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  • 3 novembre 2014

    ADV FALL WINTER 2014 YAMAMAY

    ancora in giro la campagna Yamamay da me scattata per l’autunno inverno 2014 2015 con la celebre Emily Ratajkowski.

    per una volta veramente non saprei cosa dire, farei parlare solo le immagini.

    anzi no, una cosa la vorrei dire, e non è per captatio benevolentiae: a fare questo mestiere spesso e volentieri si ha a che fare con improvvisati. quanti ne ho visti! chiunque partecipi in qualsiasi ruolo alla produzione di un servizio fotografico. a cominciare dalla cima della piramide, i clienti. d’altronde se è complicato essere, cosa ne so, albergatore non è così complicato fare una linea di vestiti o quant’altro, e commissionare un servizio fotografico. più o meno è alla portata di tutti: quanti dilettanti allo sbaraglio ho visto in questi anni, gente che non aveva la più vaga idea di cosa stesse parlando. un art director molto bravo una volta mi ha detto una frase meravigliosa “il cliente va inculato per il suo bene”.

    ecco, con Yamamay tutto il contrario: il piacere infinito di lavorare con tutte persone (dalla cima della piramide fino alla base) che sanno di cosa stanno parlando. che meraviglia!

    ed ecco le immagini:

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    e anche qualche immagine backstage:

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    31 ottobre 2014

    IL RITRATTO: BENASSI BY THORIMBERT /// AGGIORNATO

    il ritratto è, per un fotografo, un tema complicato. temo che spesso venga interpretato come il fotografare, semplicemente, una faccia. se così fosse sarebbe non complicato, ma facilissimo: io ho una macchina fotografica in mano e con quella faccio una fotografia alla persona che ho davanti, con il suo consenso. magari usando una bella luce e successivamente una efficace post produzione. caso classico quello del pescatore con tante rughe in bianco e nero, l’avete in mente, no?: probabilmente bella fotografia ma certamente inutile, e quindi bruttissima.

    e perché tutto ciò? cosa dovrebbe avere un ritratto per diventare un Ritratto?

    tre cose semplici semplici, e quindi complicatissime: dovrebbe raccontare della persona ritratta, dovrebbe raccontare del fotografo e infine, dovrebbe raccontare del giudizio che il fotografo ha della persona ritratta. tutto qui. nulla di più e nulla di meno. tutto questo ovviamente nella mia opinione…

    vi voglio quindi far vedere un’immagine che non solo mi aiuta a far comprendere come dovrebbe essere un buon ritratto, ma mi permette anche di spendere qualche parola sul linguaggio della fotografia. che va, come tutti i linguaggi, capito per essere compreso.

    l’immagine è questa, un Ritratto realizzato da Toni Thorimbert a Jacopo Benassi:

    foto[1]

     

    allora, apparentemente è una fotografia di un signore con un sacchetto di plastica in mano. questa la superficie. questo ciò che si vede. giusto?

    guardate bene, però. quel sacchetto è abbastanza pieno, e non sembra pieno di frutta e verdura di una recente spesa. riuscite a capire cosa c’è dentro? io so la risposta, perché la conosco dai diretti interessati, però non è che sia necessario conoscere esattamente i fatti: l’importante è che grazie ad alcuni elementi l’immagine stia sù, abbia senso. come dico spesso nei miei incontri non è che dobbiamo conoscere le formule di calcestruzzo per non farci preoccupare che il tetto che adesso è sopra la mia e vostra testa ci caschi addosso: ma siamo sicuramente consapevoli che ci siano state delle formule precise che hanno fatto in maniera tale che qualcuno abbia deciso come fare questo tetto e che quindi questo tetto stia su. chiaro?

    comunque, tornando alla nostra fotografia: Jacopo ha in mano un sacchetto. questo sacchetto ha dentro dei vestiti, per un piccolo viaggio che Jacopo e Toni hanno fatto insieme. insomma, quella è la valigia di Jacopo Benassi. lui parte per un viaggio di tre giorni e dove mette le sue magliette e mutande? in un sacchetto di plastica, neanche dell’esselunga, pure no brand: non ha uno straccio di marchio neanche il sacchetto! miseramente bianco!

    questo dettaglio non racconta in maniera incredibilmente fedele l’estetica punk e anarchica (vedi maglietta!) di Jacopo? non c’è forse tutto il racconto di chi lui è?

    tutto questo filtrato dal punto di vista di Toni, che non cede alla facile tentazione del bianco e nero (che sia porterebbe l’immagine ad essere ancora più “benassiana” e sia, lo sappiamo, fa sempre la sua porca figura) ma usa un colore molto “thorimbertiano”, semplice, pulito, secco.

    perché fa tutto questo? perché c’è una enorme empatia, tra il fotografo e il fotografato, non solo per questioni di amicizia, ma perché il fotografo, anche lui!, qualche anno prima, quando la sua anima punk ed anarchica era ancora più visibile di adesso si comportava nella stessa identica maniera: la sua valigia era un sacchetto di plastica.

    e poi c’è Jacopo, che non si atteggia, che non posa, che fa ciò che sempre fa, da fotografo, nelle sue fotografie: dice “eccomi qui, io sono qui, così”. pur vestito e normalissimo si mette a nudo.

    ecco quindi che succede quella magia, quando una fotografia di una persona diventa una Fotografia che è anche un autoritratto che celebra l’empatia tra due persone che accettano di raccontare e di raccontarsi: un vero Ritratto.

    |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

    AGGIORNAMENTO:

    ecco, per l’appunto: questo ritratto e questo mio post erano, nelle mie intenzioni, proprio l’occasione non solo di parlare di RITRATTO ma anche e soprattutto il ribadire che la Fotografia è un linguaggio e come tale debba avere dei precisi strumenti di “decriptazione”.
    La famosa frase “la fotografia è come una barzelletta…” non è giusta o sbagliata, va inserita in un contesto.
    Di una cosa sono certissimo: essendo la Fotografia un linguaggio ha bisogno di strumenti per essere capita.
    La più bella poesia giapponese a noi sembra una massa di segni e nulla più.
    Purtroppo mentre nel linguaggio scritto è evidente che servano strumenti di comprensione (nessuno direbbe: questa poesia giapponese non mi piace) nella fotografia c’è l’illusione che sia facile e di altrettanta facile comprensione: NON è così.
    Anche perchè poi ci si limita al MI PIACE/NON MI PIACE: e sapete cosa?!? Quando ci si limita al MI PIACE senza capire e comprendere il linguaggio e la struttura profonda delle cose ciò che piace è sempre tutto ciò che è superficiale, inutile, scontato e, in fondo, brutto.
    Le cose profonde vanno SEMPRE spiegate per essere capite.

    PS: questo blog, dal 2003, non ha alcun filtro ai commenti. Penso sia buona educazione commentare con educazione e correttezza. Non penso sarebbe un bel segnale se, per colpa di qualcuno, io dovessi, dopo tanti anni, ricorrere alla moderazione preventiva. Grazie.

    43 Commenti »

    20 ottobre 2014

    Ki6 FALL WINTER 2014/2015

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    13 ottobre 2014

    MISS BLUMARINE AI 2015

    la mia nuova campagna pubblicitaria Miss Blumarine per l’autunno-inverno 2014/2015:

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    e il video backstage:

    9 Commenti »

    6 ottobre 2014

    FOOL MAGAZINE

    Le riviste (quelle di carta, intendo) sono morte? O, peggio ancora, sono zombie (morti che camminano)?
    Non lo so, certo è che la carta stampata non gode proprio di buona salute: notavo che i quotidiani la gente non li prende neanche regalati, in treno…

    Mi si apre il cuore quindi quando vedo un nuovo giornale. Ancora di più quando è bellissimo .

    Sto parlando di una rivista svedese dedicata al cibo: FOOL.

    Una rivista con una visione. Una rivista con un profilo iconografico molto preciso che rende la propria progettualità delineata e chiara.

    Sul numero che ho in mano la cover story sul grande chef modenese Massimo Bottura: è il colmo dei colmi che (degli svedesi!) citino in maniera magistrale la nostra cultura (Fellini!) mentre noi scimmiottiamo (spesso male) le cose che arrivano da oltre frontiera.

    Comunque, questo il servizio.
    Fotografie di Per Anders Jörgensen.

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    le riviste sono morte?

    viva le riviste!

     

     

     

     

    7 Commenti »

    3 ottobre 2014

    IL FOTOGRAFO

    Tutti noi esseri umani siamo pieni di difetti. Alcuni pregi e tanti difetti mischiati e distribuiti, forse senza alcun criterio. Chissà per quale bislacca ragione il top dei peggiori difetti si concentrano in una figura di essere umano un po’ particolare: il fotografo.

    Una sorta di tempesta perfetta convoglia tutte le peggiori energie e sinergie all’interno di un solo e specifico bipede con macchina fotografica al collo.

    Le varie figure sono:

    -IL TECNOCRATE. Esemplare solo ed unicamente interessato all’aspetto tecnico, solo al COME e mai al PERCHÉ. Come quelli che, nella musica, si fanno pippe infinite sugli amplificatori valvolari ma non sanno chi è Chet Baker. Discussioni infinite sulla risoluzione di obiettivi e sensori: tutte robe assolutamente inutili alla buona Fotografia.

    -IL MALATO DI FIGA. La bellezza femminile, diciamolo, piace a tutti, ma esiste una categoria di umani che vive la vicinanza e la frequentazione di una bella ragazza (è un eufemismo) come una propria valorizzazione. Un po’ come essere seduto su una super macchina o quelle cazzate lì: valgo perchè a fianco ho una cosa figa.

    -IL POTENTE. Il potere piace a tutti. In Sicilia si dice “meglio comandare che fottere”. Quando uno ha una macchina fotografica in mano si sente subito un po’ più potente: giá solo per fare una foto ricordo il “fotografo” si sente autorizzato a dire “tu fai così, tu mettiti lì” anche se fino a poco prima era lo sfigato del gruppo.

    -QUELLO CON IL PASS. A molti piace avere appesa una roba al collo, anche solo che ti identifichi. È il celebre “lei non sa chi sono io” al contrario, che poi è molto meglio: “lei adesso sa chi sono io”. Se poi la cosa al collo è un pass qualsiasi allora lì è puro godimento.

    -LO STRANO. “Io non sono come voi” ognuno di voi ama dire. Ognuno non vuole essere come tutti gli altri, pur essendo, ovviamente, esattamente come tutti gli altri.

    -LO SBORONE. Sono il più ricco e più figo di tutti: infatti guarda, ho la Leica con il 300 2,8!

    -IL MILANESE DEL MAGICO MONDO DELLA MODA. Se uno proprio non fa il falegname in Trentino o il pescatore a Mazara del Vallo vorrebbe essere a Milano e far parte del rutilante mondo della moda: feste, show-room, modelle e vip. Il fotografo anche se sta a Roma o Napoli (ho casi precisi!) comunque è milanesedelmagicomondodellamoda dentro. O almeno vorrebbe.

    -L’IGNORANTE. L’ignoranza è oramai una caratteristica di cui non ci si deve vergognare, ma della quale andare orgogliosi. “Non so nulla e nulla voglio sapere”. L’ignoranza come stile di vita. Ignorare persino di essere ignorante: il vero nulla assoluto. “Avedon chi?!?”

    Ecco, quando la tempesta perfetta indirizza le proprie energie verso un solo punto, ecco che un ignorante sborone pseudo milanese modaiolo che fa lo strano senza esserlo, con il pass al collo che si illude di essere potente, figaiolo e tecnocrate diventa un umano molto facilmente identificabile, anche da lontano: lo riconoscete perché ha la macchina fotografica appesa al collo.

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    26 settembre 2014

    MARCO LODOLA PORTRAIT

    conosciuto da poco ma riconosciuto come se fosse da sempre.

    Marco Lodola, artista.

    che non ama mai uscire di casa (come lo capisco!)

    che è in bianco e nero ma viaggia, sogna e crea a colori.

    Marco Lodola ritratto per il catalogo dell’ultima sua opera, il Ponticino.

     

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    16 settembre 2014

    LA BALERA DELL’ORTICA PER IL CORRIERE DELLA SERA

    uno dei problemi di essere un fotografo (non sono tanti, in verità, ma qualcuno c’è) è quando ti chiedono: “fai il fotografo?!? che bello! e fotografo di cosa???” a quella domanda lì io non so mai cosa rispondere. ma veramente! balbetto due cose incomprensibili e poi vedo inevitabilmente l’incertezza regnare sovrana. anche perché, è un classico, prima loro stessi mi suggeriscono: “fai matrimoni?!?” e io dico “no!” e allora mi chiedono “hai un negozio di fotografia?!?” e io dico “no!”. a quel punto timidamente io dico che mi occupo di moda (nonostante io NON mi senta un fotografo di moda) e a quel punto belli spavaldi dicono “ma allora fotografi le sfilate!!!” al mio ulteriore “NO!!!!” non sanno più che pesci pigliare. finisce che non abbiano la più vaga idea di cosa io fotografi.

    il problema è, lo dico solo a voi miei 25 lettori, che neanche io ho ben chiaro che tipo di fotografo io sia. in quale casella mettermi. moda: no. reportage: no. still life: no. paesaggio: no. ritratti: no. street: no. pubblicità: no. veramente non lo so!

    una cosa sola so perfettamente bene, però: che mi piace fotografare le persone. entrare nell’intimità delle persone (odio la gente, ma amo le persone) e farmi raccontare, attraverso la mia macchina fotografica, la loro storia, piccola o grande che sia, è una cosa che mi piace tantissimo. probabilmente tutta la mia fotografia gira intorno a questa cosa.

    è stato quindi bellissimo andare alla Balera dell’Ortica, per la oramai tradizionale pagina del Corriere della Sera di Ferragosto, e fotografare le ballerine e i ballerini che frequentano questo dancing che sembra ancora nei pieni anni ’50. veramente fantastico. un po’ come vivere, anche solo per poche ore, un’altra vita.

    questo il risultato:

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    01_GABRIELLA_ANGELO

    02_CARMELA_ANNIBALE

    03_ANNA_EGIDIO

    04_LILIANA_SERGIO

    05_GIUSEPPINA_GIUSEPPE

    06_MARIAGRAZIA_CAMILLO

    07_ROSA_GUGLIELMO

    08_CISA_GIUSEPPE

    09_ANGELINA_GIORDANO

    10_MARGHERITA_LUIGI

    11_MADDALENA_FRANCESCA

    12_UMBERTINA_NICO

    13_PAOLA_DONATO

    14_VANDA_GIACOMO

    15_PATRIZIA_LADISLAO

    backstage!

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    9 settembre 2014

    IMPERIA: NOI SIAMO LA NOSTRA STORIA. INAUGURAZIONE!

     

     

     

    NOI_SIAMO

    Scilipide

     

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    021.1925

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    Benedusi_img006

    Foto 3 Corradi Maria

    Foto 4 Cimino Daniele

    Foto 5 Cimino Daniele copia

    Foto 6 Settimio Benedusi

    Foto 9 Corradi Maria

    Foto 13 Corradi Roberta

    Foto 19 Corradi Roberta

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    renate, marco e andrea garibaldi 1967

    AG-07

    AG-10

    Benedusi_img024

    bernardo, marco e andrea garibaldi 1967

    Foto 2 Bonsignorio Giuseppina

    MP2

    uzzo-cellino-novaro-porto-oneglia

     

    LE MERAVIGLIOSE, BELLISSIME, ELEGANTI E COMMOVENTI FOTOGRAFIE CHE AVETE MANDATO (quasi 1.000!!!) SARANNO ESPOSTE  ALLA MARINA DI PORTO MAURIZIO.

    INAUGURAZIONE DOMANI SERA, MERCOLEDI’ 10 SETTEMBRE 2014, ALLE ORE 19:30.

    VI ASPETTO!

    grazie infinite al Comune di Imperia e a Assonautica.

    PS: datemi retta, venite alla Vele D’Epoca: è bellissimo!

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    8 settembre 2014

    I NUOVI ARTIGIANI PER IL CORRIERE DELLA SERA

    devo dire che le cose che mi piacciono e mi emozionano (sarà l’età) sono sempre meno. sono sempre molto meno. forse ho visto se non tutto, sicuramente molto, e trovare qualcosa che desti il mio interesse è molto difficile.

    in un andazzo generale di laureati in scienze della comunicazione, di marketing, di brainstorming, di made in china…quello che sicuramente mi piace, mi emoziona e mi colpisce sono le cose fatte bene, con amore e sapienza artigianale. invece di voler per forza salvare il mondo (penso una cosa: il mondo noi non possiamo salvarlo e neanche condannarlo, vedi il grande George) penso sia moooolto meglio partire dalle piccole cose, tipo ad esempio saper fare, gustare e apprezzare un buon pane, fatto come Cultura e Sapienza comandano.

    pensando a tutto ciò avevo da tempo in mente di andare a cercare e fotografare persone che hanno deciso (deciso, non subìto, come spesso accade nei lavori artigianali) di intraprendere antichi e tradizionali mestieri ma realizzati in maniera moderna e contemporanea.

    quando il Corriere della Sera mi ha chiesto di pensare ad un progetto seriale, che durasse per quasi tutto agosto ho immediatamente proposto questa storia, che è stato bellissimo realizzare: ho conosciuto e fotografato persone che sanno veramente fare qualcosa con le proprie mani, altro che marketing!

    ecco i 16 protagonisti, pubblicati, per l’appunto, durante lo scorso mese d’agosto, sul Corriere della Sera:

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    JACOPO ANTI

     

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    FERRI VELOCI

     

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    PAVE’

     

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    BULLFROG

     

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    TPR ITALIAN FACTORY

     

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    PASTA FRESCA BRAMBILLA

     

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    NOAH GUITARS

     

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    DEUS CUSTOM

     

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    COSTANZA ALGRANTI

     

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    BIRRIFICIO MILANO

     

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    ROBERTO MONTRASIO

     

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    CONTROPROGETTO

     

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    ALTALEN

     

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    PILGIO’

     

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    LABORATORIO ATHANOR

     

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    LABORATORIO AVALLONE

     

    e non ci facciamo neanche mancare una foto backstage!

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    che bello quando la Fotografia serve a raccontare delle belle storie! :-)

    5 Commenti »