
queste sono degli indefiniti animali. una via di mezzo tra anguille e vermoni.
con qualcosa anche delle sanguisughe.
non le ho scelte.




queste sono degli indefiniti animali. una via di mezzo tra anguille e vermoni.
con qualcosa anche delle sanguisughe.
non le ho scelte.

questo è uno dei banconi con il cibo in mostra
potevano forse mancare un po’ di informazioni culinarie sulla cina?
certo che no!
ecco quindi il report gastronomico di oggi:
la città dove sono adesso, dalian, è sul mare. ho trovato quindi con felicità sicuramente il mio cibo preferito, il pesce.
sono stato a pranzo in un posto interessante.
un ristorante sul mare (in verità un mare grigio e melmoso, schifoso assai) dove all’entrata c’è questa specie di grande pescheria dove è possibile scegliere i pesci che poi verranno cucinati. in se non è una grande novità, sono stato in molti posti nel mondo con lo stesso sistema, ma qui la cosa incredibile è la quantità e “stranezza” delle specie presenti. strani pesci, granchi di tutte le dimensioni, cozze enormi (come la mia mano), interiora di pesci, ostriche, ricci grandissimi e piccolissimi, aragoste, teste di pesce, polipi, seppie…veramente di tutto e di più…
si sceglie e poi cucinano.
l’altra cosa curiosa è che il ristorante si sviluppa soprattutto al secondo piano, dove c’è un lungo corridoio che dà su tante piccole stanzette, dove si mangia.
passando davanti e buttando l’occhio su quelle aperte per far passare i camerieri, la scena che sempre mi si è presentata era quella di un tavolo rotondo con una grande vassoio di vetro nel mezzo rotante pienissimo di ogni tipo di cibo, intorno cinesi ciccioni ubriachi che mangiavano, fumavano e bevevano sgignazzando senza sosta.
anche noi siamo andati verso il nostro “privè”, però il nostro pranzo, con clienti, è stato molto più pacato.
any way…il nome del ristorante è nantuo fishing village.
numero di telefono 0411.87641588
il cameriere nostro si chiamava jaun, chiedete di lui, se per caso vi trovaste a passare ed ad avere fame nella cina nord orientale…
ps: a seguire qui sopra un po’ di foto del simpatico localino…
sono già ripartito da pechino (beijing) e adesso, dopo un’ora d’aereo, sono arrivato nell’amena città di dalian, sulla costa nord ovest della cina.
insomma, nel buco del culo della cina.
è qui che farò il servizio che devo fare.
che dire, le domande sono sempre quelle, cazzo ci faccio qui lontano da tutto e da tutti? fin qui solo per fare delle cazzo di foto? fin qui per che cosa?
solo per la mia incessante curiosità verso il mondo?
probabilmente sì.
sono alloggiato al plaza hotel.
il numero di fax è +8641182808533. stanza 806.
se qualcuno mi vuole mandare un fax, per due giorni sono qui.

eccomi, sono a pechino.
che dire, abbastanza scioccante.
tutto molto diverso, ma non tanto diverso da quello che noi siamo, cosa assolutamente normale, ma diverso anche da quello che uno si aspetta che sia.
avendo tanto letto terzani e conoscendo la cina dalle sue pagine, che peraltro erano piene d’amore per questo posto, è difficilie trovare dei riferimenti, delle sensazioni che possano giustificare tutto l’affetto che lui aveva per questa terra.
altro che cina millenaria.
altro che comunismo.
mi sembra che qui sia il trionfo di un’estetica europeolasvegasianaassirobabilonese mischiata in maniera disomogenea con il palazzinarismo più bieco.
direi che la fotina che ho scattato questa mattina e che è qui sopra rappresenti bene tutto questo.
ho già fatto riunioni, ho già pranzato, e fra poco riprendo un aereo per spostarmi nella location dove scatteremo il servizio.
l’avventura continua…

sono in viaggio, che bello!
che bello soprattutto perchè riesco, come al solito, a fare solo viaggiando due cose che amo ma che a milano mi riesce difficile fare: leggere e scrivere.
uno immagina che il viaggio sia stimolo per chissà quali emozioni ed invece mi permette di fare quello che potrei fare anche benissimo nella mia cameretta a milano…
e quindi eccomi a parigi, come testimoniato dalla foto qui sopra. che in effetti sarebbe stato possibile fare anche a milano, e che diventa quindi una metafora di tutto questo discorso.
sto aspettando il prossimo volo che mi porterà lontano, verso l’oriente.
a proposito di voli, vorrei dire due parole su una delle cose alle quali la tecnologia ha tolto fascino: il biglietto aereo. tutti lamentano che i dischi non siano più quelli di una volta, senza il fascino della copertina grande, la foto grande ecc…
ma anche il biglietto aereo…una volta quando lo avevi in mano, con tutti quei fogli, quelle scritte misteriose, c’era già il fascino del viaggio, di una cosa complicata e avventurosa.
adesso? adesso con il biglietto elettronico ti arriva una mail che stampi e basta. un foglietto di carta.
ok, debbo scappare, sono in ritardo, i will keep you updated from…