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  • 25 gennaio 2016

    RACCONTO DI NATALE

    Come si evince dal titolo questa è una cosa che ho scritto lo scorso Natale. L’ho scritta e postata allora su qualche social. Ma voglio che sia anche qui, nel mio luogo.

     

     

    Racconto di Natale

    Si svegliò in un letto freddo, illuminato solo dalla gialla luce del lampione della strada su cui affacciava la sua squallida stanza.
    I vestiti sulla sedia erano quelli del giorno prima.
    Se li rimise ed uscì, per cercare qualcosa da mangiare. 
    Ma era il giorno di Natale. Tutto chiuso. Tutti nelle loro calde case, illuminate dalle luci delle feste e scaldate dagli affetti di una vita.
    Entrò nell’unico posto aperto, un bar gestito da cinesi.
    Chiese un toast. Chiese una zuppa. Almeno un cazzo di involtino primavera. Niente. Chissà perché tenevano aperto.
    C’era un quotidiano aperto.
    Lo sfogliò, e l’occhio si posò su un annuncio.
    Lo lesse.
    “Vendesi: scarpine per neonato, mai indossate”
    Si mise a piangere, uscì e tornò nella sua squallida stanza.

    Settimio Benedusi
    (omaggio a Ernest Hemingway)

     

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    18 gennaio 2016

    LUISA VIA ROMA

    Una realtà pazzesca quella di Luisa Via Roma, veramente! Bravi tutti.

    Sarebbe da fare un discorso serio, provo a farlo.

    L’informazione moda dovrebbe essere libera ed indipendente, e fatta per informare il lettore di ciò che succede e soprattutto succederà nel panorama della moda. Dovrebbe, esatto. Perché, lo sanno anche i sassi, così non succede.

    Perché i referenti dei giornali non sono i lettori ma gli inserzionisti. Motivo per cui i giornali (non tutti, ma molti sì) fanno sempre più cagare: non si realizza il buono, il giusto e il bello, ma ciò che serve per acquisire e tenere il cliente pubblicitario.

    Detto in parole semplici: se il maglificio MAGLIEFELICI è inserzionista di un certo giornale quel certo giornale deve pubblicare nei propri redazionali le celeberrime maglie realizzate con lana di topo intrecciata con cioccolatini al latte e fili di ferro arrugginito. DEVE! E deve pure dire che sono il must della prossima stagione e che chi non le compra è una poveretta out che non capisce un belino! Così funziona. E il risultato, lo ribadisco, è che i giornali fanno cagare.

    L’ossimoro assoluto, il corto circuito totale è che una struttura come Luisa Via Roma, nata come negozio e quindi con un unico e semplicissimo obiettivo (VENDERE!) si ritrova ad essere un vero veicolo di informazione, libera ed indipendente. Incredibile ma è proprio così! Perché cosa succede: che il celeberrimo negozio fiorentino (diventato ora un importantissimo eCommerce) si ritrova a fare (loro sì!) vera informazione, libera ed indipendente. Perché? Perché hanno un solo scopo, vendere, e non informare: e questo, per assurdo, li rende liberi.

    Ciò che avviene è che, avendo i magazzini con il meglio del meglio della moda, degli accessori e del design (e quindi non parliamo di MAGLIEFELICI, ma di BALMAIN) decidono di realizzare degli editoriali dove l’unico obiettivo è realizzare qualcosa di bello: cosa che i giornali hanno completamente dimenticato come fare.

    Insomma, una modifica della struttura della comunicazione molto interessante, che trovo meriterebbe un’analisi migliore e più approfondita della mia…

    Conosco tutto ciò bene perché ho realizzato recentemente uno di questi progetti editoriali. E’ stato molto bello, veramente. Eccolo:

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    Stylist: Valentina Guidi Ottobri @luisaviaroma
    Hair and Make-up: Alessandra Poli
    Model: Olha Monchar @mpmanagement
    Assistants: Francesca di Gregorio, Camilla Prandoni @luisaviaroma

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    13 gennaio 2016

    SHOOTING: LA BENEDUSI APP

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    Con ingiustificato ritardo è finalmente pronta la versione aggiornata della mia APP, con una terza e nuovissima puntata.

    Per chi non ne sapesse nulla è una applicazione per iPhone che fornisce delle lezioni di fotografia, ma soprattutto la possibilità di scattare virtualmente su un mio set, con una mia modella, la mia luce, le mie impostazioni di massima: quello che uno deve fare è solo CLICK! pigiando sullo schermo del telefonino. Una maniera veloce, semplice ed indolore per imparare in ogni puntata qualcosina di semplice ma importante, e provare poi ciò che si è imparato subito, scattando!

    L’applicazione è gratis, si paga solo l’ultima e più recente puntata, realizzata con Paola Turani, la modella de Berghem, meravigliosa nella sua semplicità.

    SHOOTING si può scaricare qui.

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    28 dicembre 2015

    L’ANGELO DI MILANO

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    Anche quest’anno ho avuto l’onore di realizzare la pagina di Natale del Corriere della Sera di Milano. Abbiamo voluto questa volta non affrontare un racconto dedicato al sociale, come è stato fatto l’anno scorso o l’anno prima, ma, probabilmente ce n’è bisogno, volgere l’attenzione e lo sguardo verso il sogno, la fantasia, l’immaginazione.

    Abbiamo voluto raccontare quindi di una meravigliosa creatura che, dicono, si aggira per il centro di Milano nella notte di Natale. Dicono. Siamo andati con la macchina fotografica a verificare…

    Questa la pagina del Corriere:

    IMG_2458

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    Questo il mio testo che accompagnava le immagini:

    Corriere della Sera

    Natale 2015

    L’ANGELO DI MILANO

    Si crede, nella maggior parte dei casi, che la fotografia sia solo, o soprattutto, capace di riprodurre la realtà: purtroppo, o per fortuna, non è così. La fotografia più che riprodurre la realtà con fedeltà riproduce l’idea che l’autore ne ha; e permette di riprodurre e raccontare visioni che, pur avendo origine dal reale, trovano nell’immaginazione e nel sogno una loro singolare concretezza.

    Ed è esattamente ciò che è successo in queste immagini, che trovano origine nel desiderio di usare la macchina fotografica per mostrare una magia che pochi nottambuli hanno il privilegio di vedere: il Duomo illuminato dalle luci natalizie ma deserto nella notte profonda.

    A questa realtà abbiamo voluto aggiungere il sogno, la fantasia, l’irreale, inserendo un Angelo, che si muove morbido e flessuoso, con il corpo di una giovane ballerina, Giuvi.

    Tutto è vero, ovviamente!

    Non ci sono fotomontaggi, non c’è photoshop.

    Giuvi era lì, l’altro ieri notte a muoversi e danzare in una piazza del Duomo notturna e deserta.

    Ma tutto ciò in queste fotografie si trasforma, e una nuova realtà viene immaginata e creata: un Angelo, portatore di luce e pace, si aggira per la città. Regala per quei pochissimi che sono lì ad ammirarlo la propria magia, il proprio carisma.

    Ovviamente nessuno sa se gli Angeli esistono, tanto meno il loro sesso. Ma nella pittura sacra ci sono sempre stati, ora sono anche nella fotografia: perché chi può sapere cosa succede nella notte milanese alla vigilia di Natale? Un mistero che adesso i lettori del Corriere riescono a vedere. Buon Natale!

     

     

    Queste le immagini originali, compresa una non pubblicata:

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    Queste le immagini backstage realizzate da Andrea Pacella:

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    Queste invece di Francesca Di Gregorio:

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    Grazie infinite a:

    Giuvi Palazzi, giovane ballerina di Bergamo, che è diventata per noi Angelo, in una fredda notte milanese

    Luca Stefanelli che con la solita sapiente maestria è riuscito a creare esattamente ciò che avevo in mente, un abito che non fosse un vestito

    La Leica, che mi ha fornito una SL per scattare

    Altalen per il cappello/scultura/elmo indossato da Giuvi

    E grazie a Milano, che di notte e deserta, è ancora più bella

    Buon anno a tutti! Settimio

    Un’ultima curiosità: le immagini fatte con il cellulare il giorno prima per il sopralluogo unite alle immagini definitive

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    21 dicembre 2015

    LA VERA ES_SENZA: GRAZIE!

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    Terminata la mostra ES_SENZA alla Leica Galerie di Milano.

    E’ stata un’esperienza meravigliosa.

    Tutto fantastico.

    L’incontro più incredibile è stato un giorno in cui ho fatto una visita guidata a una quinta liceo artistico (molto bello anche quello, ovviamente. e complimenti alla professoressa!). Finito con loro stavo per andarmene quando vediamo entrare un gruppo di, come dice Nicolai Lilin nel suo (bellissimo) libro “Educazione Siberiana“, voluti da Dio. Il loro educatore aveva letto sul Corriere della mostra e sapendo quanto loro siano sensibili all’argomento (è raro che vivano con i genitori, ad esempio) sono partiti da Lecco con il loro bel pulmino giallo per vederla: M.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.O. E’ valsa la pena di tutto l’ambaradan solo per questo incontro. <3

    Eccoli:

    IMG_9648

     

    La poesia che il maestro Gian Paolo Barbieri ha voluto regalarmi ed era all’ingresso della mostra:

    BANNER_MOSTRA_BARBIERI

     

    La camera obscura che conteneva le immagini della mostra:

    foto di Maurizio Beucci

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    Il bellissimo articolo che ha voluto dedicare al lavoro il Corriere della Sera, con la raffinata penna di Gianluigi Colin:

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    Ho un certo riserbo nel mostrare le immagini della mostra. Vanno viste e vissute in maniera delicata e preziosa. Una già l’ho messa qui all’inizio, era l’invito dell’inaugurazione. L’altra che voglio mostrare è questa:

    Benedusi EsSenza 10

    E poi l’inaugurazione, momento emozionante e commovente, dal primo istante all’ultimo.

    Tantissima gente. Tantissimi amici. Grazie infinite veramente a tutti. Grazie per essere venuti. Grazie per avermi fatto sentire il vostro affetto.

    Grazie alla Leica, grazie a Andrea e Renato del management, grazie a Giada delle PR, grazie ad Alessia dello studio DC10 per l’allestimento, grazie a Fabrizio e Massimo della galleria: senza tutti voi sarebbe stato veramente tutto impossibile.

    Grazie a Barbara e a Manuela di EYESOPEN!, dalle quali tutto è nato: siete la meravigliosa dimostrazione che la qualità e l’intelligenza non sono chimere impossibili.

    Un po’ di immagini dalla serata dell’inaugurazione, di Filippo Rebuzzini, Alessandro Di Mise e Maurizio Beucci, che si erano automuniti di un, peraltro inutile (ma divertente!), pass

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    Grazie ancora a tutti. Veramente.

     

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    151202 Benedusi Leica FR 191

    151202 Benedusi Leica FR 218

    151202 Benedusi Leica FR 228

    151202 Benedusi Leica FR 287

    151202 Benedusi Leica FR 310

    151202 Benedusi Leica FR 372

    151202 Benedusi Leica FR 391

    151202 Benedusi Leica FR 404

    151202 Benedusi Leica FR 440

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    Amici (Copia)

    Assenza (Copia)

    Autografo (Copia)

    Chiara (Copia)

    Espressione (Copia)

    Express (Copia)

    Firma (Copia)

    Gastel (Copia)

    Giappo (Copia)

    Gio (Copia)

    Hermes (Copia)

    Imperia (Copia)

    In massa (Copia)

    In scena (Copia)

    In strada (Copia)

    La penna (Copia)

    Momento (Copia)

    Osservare (Copia)

    Outside (Copia)

    Ridere (Copia)

    Sgranare gli occhi (Copia)

    Silbe (Copia)

    Stupore (Copia)

    Tendina (Copia)

    Tony (Copia)

    They (Copia)

     

     

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    15 dicembre 2015

    LUCI PROFESSIONALI

    Quando si sente parlare di luci per la fotografia professionale si ascoltano spesso e volentieri pareri su mega flash, mega super Arri, iper Ring Flash: e va benissimo, ovviamente uso tutte queste cose anche io, quando serve.

    A volte però non serve, o meglio, a volte serve avere l’elasticità mentale (e tecnica!) per usare le più varie e disparate luci, senza porre alcun limite in quello che si usa. Nella mia carriera ho illuminato i set con qualsiasi cosa: fari della macchina, lampadine mezze morte, candele, lampioni della strada… insomma un po’ tutto.

    Però forse la luce dell’iPhone non l’avevo mai utilizzata!

    Sull’Elle Decor in edicola c’è un mio ritratto realizzato per la redazione al designer Toan Nguy. Scattavo con pochissima luce, perché volevo si vedessero le ombre/luci della lampada sul soffitto, e anche perché volevo tenere un’atmosfera intima e raccolta.

    Ad un certo punto dello shooting mi si fa notare che il tratto stilistico della poltrona, ovviamente disegnata da Toan, era una sorta di fibbia sul lato esterno. E, diciamo la verità, nella mia foto questa fibbia non si vedeva granché. Cosa ho fatto allora? Ho preso il mio iPhone, ho acceso la torcia che ha in dotazione e l’ho messo lì per terra, ad illuminare la preziosa fibbia! Ovviamente poi ho tolto tutto con photoshop.

    Perché, come sempre, le cose non sono mai belle o brutte, ma giuste o sbagliate. Per ogni scopo serve un certo mezzo. Ad andare a farfalle con i cannoni si fa un gran casino, si perdono un sacco di soldi, ci sono un sacco di danni collaterali e pure non si prende neanche una farfalla: per le farfalle basta, avanza e soprattutto è perfetto un semplice retino! ;-)

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    7 dicembre 2015

    WORKSHOCK A LECCE

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    info qui o qui

     

    deserto

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    29 novembre 2015

    ES_SENZA

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    ES_SENZA

    MERCOLEDI’ 2 DICEMBRE 2015 18:30

    LEICA GALERIE

    VIA MENGONI 4 MILANO

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    25 novembre 2015

    ADV SATURNINO EYE WEAR

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    Diciamo subito una cosa, semplice e chiara: quello che stiamo organizzando non è un’attività benefica o di beneficenza. NO. Ci stiamo occupando di un’attività commerciale, con tutti i suoi pro e i suoi contro. Tra i pro c’è il fatto che un’attività commerciale ha del denaro.

    Comunque, ricomincio dall’inizio: c’è da realizzare la nuova campagna pubblicitaria della Saturnino Eye Wear. Abbiamo pensato che ci sarebbe piaciuto avere non un testimonial (che è e sempre sarà solo Satunino, ovviamente!) ma raccontare attraverso la macchina fotografica la moltitudine e la varietà delle persone. Se non tutte (non è possibile!) almeno tante: giovani e vecchie, belle e meno belle, uomini e donne. Perché, ne siamo veramente convinti, tutti hanno una loro propria bellezza ed eleganza. Chi se ne frega del VIP, tutti sono VIP.

    Questo il concetto base.

    Da lì è nata un’altra idea: prendere il denaro che normalmente si spende per i modelli/modelle e darlo a cinque onlus (Emergency, UNHCR, Terre des Hommes, CBM e Comunità Nuova) che si occupano di solidarietà sociale e poi fotografare per la comunicazione pubblicitaria tu che stai leggendo queste righe. Esatto! TU. Proprio tu!

    Quindi: questo week-end, il 28 e 29 novembre, dalle ore 10 alle ore 17 presso il mio studio di Viale Sabotino 16 di Milano fotograferò chiunque si presenti. Tutti. Le fotografie che realizzerò saranno utilizzate per la campagna pubblicitaria ma saranno anche date alle persone fotografate, che potranno farne tutto ciò che vogliono.

    Tutto chiaro?

    Non c’è prenotazione, non c’è nulla da prepararsi: serve solo venire da me e io ti farò un bellissimo ritratto. ;-)

    #solidaleyewear

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    18 novembre 2015

    LAMPOON MAGAZINE

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    Appena uscito in edicola il nuovo numero di Lampoon con all’interno un mio servizio, realizzato con Rolleiflex, pellicola e stampato in camera oscura da Jacopo Anti.

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    ho scritto un pezzo su questa esperienza:

     

    DUE PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

    Roberta e Andrea, come due attori che provano una parte di un’ipotetica pièce teatrale.

    Il palcoscenico è il mio studio.

    Assi di legno per terra.

    Luce naturale da una grande finestra rivolta a nord.

    Come nel teatro tutto senza rete, senza possibilità di rifare nulla, tutto live: decidiamo infatti, in tempi di digitale e photoshop, di scattare con una macchina fotografica degli anni ’50 (la Rolleiflex che era di mio papà!) e pellicola. Questo vuol dire non potere verificare cosa si sta realizzando, non avere alcun conforto da uno schermo di un computer o di un programma di fotoritocco: è necessario unicamente farsi guidare dalle emozioni, dagli sbalzi di umore, dai corpi che si muovono spinti dalle sensazioni.

    I miei due attori non hanno un copione. Non c’è un filo logico. Non ci sono un inizio e una fine: si muovono sul set come per seguire un loro copione, un loro filo logico, che prevede un inizio e una fine che solo loro due conoscono.

    Danzano sul baratro dei sentimenti, sfiorando il precipizio: è questo ciò che io voglio, è questo ciò che mi piace.

    Perché, io ne sono convinto, “se vuoi scoprire nuove terre devi affrontare e attraversare l’ignoto.”

    Roberta e Andrea l’hanno fatto.

    La redazione di Lampoon ha anche realizzato un video backstage.

     

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    Starring Roberta Ruiu e Andrea Montovoli

    Stylist  Emiliano Conte

    Hair & Makeup Manuele Mameli e Roberto Mambretti

    Video di Nicola Garzetti

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    Style by:

    Xacus

    Buccellati

    Altalen

     

     

     

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