo suonato e piani completamente schiacciati! Credo che anche una scimmia ubriaca a cui venga messa in mano una macchina con scatto a raffica , una SD abbastanza capiente e una macchina automatica (magari con eye recognition) possa fare tra tutti gli scatti almeno una manciata buona di quei “ritratti” atipici, senza contesto e senza anima, senza personalità!

  17. Lela

    Ho imparato di più sulla Fotografia seguendo Benedusi che in workshop vari. All’inizio è difficile: te la prendi, continui a ripeterti che scrive un monte di cazzate, che è un borioso etc. etc.
    Poi come John Belushi vedi la luce e inizi a capire.
    Le mie foto probabilmente non saranno mai buone e solo “belle”, ma almeno ora so riconoscere la differenza.
    Enjoy.

  18. Mary

    Assurdo quello che é successo!!!
    Certo fare le foto bendati sembra una passeggiata allora, ma solo perché si trattava di una modella e comunque di foto molto ferme!
    Non credo che lo stesso puoi farlo se vai a fare delle foto ad una partita di calcio o comunque con il soggetto in costante movimento!
    Comunque bella idea rimane la tua 🙂

  19. ugo

    i creativi di Burberry devono seguire il tuo blog. ti hanno preso alla lettera

  20. Emanuele

    Come faccio a contattare Rocco Barbieri Photographer per un servizio fotografico??? Scherzo 😉 Comunque quanto detto in questo post, purtroppo, è la tragica realtà. Quando ho cominciato scattavo con una D70…Meraviglioso sensore CCD, ma sopra agli 800 iso era una tragedia. All’epoca l’ammiraglia Nikon era la D2H, coi suoi 1600 iso massimi. Oggigiorno si parla di 3.000.000 di iso con la D5. Anche la più amatoriale delle macchine ti arriva a 6400 (oggi tutti scattano al buio pesto, eh??). Metti priorità diaframma taaaaac, iso auto taaaaac, supermega autofocus con riconoscimento volti taaaaac etc… tenendo conto che aprire una p. iva è una bazzecola oggigiorno è pieno di PHotografi PROfessionisti. Poi vai a vedere i loro portfolio e sono tutti uguali, tutte delle ripetizioni, delle banalità… purtroppo non esiste ancora un automatismo per il senso della composizione, per la conoscenza della luce, per l’originalità… fotografare, per molti, si è ridotto a premere un tasto. Poi senti che si lamentano che che la macchina ha cannato la foto… oramai il fotografo non ha più colpe, ma solo meriti.

  21. Ramon

    Questo articolo è veramente l’elogio dello snobismo, ma quanto sei frustrato?

    1) Intanto sul dizionario trovi photographer: a ​person who ​takes ​photographs, either as a ​job or ​hobby. Come per Pilota: è chi ha la funzione di guida, mica solo quelli che corrono gare per “professione” (molti pagano per poter correre).

    2) se uno si procura 2 lire con le foto e 98 con altro lavoro è “photographer”? A che punto della % delle entrate uno potrebbe fregiarsi del titolo? La sogli la mettiamo ad una certa cifra oppure deve essere una certa % delle entrate o del patrimonio?

    3) ne fai tutta una questione di soldi (foto vendute) piuttosto che di capacità! Bada bene che utilizzando questo metro uno come Vincent van Gogh non lo potremmo definire Pittore. Sei veramente sicuro che questo sia il parametro con cui valutare?

    Poi è ovvio che ci sono fotografi più o meno bravi e più o meno pagati (le due cose non sempre sono correlate), ma questo accade in tutti i campi, tranne che in poche professioni codificate. Adesso che le foto sono gratis (digitali) ci si possono buttare cani e porci, magari qualcosa ci scappa. Anni fa in viaggio di nozze io (fotograficamente ignorante) con la prima digitale ho fatto 600 foto, mia moglie ne fece 2 o 3 rullini. E’ chiaro che nella massa delle mie 600 qualcosa di buono è venuto fuori.

    Che ti piaccia o no “photographer” non è una professione/titolo codificata, come non lo sono tante altre. Comunque di solito quelle “codificate” necessitano di un titolo di studio e/o iscrizione albo e nessuno va a guardare se ti ci guadagni lo stipendio oppure no.

    Se proprio vuoi darti un titolo pubblica il 730 e ci dici quanta parte viene dalle vendita delle foto, ma questo non ci dirà se sei bravo o meno.

  22. settimio

    @ramon quindi io che guido l’automobile oggi mi faccio una bella pagina SETTIMIO BENEDUSI PILOTA, giusto?
    Non hai neanche veramente idea di quanto tutta questa infinita ignoranza sia deleteria!

  23. marchigiano

    la questione “fotografo si/fotografo no” è come quella dell’uovo e la gallina…vero è che per fare l’avvocato bisogna iscriversi all’albo previo superamento di una serie di “step”, dalla laurea all’esame di stato. questo non significa, comunque, che poi si vinceranno tutte le cause…certo, la traduzione della parola “photographer” è “fotografo”, ma il significato è più spirituale che materiale…mario giacomelli che non faceva il fotografo, era un fotografo? e vivian maier? quindi, per noi comuni mortali, forse è meglio usare la parola “fotografante” poi, col tempo, vedremo come andrà a finire…

  24. Ramon

    Settimio,
    la questione è semplice: basta guardare il dizionario (se non lo si possiede se ne trovano on-line). Un conto è il significato che ciascuno di noi attribuisce ad una paola, un altro quello che gli attribuisce la lingua ufficiale (che comunque è in evoluzione).

    Ma ti ripeto che secondo il tuo metro dobbiamo andare a riscrivere tutte le recensioni e le enciclopedie ecc perché Vincent Van Gogh secondo la definizione di Settimio non è un pittore!

    Parlando con un caro amico fotografo (si, uno che si guadagna, poco, da vivere vendendo le sue foto e non ai matrimoni) mi ha intelligentemente detto che la differenza troa un prof e un non-prof sta nella “certezza” del risultato. Io magari per caso una foto bella la faccio, ma un prof sa preparare tutti in modo di essere “ragionevolmente” sicuro di farla bella. E questo è indipendente dal fatto che il prof venga pagato o meno.

  25. vittorio

    Mi domando…ma tutto cio’, per te che sei un fotografo che bene o male vive di moda,non puo’ essere controproducente?non rischi di tirarti delle antipatie?
    Personalmente avrei fatto carte false per lavorare col gruppo Condé Nast !

  26. settimio

    @vittorio controproducente, hai detto?!? ahahahah altro che controproducente, diciamo suicida! ma ho questa folle, assurda, demenziale propensione a dire ciò che penso!

  27. marchigiano

    @ramon: penso che se qualunque fotografo professionista (quindi titolare di partita iva) che fatturi mille euro al mese grattasse un “turista per sempre”, rimarrebbe tale anche regalando le foto e rinunciando agli spiccioli…certo, bisognerebbe eliminare gli studi di settore…

  28. Niki

    Mi dispiace leggere il tuo accanimento contro photovogue eppure per noi giovani fotografi è una grande risorsa.
    Ti invito a sfogliare il portfolio di alcuni di loro nella sezione Best of per renderti conto del livello artistico e tecnico esistente. In gran parte nettamente superiore a quella dei fotografi strapagati e strafamosi.
    La vera fotografia è sentimento, non è risolvere un problema perché è qualcosa che esce da dentro e non da uno o più strumenti. Photovogue crea tantissime iniziative per i suoi talenti e soprattutto vige la meritocrazia. Sappiamo tutti invece che molti lavori si prendono per conoscenze o per inerzia dovuti ad una fama conquistata in modo del tutto discutibile.
    Non sono una persona che è usuale scrivere sui blog, ma quando vedo che un fotografo di successo come te si scaglia contro una realtà così bella e pura come Vogue.it mi domando se questo non sia frutto di qualche frustrazione un po’ come nella favola della volpe e l’uva. Non mi sorprende che l’esperimento sia riuscito dato che a volte sono proprio i nostri occhi a portarci a seguire delle sterili regole che non hanno nulla a che fare con il linguaggio fotografico individuale.
    Saluti

  29. settimio

    @niki se rileggerai con attenzione il testo che accompagna il mio post ti accorgerai che non me la prendo assolutamente con photo Vogue. Assolutamente no! E in verità non me la prendo neanche con i suoi utenti! Non me la prendo proprio con nessuno. Semplicemente dico una cosa, forte e chiara, che probabilmente non è chiara a tutti: photo Vogue non è Vogue! Tutto qui! Sai quanti vedo con scritto “collaboratore di Vogue” solo perché pubblicano su photo Vogue?!? E che pensano di essere rappresentati da una celebre agenzia americana?!?
    Con questo post volevo semplicemente dire che essere su foto Vogue non rappresenta alcun merito: ci riesce pure il mio barbiere bendato!
    Questo ovviamente non toglie che foto Vogue permetta a tanti giovani di avere visibilità, ma è giusto dare ad ognuno gli strumenti per valutare ciò con cui ci si rapporta: questo era il mio intento.

  30. Niki Genchi

    Sinceramente non la penso come te. Affermare che pubblicare su Photovogue non rappresenta alcun merito è assolutamente inesatto ed è irrispettoso nei confronti degli utenti e delle persone (altamente competenti) che ogni giorno si prendono il compito di valutare il lavoro di tutti quelli che si propongono.
    Photovogue è la cosa più simile al Mecenatismo Rinascimentale e reputo l’esperimento davvero inopportuno oltre che insensato. ( la scimmia a mio avviso ha più possibilità di essere pubblicata su Photovogue rispetto ad un fotoamatore evoluto perché a volte l’istinto è molto più importante della tecnica base). Cosa voleva dimostrare??
    Sono invece d’accordo con te sul fatto che molti fanno confusione tra la versione cartacea e quella online. Così come per quanto riguarda il discorso sulla presunta appartenenza alla suddetta agenzia.
    La buona fotografia è il riflesso della cultura, dell’empatia e della creatività di una persona e non un semplice calcolo matematico o una corsa ha chi ha il fatturato più alto.

  31. Ugo G.

    La domanda che mi pongo ogni volta che rileggo questo post (ebbene sì ogni tanto ne sento il bisogno…) è cosa sia davvero la buona fotografia. Ci sono tante “risposte standard”, alcune più profonde di altre. Ma la realtà è che pur leggendo, pur ponendomi domande, quando guardo le mie foto non riesco a trovare la risposta. Qualcosa di non cattivo credo di averlo fatto ma la sensazione è che mi manchi sempre qualcosa per una buona foto.

    Quando capisci di aver scattato una buona foto? Non sono riuscito a trovare una regola c’è solo quella sensazione alla bocca dello stomaco. Fugace, spesso pronta a scomparire rimpiazzata da dubbi ed autocritiche.

  32. settimio

    Gentile Ugo, la risposta più semplice ed efficace che mi viene da dare è che una Fotografia diventa buona quando è utile, quando serve a qualcosa. Tutto qui!

  33. Stefano

    Si,,, Vero è una bella foto ma chi ha scelto lo scenario? Chi ha scelto la foto da mandare, dopo ritocco, alle riviste di settore, selezionandola tra migliaia di foto? Infondo il vero fotografo è sempre Barbieri.

  34. Gabriele

    Buongiorno, sono d’accordo solo in parte, su quanto affermato circa una bella o buona fotografia. perchè ho avuto modo di verificare che molto dipende da chi la guarda. Non molto tempo fà partecipai ad un concorso fotografico , con uan foto, che mi aveva dato da subito soddisfazione, era quella che volevo. E vinsi, devo dire con enorme piacere. Anche perchè la giuria era presieduta da una signora, nota critca di fotografia. C’erano circa 200 foto. Per sfizio ecco parte della motivazione del premio: Un lavoro tecnicamente valido che è riuscito con abilità, contemporaneamente a mettere a fuoco contemporaneamente l’oggetto principale ed a sfumare l’oggetto secondario.. Si desume da questi particolari una particolare sensibilità dell’autore che riesce qui a far assumere alla protagonista, e cioè l’acqua che viene ad assumere qui non solo la valenza fisica di elemento vitale, ma anche quella metafisica di elemento purificatore e rigeneratore, in un gioco di richiami….ecc… Bene . tempo dopo presentai in altri due concorsi la stessa foto, che non giunse neppure in “finale”. Ecco perchè ritengo che a volte è più importante chi guarda la foto, che il significato della stessa.

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