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29 novembre 2009

FOTOGRAFICA 2009

sono qui a fare il mio intervento a fotografica.
ci sono un sacco di amici.
c’è anche angela, eugenio, valerio, sara…e ci divertiamo un sacco.
adesso mi applaudono.

prima ho parlato della mia mania di usare sempre il 50 mm.
mi piace usare sempre il 50 mm perchè voglio avere sempre e solo un obiettivo: fare belle foto.

28 novembre 2009

NEW WEB SITE ON LINE!

dopo un po’ di mesi di incubazione è venuto alla luce il mio nuovo sito.

ci abbiamo messo tanto perchè abbiamo voluto togliere, togliere, togliere…per lasciare l’essenziale.

qualcuno disse “ho scritto un articolo lunghissimo perchè non avevo il tempo di scriverne uno breve”. così noi ci abbiamo messo tantissimo per togliere le cose inutili e lasciare solo le essenziali…

ci vediamo domani sera, domenica, a FOTOGRAFICA!

21 novembre 2009

FOTOGRAFICA + PASSION & PROFESSION

due appuntamenti forse interessanti per chi vuole vedere/sapere/conoscere come lavoro e cosa faccio, dal vero.

il primo è all’interno di FOTOGRAFICA, la manifestazione dedicata alla fotografia presso il bellissimo spazio FORMA. di questa manifestazione ne ho già parlato in passato, perchè veramente lo merita: innumerevoli gli incontri tutti ad altissimo livello, i workshop, i corsi per bambini, le mostre, le presentazioni tecniche, i dibattiti e quant’altro… quest’anno sono coinvolto anche io, avrò del tempo a mia disposizione domenica 29 novembre nel tardo pomeriggio, nello sala delle vetrate. non anticipo nulla, ma dovrebbe venir fuori una cosa interessante…

il secondo appuntamento è invece all’interno di PASSION & PROFESSION, un’altra manifestazione della quale in passato ho parlato, perchè anch’essa è estremamente interessante: i suo propositi sono molto pratici, cercando di dare a chi incomincia questa professione gli strumenti reali per affrontarla con successo. insomma tanto arrosto e niente fumo. e anche qui quest’anno sono coinvolto io, con un corso il 12 dicembre

19 novembre 2009

MARTINA ON CORRIERE MAGAZINE

oggi allegato al corriere della sera il nuovo numero del corriere magazine, con la mia copertina e doppia interna fatta con la sempre bellissima e bravissima martina colombari.

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15 novembre 2009

L’ASSISTENTE

argomento non di poco conto: l’assistente fotografo.

la figura dell’assistente, sinceramente, è non poco sottovalutata. ad esempio nelle scuole di fotografia si insegnano tantissime cose (a volte abbastanza inutili, tipo sviluppo e fissaggio…) ma non si insegna come diventare un bravo assistente: è un po’ come se uno volesse fare il pilota di macchine e sapesse tutto sul motore ma non sapesse come aprire la porta per salire…

l’assistente invece è molto importante, perchè, se funziona, è il braccio destro del fotografo.

una premessa: è innegabile che chi fa l’assistente lo faccia per imparare delle cose, che si suppone gli siano utili quando sarà lui stesso fotografo. questo però non vuol dire una cosa, che sia lì solo per imparare. capita molto spesso che io riceva mail più o meno con questo testo: “buon giorno, sono un fotografo e non riesco a fare il fotografo come vorrei, mi piacerebbe venire da lei a fare l’assistente per imparare più cose possibili”. e no! non funziona così, mi dispiace: è l’assistente che deve essere utile al fotografo, non il contrario. altrimenti il denaro dovrebbe prendere un senso inverso rispetto a quello normale…

andiamo al dunque della cosa, cerco di spiegare, in maniera semplice e schematica cosa deve fare e sapere il buon assistente:

-prima regola, che le comprende tutte: tre secondi prima. esatto, 3 secondi prima, prima di tutto. il buon assistente deve pensare/fare/agire tre secondi prima che le cose accadano/servano/si incasinino. questa basilare regola è evidentemente la conseguenza del fatto che l’assistente deve far continuamente lavorare il cervello per pensare cosa starà per accadere per anticiparlo.

-regola che precede quella dei “tre secondi prima”, ma in maniera più vasta e completa: l’assistente deve sempre essere preparato su ogni evenienza e pensare a tutto ciò che accadrà. il bravo assistente non deve essere un pacco che si fa portare da una parte all’altra, non deve essere dominato dagli eventi, ma deve dominare gli eventi.

-per dominare gli eventi il bravo assistente deve essere preparato. preparato per affrontare le situazioni, i luoghi, gli eventi: se si va a scattare in montagna deve pensare a tutto ciò che in montagna potrebbe essere utile. ho detto tutto ciò che potrebbe essere utile. tutto vuol dire un infinito elenco di cose, che magari non serviranno a nulla, ma magari sì: scarpe calde e impermeabili, guanti, cappelli, sciarpe, tea caldo, coltellino multiuso svizzero, richiamo per cervi, cartina delle montagne, GPS per salvarsi…..e mille altre cose che magari potrebbero servire. facevo l’assistente (tanto tempo fà…) e con il fotografo con il quale lavoravo partimmo in aereo per la sicilia, verso palermo. troppo vento a punta raisi ed atterrammo a catania, dove noleggiammo un’auto per andare a palermo: io mi ero portato una cartina della sicilia, e grazie a quella arrivammo tranquilli beati a palermo…

-regola collegata alla precedente: se ci fosse una scuola di assistenti all’interno delle scuole di fotografia insegnerebbero una cosa fondamentale. che è forse una cazzata ma che fa cambiare l’approccio dell’assistente nei confronti del fotografo in maniera radicale: il bravo assistente dovrebbe avere sempre con se’ un marsupio/borsa con dentro delle cose. cose tipo?!? tutto! tutto ciò che c’è in quel marsupio potrebbe servire: nastri, corda, accendino, pinzette, mollette, pile, caricabatterie, matite, penne, coltellino……insomma di tutto e di più. se un assistente si presenta sul set in alta montagna con i moon boot e questo marsupio non è forse meglio del presentarsi con i mocassini e le mani vuote? e non è forse una cosa semplice che depone enormemente a suo favore? sicuramente sì, quello che però succede nella maggior arte dei casi è l’abbinata mocassini/mani vuote… non lo sapevate? adesso lo sapete

-il bravo assistente deve essere informato. una volta di pellicole e sviluppi, adesso di computer. un bravo assistente deve conoscere il MAC e PHOTOSHOP, come minimo. quando mi dicono che conoscono il MAC non faccio dei test compicatissimi, gli dico di fare una nuova cartella sulla scrivania. non ci crederete ma nella maggior parte dei casi cominciano ad andare a cercare in alto a sinistra verso la scritta FILE, e poi cercano e cercano…una nuova cartella si fà (ma voi lo sapete!) maiuscola/mela/N. se uno non sa questo non sa nulla. un ragazzo di vent’anni o poco più deve saperne di computer più di me! (da adesso in poi il test sulla conoscenza MAC sarà diverso, of course…)

-l’assistente è e deve essere l’ultima merda del gruppo. attenzione, dico questo con il massimo del rispetto. ma lo dico per essere il più chiaro possibile. ma così è. e solo avendo in mente questo le cose possono funzionare. ad esempio, a pranzo l’assistente deve essere l’ultimo a sedersi e il primo ad alzarsi. (mocassini, mani vuote e il primo a sedersi a tavola?: vaffanculo)

-inglese. you have to speak english.

-piccola cosa ma importante: MAI le mani in tasca. MAI

-non puntuali. dieci minuti prima

-questa riguarda gli assistenti ma, ovviamente, anche i fotografi. sembra banale ma non lo è: deve piacere la fotografia. pensa te! ma non è così scontato. soprattutto nel caso di un fotografo come…me. se un assistente mi fa da assistente soprattutto perchè gli piace andare in posti esotici, perchè gli piace la figa, perchè pensa di divertirsi…proprio non ci siamo. a me piace fotografare le bellezze di max in egual misura di quanto mi piace fotografare i bambini di miss blumarine. veramente. perchè mi piace innanzitutto fotografare e fare delle belle fotografie. lo stesso deve valere per l’assistente. (mocassini, mani vuote, primo a sedersi, no english e pazzo per la figa?: be’, lo sapete…)

-a cascata dalla precedente, il bravo assistente deve conoscere la fotografia. e deve conoscerla meglio di me! deve conoscere la nuova fotografia cinese, che io non conosco, ad esempio. oltre a conocere, ovviamente, diane arbus e guy bourdin…

-eliminare dal proprio vocabolario: “no”, “non lo so”, “non mi ricordo”…insomma tutte le frasi che cominciano con la parolina “no”

-una parola è poca, due sono troppe

-ok, temo che adesso io vada oltre all’aspetto prettamente “fotografico”, ma fare l’assistente, e quindi il fotografo, molto spesso va ben oltre all’aspetto prettamente “fotografico”: il bravo assistente deve mangiare a tavola in maniera educata. e già, io la penso così. fare il fotografo è uno strano, stranissimo mestiere, dove si passa dal stare e confrontarsi con delinquenti cubani, allo stare e confrontarsi con capi di stato. bisogna un po’ essere pronti a tutto. e in questo contesto il mangiare a tavola in maniera educata è, credetemi, una cosa importante. tra un’assistente fantastico con photoshop ma che mangia come un’animale e un’altro che photoshop non sa cosa sia ma mangia educatamente io preferisco di gran lunga il secondo: photoshop si impara sempre, l’educazione è già più difficile…

per ora non mi viene in mente altro. sappiate che fare bene l’assistente è l’unica maniera concreta di diventare un bravo fotografo. alla fine il bravo assistente è colui che fa ciò che farebbe se fosse lui il fotografo. è quindi una palestra formidabile per imparare ciò che prima o poi, se mai diventerà tale, sarà indispensabile sapere.

PS: ho come l’idea che questo testo sarà stampato e messo sotto il naso a molti aspiranti assistenti. fate pure. regalatemi, o molto meglio, regalate un pezzo di itunes a chi volete bene per ogni copia che stamperete…

PS #02: il caro amico toni thorimbert dà anche lui un contributo, molto interessante, sull’argomento: ovviamente sul suo blog

9 novembre 2009

LA VELOCITA’

non sono così sicuro di avere altre qualità, ma una (da fotografo…) sicuramente ce l’ho: sono veloce.

tempo fa ho avuto anche il piacere, su un celebre set, di trovare un meraviglioso regalino, questa maglietta:

world_fast_photographer

a parte la t-shirts di sports ho altre quattro immagini da mostrare, qui sotto. grazie ai metadati possiamo vedere l’ora e i minuti esatti nei quali sono state scattate. eravamo in africa, in una situazione anche non molto tranquilla e serena (militari che controllavano/sbirciavano perchè eravamo in un posto dove non saremmo dovuti stare), e la modella non era proprio una modellina qualsiasi, ma un personaggio, cosa che da un lato rendeva le cose più facili (bravissimissima lei, davanti alla macchina fotografica…) ma dall’altro le complicava (ovviamente non poteva cambiarsi in mezzo al spiaggia davanti a tutti, e quindi vai avanti ed indietro dal pulmino…).

ecco le quattro immagini:

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tra il primo scatto e il secondo ci sono 7 minuti, tra il secondo e il terzo 4 minuti, tra il terzo e il quarto 6 minuti e tra il quarto e il quinto 6 minuti. cambio di costume compreso.

scusate il pippotto egocentrico, ma volevo “dimostrare” concretamente, anche a chi non mi conosce sul campo, la prima riga di questo post.

andiamo adesso al succo della cosa: la velocità con la quale un fotografo lavora quando scatta.

io penso sia una cosa veramente importante. innanzitutto è già di per sè una qualità, da tutti apprezzata, dalla modella, dal cliente, dalla redattrice, dal trucco&capelli…da tutti.

se poi la foto che farete è una cagata (e fidatevi di me, è una cagata…lungi da me denigrare il lavoro di chi non conosco, ma essendo il 99% delle foto che si vede in giro delle cagate [comprese le mie!] è altamente probabile che lo sia anche la foto che state per fare…) conviene almeno farla in poco tempo! almeno una qualità l’avrà!

a parte gli scherzi, vengo al dunque e alla parte importante: scattare velocemente vuol dire avere le idee chiare.

scattare velocemente vuol dire sapere esattamente nella propria testolina cosa si sta facendo.

scattare velocemente vuol dire aver privisualizzato la scena esattamente.

scattare velocemente vuol dire non andare per tentativi.

scattare velocemente vuol dire aver avuto prima di scattare delle idee.

scattare velocemente vuol dire essere sicuri di ciò che si sta facendo.

quindi: lo scattare velocemente non è solo essere veloci, ma è un segnale importante che ciò che state facendo funziona, ed ha le caratteristiche per essere, eventualmente, anche una cosina fatta bene.

datemi retta: siate veloci, è già un ottimo indicatore di qualità…