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le piccole cose

Pubblicato in data 27 ottobre 2007

in verità ciò di cui vorrei parlare un vero nome ce l’avrebbe già: “tolleranza zero”. ma in verità è un nome che mi piace poco, mi sa di fascistello.
comunque, al di là delle definizioni, vorrei anche io dire la mia sulla convivenza politica all’interno della società civile.
anzi! dico di più! vorrei anche io fare un manifesto programmatico o forse anche fondare un partito politico!
alè!
ma sì, lo fanno cani e porci, non lo posso fare anche io?!?!
intanto che ci penso se veramente farlo, ho però pronti i punti programmatici.
sono solo due.
-punto programmatico numero uno: divieto assoluto e pene severe per chi butta per terra, in strada, qualsiasi cosa. un pacchetto di sigarette, una bottiglia di plastica, o quant’altro…
trovo che se una persona sta attenta a una piccola cosa come questa, poi si abitua anche a non fare di peggio.
e con questo è risolto il problema della società civile.
-punto programmatico numero due: chiunque abbia un incarico pubblico, politico, poliziotto, carbiniere o quant’altro, deve allacciare le cinture di sicurezza in macchina. quando vedo in giro una macchina di vigili, nella quale nessuno tiene allacciata la cintura, mi viene da pensare che se non fanno una cosa semplice, veloce, gratis e a loro esclusivo vantaggio come posso pensare che paghino l’ICI come io faccio, che è una cosa complicata, laboriosa, inutile e a loro danno?
e con questo è risolto il problema delle istituzioni.
quando sento promettere che “ci attiveremo per l’attuazione della legge quadro del giugno 97 numero 220 che stabilisce che le competenze regionali vadano risolte non più in sede ministeriale ma………..” a me girano tanto i coglioni.
basta! si azzeri tutto!
solo due semplici regole: non carta per terra e cinture allacciate per tutti.
stop.
semplice, no?

vi passo claudio

Pubblicato in data 24 ottobre 2007

in questi giorni, più del solito, mi scrivete mail (più che altro) o messaggi riguardo gli aspetti tecnici/organizzativi/gestionali e quant’altro del mio lavoro.
purtroppo o non ho veramente tempo di rispondere o non ho la più vaga idea cosa rispondere, essendo spesso all’oscuro degli aspetti più squisitamente tecnici del mio lavoro.
facciamo una cosa, vi passo claudio, il mio assistente.
chiedete a lui, sempre tramite i commenti.
vi risponderà sempre.
glie l’ho ordinato io…
;)

Ciao sono Claudio,
e da poco ho scoperto che, oltre agli “aspetti tecnici/organizzativi/gestionali e quant’altro” del suo lavoro, da oggi posso anche spiegarvi come si risponde ai vostri post sul blog. :o )
Dichiaro aperti i lavori!
A presto.

Claudio

radio deejay

Pubblicato in data 24 ottobre 2007

ho fatto una piacevole chiaccerata telefonica con vic che questa sera, dalle sette in poi, dovrebbe essere in onda su radio deejay nel suo programma vickipedia.
me la sto tirando?
sì, me la sto tirando.

Usi un RSS reader?

Pubblicato in data 23 ottobre 2007

Non ho la più pallida idea di cosa sia, ma il mio amico neXus — che è un Mago di Oz e quindi la sa lunga — dice che è una cosa fondamentale di quelle che la vita si divide in prima e dopo, quindi da oggi anche io ho un feed RSS. Finalmente potete aggiungere il mio blog nel vostro feed reader (per esempio quello di Safari, o Google o Bloglines) e leggermi ancor più comodamente, è facilissimo: cliccate sul’icona arancione in alto a destra.
(Si capisce che ho copiato e incollato questo post da una mail che mi ha mandato neXus?)
Buona lettura…

benvenuti!

Pubblicato in data 22 ottobre 2007

allora, oggi è un giorno particolare.
è come essere a casa con quattro/cinque amici.
si sta lì belli tranquilli a bersi del vino rosso e improvvisamente si sente il campanello della porta che suona.
uno si alza, va alla porta, la apre, e…si trova fuori sul pianerottolo decine, centinaia, migliaia di persone che vogliono entrare!
tutti lì in fila, tutti che spingono per entrare nella mia casetta.
sì perchè quello che è successo è che il corriere.it
http://www.corriere.it/spettacoli/07_ottobre_20/settimio_benedusi_foto_modelle_sport_illustrated.shtml
ha benevolmente parlato di me e di un mio lavoro.
per fortuna la mia casetta è virtuale, quindi può entrare tutta la gente che vuole.
volevo quindi solo fare un benvenuto a tutti i nuovi amici che ci stanno venendo a trovare.
entrate pure, fate come se foste a casa vostra.
se andate in bagno lasciatelo come vorreste trovarlo.
se trovate qualcosa nel frigo prendete pure quello che volete.
girate in lungo e in largo.
se volete potete anche scrivere, non ci sono filtri per farlo, dovete solo scrivere “sì” alla domanda se siete umani. non vogliamo androidi, solo umani.
per condire il tutto metto qui sopra una fotina mia, di qualche anno fa, scattata (pensate un po’!) con pellicola e banco ottico.
welcome!

non sono il solo…

Pubblicato in data 19 ottobre 2007

dall’Espresso in edicola: ” Un’ondata di terribile invidia agita i fotografi di moda. Dopo diciott’anni che nessun italiano ha avuto l’onore di poter firmare la copertina di ‘Vogue’ Italia, perché la direttrice Franca Sozzani privilegia gli stranieri e specialmente l’americano Steven Meisel, ecco la sorpresa. A settembre su ‘L’Uomo Vogue’, l’altra testata di cui la Sozzani da alcuni mesi ha assunto la direzione, e dove l’embargo è meno rigido, la direttrice esterofila concede finalmente una copertina a un fotografo italiano. Un bel ritratto, molto incisivo, del regista Tim Burton mascherato. E chi è il fortunato prescelto? Un ragazzo di 25 anni appena: Francesco Carrozzini, milanese. Figlio unico amatissimo di Franca Sozzani. Potrà ben dire: viva la mamma”

che bisogna fare per campà…

Pubblicato in data 19 ottobre 2007

per essere veloci

Pubblicato in data 11 ottobre 2007

ciaociaociaociao…

Pubblicato in data 6 ottobre 2007

nell’evoluzione del linguaggio avvengono cose bizzarre, essendo il linguaggio una cosa viva. infatti dal sanscrito si è passato al greco, dal greco al latino, dal latino al volgare, dal volgare all’italiano, dall’italiano al bergamasco, senza che tutto questo fosse avvertito da chi la lingua in tutti questi anni l’ha usata: un’evoluzione lenta ma costante.
è curioso quindi ogni tanto notare delle evoluzioni linguistiche, mentre queste avvengono.
una di queste è secondo me l’uso moltiplicativo del ciao quando si finisce un incontro, una telefonata tra due persone.
non so se sia una cosa solo milanese o solo di quelli che conosco io, o addirittura una cosa solo mia, ma mi capita sempre più spesso di finire un telefonata non con un solo ciao, ma con una sequela quasi infinita di ciaociaociaociao….
uno solo non basta?
perchè?
per avere sempre l’ultima parola?
per non essere drastici?
per non essere definitivi?
ma!?!
illustro questo post degno di umberto eco con una mia foto di qualche anno fa (fatta con la pellicola bianco e nero e stampata in camera oscura! non vi ricordate la camera oscura?! quella stanza buia con l’ingranditore e le bacinelle?!? no!?!?! va be’…), dicevo una foto di qualche anno fa che non c’entra proprio nulla, ma mi piaceva mettere.
l’ho fatta nel sud della spagna.
quella in fondo è la sierra nevada.
quella è la zona dove facevano gli spaghetti western, lì vicino c’è ancora un villaggio che è tuttora usato per i film in costume.
il giorno prima dello shooting (ovviamente ero lì per lavoro) ci siamo fatti un giro di location e, entrando nel villaggio del selvaggio west, ci siamo trovati nel mezzo di un film con la carrozza, i pistoleri e quant’altro.
va be’, adesso vado.
ciaociaociaociao…

new luigi bianchi adv

Pubblicato in data 6 ottobre 2007

da qui http://www.benedusi.it/portfolio/?Form_Album=3&Form_Group=6&Form_Photo=872 in avanti…