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  • 30 marzo 2015

    MISS BLUMARINE ADV SS 2015

    La nuova campagna e catalogo Miss Blumarine per la primavera estate 2015.

    Tutta scattata con 50 mm e in jpg, senza usare alcun pannello o riflesso.

    Dopo le immagini anche un video backstage, curato da Pasquale Ettorre.

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    MISS BLUMARINE SS 2015 BACKSTAGE from Settimio Benedusi on Vimeo.

    28 Commenti »

    26 marzo 2015

    CLUB MILANO MAGAZINE

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    sul numero in edicola della bella rivista Club Milano un’ottima intervista di Andrea Zappa.

    3 Commenti »

    17 marzo 2015

    LA FOTOGRAFIA DI MATRIMONIO

    photo Janneke Storm

    photo Janneke Storm

     

    E’ vero: i fotografi di matrimonio vengono spesso e volentieri guardati da quelli che fanno moda e pubblicità dall’alto in basso. Una specie di grado zero della fotografia professionale.

    Ovviamente è una stupida generalizzazione, ci sono ottimi fotografi che fanno ottimi servizi fotografici di matrimonio: il primo che mi viene in mente, qui in Italia, è Marco Onofri, che realizza Fotografia di vari generi ma non disdegna di fare anche matrimoni, secondo me in maniera meravigliosa.

    Marco a parte la maggior parte dei matrimoni che vedo fotografati li trovo terrificanti. E già!

    Cerco di essere costruttivo e non solo inutilmente e genericamente distruttivo. Terrificanti perché? Perché trovo che siano nella maggior parte dei casi realizzati con un enorme, macroscopico, evidente difetto: l’invadente presenza del fotografo. Succede infatti che il matrimonialista (che termine orrendo!) abbia un preciso atteggiamento: quello di segnare il territorio con effetti mirabolanti per urlare al mondo intero che lui era lì, a fare le fotografie. E quindi giù grandangolari, effetti speciali, punti di vista strani, flash…tutte cose che fanno la loro porca figura, tutte cose che aiutano a fare una fotografia clamorosa, in una certa maniera anche bella, ma che hanno, dal mio punto di vista un enorme, grave, imperdonabile difetto: nascondono il vero racconto, che è il matrimonio.

    E’ come se il fotografo dicesse “hey, guarda come sono bravo!” e non “cazzo che bel matrimonio!”: sono due racconti molto diversi che vogliono un linguaggio molto diverso.

    Spero di essermi spiegato.

    Tutti questi ragionamenti sono frullati nella mia testa guardando un servizio di matrimonio che mi è piaciuto veramente molto. Come e forse anche più di un bel servizio di moda di qualche blasonato giornale.

    Perché, ovviamente, i generi non vogliono dire nulla: l’unica differenza è tra i servizi fotografici buoni e quelli che buoni non sono. Tutti qui.

    Dimenticavo! Il servizio è questo.

    49 Commenti »

    16 marzo 2015

    FLAVIA PADOVAN SWIMWEAR

    Stampato il catalogo della campagna primavera/estate 2015 Flavia Padovan che abbiamo scattato a Capri.

    Siamo stati ospiti del Capri Tiberio Palace, un albergo veramente meraviglioso, con una cura dei dettagli e un servizio ineccepibile (non mi paga nessuno per dirlo, è vero).

    Guest star Margot Ovani.

    Trucco e capelli Marco Terzulli.

    Producer Francesca Picciafuochi the great.

    Le immagini:

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    Video backstage:

    FLAVIA PADOVAN BACKSTAGE from Settimio Benedusi on Vimeo.

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    12 marzo 2015

    IMPERIA #03

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    Dopo il mio primo intervento sulla mia città natale, dopo il secondo, eccoci al terzo, stimolato da una simpatica letterina che un anonimo ammiratore ha voluto spedirmi a casa.

    Non sono cose belle.

    Non che non siano belle le critiche (penso possano essere comunque utili, dopo anni di blog sono abituato), quello che non è bello è che arrivino in maniera anonima (e sì che anche a questo anni di blog avrebbero dovuto abituarmi).

    Quando ho scritto il mio primo post ovviamente non pensavo potesse scatenarsi tutto questo marasma.

    Era un semplice grido di dolore per una città che, comunque, amo. E dove non è escluso passerò la vecchiaia: per puro egoismo vorrei che allora (tra un po’ di anni!) sia meglio di come la si vede oggi.

    Per l’ennesima volta ribadisco che NON voglio dare la colpa a nessuno: perché sono convinto che la colpa, in primis, sia nostra mia: non vorrei anzi che i miei sfoghi venissero confusi con lo sport del quale forse gli imperiesi sono campioni del mondo, il mugugno. Chi mugugna si lamenta, ma non fa un belino. C’è chi mugugna e chi fa: io preferisco essere nella categoria di coloro che fanno.

    Insieme alla simpatica letterina anonima ho ricevuto anche tanti attestati di stima, ma soprattutto la mia sensazione è stata di essere colui che, quasi inconsapevolmente, ha scoperchiato il vaso di Pandora.

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    E quindi?

    E quindi è forse veramente l’occasione giusta per realizzare qualcosa per la città di Imperia.

    Non CONTRO la politica, ma CON la politica. Perché che le strade siano pulite, che ci siano opportunità di bellezza e creatività per tutti, che avvengano delle cose utili e pure belle, che venga valorizzato il nostro olio, eccetera eccetera…non sono cose di sinistra o di destra: sono valori che devono appartenere a tutti.

    Ci fossero dei dubbi, NO, non ho alcuna intenzione di entrare in politica: come ho detto sono refrattario anche alle assemblee di condominio.

    Quello che mi piacerebbe fare è una tavola rotonda con le persone della società civile che possono dare un contributo di idee e stimoli. Mi piacerebbe che si facesse all’interno della Palazzina Liberty, con telecamere che mandino in streaming tutto ciò che si dirà. Stefano Senardi è al mio fianco in questa iniziativa, dalla quale si vorrebbe uscisse una sorta di manifesto programmatico delle cose da fare: sarà poi compito della Politica che queste nostre idee vengano recepite e applicate.

    Stiamo facendo una lista delle persone, e ce ne sono tante, che hanno viaggiato, che conoscono il mondo, che hanno delle idee, che hanno delle visioni. Persone che abbiano un valore per la città: in questo frangente ne sto scoprendo molte.

    Chiunque voglia offrire non tanto la propria candidatura ma soprattutto le proprie competenze scriva per favore una mail a info@benedusi.it mettendo nell’oggetto IMPERIA.

    Un posto solo, in questa assemblea, è assicurato: quello di colui/colei che ha scritto la letterina anonima. La tua sedia è lì, pronta per te. Il tuo parere verrà ascoltato, perché io sono aperto a tutti, anche a chi critica: ci sarai?

     

    PS:

    non male il commento di Camilla Baresani, giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, alla letterina anonima da me messa su Facebook: una turista in meno (autorevole!) per Imperia. Figo, eh?

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    10 Commenti »

    10 marzo 2015

    CIBO E FOTOGRAFIA

    Che mi piaccia il cibo forse si è capito (non è che semplicemente mi piace mangiare bene, ma trovo che il cibo sia uno strumento molto importante e utile per conoscere e capire il mondo) così come mi piace avventurarmi in paragoni e similitudini tra la Fotografia e il Cibo (che hanno molti più punti in comune di quanto si possa pensare): inevitabile quindi che succedesse che qualcuno pensasse opportuno che io dicessi la mia autorevole (è ironico) opinione sul rapporto tra Cibo e Fotografia.

    Visto che ci sono parlerò anche della relazione tra l’aumento delle antenne sui tetti e la diminuzione di consumo di giuggiole da parte degli italiani tra i 20 e i 30 anni.

    E come perdere l’occasione di sottolineare del rischio mortale rappresentato del Monossido di Diidrogeno, che, ricordiamolo, uccide se inalato, (anche in piccole quantità), allo stato gassoso è anche responsabile di gravi ustioni, è tra le principali cause dell’erosione del suolo, è in grado di corrodere ed ossidare diversi metalli, è tra le cause dei “cicloni killer”, viene ampiamente usato negli impianti di produzione dell’energia nucleare, insomma giusto approfittare della ghiotta opportunità per mettere in guardia tutti da un prodotto che tra l’altro è enormemente diffuso sul pianeta e che usiamo (ingerendolo!) tutti i giorni.

    Tutto ciò avverrà giovedì 12 marzo alle 18:30 negli spazi dell’Expo Gate all’interno delle manifestazioni dell’Expo. Il tutto organizzato e gestito da Soup Opera.

    Io cucinerò il mio minestrone!

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    2 Commenti »

    7 marzo 2015

    IMPERIA #02

    Il mio precedente post evidentemente ha colto nel segno, avendo provocato una valanga (onda, meglio) di risposte e reazioni: vedo che solo sul rimando su Imperiapost ci sono più di mille apprezzamenti su FB, con relativi infiniti commenti e condivisioni. Bene! Diciamo che almeno è stato creato un dibattito, che se civile ed intelligente non può che essere utile per tutti. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto commentare e condividere il mio pensiero. Grazie!

    La prima risposta al mio articolo arriva dal sindaco di Imperia, Carlo Capacci, che ringrazio per l’attenzione. Comincio a rispondere proprio a lui: per rispetto del ruolo e per amicizia.

    Caro Carlo, incomincio dalla fine della tua lettera: quando qualcuno mi chiede con quale esposizione io ho fatto una certa fotografia sai io cosa rispondo? Che quella fotografia è stata realizzata con un tempo di esposizione di 1/125 di secondo + 30 anni… ;-)

    Tu Carlo sei un valido imprenditore che ti sei buttato (con voglia e coraggio ammirevoli) in politica: io sono refrattario anche alle assemblee di condominio. E poi penso che per lavorare sul territorio in maniera positiva si debba vivere in loco e capirsene degli argomenti di cui si parla. Ti ringrazio quindi della tua offerta ma preferisco non accettare. Sono comunque a disposizione, sugli argomenti che conosco, per dare un mio contributo attivo alla città.

    E qui veniamo alla seconda risposta, da parte di Maurizio Rainisio: realizzare ciò che faccio io, come lo faccio io, a Milano e in giro per il mondo è impossibile venga realizzato ad Imperia. Non facile o difficile, impossibile. Si potrebbero fare altre cose, inerenti al mio campo e alle mie competenze. Ad esempio è forse bizzarro che io insegni fotografia e comunicazione a Massa Marittima, con compagni di viaggio prestigiosi come Franco Fontana, Giovanni Gastel, Oliviero Toscani…e non faccia nulla ad Imperia. Se ne può parlare! Vorrei comunque far notare, perdonami Maurizio, che ho realizzato due mostre, durante forse l’unico momento veramente internazionale della nostra città, le Vele D’Epoca (manifestazione che dimostra che se si vuole le cose si possono fare e pure bene…),  che ho progettato non come momento di vanagloria personale, ma come possibilità di fare qualcosa per la città: nella prima mostra ho voluto rendere omaggio al nostro mare, facendolo vedere come forse mai è stato visto, con una immagine che poi ho donato alla Biblioteca di Imperia. In quella occasione ho tenuto anche un bellissimo (e gratuito!) workshop di Fotografia per bambini. Per la seconda mostra mi sono ancora più messo da parte, non esponendo alcuna mia fotografia ma cercando di coinvolgere la città, con un’operazione che è stata importante e commovente. Sarai d’accordo con me che sarebbe stato più facile, più efficace e più egocentrico riempire i vari spazi messimi generosamente a disposizione con le varie Canalis, Colombari, Belen, Satta…che ho fotografato nella mia carriera.

    Comunque, quello che non vorrei è che la cosa finisse in mugugno generalizzato con l’eterna e infinita certezza che la colpa è del Sindaco, di quelli di Oneglia, di quelli di Porto, dei Marocchini, di quelli del piano di sotto, di quelli del piano di sopra: no, la colpa è solo ed unicamente nostra. Mia e tua, tu che stai leggendo queste righe.

    Come ho detto altre volte io sono e rimango a disposizione per fornire ciò che costa poco ma è molto utile: idee, conoscenze e competenze.

    Spero tutto questo marasma sia servito. E’ vero, ho usato parole forti, ma nella speranza che il messaggio passasse e arrivasse a destinazione: è questo il mio mestiere, è questo per il quale mi pagano, non semplicemente fare dei click con una macchina fotografica, ma fare in maniera tale che, a volte con una macchina fotografica a volte anche senza, dei messaggi e dei contenuti arrivino a destinazione.

    Per quello che mi riguarda reputo, scusate la presunzione, il messaggio arrivato, perché mi basta ricevere una mail come questa per avere la sensazione che tutto questo scrivere non sia stato tempo perso:

    Ciao Settimo ho letto il tuo post e purtroppo lo condivido. Ieri sera abbiamo fatto una riunione con i rappresentanti dei diversi circoli, comitati ecc del parasio per cercare di sincronizzare gli eventi e magari crearne di nuovi. Si sono resi disponibili Circolo Parasio, CIV Porto Maurizio, Comitato Sottotina, Confraternita di San Pietro e Confraternita di San Leonardo, Don Ivo. Mi mancano le Caterinette e il circolo di via Carducci. Come dicevi qua le persone sono molto campaniliste ma per me il fatto che si siano radunati e abbiano cenato e deciso per un’organizzazione orizzontale è un gran risultato. Detto ciò ti chiederei se fossi disponibile ad aiutarci. Io sono solo una residente del Parasio che è stata assente per lunghi anni e per questo resta shoccata, come te, da questa realtà. Spero vorrai darci una mano. Grazie. T.

    (gentile T. sì, ci sono. Settimio)

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    5 marzo 2015

    IMPERIA

    Sono appena tornato da due giorni passati ad Imperia, la città dove sono nato.

    La situazione, onestamente, mi è sembrata di una tristezza e depressione che mi porta a scrivere queste righe, sia con la vicinanza ed affetto necessari per parlare con amore di un posto che mi ferisce vedere ridotto tanto male e sia con il distacco (non vivo più lì da 30 anni) che mi permette di dire cose in maniera obiettiva.

    Non per deresponsibilizzarmi ma incomincio a dire che non so di chi sia la colpa del disastro in corso. E, sinceramente, non mi interessa. Perché temo sia semplicistico ed approssimativo dare la colpa a un partito/sindaco/politico. Se c’è una colpa, la colpa è di tutti.

    Veniamo al dunque: il disastro è, nella sua semplicità, che ho trovato una città morta. Negozi chiusi uno dopo l’altro. Solo cartelli di AFFITTASI e VENDESI. Chissà poi chi mai comprerà e affitterà. Non fosse per gli extracomunitari (che ovviamente i locali vedono come fumo negli occhi: se quelli di Porto non sopportano quelli di Oneglia, figuriamoci con quale simpatia possono vedere un egiziano…) Imperia, temo, sarebbe simile, ancora di più, a una cittadina abbandonata del far-west.

    Ecco adesso arriva il milanese a risolvere tutti i problemi! Bello tranquillo e beato dalla tastiera del computer!

    No, ovviamente non penso sia facile e veloce risolvere le cose.

    Una ricetta però ce l’ho. Sì.

    Sapete cosa? L’altra mattina che sono partito da Porto Maurizio il clima era caldo. Eravamo nei mesi più freddi dell’anno. A Milano, poche ore dopo, era freddo. Incredibile, eh?

    E sapete cosa vedevo alla mia destra andando via? il Mare! E intorno a me?!? Gli ulivi!

    A forza di averle davanti agli occhi, cari imperiesi, non vedete più le ricchezze che potrebbero salvarvi/ci.

    Queste le ricchezze e gli argomenti su cui puntare per la rinascita di Imperia:

    -CLIMA

    -SPORT

    -CIBO

    Se è necessario dire delle cose dirompenti per smuovere le acque le dirò: sento spesso e volentieri parlare della crisi della Agnesi. Ovviamente tutti siamo solidali con le persone che a causa di questo problema stanno per perdere il lavoro, ok, ma…chi se ne frega di una fabbrica che produce pasta (cosa certo non nella cultura locale, avete mai visto una spiga di grano in Liguria?!?) con l’acqua alla gola? Tutti lì a sbattersi per prorogare di una settimana, un mese…una fine già segnata. Ma quel casermone sul mare dovrebbe essere e diventare la casa mondiale dello sport! Con dentro TUTTO! Vela, bicicletta (con la bellissima pista che parte da lì vicinissimo), surf (si fa anche surf ad Imperia!), sci (ad un’ora dal sole e dal mare si scia!), sub……………..e mille altri sport!

    Un’altra cosa che farà incazzare: ad Imperia non c’è un hotel turistico che possa veramente definirsi tale. Ne esiste uno solo, di qualità, però nel centro di Oneglia, e certo non può definirsi di charme: perfetto per lavoro ma non certo adatto per un soggiorno di piacere. E poi? Il nulla. Nulla assoluto. Ma pensate possibile che una città di provincia con ambizioni turistiche non abbia la maniera di ospitare le persone in un posto di qualità e charme? Una volta ero in un “albergo” vicino al mare e gli ho chiesto dove potevo andare a fare un bagno, se avevano uno spazio loro e se potevano darmi almeno un asciugamano da mare: mi hanno guardato come avessi chiesto una tuta per sciare.

    Il cibo!!! C’è l’enorme giacimento culturale dell’olio, la pesca, la campagna con i suoi prodotti (i carciofi!) e mille altre cose.

    Il clima! Ma lo sapete che, in inverno spesso fa più caldo ad Imperia che in Sicilia?!? Ma lo sapete che d’estate fa più fresco a Porto Maurizio che a Palermo?!?

    Insomma, la nostra città potrebbe diventare (nonostante noi!) un posto meraviglioso. Invece è una merda. Volete che sia così per sempre? Io no. Non so da che parte cominciare, non ne ho la più vaga idea. Ma so che qualcosa, qualcuno la deve fare. Altrimenti il malato grave diventerà un morto, e quando uno è morto non c’è più nulla da fare.

    Concludo mettendo tre immagini di Imperia (che ho scaricato da internet, mi scuso se non cito gli autori, ma non li conosco) che, sono convinto, mostrano angoli di questa città che i non imperiesi non conoscono e che se fossero in una città della Provenza sarebbero monumenti nazionali con persone da tutto il mondo ad ammirarli.

    Odio chi si lamenta: questo non funziona, quello non funziona. Probabilmente è quello che sto facendo anche io. Anzi no, non voglio lamentarmi: Imperia è veramente meravigliosa.

    Ma belìn, svegliatevi!

     

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    Porto di Oneglia. foto di Marco Fish Pesce

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    Villa Grock, Oneglia

     

    Logge

    Logge di Santa Chiara, Porto Maurizio

    20 Commenti »

    25 febbraio 2015

    IL TORTINO AL CIOCCOLATO E LA FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO

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    Una delle frasi che, quando si affronta il tema fotografia, si sente più spesso è “adoro la fotografia bianco e nero!”. Quando la sento, ed è un classico, Benedusi abbozza un sorriso e dice “e già!” mentre Settimio sente prudere le mani e vorrebbe urlare “MA CHE CAZZO DICI?!?”

    Comunque è vero, non c’è un belino da fare: la fotografia in bianco e nero piace a tutti. Qualsiasi cagata in bianco e nero è più bella.

    Un po’ come sapete cosa? Come il tortino al cioccolato con il cuore caldo. E già!

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo è oramai la presenza costante in tutti i ristoranti di merda e ignoranti per soddisfare in maniera semplice ed efficace il cliente che mi va (sempre!) pazzo per questo dessert.

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo sembra a tutti una cosa figa e buona.

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo piace a tutti.

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo viene visto di default, come un prodotto artigianale, come un cosina preziosa fatta dalle sapienti manine di un pasticciere con il cappello bianco sul set di Chocolat.

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo dà, in maniera magica, prestigio e nobilità ad una triste carta dei dolci dove al massimo trionfano le pesche sciroppate.

    Ecco, la realtà dei fatti è però un’altra. La realtà dei fatti è che il tortino al cioccolato con il cuore caldo si compra surgelato al costo di 1 euro e mezzo al pezzo, si mette per pochi secondi nel microonde e zac! ecco pronto il tortino al cioccolato che piace a tutti.

    Il ristorante ignorante trova la soluzione dei suo problemi con i dolci propinando ad un pubblico ignorante (che squittisce di godimento) il tortino al cioccolato con il cuore caldo così come il fotografo ignorante trova la soluzione dei suoi problemi con la fotografia propinando ad un pubblico ignorante (che squittisce di godimento) la fotografia in bianco e nero.

    Olè.

     

     

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    16 febbraio 2015

    STAMPATE!

    Nella maggior parte dei casi noi fotografi scattiamo in digitale. E va bene così: è l’inevitabile contemporaneità.

    Ci sarebbero lunghi discorsi su analogico/digitale che però adesso non farò qui…

    Mi limito a una semplice e pratica considerazione: tutte le nostre fotografie sono una sequenza di 0101010101010101010101, di bit che riponiamo dentro a dei supporti che tra un tot di anni (magari 10, mica 1.000) saranno illeggibili. D’altronde sapreste dove mai infilare quei floppy disk che usavate proprio solo 10 anni fa?

    Tutte queste cose le ha scritte, sicuramente meglio, qualcuno infinitamente più competente di me. Qui.

    Insomma, stampare le Fotografie che ci stanno più a cuore è sicuramente una cosa importante. Ma anche lì non è cosa semplice, perché le stampe che facciamo con le nostre getto d’inchiostro (anche se super fighe) sono destinate a sbiadire e poi a sparire in pochi anni.

    E’ questo che vogliamo dalle nostre belle fotografie? Che spariscano?

    Una soluzione, complicata e costosa, esiste, ed arriva direttamente dal secolo scorso, anzi da due secoli fa: la stampa al platino palladio. Una cosa talmente antica da essere modernissima.

    Esiste da poco un servizio attraverso il quale da un file digitale si ottiene un internegativo di grande formato con il quale si va a realizzare una stampa a contatto che è di per sé un esemplare unico e con durata certificata eterna.

    Informazioni maggiori le trovate sulla pagina Facebook, oppure alla mail platinoprints@gmail.com.

    Questa un mio file stampato con questa tecnica:

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    The Platinotypist ”A little African story” from The Platinotypist on Vimeo.

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