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  • 28 aprile 2015

    LA FOTOGRAFIA E ELLE DECOR

    Quando qualcuno mi chiede della mia professione scatta sempre, inevitabile, una domandina: “fai il fotografo?!? figo! e fotografo di cosa?”. A quel punto, altrettanto inevitabilmente, vengo colto da paresi, mi blocco e non so cosa dire.

    Perché vengo, in un lampo, catapultato nel dover pensare a che tipo/genere di fotografia io sia solito fare: il fatto è che non lo so neanche io. Veramente.

    -non mi sento un fotografo di moda. I fotografi di moda devono necessariamente appartenere ad un codice condiviso dove si deve avere la certa modella, il certo trucco/capelli, quell’accessorio che è giustissimo visto alle ultime sfilate di Londra: tutte cose alle quali non sono certo indifferente (trovo che l’abbigliamento sia un linguaggio molto importante, tra quelli che abbiamo a disposizione, e la storia del costume possa raccontare la nostra evoluzione più e meglio di tanti parametri ) ma che non penso siano qualcosa che veramente mi appartiene.

    Nonostante questo ho spesso fatto e faccio fotografie di Moda, con grande piacere. Ecco tre esempi:

    celynb3

    SEV annD AI0708 giacca nera finestra

    SEVENTY1

     

    -non mi sento un fotografo pubblicitario. I fotografi pubblicitari sono grandi tecnici che riescono in maniera quasi scientifica a realizzare le idee (spesso folli) degli art director. Non è facile, non è facile per nulla. No, io non sento di avere le capacità tecniche e organizzative per pensare di fare fotografia pubblicitaria. Dai! Io che, normalmente, mi presento con il 50 mm e nient’altro! Però tanta bella Fotografia pubblicitaria, negli anni, l’ho fatta. Ecco qualche esempio:

    coin_01

    FERRARI ADV-1

     

    Jager

    NSC LAST_CAMPAGNA

    PGAZ_3DWhite_MasterA210x275_3

    UPB tai chi

    UNICREDIT LAY OUT

     

    Immagine 3

    UNICREDIT

     

    -non sono un fotografo di ritratti. il fotografo ritrattista penso sia colui che realizza praticamente quasi solo ritratti, cercando e volendo avere nel suo archivio ritratti di tutti, tutti quelli all’interno di un certo ambito, ad esempio la musica.

    Qualche bel ritratto, istituzionale però penso di averlo fatto. Alcuni esempi:

    Armani:Vogue Germania

    Giorgio Armani

     

    G.Ferré-Vogue Germania

    Gianfranco Ferrè

     

    Andrea De Carlo:Vogue Germa

    Andrea De Carlo

     

    Alberta Ferretti

    Alberta Ferretti

     

    -non sono un fotografo artista: sono convinto di essere un semplice artigiano. Qualche lavoro, però, dove penso ci sia una parte intima e profonda di me penso di averlo realizzato, tipo questo:

    Senza titolo-1

    -tanto meno mi sento di essere un fotografo concettuale, però a volte mi diverto ad usare la macchina fotografica per fare una sorta di fotografia concettuale, tipo questa:

    IMG_3571

    -non sono certo un fotografo di reportage: trovo sia una cosa troppo complessa e complicata per essere realizzata con correttezza ed etica. Ma qualche storia, attraverso la mia macchina fotografica, forse sono riuscito a raccontarla. Come ad esempio in questo caso, dove il corpo umano viene usato come fosse spazzatura:

    CZ8Q3988

    -non mi piace granché essere identificato come fotografo di nudo, trovo sia una maniera di fotografare superficiale e vuota. Nella maggior parte dei casi quello che interessa al fruitore è la presenza di una bella gnocca che mostra le tette: non mi interessa. Ma ho fatto tanto nudo, orgoglioso di averlo fatto. Come in questo caso:

    BENEDUSI_02

    BENEDUSI_04

     

    -non voglio essere considerato neanche un fotografo che scatta bambini, a parte che non so come fanno quelli che fanno solo bambini a non uscire pazzi. Fotografare bambini, a piccole dosi, però mi piace, godendo di avere a che fare con situazioni che cerco di rendere il più vere e naturali possibili, tipo questa:

    111E2793

    -non sono certo fotografo di matrimonio, ma quando qualche amico me lo ha chiesto mi sono molto divertito a raccontare il matrimonio in maniera più vera e naturale possibile, tipo così:

    111E4131

    -non sono certo fotografo di still-life, la precisione e lo scrupolo necessari sono all’antitesi del mio carattere, ma mi è capitato di fotografare “nature morte” e mi piace tantissimo:

     

    111E3251

    -non mi piace essere considerato fotografo di personaggi, trovo che voler fotografare personaggi famosi sia un po’ una cosa da cretini: ma l’ho fatto e lo faccio con grande piacere, orgoglioso di meritare la loro fiducia. tipo, ad esempio:

    CopertinaSW2012

     

    Tutta questa infinita premessa per arrivare al punto: non penso di essere neanche un fotografo di architettura. Il fotografo di architettura  deve, per forza, essere colui che conosce quel linguaggio alla perfezione (l’architettura!), magari essere laureato in una facoltà che contempli quegli studi…insomma è una faccenda molto complessa davanti alla quale mi sento piccolo e ignorante.

    Però fotografare gli spazi, gli ambienti e le persone che ci vivono mi piace molto. Soprattuto in questo periodo. Realizzare una fotografia precisa, scientifica e rigorosa ma non per questo fredda, cinica e distaccata.

    È un grande onore e piacere, quindi, avere due servizi su Elle Decor ora in edicola, compreso il servizio di copertina:

    ELD_04_2015_Cover

    La bellissima casa di Alessandra Marino a Roma:

    Casa Alessandro Marino_4_2015-1

    Casa Alessandro Marino_4_2015-2

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    Il nuovo ristorante di Filippo La Mantia a Milano:

    EDI_4_2015_LaMantia-1

     

    EDI_4_2015_LaMantia-3

    EDI_4_2015_LaMantia-4

    Redazionali di Elle Decor realizzati con l’indispensabile supporto della caporedattrice Rosaria Zucconi.

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    Ecco, questo è quanto.

    Ma lo sapete un segreto, che è poi la sintesi di tutto questo lungo e arzigogolato post? Che per me fotografare un mazzo di fiori, un bambino, la Canalis, Armani, la grande ADV, Martina Colombari, un corpo nudo e…una casa…per me è esattamente la stessa cosa, e fotografo tutte queste cose nella stessa, identica, precisa maniera. Tutto qui.

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    23 aprile 2015

    WORKSHOP E INCONTRI aggiornato

    WS_VENEZIA

     

    Se siete abituati ai workshop dove un gruppo di assatanati (in senso letterale, posseduti dal demonio) fotografano una poveretta in reggicalze e perizoma affianco ad una finestra/sdraita su un letto/in una fabbrica abbandonata…ecco i miei workshop NON sono per voi. Da me è più facile, come è successo ai Tre Oci a Venezia qualche tempo fa, che gli allievi nudi scattino alle modelle vestitissime, anzi con tute bianche da pittore: può succedere anche questo, come da testimonianza fotografica qui sopra.

    La storia dei workshop continua per me ad essere misteriosa. Continuo a non capire come sia possibile che gente che non sa fare possa insegnare: mistero dei misteri!

    Ovviamente ci sta che chi non ha la più vaga idea di come realizzare le cose pensi opportuno di insegnare come si faccia (‘ogni buco di culo si guarda allo specchio e vede Giove.’ cit. Celine) ma il mistero è quelli che ci vanno. Ok, costa magari poco e si intravede un po’ di figa. E poi l’idea di andare ad imparare da uno che ne sa quanto o addirittura meno di noi è forse la scorciatoia migliore per sentirsi dei fighi pazzeschi: ma tutto ciò, non è, forse, inutile?

    Capisco però che, in mezzo ad un’offerta quasi infinita, si abbiano dubbi e incertezze su quale workshop scegliere. La soluzione è semplice, semplicissima! È la stessa che si applica per le ricerche scientifiche. Veramente! In fondo chiunque può uscire e dire che ha trovato la nuova teoria per il big-bang e volerlo insegnare agli altri, così come chiunque può dire di sapere come si fotografa e di volerlo insegnare agli altri. E per capire la differenza tra un ciarlatano e uno che ha l’autorevolezza per parlare e quindi insegnare è, in entrambi i casi, una semplice parolina: PUBBLICAZIONE. Tutto lì! È semplicissimo! Se uno scienziato non ha mai pubblicato le sue teorie su SCIENCE le sue teorie non valgono un beato cazzo, tipo scie chimiche e ‘ste strozzate qui. E se un fotografo non ha mai pubblicato un cazzo, indovinate un po’?!? ;-)

    Quindi non avete scuse, adesso sapete come fare: se un fotografo non ha mai pubblicato da nessuna parte (no, due servizi dati gratis di tipe con le tette di fuori su “giornali” on-line non vuol dire aver pubblicato…) non ha la vaga idea di cosa stia parlando. Se avete voglia di andare ad imparare da lui…

    Tutto questo preambolo per parlare della stagione dei workshop ed incontri, che sta per incominciare.

    Tutto questo preambolo non è per dire “venite ai miei workshop”. No.

    Tutto questo preambolo è per dire che i workshop giusti possono essere estremamente utili per imparare la buona fotografia: andate nei workshop giusti.

    Per quello che riguarda me, non sono così sicuro di poter consigliare i miei workshop a cuor leggero: non sono per nulla divertenti. Chiedete a chi li ha frequentati. Figa se ne vede poca. Praticamente in ognuno dei miei workshop uno degli allievi scappa a gambe levate. Sempre! Inevitabilmente. Chi viene in un mio workshop viene per mettersi fortemente in gioco, così come faccio io. Si viene per imparare non a fotografare, ma per imparare una formula che può essere utile per fotografare. Tutto qui.

    Se, nonostante tutto, aveste voglia di frequentare uno dei mie incontri, ecco, in ordine temporale, dove potete venire:

    -6 maggio a Genova a Palazzo Ducale un incontro gratuito INFO

    -16/17 maggio a Padova INFO

    -28/29/30 maggio a Bari, dall’amico Cosmo Laera INFO

    -6/7 giugno alla bellissima casa della Fotografia di Venezia, i Tre Oci INFO

    -16/17/18 luglio in un classico dell’estate, dall’adorato Franco Fontana, a Massa Marittima, insieme a Oliviero Toscani: ci sarà da ridere INFO

    -23/24/25 luglio Design in Town INFO

    grazie a Arianna e Magena, le modelle della fotografia che illustra questo post!

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    9 aprile 2015

    BIBBIENA

    A Bibbiena, bella cittadina toscana (bellissima la parte vecchia, bruttissima la parte anni ’70, e allora facciamo la media con bella), esiste da tempo Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore, una realtà che onestamente non conoscevo. Sbagliando! Perché chi ama la Fotografia deve assolutamente conoscere questo centro per la Fotografia di qualità, creato e gestito veramente in maniera meravigliosa: bravi tutti!

    Lo scorso week-end si è lì inaugurata una mostra curata da Giovanna Calvenzi e Claudio Pastrone, dedicata alla fotografia realizzata con l’iPhone, alla quale ho avuto l’onore di partecipare anche io, insieme ad un’ottima compagnia di fotografi: abbiamo fatto bene a fare il viaggio, ne è veramente valsa la pena. Nella conferenza di apertura era presente anche Michele Smargiassi, che, insieme a Giovanna e Claudio, ha tenuto un discorso veramente interessante e profondo sull’uso delle nuove tecnologie al tempo della condivisione assoluta.

    Giovanna, giustamente, ha voluto esporre le mie immagini del mare. Le mie ossessioni fotografiche dedicate al mare.

    Qualche immagine del posto (un ex carcere con ciascun autore in una cella) e dell’inaugurazione:

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    catalogo veramente molto bello:

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    Insomma, tutto ottimo. La mostra rimane aperta fino al 2 giugno: merita proprio una visita, ve lo straconsiglio.

    PS_01: due (tre con questo) post scriptum che poco hanno a che fare con ciò di cui sopra.

    PS_02: abbiamo mangiato un ottimo brasato al ristorante Tirabusciò. Straconsiglio pure quello.

    PS_02: nelle stradine del vecchio paese c’era una vecchia sede del Partito Socialista Italiano (ma esiste ancora?) con dentro i garofani, le fotografie di Craxi, i vecchi numeri dell’Avanti…una cosa che mi ha fatto quasi tenerezza.

    IMG_7874

     

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    30 marzo 2015

    MISS BLUMARINE ADV SS 2015

    La nuova campagna e catalogo Miss Blumarine per la primavera estate 2015.

    Tutta scattata con 50 mm e in jpg, senza usare alcun pannello o riflesso.

    Dopo le immagini anche un video backstage, curato da Pasquale Ettorre.

    IMG_1874

     

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    MISS BLUMARINE SS 2015 BACKSTAGE from Settimio Benedusi on Vimeo.

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    26 marzo 2015

    CLUB MILANO MAGAZINE

    CLUB_MILANO

     

    sul numero in edicola della bella rivista Club Milano un’ottima intervista di Andrea Zappa.

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    17 marzo 2015

    LA FOTOGRAFIA DI MATRIMONIO

    photo Janneke Storm

    photo Janneke Storm

     

    E’ vero: i fotografi di matrimonio vengono spesso e volentieri guardati da quelli che fanno moda e pubblicità dall’alto in basso. Una specie di grado zero della fotografia professionale.

    Ovviamente è una stupida generalizzazione, ci sono ottimi fotografi che fanno ottimi servizi fotografici di matrimonio: il primo che mi viene in mente, qui in Italia, è Marco Onofri, che realizza Fotografia di vari generi ma non disdegna di fare anche matrimoni, secondo me in maniera meravigliosa.

    Marco a parte la maggior parte dei matrimoni che vedo fotografati li trovo terrificanti. E già!

    Cerco di essere costruttivo e non solo inutilmente e genericamente distruttivo. Terrificanti perché? Perché trovo che siano nella maggior parte dei casi realizzati con un enorme, macroscopico, evidente difetto: l’invadente presenza del fotografo. Succede infatti che il matrimonialista (che termine orrendo!) abbia un preciso atteggiamento: quello di segnare il territorio con effetti mirabolanti per urlare al mondo intero che lui era lì, a fare le fotografie. E quindi giù grandangolari, effetti speciali, punti di vista strani, flash…tutte cose che fanno la loro porca figura, tutte cose che aiutano a fare una fotografia clamorosa, in una certa maniera anche bella, ma che hanno, dal mio punto di vista un enorme, grave, imperdonabile difetto: nascondono il vero racconto, che è il matrimonio.

    E’ come se il fotografo dicesse “hey, guarda come sono bravo!” e non “cazzo che bel matrimonio!”: sono due racconti molto diversi che vogliono un linguaggio molto diverso.

    Spero di essermi spiegato.

    Tutti questi ragionamenti sono frullati nella mia testa guardando un servizio di matrimonio che mi è piaciuto veramente molto. Come e forse anche più di un bel servizio di moda di qualche blasonato giornale.

    Perché, ovviamente, i generi non vogliono dire nulla: l’unica differenza è tra i servizi fotografici buoni e quelli che buoni non sono. Tutti qui.

    Dimenticavo! Il servizio è questo.

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    16 marzo 2015

    FLAVIA PADOVAN SWIMWEAR

    Stampato il catalogo della campagna primavera/estate 2015 Flavia Padovan che abbiamo scattato a Capri.

    Siamo stati ospiti del Capri Tiberio Palace, un albergo veramente meraviglioso, con una cura dei dettagli e un servizio ineccepibile (non mi paga nessuno per dirlo, è vero).

    Guest star Margot Ovani.

    Trucco e capelli Marco Terzulli.

    Producer Francesca Picciafuochi the great.

    Le immagini:

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    Video backstage:

    FLAVIA PADOVAN BACKSTAGE from Settimio Benedusi on Vimeo.

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    12 marzo 2015

    IMPERIA #03

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    Dopo il mio primo intervento sulla mia città natale, dopo il secondo, eccoci al terzo, stimolato da una simpatica letterina che un anonimo ammiratore ha voluto spedirmi a casa.

    Non sono cose belle.

    Non che non siano belle le critiche (penso possano essere comunque utili, dopo anni di blog sono abituato), quello che non è bello è che arrivino in maniera anonima (e sì che anche a questo anni di blog avrebbero dovuto abituarmi).

    Quando ho scritto il mio primo post ovviamente non pensavo potesse scatenarsi tutto questo marasma.

    Era un semplice grido di dolore per una città che, comunque, amo. E dove non è escluso passerò la vecchiaia: per puro egoismo vorrei che allora (tra un po’ di anni!) sia meglio di come la si vede oggi.

    Per l’ennesima volta ribadisco che NON voglio dare la colpa a nessuno: perché sono convinto che la colpa, in primis, sia nostra mia: non vorrei anzi che i miei sfoghi venissero confusi con lo sport del quale forse gli imperiesi sono campioni del mondo, il mugugno. Chi mugugna si lamenta, ma non fa un belino. C’è chi mugugna e chi fa: io preferisco essere nella categoria di coloro che fanno.

    Insieme alla simpatica letterina anonima ho ricevuto anche tanti attestati di stima, ma soprattutto la mia sensazione è stata di essere colui che, quasi inconsapevolmente, ha scoperchiato il vaso di Pandora.

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    E quindi?

    E quindi è forse veramente l’occasione giusta per realizzare qualcosa per la città di Imperia.

    Non CONTRO la politica, ma CON la politica. Perché che le strade siano pulite, che ci siano opportunità di bellezza e creatività per tutti, che avvengano delle cose utili e pure belle, che venga valorizzato il nostro olio, eccetera eccetera…non sono cose di sinistra o di destra: sono valori che devono appartenere a tutti.

    Ci fossero dei dubbi, NO, non ho alcuna intenzione di entrare in politica: come ho detto sono refrattario anche alle assemblee di condominio.

    Quello che mi piacerebbe fare è una tavola rotonda con le persone della società civile che possono dare un contributo di idee e stimoli. Mi piacerebbe che si facesse all’interno della Palazzina Liberty, con telecamere che mandino in streaming tutto ciò che si dirà. Stefano Senardi è al mio fianco in questa iniziativa, dalla quale si vorrebbe uscisse una sorta di manifesto programmatico delle cose da fare: sarà poi compito della Politica che queste nostre idee vengano recepite e applicate.

    Stiamo facendo una lista delle persone, e ce ne sono tante, che hanno viaggiato, che conoscono il mondo, che hanno delle idee, che hanno delle visioni. Persone che abbiano un valore per la città: in questo frangente ne sto scoprendo molte.

    Chiunque voglia offrire non tanto la propria candidatura ma soprattutto le proprie competenze scriva per favore una mail a info@benedusi.it mettendo nell’oggetto IMPERIA.

    Un posto solo, in questa assemblea, è assicurato: quello di colui/colei che ha scritto la letterina anonima. La tua sedia è lì, pronta per te. Il tuo parere verrà ascoltato, perché io sono aperto a tutti, anche a chi critica: ci sarai?

     

    PS:

    non male il commento di Camilla Baresani, giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, alla letterina anonima da me messa su Facebook: una turista in meno (autorevole!) per Imperia. Figo, eh?

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    10 Commenti »

    10 marzo 2015

    CIBO E FOTOGRAFIA

    Che mi piaccia il cibo forse si è capito (non è che semplicemente mi piace mangiare bene, ma trovo che il cibo sia uno strumento molto importante e utile per conoscere e capire il mondo) così come mi piace avventurarmi in paragoni e similitudini tra la Fotografia e il Cibo (che hanno molti più punti in comune di quanto si possa pensare): inevitabile quindi che succedesse che qualcuno pensasse opportuno che io dicessi la mia autorevole (è ironico) opinione sul rapporto tra Cibo e Fotografia.

    Visto che ci sono parlerò anche della relazione tra l’aumento delle antenne sui tetti e la diminuzione di consumo di giuggiole da parte degli italiani tra i 20 e i 30 anni.

    E come perdere l’occasione di sottolineare del rischio mortale rappresentato del Monossido di Diidrogeno, che, ricordiamolo, uccide se inalato, (anche in piccole quantità), allo stato gassoso è anche responsabile di gravi ustioni, è tra le principali cause dell’erosione del suolo, è in grado di corrodere ed ossidare diversi metalli, è tra le cause dei “cicloni killer”, viene ampiamente usato negli impianti di produzione dell’energia nucleare, insomma giusto approfittare della ghiotta opportunità per mettere in guardia tutti da un prodotto che tra l’altro è enormemente diffuso sul pianeta e che usiamo (ingerendolo!) tutti i giorni.

    Tutto ciò avverrà giovedì 12 marzo alle 18:30 negli spazi dell’Expo Gate all’interno delle manifestazioni dell’Expo. Il tutto organizzato e gestito da Soup Opera.

    Io cucinerò il mio minestrone!

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    7 marzo 2015

    IMPERIA #02

    Il mio precedente post evidentemente ha colto nel segno, avendo provocato una valanga (onda, meglio) di risposte e reazioni: vedo che solo sul rimando su Imperiapost ci sono più di mille apprezzamenti su FB, con relativi infiniti commenti e condivisioni. Bene! Diciamo che almeno è stato creato un dibattito, che se civile ed intelligente non può che essere utile per tutti. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto commentare e condividere il mio pensiero. Grazie!

    La prima risposta al mio articolo arriva dal sindaco di Imperia, Carlo Capacci, che ringrazio per l’attenzione. Comincio a rispondere proprio a lui: per rispetto del ruolo e per amicizia.

    Caro Carlo, incomincio dalla fine della tua lettera: quando qualcuno mi chiede con quale esposizione io ho fatto una certa fotografia sai io cosa rispondo? Che quella fotografia è stata realizzata con un tempo di esposizione di 1/125 di secondo + 30 anni… ;-)

    Tu Carlo sei un valido imprenditore che ti sei buttato (con voglia e coraggio ammirevoli) in politica: io sono refrattario anche alle assemblee di condominio. E poi penso che per lavorare sul territorio in maniera positiva si debba vivere in loco e capirsene degli argomenti di cui si parla. Ti ringrazio quindi della tua offerta ma preferisco non accettare. Sono comunque a disposizione, sugli argomenti che conosco, per dare un mio contributo attivo alla città.

    E qui veniamo alla seconda risposta, da parte di Maurizio Rainisio: realizzare ciò che faccio io, come lo faccio io, a Milano e in giro per il mondo è impossibile venga realizzato ad Imperia. Non facile o difficile, impossibile. Si potrebbero fare altre cose, inerenti al mio campo e alle mie competenze. Ad esempio è forse bizzarro che io insegni fotografia e comunicazione a Massa Marittima, con compagni di viaggio prestigiosi come Franco Fontana, Giovanni Gastel, Oliviero Toscani…e non faccia nulla ad Imperia. Se ne può parlare! Vorrei comunque far notare, perdonami Maurizio, che ho realizzato due mostre, durante forse l’unico momento veramente internazionale della nostra città, le Vele D’Epoca (manifestazione che dimostra che se si vuole le cose si possono fare e pure bene…),  che ho progettato non come momento di vanagloria personale, ma come possibilità di fare qualcosa per la città: nella prima mostra ho voluto rendere omaggio al nostro mare, facendolo vedere come forse mai è stato visto, con una immagine che poi ho donato alla Biblioteca di Imperia. In quella occasione ho tenuto anche un bellissimo (e gratuito!) workshop di Fotografia per bambini. Per la seconda mostra mi sono ancora più messo da parte, non esponendo alcuna mia fotografia ma cercando di coinvolgere la città, con un’operazione che è stata importante e commovente. Sarai d’accordo con me che sarebbe stato più facile, più efficace e più egocentrico riempire i vari spazi messimi generosamente a disposizione con le varie Canalis, Colombari, Belen, Satta…che ho fotografato nella mia carriera.

    Comunque, quello che non vorrei è che la cosa finisse in mugugno generalizzato con l’eterna e infinita certezza che la colpa è del Sindaco, di quelli di Oneglia, di quelli di Porto, dei Marocchini, di quelli del piano di sotto, di quelli del piano di sopra: no, la colpa è solo ed unicamente nostra. Mia e tua, tu che stai leggendo queste righe.

    Come ho detto altre volte io sono e rimango a disposizione per fornire ciò che costa poco ma è molto utile: idee, conoscenze e competenze.

    Spero tutto questo marasma sia servito. E’ vero, ho usato parole forti, ma nella speranza che il messaggio passasse e arrivasse a destinazione: è questo il mio mestiere, è questo per il quale mi pagano, non semplicemente fare dei click con una macchina fotografica, ma fare in maniera tale che, a volte con una macchina fotografica a volte anche senza, dei messaggi e dei contenuti arrivino a destinazione.

    Per quello che mi riguarda reputo, scusate la presunzione, il messaggio arrivato, perché mi basta ricevere una mail come questa per avere la sensazione che tutto questo scrivere non sia stato tempo perso:

    Ciao Settimo ho letto il tuo post e purtroppo lo condivido. Ieri sera abbiamo fatto una riunione con i rappresentanti dei diversi circoli, comitati ecc del parasio per cercare di sincronizzare gli eventi e magari crearne di nuovi. Si sono resi disponibili Circolo Parasio, CIV Porto Maurizio, Comitato Sottotina, Confraternita di San Pietro e Confraternita di San Leonardo, Don Ivo. Mi mancano le Caterinette e il circolo di via Carducci. Come dicevi qua le persone sono molto campaniliste ma per me il fatto che si siano radunati e abbiano cenato e deciso per un’organizzazione orizzontale è un gran risultato. Detto ciò ti chiederei se fossi disponibile ad aiutarci. Io sono solo una residente del Parasio che è stata assente per lunghi anni e per questo resta shoccata, come te, da questa realtà. Spero vorrai darci una mano. Grazie. T.

    (gentile T. sì, ci sono. Settimio)

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