appena uscito il nuovo MAX tutto in spolvero. all’interno un mio servizio ad elena di cioccio, veramente carina e simpatica.
qui anche un video backstage (grazie elena!)



appena uscito il nuovo MAX tutto in spolvero. all’interno un mio servizio ad elena di cioccio, veramente carina e simpatica.
qui anche un video backstage (grazie elena!)
e già, ho avuto questa fortuna: ho fatto la copertina di sports illustrated sa!
ebbene sì, ancora una volta e per il terzo anno consecutivo ho partecipato ad “italia’s next top model”, il talent show sul mondo della moda e le modelle in onda su sky uno. venerdì scorso è andata in onda la prima puntata con un mio servizio fotografico.
debbo dire onestamente che è una cosa molto divertente, se non altro perchè è molto diversa da ciò che faccio normalmente. o meglio, per essere più precisi, non è diversa per nulla per tutto quello che compete la parte più strettamente fotografica: preparo lo shooting e scatto esattamente come se scattassi per una rivista. è molto diverso invece per quello che compete tutta la parte organizzativa e gestionale, che (purtroppo!) è una parte sempre più importante e stancante, all’interno di una produzione fotografica.
per dirla in poche parole, non mi devo preoccupare di chi arriva/quando/chi mangia/chi beve/dove ci si trucca/dove ci si cambia/i permessi/i contratti/le opzioni/le disponibilità…insomma tutte quelle migliaia di cose che non dovrebbero fare parte di un servizio fotografico ma non solo finiscono per farne parte, ma diventano spesso più impegnative degli scatti in sè…
lavorando quindi per italia’s, che tra l’altro è prodotta da una grande casa di produzione (magnolia), me la godo proprio: arrivo, dico due scemenze e faccio il mio lavoretto, semplice e pulito. per una volta mi sento il vero killer professionista, quello che arriva tranquillo e silenziono, spara una solo colpo e se ne torna a casa… scherzi a parte, è veramente abbastanza così!
e poi, lo ammetto, in trasmissione io mi commuovo pure! veramente! anche perchè c’è una cosa che bisogna dire, e forse è la più importante di tutte: è tutto vero. capisco che da fuori si dica che la televisione “è tutto un magnamagna”, “è tutto scritto”, “è tutta una finzione”…e invece no, almeno in questo programma non è così: le modelle partono tutte dallo stesso piano e veramente quelle che ci convincono di più vanno avanti. tutto qui.
se la trasmissione vi piace continuate a seguirla, perchè ci saranno nuove interessanti novità…
qui sotto metto i miei due scatti preferiti, e un po’ di backstage fatti da giorgio.
una piccola cosa, ma voglio scriverla soprattutto per non dimenticarla, giuro che è vera:
citofono rotto a casa.
si chiama l’amministratore per mandare una persona a ripararla.
il tizio viene per riparare (il citofono).
viene a casa ed eseguire la riparazione.
citofona.
il citofono (pensa te!) non funziona.
non rispondiamo.
il tizio se ne va.
lo si chiama il giorno dopo.
“ma ieri non è venuto!”
“sono venuto, ho citofonato, ma non mi avete risposto!”
no comments
fatta la valigia e ripartito, ancora una volta, a scattare in south africa.
vorrei provare, mi sembra di non averlo mai fatto, a dare qualche indicazione utile per chi viaggia:
-le valigie migliori, per me, sono le samsonite. ma c’è un problema: le hanno tutti. consiglio quindi di comprarle di un colore un po’ particolare (non nero!) e fare una cosina che io ho fatto da anni: scrivere il proprio cognome bello grosso sui lati. così si spera che si riducano perdite e furti. mettete sempre la targhetta con nome e cognome. conservate scrupolosamente la ricevuta che vi danno al check in. se avete più valigie non ricordatevi l’aspetto, ma contatele: se erano cinque alla partenza, cinque devono essere all’arrivo.
-quando preparate la valigia informatevi bene della temperatura del posto dove andate. non basta caldo/freddo. ci sono posti sempre caldi (maldive), ci sono posti caldi di giorno e freddi la sera (deserto), ci sono posti con un sacco di vento (cape town!)…e quindi i vestiti devono essere presi a ragion veduta
-una volta prima di partire si cambiavano i soldi, dalle lire alla valuta locale: evitatelo. intanto in qualsiasi posto del mondo ci sono i bancomat (che lì si chiamano ATM) dove poter prendere il denaro nella valuta locale, esattamente come in italia. e poi l’euro è oramai la valuta di riferimento come e più del dollaro, quindi potrete pagare anche in euro in praticamente qualsiasi posto del mondo
-ok, sembrerà una cosa da fighetto, ma datemi retta: cercate di viaggiare in business. oramai la differenza di prezzo con l’economica non è pazzesca, ma la differenza della qualità del viaggio è enorme.
-non tutte le linee aeree sono uguali, e le differenze di trattamento possono essere enormi: se avete più opzioni cercate su internet i giudizi per scegliere il meglio
-le tariffe di un viaggio aereo sono la cosa più incasinata che l’uomo ha inventato. chi viaggia nel sedile affianco a voi magari ha pagato la metà, o il doppio, rispetto a voi, pur facendo esattamente lo stesso viaggio. vista quella straordinaria invenzione che è internet (e lo è soprattutto nel business dei viaggi…) cercate le tariffe migliori, facendo incastrare ore e giorni nella maniera migliore: magari un volo che parte il giorno dopo rispetto a quello che voi avevate scelto, costa la metà
-non applaudite all’atterraggio dell’aereo. ok, lo so, voi non lo fate, ma dite agli altri di non farlo. lo fanno ancora un sacco di persone. a parte che è proprio terrificante e poi il pilota è dietro una porta blindata, e quell’applauso mai lo sentirà…
-evitate di alzarvi appena l’aereo atterra. chissà perchè appena l’aereo tocca il terreno tutti si alzano come per scappare fuori: state tranquilli cazzo! prima che aprano le porte manca un sacco di tempo! e poi se l’aeroporto è sfigato (come succede spessissimo) e si va al terminal con l’autobus, l’ultimo che scende dall’aereo sarà il primo che scende dall’autobus…
-tutti i taxisti degli aeroporti ti fregano. lo fanno anche a milano! figuriamoci,che ne so, a rio de janeiro… informatevi prima quanto costa la tratta aeroporto-città: altrimenti rischiate di pagare più di taxi che di volo…
-evitate di comprare cazzate. nello shopping da viaggio c’è la precisa regola della distanza: tanto più siete distanti da casa vostra tanto più le cose vi sembrano belle. una maschera tribale che nel villaggio africano vi sembrava una cosa meravigliosa a casa vostra a milano vi sembrerà ciò che in effetti è: una cagata
-evitate di fare continuamente fotografie e video: ok, adesso con il digitale non costano nulla, e quindi tutti lì a fotografare tutto. i posti dovete viverli, non fotografarli e filmarli!
-se volete mangiare bene e sano dimenticatevi la “trattoria tipica locale”: esistono solo più nei paesini di provincia italiana, le “trattorie tipiche locali”. in brasile, così per dire, non ci sono e forse non ci sono mai state. ci sono invece (compreso in brasile!) oramai dappertutto nel mondo i ristoranti bio/naturali/organic: andate lì
-………..
adesso scusate basta, una delle regole dice di andare a dormire presto la sera…vedrò di proseguire un’altra volta…
un po’ però mi dispiace essermi infilato in questa storia dell’ elenco del buon viaggiatore, evitando così di raccontare cosa ho fatto in questi giorni a cape town: ce ne sarebbero state delle belle!
posso però buttare lì velocemente ciò che è successo in italia: è uscita la copertina fatta da me di panorama, con la melissa satta
qui sotto la cover, e due immagini del backstage fatte da daria longinotti. have a great week!
bizzarro forse a dirsi, per il mestiere che faccio, ma a me la bellezza non interessa: strano, no?
non mi interessa nel senso che la bellezza la leggo in un senso “darwiniano/illuminista”. e cioè che penso che il bello sia ciò che è utile.
ad esempio penso che la cacca ci faccia schifo perchè è dannosa per il nostro fisico, mentre una pesca ci sembra meravigliosa perchè è utile per la nostra sana alimentazione.
nella stessa maniera un bel fisico e un bel viso penso siano belli perchè il nostro istinto animalesco ci fa pensare che possano essere utili per la migliore trasmissione della specie: è noto che gli animali (giustamente!) scelgono il maschio più forte per accoppiarsi, nella speranza che la loro discendenza sia sempre migliore.
in questo contesto cerco di vivere la bellezza in una maniera che vorrei fosse poco “animalesca”, ma dettata invece da qualcosa che privilegiasse l’intelletto all’istinto. non mi piace quindi la bellezza troppo perfetta, troppo levigata, troppo assoluta.
sempre più spesso vedo persone (modelle e non) perfette: tette meravigliosamente rifatte, labbra finemente disegnate, muscoli scolpiti, chiome fluenti e pelli perfette: tutto questo lo trovo noioso.
la bellezza che secondo me incanta è sempre imperfetta. io trovo che ci faccia emozionare una meravigliosa imperfezione, piuttosto che una perfetta banalità.
in tutte queste teorizzazioni ho pensato di dare un mio piccolo contributo: nel recente numero di STYLE, con un mio servizio, mi è stato chiesto di dare un testo e una foto che mi raccontassero. il testo è quello che è, la foto è un mio primo piano dove ho volutamente cercato di essere il più realistico possibile: niente photoshop, una luce secca e un dettaglio impietoso sul mio visino. il tutto nella riproduzione qui sopra, e ancora meglio cliccandoci sopra.
come per dire: ecco questo sono io, e se dagli altri voglio la verità, il primo a metterla in mostra sono io!
in molti mi hanno detto che ero un pazzo, e sembravo un novantenne malato di aids: fantastico!
io non voglio essere bello, voglio essere vero…
lo prometto, io proverò a portare: nani, ballerine, mangiafuoco, l’uomo più alto del mondo, modelli pazzi, diane arbus in persona, equilibristi, toni thorimbert, bassi e bassisti, roberto saviano in persona senza scorta, la sozzani, modelle iraniane scappate di casa…insomma io farò di tutto perchè sia divertente…
cosa?
è mancato ieri, a 92 anni, irving penn, grandissimo fotografo americano: stilllaifista (?), ritrattista, fotografo pubblicitario e di moda. insomma, un grandissimo artista.
innumerevoli i capolavori che ha realizzato in quarant’anni di carriera.
a me sono sempre tantissimo piaciuti i nudi che cominciò a realizzare quando, penso capiti un po’ a tutti, si cominciò forse a stufare della bellezza finta e stereotipata che fotografava per lavoro tutti i giorni.
è stato l’inventore dell’angolo. penso non ci sia fotografo al mondo che non abbia fatto almeno una fotografia nel mitico angolo alla penn. come tutte le invenzioni è talmente semplice da sembrare banale, ma proprio per questo straordinaria.
anche il vostro stronzetto preferito (io…), e scusate l’inutilissimo protagonismo, una volta usò il mitico angolo: dovevo fotografare marisa berenson, che prima di essere una grande attrice (barry lyndon!) è stata un’altrettanto grande modella, fotografata in lungo e in largo da penn. mi sembrò quindi un omaggio doveroso fotografarla come Lui l’avrebbe fotografata: usai persino un bel banco ottico 20×25.
caro irving penn, potevo forse dirtelo prima, adesso è abbastanza inutile: scusa!
UFFICIO ELETTORALE DELLA CASA BIANCA: pronto? parliamo con la signora norma?
LEI: sono io…chi parla?
UFFICIO: la casa bianca. vorremmo chiederle chi sarà secondo lei il vincitore delle prossime elezioni presidenziali.
LEI: [infastidita] di nuovo? mi hanno già telefonato dalla sondaggio spa e anche dalla hyperpool.com, o come diamine si chiama. non ne posso più dei vostri sondaggi. cercatevi qualcun altro.
UFFICIO: signora, questo non è un sondaggio: sono le elezioni vere e proprie. lei è l’unica persona a cui lo chiederemo! sa, se non lo chiediamo a lei…
LEI: se non lo chiediamo a lei, se non lo chiediamo a lei…è quello che dite tutti. ma perché proprio a me?
UFFICIO: non glielo hanno spiegato? perchè lei è il campione minimo perfetto! Il nostro CMP. Il CMP di tutti gli istituti di sondaggi, e da oggi anche della casa bianca. lei, signora norma, è il sogno degli statistici di tutta la nazione, il paradosso vivente della teoria della probabilità!
LEI: prego?
UFFICIO: Lei è il nostro CMP! tutti gli istituti di sondaggi lavorano da anni per restringere il campione degli intervistati. capirà, con quello che costa fare tutte quelle telefonate. abbiamo fatto esperimenti su campioni sempre più piccoli: mille, cento, dieci persone…l’importante è che le opinioni del campione riflettano quelle della popolazione. non sapeva che è così che funzionano i sondaggi? chiedere a pochi per sapere il parere di molti. da molto tempo c’era chi voleva sostituire le votazioni con i sondaggi, ma finora non potevamo fidarci. finchè abbiamo scoperto lei. abbiamo scoperto che lei, signora norma, ha esattamente le opionioni della maggioranza degli americani, proprio come il signor muller immaginato da isaac asimov. qualsiasi domanda le si faccia, lei risponde sempre come la maggioranza degli americani. siamo quindi pronti al grande passo. lei ci darà il risultato delle presidenziali…allora, è pronta? chi vincerà secondo lei?
LEI: aspetti un po’: vuol dire che qualsiasi cosa io risponda adesso corrisponde all’opinione della maggiornza in questo momento?
UFFICIO: esattamente. basta che ci dica se vinceranno i repubblicani o i democratici…
LEI: e quello che io dico…
UFFICIO: …determinerà il vincitore delle elezioni!
LEI: ma…e il voto?
UFFICIO: saltiamo il voto! basta con le votazioni. una perdita di tempo e di denaro. ce lo dica lei chi vincerà. tanto le urne darebbero lo stesso identico responso.
LEI: e se io le dico una cosa a caso?
UFFICIO: [spazientito] benedetta signora norma, non ci interessa come lei giunge alle sue decisioni. potrebbe anche fare testa o croce. in tal caso ipotizzeremo che anche la maggioranza degli elettori avrebbe preso una decisione facendo testa o croce. faccia come vuole, ma ci dia un responso.
LEI: ma potete fidarvi se vi dico che rispondo a caso?
UFFICIO: non c’è motivo di preoccuparsi. anche quando risponde a caso lei è infallibile!
LEI: infallibile???
UFFICIO: infallibilissima. l’abbiamo individuata tra milioni di soggetti! ci abbiamo impiegato anni, ma ora siamo sicuri che lei non può sbagliare: lei è il nostro CMP e le sue opinioni sono necessariamente quelle della maggioranza degli americani, per esempio, l’anno scorso lei voleva andare in vacanza in florida, no?
LEI: esatto.
UFFICIO: …e, guarda caso, la maggioranza degli americani voleva fare lo stesso.
LEI: ma questo è facile.
UFFICIO: lei vuole comprare brillaspic, e inevitabilmente il 75% degli americani vuole lavare i piatti con lo stesso prodotto.
LEI: ma certo, chi non vuole brillaspic?
UFFICIO: vede? lei funziona a meraviglia.
LEI: caspita, ma come fate ad esserne così sicuri?
UFFICIO: sappiamo fare il nostro lavoro, che diamine! siamo sondaggisti scientifici qui alla casa bianca.
LEI: [piagnucolosa] ma io non voglio che le mie opinioni siano identiche a quelle della maggioranza. voglio essere originale!
UFFICIO: aspetti che verifico…esatto! questo è proprio quello che vuole la maggioranza dei cittadini!
dal libro “trappole mentali” di matteo motterini, rizzoli
un po’ di blade runner non fa mai male…