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  • 15 dicembre 2015

    LUCI PROFESSIONALI

    Quando si sente parlare di luci per la fotografia professionale si ascoltano spesso e volentieri pareri su mega flash, mega super Arri, iper Ring Flash: e va benissimo, ovviamente uso tutte queste cose anche io, quando serve.

    A volte però non serve, o meglio, a volte serve avere l’elasticità mentale (e tecnica!) per usare le più varie e disparate luci, senza porre alcun limite in quello che si usa. Nella mia carriera ho illuminato i set con qualsiasi cosa: fari della macchina, lampadine mezze morte, candele, lampioni della strada… insomma un po’ tutto.

    Però forse la luce dell’iPhone non l’avevo mai utilizzata!

    Sull’Elle Decor in edicola c’è un mio ritratto realizzato per la redazione al designer Toan Nguy. Scattavo con pochissima luce, perché volevo si vedessero le ombre/luci della lampada sul soffitto, e anche perché volevo tenere un’atmosfera intima e raccolta.

    Ad un certo punto dello shooting mi si fa notare che il tratto stilistico della poltrona, ovviamente disegnata da Toan, era una sorta di fibbia sul lato esterno. E, diciamo la verità, nella mia foto questa fibbia non si vedeva granché. Cosa ho fatto allora? Ho preso il mio iPhone, ho acceso la torcia che ha in dotazione e l’ho messo lì per terra, ad illuminare la preziosa fibbia! Ovviamente poi ho tolto tutto con photoshop.

    Perché, come sempre, le cose non sono mai belle o brutte, ma giuste o sbagliate. Per ogni scopo serve un certo mezzo. Ad andare a farfalle con i cannoni si fa un gran casino, si perdono un sacco di soldi, ci sono un sacco di danni collaterali e pure non si prende neanche una farfalla: per le farfalle basta, avanza e soprattutto è perfetto un semplice retino! ;-)

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    7 dicembre 2015

    WORKSHOCK A LECCE

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    29 novembre 2015

    ES_SENZA

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    ES_SENZA

    MERCOLEDI’ 2 DICEMBRE 2015 18:30

    LEICA GALERIE

    VIA MENGONI 4 MILANO

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    25 novembre 2015

    ADV SATURNINO EYE WEAR

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    Diciamo subito una cosa, semplice e chiara: quello che stiamo organizzando non è un’attività benefica o di beneficenza. NO. Ci stiamo occupando di un’attività commerciale, con tutti i suoi pro e i suoi contro. Tra i pro c’è il fatto che un’attività commerciale ha del denaro.

    Comunque, ricomincio dall’inizio: c’è da realizzare la nuova campagna pubblicitaria della Saturnino Eye Wear. Abbiamo pensato che ci sarebbe piaciuto avere non un testimonial (che è e sempre sarà solo Satunino, ovviamente!) ma raccontare attraverso la macchina fotografica la moltitudine e la varietà delle persone. Se non tutte (non è possibile!) almeno tante: giovani e vecchie, belle e meno belle, uomini e donne. Perché, ne siamo veramente convinti, tutti hanno una loro propria bellezza ed eleganza. Chi se ne frega del VIP, tutti sono VIP.

    Questo il concetto base.

    Da lì è nata un’altra idea: prendere il denaro che normalmente si spende per i modelli/modelle e darlo a cinque onlus (Emergency, UNHCR, Terre des Hommes, CBM e Comunità Nuova) che si occupano di solidarietà sociale e poi fotografare per la comunicazione pubblicitaria tu che stai leggendo queste righe. Esatto! TU. Proprio tu!

    Quindi: questo week-end, il 28 e 29 novembre, dalle ore 10 alle ore 17 presso il mio studio di Viale Sabotino 16 di Milano fotograferò chiunque si presenti. Tutti. Le fotografie che realizzerò saranno utilizzate per la campagna pubblicitaria ma saranno anche date alle persone fotografate, che potranno farne tutto ciò che vogliono.

    Tutto chiaro?

    Non c’è prenotazione, non c’è nulla da prepararsi: serve solo venire da me e io ti farò un bellissimo ritratto. ;-)

    #solidaleyewear

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    18 novembre 2015

    LAMPOON MAGAZINE

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    Appena uscito in edicola il nuovo numero di Lampoon con all’interno un mio servizio, realizzato con Rolleiflex, pellicola e stampato in camera oscura da Jacopo Anti.

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    ho scritto un pezzo su questa esperienza:

     

    DUE PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

    Roberta e Andrea, come due attori che provano una parte di un’ipotetica pièce teatrale.

    Il palcoscenico è il mio studio.

    Assi di legno per terra.

    Luce naturale da una grande finestra rivolta a nord.

    Come nel teatro tutto senza rete, senza possibilità di rifare nulla, tutto live: decidiamo infatti, in tempi di digitale e photoshop, di scattare con una macchina fotografica degli anni ’50 (la Rolleiflex che era di mio papà!) e pellicola. Questo vuol dire non potere verificare cosa si sta realizzando, non avere alcun conforto da uno schermo di un computer o di un programma di fotoritocco: è necessario unicamente farsi guidare dalle emozioni, dagli sbalzi di umore, dai corpi che si muovono spinti dalle sensazioni.

    I miei due attori non hanno un copione. Non c’è un filo logico. Non ci sono un inizio e una fine: si muovono sul set come per seguire un loro copione, un loro filo logico, che prevede un inizio e una fine che solo loro due conoscono.

    Danzano sul baratro dei sentimenti, sfiorando il precipizio: è questo ciò che io voglio, è questo ciò che mi piace.

    Perché, io ne sono convinto, “se vuoi scoprire nuove terre devi affrontare e attraversare l’ignoto.”

    Roberta e Andrea l’hanno fatto.

    La redazione di Lampoon ha anche realizzato un video backstage.

     

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    Starring Roberta Ruiu e Andrea Montovoli

    Stylist  Emiliano Conte

    Hair & Makeup Manuele Mameli e Roberto Mambretti

    Video di Nicola Garzetti

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    Style by:

    Xacus

    Buccellati

    Altalen

     

     

     

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    16 novembre 2015

    ASTA FOTOGRAFICA

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    Il primo dicembre 2015 alle ore 19:30 presso la sala da ballo della Villa Reale, sede della Galleria d’Arte Moderna, in via Palestro 16 a Milano si svolgerà una nuova edizione di “A noi ci frega lo sguardo“, asta fotografica in favore di Comunità Nuova Onlus di don Gino Rigoldi, a cura di Christie’s.

    Anche quest’anno la direzione artistica è di Denis Curti.

    Le opere in vendita si possono vedere esposte da sabato 28 novembre.

    Il catalogo si può scaricare qui: saranno presenti opere di grandi fotografi, come ad esempio Carlo Orsi, Cesare Cicardini, Cosmo Laera, Fabio Lovino, Francesco Zizola, Gianni Berengo Gardin, Giuseppe Di Piazza, Lorenzo Cicconi Massi, Malena Mazza, Maria Vittoria Backhaus, Massimo Vitali, Maurizio Galimberti, Monica Silva, Guido Harari, Oliviero Toscani e molti altri.

    Io partecipo con questa stampa, a cui ho dato il titolo DE RERUM NATURA stampata in esemplare unico da Giulio Limongelli, partendo da un file digitale ma in camera oscura, rendendola quindi di durata “eterna”.

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    26 ottobre 2015

    IL FALLIMENTO

    Il fallimento è una cosa che non piace a nessuno. Nessuno gradisce e vuole fallire. Se si fanno le cose si fanno sperando che abbiano successo.

    Tutti dicono che fallire serve, fa bene. E subito scatta l’esempio di Steve Jobs, cacciato dalla Apple per essere poi riassunto trionfalmente dalla Apple stessa.

    Sarà. Ma fallire non piace. Soprattutto poi se non si è Steve Jobs.

    Comunque, andiamo con ordine.

    Il week-end appena finito è stato molto divertente. A parte l’epilogo “fallimentare”: ma ci arriviamo.

    Come molti sapranno era il week-end del Photoshow. Ho cominciato venerdì andando da Leica dove Toni teneva una conferenza per il celebre brand tedesco.

    Per non farci mancare nulla ci siamo divertiti a fare questo GIF:

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    Il giorno dopo, sabato,  prima sono stato al Photoshow, dove ho incontrato un po’ di amici e soprattutto ho accompagnato Giovanni che fendeva la folla benedicendo e facendo miracoli… ;-)

    Con lui poi sono andato da Denis all’evento del IL FOTOGRAFO. È stato veramente molto divertente.

    Prima mi sono seduto al mio banchetto PCCDQC:

    photo by Jessica Diplotti

    photo by Jessica Diplotti

    photo by Alberto Buzzanca

    photo by Alberto Buzzanca

     

    Poi, insieme a Giovanni e “moderati” da Denis Curti, abbiamo tenuto la nostra conferenza: diciamo la verità, più che altro abbiamo fatto i cretini. Toni avrebbe fortemente disapprovato. Però ci siamo molto divertiti! :-)

    Questo il sabato.

    La domenica poi ci sarebbe dovuto essere il primo dei miei INCONTRI FOTOGRAFICI. Ecco qui veniamo al punto: domenica gli INCONTRI FOTOGRAFICI non si sono svolti. Perché? Semplice, non c’erano abbastanza iscritti. Che dire, non so cosa dire. Certo, non è un dramma, ma mi rode. Non tanto e non solo per me, ma anche e soprattutto perché non posso pensare che non interessi fare della seria Fotografia. Scattare con la pellicola, andare in camera oscura, imparare cose nuove e inevitabilmente provare nuove emozioni. Anche perché nelle stesse ore dei fotografi si accalcavano per fotografare delle modelle sul palco del Photoshow:

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    Ma che senso ha?

    Ma a cosa serve?

    È forse almeno divertente? Non credo.

    La Fotografia è messa veramente così male?

    Nelle stesse ore Giulio con il suo digingranditore stampava in camera oscura due mie immagini:

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    Io penso che sia una magia che deve essere condivisa e apprezzata. Per ridare dignità e valore alla Fotografia.

    Penso riproverò ancora una volta ad organizzare i miei INCONTRI FOTOGRAFICI, sicuramente cambiando qualcosa, tipo facendoli sabato e domenica (mi hanno scritto che lunedì erano impegnati) e abbassando il prezzo (mi hanno scritto che erano troppo cari: ma per gli inutili zoom 70-200 2,8 i soldi non li spendete?).

    Ci voglio ancora provare, perché nella mia testa è una cosa buona e giusta. Ci riproverò.

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    19 ottobre 2015

    INCONTRI FOTOGRAFICI BY SETTIMIO BENEDUSI

    L’idea è semplice: una giornata in studio da me a Milano a fotografare una modella.

    Fino a qui non sembra una cosa molto originale. In effetti.

    Una giornata in studio da me a Milano a fotografare una modella in pellicola. Già meglio.

    Il giorno dopo poi si va in camera oscura a sviluppare e stampare, provando la magia (magari per la prima volta) di vedere l’immagine che lentamente emerge dalla bacinella dello sviluppo, alla debole luce della lampadina rossa. Meglio ancora, no?

    Mi sembra una cosa interessante e divertente. Sicuramente diversa non solo dai soliti Workshop che ci sono in giro ma anche dai miei Workshop, che, come si sa, sono un po’ (un po’ tanto…) lacrime e sangue: in questo caso, almeno nelle mie intenzioni no, la vedo una cosa più leggera, più ludica, più piacevole. Il piacere di stare insieme e condividere lo stesso piacere di fotografare: infatti ho pensato di chiamare la cosa INCONTRI FOTOGRAFICI.

    Lo so che lo sto dicendo molto, moltissimo, in ritardo: pensavo di fare il primo degli IF il prossimo week-end, in occasione del Photoshow.

    Quindi: domenica 25 ottobre 2015 da me in studio con modella, lunedì 26 in camera oscura da Jacopo, tutte le spese comprese, pure i due pranzi, una stampa 24×30 (vera stampa fotografica!!!) da portare a casa, macchine fotografiche analogiche da usare (se non avete le vostre), il tutto per 500 euro iva compresa. Se volete partecipare scrivete una bella mail a if@benedusi.it

    Che senso ha tutto questo? Non lo so bene, mi è venuto in mente di farlo, e quando una cosa mi viene in mente la devo fare! O forse il desiderio di condividere il piacere, fisico e antico, di inserire una pellicola in una Rolleiflex degli anni ’50, scattare con lentezza, sviluppare con ancora maggiore lentezza per avere in mano una bellissima stampa chimica: è un vero godere.

    Io non sono un feticista delle macchine e delle tecniche analogiche. Non penso che la pellicola sia meglio o peggio del digitale: e solo un’altra cosa.

    La voglia di tutto ciò mi è venuta quando, poche settimane fa, ho realizzato questa immagine, con pellicola scaduta da 10 anni e la Rolleiflex di mio padre. Una magia che vorrei anche altri possano provare!

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    18 ottobre 2015

    SEMBRA UN QUADRO!

    Una delle frasi che certamente non piace ai fotografi (e che purtroppo spesso e volentieri viene usata) è, quando si giudica e apprezza particolarmente una fotografia, “CHE BELLA, SEMBRA UN QUADRO!”

    Grrrrrr!!!!!!

    Come sembra un quadro?!? È una fotografia!

    Mi è stato segnalato da un amico che in questi giorni in una fiera d’arte era esposto questo quadro:

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    Evidentemente l’autore si è ispirato, un pochino, a questa mia fotografia, realizzata qualche tempo fa per il Corriere della Sera:

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    Insomma, ringrazio l’autore per il gentile omaggio: in questa maniera, per una volta, di un quadro si può dire “CHE BELLO, SEMBRA UNA FOTOGRAFIA!” ;-)

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    29 settembre 2015

    DUE LIBRI: BARESANI E GASTEL

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    Camilla Baresani by me

     

    C’è chi è fan di un inutile cantante, chi di una vuota celebrità televisiva o (addirittura!) di una blogger: cosa volete che vi dica, io sono fan di Camilla Baresani. Ma proprio fan! La prima volta che la incontrai andai alla presentazione di un suo romanzo, in coda per farmelo firmare come un adolescente degli anni ’90 con i Take That.

    Cosa volete farci: a me affascina l’intelligenza!

    Camilla scrive alla grande, semplice ma efficace, leggera ma profonda. Sostanzialmente è una giornalista, ed applica anche nei romanzi un punto di vista sulla contemporaneità e sul presente, che ci permette di vedere le cose sempre da un nuovo ed originale punto di vista. Mi sono divertito a definirla “guida turistica delle vite altrui” che mi sembra azzeccato (ci mancherebbe che non mi sembri azzeccato, sarò almeno io d’accordo con me!).

    Da pochi giorni è uscito il suo nuovo romanzo, GLI SBAFATORI, che racconta con incredibile lucidità un tema molto contemporaneo: tutto quel mondo dei blogger, degli arrampicatori di notorietà, del food, dell’apparire, dell’esserci, del presenzialismo. Non è solo divertente, ma utile ed istruttivo, anche per tutti coloro che non vedono queste ipotesi con disprezzo, ma che, anzi, ambiscono al dorato mondo dei blogger, della notorietà, del food, dell’apparire, delle esserci e del presenzialismo: in qualche maniera è anche una sorta di istruzioni per l’uso. Bellissimo! Veramente, non perché sono fan… ;-)

    Gli-Sbafatori

    Poi va be’, c’è anche una presenza, veloce ma divertente, di un certo Settimio Parodi, “noto food photographer”, che fa uno scherzo che prima o poi io in effetti farò! Ma dovete comprare il libro per leggere il finale! ;-)

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    Giovanni Gastel by me

    Cosa volete che vi dica, io a Giovanni Gastel gli voglio proprio bene. Tutti dicono di lui e sanno di lui che è “un vero signore”: ed è verissimo, è proprio un gran signore, un gentiluomo di una volta. Ma pochi sanno che è completamente pazzo! Di matti ne ho conosciuti, ma lui ne batte un bel po’! È matto vero, genuino, non per posa. L’unione di queste due caratteristiche (gentiluomo pazzo) lo rendono veramente unico. E io gli voglio bene!

    NZO

    Da pochi giorni è uscita la sua autobiografia UN ETERNO ISTANTE. LA MIA VITA. Io ho avuto l’onore di leggerlo in anteprima, qualche mese fa, e lo lessi in un viaggio in treno da Roma a Milano. È veramente molto bello, una sorta di poesia convertita in romanzo: sì perché Giovanni è anche e soprattutto un poeta (un vero poeta, che conosce le poesie di Sandro Penna a memoria) e nel suo romanzo si capisce. Sono frasi brevi, fulminazioni, squarci, che raccontano non semplicemente la sua vita di grande fotografo ma la sua vita. Da avere e leggere, anche e soprattutto se non si è fotografi e alla Fotografia interessati.

    Concludo con una foto (scattata da Denis Curti) della Trimurti, dove l’unica cosa certa è che io sono Śiva. Chissà se a breve non ci sia anche un libro di TT da recensire…

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    Toni Torimbert, Giovanni Gastel e Settimio Benedusi by Denis Curti

     

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