MY BEST POST

COMMENTI RECENTI

  • maggio 2015
  • aprile 2015
  • marzo 2015
  • febbraio 2015
  • gennaio 2015
  • dicembre 2014
  • novembre 2014
  • ottobre 2014
  • settembre 2014
  • agosto 2014
  • luglio 2014
  • giugno 2014
  • maggio 2014
  • aprile 2014
  • marzo 2014
  • febbraio 2014
  • gennaio 2014
  • dicembre 2013
  • novembre 2013
  • ottobre 2013
  • settembre 2013
  • agosto 2013
  • luglio 2013
  • giugno 2013
  • maggio 2013
  • aprile 2013
  • marzo 2013
  • febbraio 2013
  • gennaio 2013
  • dicembre 2012
  • novembre 2012
  • ottobre 2012
  • settembre 2012
  • agosto 2012
  • luglio 2012
  • giugno 2012
  • maggio 2012
  • aprile 2012
  • marzo 2012
  • febbraio 2012
  • gennaio 2012
  • dicembre 2011
  • novembre 2011
  • ottobre 2011
  • settembre 2011
  • agosto 2011
  • luglio 2011
  • giugno 2011
  • maggio 2011
  • aprile 2011
  • marzo 2011
  • febbraio 2011
  • gennaio 2011
  • dicembre 2010
  • novembre 2010
  • ottobre 2010
  • settembre 2010
  • agosto 2010
  • luglio 2010
  • giugno 2010
  • maggio 2010
  • aprile 2010
  • marzo 2010
  • febbraio 2010
  • gennaio 2010
  • dicembre 2009
  • novembre 2009
  • ottobre 2009
  • settembre 2009
  • agosto 2009
  • luglio 2009
  • giugno 2009
  • maggio 2009
  • aprile 2009
  • marzo 2009
  • febbraio 2009
  • gennaio 2009
  • dicembre 2008
  • novembre 2008
  • ottobre 2008
  • settembre 2008
  • agosto 2008
  • luglio 2008
  • giugno 2008
  • maggio 2008
  • aprile 2008
  • marzo 2008
  • febbraio 2008
  • gennaio 2008
  • dicembre 2007
  • novembre 2007
  • ottobre 2007
  • settembre 2007
  • agosto 2007
  • luglio 2007
  • giugno 2007
  • maggio 2007
  • aprile 2007
  • marzo 2007
  • febbraio 2007
  • gennaio 2007
  • dicembre 2006
  • novembre 2006
  • ottobre 2006
  • settembre 2006
  • agosto 2006
  • luglio 2006
  • giugno 2006
  • maggio 2006
  • aprile 2006
  • marzo 2006
  • febbraio 2006
  • gennaio 2006
  • dicembre 2005
  • novembre 2005
  • ottobre 2005
  • settembre 2005
  • agosto 2005
  • luglio 2005
  • giugno 2005
  • maggio 2005
  • aprile 2005
  • marzo 2005
  • febbraio 2005
  • gennaio 2005
  • dicembre 2004
  • novembre 2004
  • ottobre 2004
  • settembre 2004
  • agosto 2004
  • luglio 2004
  • giugno 2004
  • maggio 2004
  • aprile 2004
  • marzo 2004
  • febbraio 2004
  • gennaio 2004
  • dicembre 2003
  • novembre 2003
  • ottobre 2003
  • settembre 2003
  • agosto 2003
  • luglio 2003
  • giugno 2003
  • maggio 2003
  • aprile 2003
  • marzo 2003
  • 12 marzo 2015

    IMPERIA #03

    IMG_6584

    IMG_6601

     

    Dopo il mio primo intervento sulla mia città natale, dopo il secondo, eccoci al terzo, stimolato da una simpatica letterina che un anonimo ammiratore ha voluto spedirmi a casa.

    Non sono cose belle.

    Non che non siano belle le critiche (penso possano essere comunque utili, dopo anni di blog sono abituato), quello che non è bello è che arrivino in maniera anonima (e sì che anche a questo anni di blog avrebbero dovuto abituarmi).

    Quando ho scritto il mio primo post ovviamente non pensavo potesse scatenarsi tutto questo marasma.

    Era un semplice grido di dolore per una città che, comunque, amo. E dove non è escluso passerò la vecchiaia: per puro egoismo vorrei che allora (tra un po’ di anni!) sia meglio di come la si vede oggi.

    Per l’ennesima volta ribadisco che NON voglio dare la colpa a nessuno: perché sono convinto che la colpa, in primis, sia nostra mia: non vorrei anzi che i miei sfoghi venissero confusi con lo sport del quale forse gli imperiesi sono campioni del mondo, il mugugno. Chi mugugna si lamenta, ma non fa un belino. C’è chi mugugna e chi fa: io preferisco essere nella categoria di coloro che fanno.

    Insieme alla simpatica letterina anonima ho ricevuto anche tanti attestati di stima, ma soprattutto la mia sensazione è stata di essere colui che, quasi inconsapevolmente, ha scoperchiato il vaso di Pandora.

    IMG_6597

    Schermata 2015-03-12 alle 16.48.44

     

    E quindi?

    E quindi è forse veramente l’occasione giusta per realizzare qualcosa per la città di Imperia.

    Non CONTRO la politica, ma CON la politica. Perché che le strade siano pulite, che ci siano opportunità di bellezza e creatività per tutti, che avvengano delle cose utili e pure belle, che venga valorizzato il nostro olio, eccetera eccetera…non sono cose di sinistra o di destra: sono valori che devono appartenere a tutti.

    Ci fossero dei dubbi, NO, non ho alcuna intenzione di entrare in politica: come ho detto sono refrattario anche alle assemblee di condominio.

    Quello che mi piacerebbe fare è una tavola rotonda con le persone della società civile che possono dare un contributo di idee e stimoli. Mi piacerebbe che si facesse all’interno della Palazzina Liberty, con telecamere che mandino in streaming tutto ciò che si dirà. Stefano Senardi è al mio fianco in questa iniziativa, dalla quale si vorrebbe uscisse una sorta di manifesto programmatico delle cose da fare: sarà poi compito della Politica che queste nostre idee vengano recepite e applicate.

    Stiamo facendo una lista delle persone, e ce ne sono tante, che hanno viaggiato, che conoscono il mondo, che hanno delle idee, che hanno delle visioni. Persone che abbiano un valore per la città: in questo frangente ne sto scoprendo molte.

    Chiunque voglia offrire non tanto la propria candidatura ma soprattutto le proprie competenze scriva per favore una mail a info@benedusi.it mettendo nell’oggetto IMPERIA.

    Un posto solo, in questa assemblea, è assicurato: quello di colui/colei che ha scritto la letterina anonima. La tua sedia è lì, pronta per te. Il tuo parere verrà ascoltato, perché io sono aperto a tutti, anche a chi critica: ci sarai?

     

    PS:

    non male il commento di Camilla Baresani, giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, alla letterina anonima da me messa su Facebook: una turista in meno (autorevole!) per Imperia. Figo, eh?

    Schermata 2015-03-12 alle 17.34.29

    10 Commenti »

    10 marzo 2015

    CIBO E FOTOGRAFIA

    Che mi piaccia il cibo forse si è capito (non è che semplicemente mi piace mangiare bene, ma trovo che il cibo sia uno strumento molto importante e utile per conoscere e capire il mondo) così come mi piace avventurarmi in paragoni e similitudini tra la Fotografia e il Cibo (che hanno molti più punti in comune di quanto si possa pensare): inevitabile quindi che succedesse che qualcuno pensasse opportuno che io dicessi la mia autorevole (è ironico) opinione sul rapporto tra Cibo e Fotografia.

    Visto che ci sono parlerò anche della relazione tra l’aumento delle antenne sui tetti e la diminuzione di consumo di giuggiole da parte degli italiani tra i 20 e i 30 anni.

    E come perdere l’occasione di sottolineare del rischio mortale rappresentato del Monossido di Diidrogeno, che, ricordiamolo, uccide se inalato, (anche in piccole quantità), allo stato gassoso è anche responsabile di gravi ustioni, è tra le principali cause dell’erosione del suolo, è in grado di corrodere ed ossidare diversi metalli, è tra le cause dei “cicloni killer”, viene ampiamente usato negli impianti di produzione dell’energia nucleare, insomma giusto approfittare della ghiotta opportunità per mettere in guardia tutti da un prodotto che tra l’altro è enormemente diffuso sul pianeta e che usiamo (ingerendolo!) tutti i giorni.

    Tutto ciò avverrà giovedì 12 marzo alle 18:30 negli spazi dell’Expo Gate all’interno delle manifestazioni dell’Expo. Il tutto organizzato e gestito da Soup Opera.

    Io cucinerò il mio minestrone!

    tumblr_inline_nkmt8sqUd01sukwof

    2 Commenti »

    7 marzo 2015

    IMPERIA #02

    Il mio precedente post evidentemente ha colto nel segno, avendo provocato una valanga (onda, meglio) di risposte e reazioni: vedo che solo sul rimando su Imperiapost ci sono più di mille apprezzamenti su FB, con relativi infiniti commenti e condivisioni. Bene! Diciamo che almeno è stato creato un dibattito, che se civile ed intelligente non può che essere utile per tutti. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto commentare e condividere il mio pensiero. Grazie!

    La prima risposta al mio articolo arriva dal sindaco di Imperia, Carlo Capacci, che ringrazio per l’attenzione. Comincio a rispondere proprio a lui: per rispetto del ruolo e per amicizia.

    Caro Carlo, incomincio dalla fine della tua lettera: quando qualcuno mi chiede con quale esposizione io ho fatto una certa fotografia sai io cosa rispondo? Che quella fotografia è stata realizzata con un tempo di esposizione di 1/125 di secondo + 30 anni… ;-)

    Tu Carlo sei un valido imprenditore che ti sei buttato (con voglia e coraggio ammirevoli) in politica: io sono refrattario anche alle assemblee di condominio. E poi penso che per lavorare sul territorio in maniera positiva si debba vivere in loco e capirsene degli argomenti di cui si parla. Ti ringrazio quindi della tua offerta ma preferisco non accettare. Sono comunque a disposizione, sugli argomenti che conosco, per dare un mio contributo attivo alla città.

    E qui veniamo alla seconda risposta, da parte di Maurizio Rainisio: realizzare ciò che faccio io, come lo faccio io, a Milano e in giro per il mondo è impossibile venga realizzato ad Imperia. Non facile o difficile, impossibile. Si potrebbero fare altre cose, inerenti al mio campo e alle mie competenze. Ad esempio è forse bizzarro che io insegni fotografia e comunicazione a Massa Marittima, con compagni di viaggio prestigiosi come Franco Fontana, Giovanni Gastel, Oliviero Toscani…e non faccia nulla ad Imperia. Se ne può parlare! Vorrei comunque far notare, perdonami Maurizio, che ho realizzato due mostre, durante forse l’unico momento veramente internazionale della nostra città, le Vele D’Epoca (manifestazione che dimostra che se si vuole le cose si possono fare e pure bene…),  che ho progettato non come momento di vanagloria personale, ma come possibilità di fare qualcosa per la città: nella prima mostra ho voluto rendere omaggio al nostro mare, facendolo vedere come forse mai è stato visto, con una immagine che poi ho donato alla Biblioteca di Imperia. In quella occasione ho tenuto anche un bellissimo (e gratuito!) workshop di Fotografia per bambini. Per la seconda mostra mi sono ancora più messo da parte, non esponendo alcuna mia fotografia ma cercando di coinvolgere la città, con un’operazione che è stata importante e commovente. Sarai d’accordo con me che sarebbe stato più facile, più efficace e più egocentrico riempire i vari spazi messimi generosamente a disposizione con le varie Canalis, Colombari, Belen, Satta…che ho fotografato nella mia carriera.

    Comunque, quello che non vorrei è che la cosa finisse in mugugno generalizzato con l’eterna e infinita certezza che la colpa è del Sindaco, di quelli di Oneglia, di quelli di Porto, dei Marocchini, di quelli del piano di sotto, di quelli del piano di sopra: no, la colpa è solo ed unicamente nostra. Mia e tua, tu che stai leggendo queste righe.

    Come ho detto altre volte io sono e rimango a disposizione per fornire ciò che costa poco ma è molto utile: idee, conoscenze e competenze.

    Spero tutto questo marasma sia servito. E’ vero, ho usato parole forti, ma nella speranza che il messaggio passasse e arrivasse a destinazione: è questo il mio mestiere, è questo per il quale mi pagano, non semplicemente fare dei click con una macchina fotografica, ma fare in maniera tale che, a volte con una macchina fotografica a volte anche senza, dei messaggi e dei contenuti arrivino a destinazione.

    Per quello che mi riguarda reputo, scusate la presunzione, il messaggio arrivato, perché mi basta ricevere una mail come questa per avere la sensazione che tutto questo scrivere non sia stato tempo perso:

    Ciao Settimo ho letto il tuo post e purtroppo lo condivido. Ieri sera abbiamo fatto una riunione con i rappresentanti dei diversi circoli, comitati ecc del parasio per cercare di sincronizzare gli eventi e magari crearne di nuovi. Si sono resi disponibili Circolo Parasio, CIV Porto Maurizio, Comitato Sottotina, Confraternita di San Pietro e Confraternita di San Leonardo, Don Ivo. Mi mancano le Caterinette e il circolo di via Carducci. Come dicevi qua le persone sono molto campaniliste ma per me il fatto che si siano radunati e abbiano cenato e deciso per un’organizzazione orizzontale è un gran risultato. Detto ciò ti chiederei se fossi disponibile ad aiutarci. Io sono solo una residente del Parasio che è stata assente per lunghi anni e per questo resta shoccata, come te, da questa realtà. Spero vorrai darci una mano. Grazie. T.

    (gentile T. sì, ci sono. Settimio)

    porto_maurizio-parrasio1

    2 Commenti »

    5 marzo 2015

    IMPERIA

    Sono appena tornato da due giorni passati ad Imperia, la città dove sono nato.

    La situazione, onestamente, mi è sembrata di una tristezza e depressione che mi porta a scrivere queste righe, sia con la vicinanza ed affetto necessari per parlare con amore di un posto che mi ferisce vedere ridotto tanto male e sia con il distacco (non vivo più lì da 30 anni) che mi permette di dire cose in maniera obiettiva.

    Non per deresponsibilizzarmi ma incomincio a dire che non so di chi sia la colpa del disastro in corso. E, sinceramente, non mi interessa. Perché temo sia semplicistico ed approssimativo dare la colpa a un partito/sindaco/politico. Se c’è una colpa, la colpa è di tutti.

    Veniamo al dunque: il disastro è, nella sua semplicità, che ho trovato una città morta. Negozi chiusi uno dopo l’altro. Solo cartelli di AFFITTASI e VENDESI. Chissà poi chi mai comprerà e affitterà. Non fosse per gli extracomunitari (che ovviamente i locali vedono come fumo negli occhi: se quelli di Porto non sopportano quelli di Oneglia, figuriamoci con quale simpatia possono vedere un egiziano…) Imperia, temo, sarebbe simile, ancora di più, a una cittadina abbandonata del far-west.

    Ecco adesso arriva il milanese a risolvere tutti i problemi! Bello tranquillo e beato dalla tastiera del computer!

    No, ovviamente non penso sia facile e veloce risolvere le cose.

    Una ricetta però ce l’ho. Sì.

    Sapete cosa? L’altra mattina che sono partito da Porto Maurizio il clima era caldo. Eravamo nei mesi più freddi dell’anno. A Milano, poche ore dopo, era freddo. Incredibile, eh?

    E sapete cosa vedevo alla mia destra andando via? il Mare! E intorno a me?!? Gli ulivi!

    A forza di averle davanti agli occhi, cari imperiesi, non vedete più le ricchezze che potrebbero salvarvi/ci.

    Queste le ricchezze e gli argomenti su cui puntare per la rinascita di Imperia:

    -CLIMA

    -SPORT

    -CIBO

    Se è necessario dire delle cose dirompenti per smuovere le acque le dirò: sento spesso e volentieri parlare della crisi della Agnesi. Ovviamente tutti siamo solidali con le persone che a causa di questo problema stanno per perdere il lavoro, ok, ma…chi se ne frega di una fabbrica che produce pasta (cosa certo non nella cultura locale, avete mai visto una spiga di grano in Liguria?!?) con l’acqua alla gola? Tutti lì a sbattersi per prorogare di una settimana, un mese…una fine già segnata. Ma quel casermone sul mare dovrebbe essere e diventare la casa mondiale dello sport! Con dentro TUTTO! Vela, bicicletta (con la bellissima pista che parte da lì vicinissimo), surf (si fa anche surf ad Imperia!), sci (ad un’ora dal sole e dal mare si scia!), sub……………..e mille altri sport!

    Un’altra cosa che farà incazzare: ad Imperia non c’è un hotel turistico che possa veramente definirsi tale. Ne esiste uno solo, di qualità, però nel centro di Oneglia, e certo non può definirsi di charme: perfetto per lavoro ma non certo adatto per un soggiorno di piacere. E poi? Il nulla. Nulla assoluto. Ma pensate possibile che una città di provincia con ambizioni turistiche non abbia la maniera di ospitare le persone in un posto di qualità e charme? Una volta ero in un “albergo” vicino al mare e gli ho chiesto dove potevo andare a fare un bagno, se avevano uno spazio loro e se potevano darmi almeno un asciugamano da mare: mi hanno guardato come avessi chiesto una tuta per sciare.

    Il cibo!!! C’è l’enorme giacimento culturale dell’olio, la pesca, la campagna con i suoi prodotti (i carciofi!) e mille altre cose.

    Il clima! Ma lo sapete che, in inverno spesso fa più caldo ad Imperia che in Sicilia?!? Ma lo sapete che d’estate fa più fresco a Porto Maurizio che a Palermo?!?

    Insomma, la nostra città potrebbe diventare (nonostante noi!) un posto meraviglioso. Invece è una merda. Volete che sia così per sempre? Io no. Non so da che parte cominciare, non ne ho la più vaga idea. Ma so che qualcosa, qualcuno la deve fare. Altrimenti il malato grave diventerà un morto, e quando uno è morto non c’è più nulla da fare.

    Concludo mettendo tre immagini di Imperia (che ho scaricato da internet, mi scuso se non cito gli autori, ma non li conosco) che, sono convinto, mostrano angoli di questa città che i non imperiesi non conoscono e che se fossero in una città della Provenza sarebbero monumenti nazionali con persone da tutto il mondo ad ammirarli.

    Odio chi si lamenta: questo non funziona, quello non funziona. Probabilmente è quello che sto facendo anche io. Anzi no, non voglio lamentarmi: Imperia è veramente meravigliosa.

    Ma belìn, svegliatevi!

     

    Porto_di_Imperia_Oneglia

    Porto di Oneglia. foto di Marco Fish Pesce

    25464860

    Villa Grock, Oneglia

     

    Logge

    Logge di Santa Chiara, Porto Maurizio

    19 Commenti »

    25 febbraio 2015

    IL TORTINO AL CIOCCOLATO E LA FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO

    Tortino-al-cioccolato-fondente-dal-cuore-morbido

     

    Una delle frasi che, quando si affronta il tema fotografia, si sente più spesso è “adoro la fotografia bianco e nero!”. Quando la sento, ed è un classico, Benedusi abbozza un sorriso e dice “e già!” mentre Settimio sente prudere le mani e vorrebbe urlare “MA CHE CAZZO DICI?!?”

    Comunque è vero, non c’è un belino da fare: la fotografia in bianco e nero piace a tutti. Qualsiasi cagata in bianco e nero è più bella.

    Un po’ come sapete cosa? Come il tortino al cioccolato con il cuore caldo. E già!

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo è oramai la presenza costante in tutti i ristoranti di merda e ignoranti per soddisfare in maniera semplice ed efficace il cliente che mi va (sempre!) pazzo per questo dessert.

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo sembra a tutti una cosa figa e buona.

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo piace a tutti.

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo viene visto di default, come un prodotto artigianale, come un cosina preziosa fatta dalle sapienti manine di un pasticciere con il cappello bianco sul set di Chocolat.

    Il tortino al cioccolato con il cuore caldo dà, in maniera magica, prestigio e nobilità ad una triste carta dei dolci dove al massimo trionfano le pesche sciroppate.

    Ecco, la realtà dei fatti è però un’altra. La realtà dei fatti è che il tortino al cioccolato con il cuore caldo si compra surgelato al costo di 1 euro e mezzo al pezzo, si mette per pochi secondi nel microonde e zac! ecco pronto il tortino al cioccolato che piace a tutti.

    Il ristorante ignorante trova la soluzione dei suo problemi con i dolci propinando ad un pubblico ignorante (che squittisce di godimento) il tortino al cioccolato con il cuore caldo così come il fotografo ignorante trova la soluzione dei suoi problemi con la fotografia propinando ad un pubblico ignorante (che squittisce di godimento) la fotografia in bianco e nero.

    Olè.

     

     

    45 Commenti »

    16 febbraio 2015

    STAMPATE!

    Nella maggior parte dei casi noi fotografi scattiamo in digitale. E va bene così: è l’inevitabile contemporaneità.

    Ci sarebbero lunghi discorsi su analogico/digitale che però adesso non farò qui…

    Mi limito a una semplice e pratica considerazione: tutte le nostre fotografie sono una sequenza di 0101010101010101010101, di bit che riponiamo dentro a dei supporti che tra un tot di anni (magari 10, mica 1.000) saranno illeggibili. D’altronde sapreste dove mai infilare quei floppy disk che usavate proprio solo 10 anni fa?

    Tutte queste cose le ha scritte, sicuramente meglio, qualcuno infinitamente più competente di me. Qui.

    Insomma, stampare le Fotografie che ci stanno più a cuore è sicuramente una cosa importante. Ma anche lì non è cosa semplice, perché le stampe che facciamo con le nostre getto d’inchiostro (anche se super fighe) sono destinate a sbiadire e poi a sparire in pochi anni.

    E’ questo che vogliamo dalle nostre belle fotografie? Che spariscano?

    Una soluzione, complicata e costosa, esiste, ed arriva direttamente dal secolo scorso, anzi da due secoli fa: la stampa al platino palladio. Una cosa talmente antica da essere modernissima.

    Esiste da poco un servizio attraverso il quale da un file digitale si ottiene un internegativo di grande formato con il quale si va a realizzare una stampa a contatto che è di per sé un esemplare unico e con durata certificata eterna.

    Informazioni maggiori le trovate sulla pagina Facebook, oppure alla mail platinoprints@gmail.com.

    Questa un mio file stampato con questa tecnica:

    IMG_5505

     

    The Platinotypist ”A little African story” from The Platinotypist on Vimeo.

    9 Commenti »

    5 febbraio 2015

    CIRCOLO FOTOGRAFICO MILANESE

    settimio

     

    LA BUONA NOTIZIA (a seconda dei punti di vista):

    spesso e volentieri le mie esternazioni vengono lette come una critica nei confronti dei fotoamatori: proprio un grande errore!

    come tanti fotografi professionisti io stesso sono stato fotoamatore e come tale ho frequentato il circolo fotografico di Imperia: avevo 16 anni e tutti i lunedì sera, dopo cena, prendevo il mio motorino (un Garelli tipo così) e da Porto Maurizio andavo ad Oneglia al fotoclub. ero timidissimo, penso di non aver mai detto una mezza parola in tutte quelle riunioni; e sì che in quegli anni il momento catartico del DIBATTITO era fondamentale!

    sono stati anni molto felici, con le nottate in camera oscura a sviluppare e stampare. un gentile signore del circolo (non ricordo veramente chi fosse, se mai leggesse queste righe e si facesse vivo ne sarei felice) un giorno mi portò a Genova nei dintorni di via Prè dove comprai la mia prima reflex, questa.

    i fotoamatori e i frequentatori di circoli fotografici sono e sono sempre stati la linfa vitale da cui la buona Fotografia ha tratto moltissimo.

    io non ho proprio nulla contro i fotoamatori! mi stanno sul cazzo quelli che vanno da mediaworld, comprano una macchina fotografica e il giorno dopo si fanno la pagina Facebook con PH.! quelli sì che non li sopporto! perché non sono fotografi, sono utilizzatori di macchina fotografica: che sono due cose molto diverse. purtroppo non c’è peggior ignorante di chi non solo non sa ma soprattutto non sa di non sapere: e il PH è il re degli ignoranti!

    detto questo, la buona notizia è che lunedì sera sono stato invitato, con mio immenso piacere, a parlare nella sede dello storico Circolo Fotografico Milanese.

    ci vediamo lunedì sera!

    LA CATTIVA NOTIZIA (a seconda dei punti di vista):

    la cattiva notizia è che l’incontro di lunedì sera non è aperto a tutti: solo per i soci del circolo!

    14 Commenti »

    26 gennaio 2015

    FOLDING CAMERAS

    Schermata 2014-02-28 alle 19.59.18

     

     

    Il mio ultimo workshop presso la benemerita Fondazione Fotografia di Modena si è svolto in una maniera, devo dire, molto interessante e proficua, penso per tutti. Sicuramente molto per me: in questi casi è molto più quello che ricevo rispetto a ciò che dò.

    Tutto questo grazie a molti fattori, non ultimo un gruppo di allievi che ho trovato ottimo (nessuno è scappato!).

    Il merito maggiore però, secondo me, non è stato mio, non è stato degli allievi, non è stato della Fondazione…ma è stato in larga parte della macchina fotografica che abbiamo usato. E già!

    Su questo argomento il buon Toni ha già detto la sua, in maniera intelligente e approfondita come al solito, qui.

    La questione del mezzo con il quale si scatta è in effetti molto importante, proprio perché il mezzo è molto importante per raggiungere un certo fine: temo che spesso invece, il mezzo con il quale si scatta venga confuso con il fine.

    Comunque, tornando al workshock di Modena, mi sono MOLTO divertito, inutile negarlo, all’inizio dei tre giorni, quando ho chiesto ai miei allievi di mostrarmi le loro macchine e loro tutti orgogliosi a mostrarmi canonpentaxnikonleicax1dsxxt1super…allora io li ho invitati a lasciare tutte le loro meravigliose super macchine fotografiche perché noi avremmo usato, per tutto il week end, solo ed esclusivamente il mio amatissimo banco ottico, compagno fidato ed indistruttibile (ciò che non c’è non si può rompere, e lì c’è ben poco…) di mille avventure, scattando con polaroid 10×12.

    IMG_0959

    C’è poco da fare: scattare con il grande formato obbliga, inevitabilmente, a pensare prima a cosa fare e perché.

    Sul quel week end ha realizzato un bel racconto Gabriele, un allievo.

    Ma non è del workshop di Modena, che volevo parlare, ma di Alessandro Gibellini, che proprio in quel week end ci è venuto a trovare, portando le sue creature, che ovviamente si sono perfettamente ambientate: banchi ottici da lui realizzati 20×25 cm (8×10 pollici).

    La sua storia è fantastica, e dovrebbe essere di grande insegnamento sia per quello che riguarda la Fotografia e sia per quello che riguarda in generale l’imprenditorialità: Alessandro, ingegnere meccanico, non trovando sul mercato ciò che cercava ha cominciato a realizzarlo da sé, con le sue manine. Tutto ciò è poi diventato un business che sta funzionando alla grande.

    Potete trovare tutte le informazioni che vi servono sul suo sito

    Unknown-1

    Unknown-2

    Unknown-3

    Unknown-4

    Unknown-5

    Unknown-6

    Unknown

    E bravo Alessandro!

    PS: dopo il workshop un’allieva, Chiara, mi ha mandato una bella letterina e soprattutto una bellissima spilletta! (spillona, anzi): grazie!

    IMG_2072

     

     

    9 Commenti »

    22 gennaio 2015

    HAITI 2015

    Ieri sera, nel corso della charity dinner della Fondazione Francesca Rava, è stato proiettato il mio slide show del recente viaggio ad Haiti con Martina, in occasione dell’anniversario dei 5 anni dal terribile terremoto.

    Ve lo ripropongo qui.

    Dopo una prima parte dove si racconta la situazione attuale (ancora estremamente complessa dopo 5 anni) si passa al racconto degli sforzi infiniti di Padre Rick: dall’ospedale per bambini (tutti, compresi quelli con problemi, fisici e mentali) alla coltivazione dei pesci (dei quali viene usata persino l’acqua di scarto per concimare le loro piantagioni).

    Il tutto durante la celebrazione eucaristica dell’anniversario in un campo che apparentemente è un campo normalissimo ma invece è un infinito cimitero, dove sotto ogni pietra c’è un morto.

    E si finisce proprio con questo campo che alla fine della cerimonia ha preso fuoco, come se tutti quei morti volessero in qualche maniera esserci.

    PS: non credo in Dio, ma credo nelle persone che fanno del bene. Dal mio personalissimo punto di vista non sempre le due cose coincidono: ad Haiti secondo me coincidono.

    Ecco il video:

    HAITI 2015 from Settimio Benedusi on Vimeo.

    1 Commento »

    14 gennaio 2015

    FOTOGRAFO DI HAITI AGGIORNATO!!!

    Sono appena tornato da Haiti, per raccontare con la mia macchina fotografica l’anniversario dei 5 anni dal terribile terremoto.

    Scriverò più avanti in maniera approfondita di tutto ciò.

    C’è una cosa però che mi preme e di cui vorrei parlare subito: un pomeriggio siamo stati in una tendopoli (tendopoli, esatto, moltissima gente vive ancora nelle tende dopo 1.825 giorni, senza acqua corrente, senza elettricità e senza fognature) e ad un certo punto ho visto questa tenda con questa insegna:

    BI3U5114

    BI3U5117

     

    ovviamente mi sono intrufolato dentro.

    ho conosciuto il collega (termine che ho sempre trovato orrendo, ma almeno oggi/qui evitiamo polemiche!) Wilfild, che è il fotografo ufficiale della tendopoli, realizzando di tutto e di più.

    Come è un gran classico in questi casi (uguale ad esempio in Africa) dentro alla tenda, nel sul “””studio””” ha vari fondali dipinti dove mettere i suoi soggetti, regalando, almeno nella finzione della fotografia, un background da sogno.

    Ecco, lui è Wilfild, davanti ad uno dei suoi fondali, con due lucine tipo campeggio che sono alimentate da una sorta di generatore che è fuori:

    BI3U5102

    E fin qui ci siamo.

    Mi sono messo a chiacchierare, addentrandomi anche, curioso, su questioni tecniche. Molto basic, ad esempio volevo sapere con quale macchina facesse le fotografie. E lì è cascato tutto: va bene la tenda, va bene il fondale dipinto, va bene le luci tipo campeggio, va bene tutto…ma la macchina fotografica proprio non si poteva guardare. Una compattina di quelle piccole piccole, digitale certo, ma di tantissimi anni fa, tenuta insieme con lo nastro adesivo e proprio mal ridotta: non era molto diversa da quella famosa di Giacomelli.

    Il collega guardava la mia super Canon con la bava alla bocca.

    Ha un po’ esitato e poi è partita la domandona: non hai una macchina fotografica decente per me? Purtroppo no, lì non l’avevo.

    Comunque, facciamola corta: vogliamo noi fotografi teste di cazzo per una volta fare una cosa buona, semplice e concreta? Regaliamo una macchina fotografica a Wilfild! E dai, cazzo!

    Raccogliamo il grano, poi magari io chiedo alla Canon se ci fanno uno sconticino, compriamo una bella reflex e io mi impegno a mandarla al nostro nuovo amico: ho indirizzo e tutto.

    Basta poco, molto poco: tipo 10 euro a testa. Se in tanti mettiamo poco facciamo presto ad arrivare ad una cifra decente.

    Questo il mio IBAN:

    IT 88 Z 02008 01612 000005491370 intestato a Settimio Benedusi e con motivazione Fotografo Haiti. Giuro che non scappo con il malloppo.

    Io ci metto 50 euro, a voi il resto. Dai!

    Per non sapere ne’ leggere ne’ scrivere il buon Wilfild già ringrazia:

    BI3U5134

     

     

    AGGIORNAMENTO:

     

    IMG_20150310_164824

    20150310_171659

    20150310_172235

     

    IMG_7869

    IMG_7872

     

    I QUASI 5 KG DI MATERIALE (DUE CORPI MACCHINA, 4 OBIETTIVI E VARIE SCHEDE) SONO STATI SPEDITI ANCHE GRAZIE ALLE VOSTRE GENEROSE DONAZIONI.

    COME VEDETE QUI SOPRA IL PACCO E’ STATO CONSEGNATO DALL’AMICO ENZONE DIRETTAMENTE NELLE MANI DI WILFRID.

    GRAZIE VERAMENTE A TUTTI!

    :-)

     

     

     

     

     

    15 Commenti »