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  • 23 dicembre 2014

    GUARDAMI NEGLI OCCHI

    Ieri è uscita la mia pagina di Natale sul Corriere della Sera, dove vengo lasciato libero di raccontare come meglio credo questo momento dell’anno. Voglio subito approfittare per ringraziare Antonio Bozzo, del Corriere, che con coraggio ed intelligenza, da un po’ di anni, mi lascia questa libertà e questo privilegio. Grazie Antonio! ❤️

    Tornando al lavoro.

    Anche questa volta ho voluto raccontare (dopo il carcere di Bollate dell’anno scorso) come passano il Natale (normalmente associato ad allegria, divertimento, regali) chi ha poca allegria, poco divertimento e pochi regali.

    Siamo andati allora a trovare Pane Quotidiano.

    Questo il mio testo:

    “Gli italiani, probabilmente, non sono campioni mondiali di senso civico e buona educazione sociale, ma sono sicuramente tra i migliori al mondo nel volontariato”: non è italiana la persona che ci dice questa frase, ma il francese Jean-Pierre, che da due anni è il responsabile operativo di Pane Quotidiano, la struttura che, dal 1898, si occupa di distribuire pane, latte e generi di prima necessità a chiunque si presenti nei due centri di Milano.

    Appena all’ingresso della sede storica di Viale Toscana ci accoglie un cartello, con scritto “Sorella, fratello, nessuno qui ti domanderà chi sei, ne’ perché hai bisogno, ne’ quali sono le tue opinioni.” E infatti nulla viene chiesto alle migliaia di persone che ogni mattina, fin dalle 6, si mettono in coda per avere qualcosa da mangiare. Ci sono stranieri, italiani (sempre di più), mamme con bambini piccoli, anziani, persone con difficoltà anche a camminare: a nessuno viene chiesto nulla, solo dato.

    Ce lo conferma Angelo, di nome e di fatto, che da 15 anni è il responsabile dei volontari e passa tutto il tempo dalle 9 alle 11 (quello a disposizione per la distribuzione dei beni) a fare in maniera che tutto si svolga con ordine ed equità, affinchè tutti le 3.000 e più persone abbiano lo stesso.

    Luigi Rossi, il consigliere delegato, ci racconta che Pane Quotidiano nasce dalla buona borghesia milanese ed è sempre stato e continua ad essere non legato ad alcun partito politico o alcuna organizzazione religiosa. Si sentono e sono completamente autonomi e liberi, vivendo solo ed esclusivamente delle (generose!) donazioni che arrivano soprattutto da aziende.

    Incontriamo tra i volontari Clio, che distribuisce cavolfiori: ha 25 anni e tre volte alla settimana sottrae tempo ed energie ai suoi studi universitari per venire ad aiutare.

    Il 25 dicembre, sia il centro di Viale Toscana 28 che quello di Viale Monza 335 sono aperti dalle 9 alle 11, con però un evento speciale dedicato ai bambini: la distribuzione dei giocattoli. Se qualche lettore del Corriere avesse voglia di portare qualche gioco farà sicuramente felice non solo un bambino ma anche se’ stesso.

    Pane Quotidiano vi aspetta.

    Questa la pagina sul Corriere:

     

    15 TEMPOLIBERO1

    Questo il mio testo sul servizio:

    Li vediamo tutti, in giro per Milano. A volte ci fermano, chiedendoci qualche monetina. Spesso elemosinano per fame. Capita a me, come penso capiti a tutti di sfuggire alle richieste, neanche degnando di uno sguardo chi ci tende la mano. Più che altro, forse, quello di cui abbiamo paura è guardarli negli occhi.

    Ho pensato quindi che la cosa migliore per raccontare la meravigliosa e meritevole organizzazione Pane Quotidiano, fosse farlo attraverso i visi e soprattutto gli occhi di chi è lì dalle 6 del mattino, al freddo e al gelo, per un pezzo di pane e un litro di latte. Per una volta non possiamo aiutarli, non possiamo dargli da mangiare, ma possiamo fare una cosa che, probabilmente, è ancora più importante: possiamo guardarli dritti negli occhi.

     

    Queste le immagini singole:

    BI3U8465

    Sabatino

    BI3U8473

    Carmelo

    BI3U8485

    Maria Rosa

    BI3U8501

    Domenico

    BI3U8523

    Ivano

    BI3U8571

    Marcello

    BI3U8604

    Franco

    BI3U8626

    Tina

    BI3U8636

    Francesco

    BI3U8644

    Maria Giuseppina

    BI3U8660

    Ali

    BI3U8674

    Enrico

    BI3U8712

    Angelo

    BI3U8726

    Emilio

    BI3U8816

    Mariana

    BI3U8824

    Djamel

    BI3U8832

    Marco

     

    Lei è Clio, una volontaria, che era lì a distribuire cavolfiori:

    BI3U8808

    Clio

    Qualche immagine backstage, scattata da Pasquale Ettorre:

    DSC07776

    DSC07829

     

    DSC07835

    DSC07873_B&W

    DSC07985_B&W

    e infine un video dove racconto e spiego delle cose, tra cui anche questo lavoro.

     

    1. angelo dau ha detto:

      dove tutto è contrasto, non c’è contrasto. A meno di trovare quel filo di equilibrio, tra il natale alle porte ed un servizio come questo, tra il fotografo, con POV rialzata, ed il fotografato, piu’ in basso e con le spalle al muro. Ci sono mondi che viaggiano paralleli ed a velocità diverse, eppure a volte succede qualcosa e si sfiorano, sfrigolando in armonia, lasciando qualche scintilla che rimane nel piano focale di una fotografia, e cosa meglio di uno sguardo, la prima forma comunicativa interculturale. Contrasto dicevamo, facile cadere nella trappola dello specchiarsi di un concept che vive e muore di se, eppure tutto ha funzionato come dovrebbe, quegli sguardi comunicano e non è per forza il disagio che banalmente ci si aspetta, è energia dove non pensi di trovarne, e stupendo la fotografia completa il suo cerchio. Uno dei lavori Benedusiani piu’ sottilmente e profondamente riusciti, almeno per il mio modo acerbo di vedere la fotografia.

    2. giancarlo ha detto:

      Carissimo. Volevo farti i miei auguri a voce ma capisco che sarai tempestato di chiamate da molte persone e da ogni dove. Sono contento che tu abbia pubblicato un videomessaggio sostenendo la causa di quelle persone che a testa alta quotidianamente si recano a prendere il cibo di prima necessita’. Anche io per un periodo come ti dicevo poco tempo fa a tù x tù ho usufruito di quel servizio, e ho conosciuto molti di quei visi che con dignita` aspettavano, anzi aspettano il loro turno in rispettosa fila che meritano, appunto, rispetto e visibilita’. A me é andata bene piu che ad alcuni di loro che sono ancora in fila a tutt’oggi! Perché la volonta’ di uscire fuori da quella condizione e stata ed é piu forte e devo ringraziare la fotografia il mio credo in essa e alla capacità di credere in me stesso, alle capacità innate, ed a quello che tanto ancora devo fare e posso dare al prossimo, nello scambio tra te e quest’arte frutto di esperienza con errori e cose buone, e avversità di ogni genere alla conoscenza di periodi ed eventi ancora piu bui di questi! Ma sopra tutto la mia forza di volonta’ e alla mia capacita’ e consapevolezza di non cedere di non essere sconfitto da condizioni negative che la vita puntualmente piu di altri ti mette alla prova. Superare queste avversita’ é stata anche l’umanita’ e la comprensione di pochissime persone che credono in mé e che non si tirano indietro nell’aiutarmi mettendo da parte i loro problemi e prendendosi cura invece dei miei. In rispetto a quelle persone che puntualmente sono in fila tutti i giorni, sono fortunato! Non sono ancora fuori pericolo, la strada é ancora in forte salita. Ma con persone come te il grado di salita si riduce. Avrei molte cose da denunciare, molte persone da sputtanare cosi come le istituzioni e loro rappresentanti che sono chiacchere ma senza distintivo però! A questo ci pensero’ dopo. Vorrei commentare il tuo video messaggio e spero di farlo ma la sofferenza di un periodo buio é forte. Buon Natale Settimio. Buon Natale a tutti.

    3. ettone ha detto:

      Questi sono i tuoi lavori che mi piacciono di più…
      BUONE FESTE!

    4. alessia ha detto:

      Retorica a go go per giustificare una minestra scaldata…

    5. calibano ha detto:

      che foto di merda

    6. Francesco Avona ha detto:

      quoto Calibano che foto di merda.
      Non vale la pena nemmeno scomodare Ando Gilardi e la sua celebre “non fotografare” per porcherie simili.
      Non capisco che gusto ci provi gente come Angelo a ficcarti su per il culo mezzo metro di lingua con le cazzate che scrive, ti deve dei soldi?

    7. Settimio ha detto:

      @francesco: cosa si prova ad avere 16 (sedici) followers?

    8. Cate ha detto:

      La semplicità e l ‘immediatezza di un messaggio ne decretano il successo.
      Se guardando una foto,un quadro o qualsiasi altra cosa ci colpisca ci fa dire”lo saprei fare anch’io!”,allora si è fatto centro.Infatti se avresti saputo farlo ,perchè non lo hai fatto?Semplicemente perchè non era cosí semplice come ci è sembrato.Lí sta il successo della comunicazione.
      Bel servizio Settimio,per quel che puó valere il mio parere.
      Cate

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