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  • 15 novembre 2009

    L’ASSISTENTE

    argomento non di poco conto: l’assistente fotografo.

    la figura dell’assistente, sinceramente, è non poco sottovalutata. ad esempio nelle scuole di fotografia si insegnano tantissime cose (a volte abbastanza inutili, tipo sviluppo e fissaggio…) ma non si insegna come diventare un bravo assistente: è un po’ come se uno volesse fare il pilota di macchine e sapesse tutto sul motore ma non sapesse come aprire la porta per salire…

    l’assistente invece è molto importante, perchè, se funziona, è il braccio destro del fotografo.

    una premessa: è innegabile che chi fa l’assistente lo faccia per imparare delle cose, che si suppone gli siano utili quando sarà lui stesso fotografo. questo però non vuol dire una cosa, che sia lì solo per imparare. capita molto spesso che io riceva mail più o meno con questo testo: “buon giorno, sono un fotografo e non riesco a fare il fotografo come vorrei, mi piacerebbe venire da lei a fare l’assistente per imparare più cose possibili”. e no! non funziona così, mi dispiace: è l’assistente che deve essere utile al fotografo, non il contrario. altrimenti il denaro dovrebbe prendere un senso inverso rispetto a quello normale…

    andiamo al dunque della cosa, cerco di spiegare, in maniera semplice e schematica cosa deve fare e sapere il buon assistente:

    -prima regola, che le comprende tutte: tre secondi prima. esatto, 3 secondi prima, prima di tutto. il buon assistente deve pensare/fare/agire tre secondi prima che le cose accadano/servano/si incasinino. questa basilare regola è evidentemente la conseguenza del fatto che l’assistente deve far continuamente lavorare il cervello per pensare cosa starà per accadere per anticiparlo.

    -regola che precede quella dei “tre secondi prima”, ma in maniera più vasta e completa: l’assistente deve sempre essere preparato su ogni evenienza e pensare a tutto ciò che accadrà. il bravo assistente non deve essere un pacco che si fa portare da una parte all’altra, non deve essere dominato dagli eventi, ma deve dominare gli eventi.

    -per dominare gli eventi il bravo assistente deve essere preparato. preparato per affrontare le situazioni, i luoghi, gli eventi: se si va a scattare in montagna deve pensare a tutto ciò che in montagna potrebbe essere utile. ho detto tutto ciò che potrebbe essere utile. tutto vuol dire un infinito elenco di cose, che magari non serviranno a nulla, ma magari sì: scarpe calde e impermeabili, guanti, cappelli, sciarpe, tea caldo, coltellino multiuso svizzero, richiamo per cervi, cartina delle montagne, GPS per salvarsi…..e mille altre cose che magari potrebbero servire. facevo l’assistente (tanto tempo fà…) e con il fotografo con il quale lavoravo partimmo in aereo per la sicilia, verso palermo. troppo vento a punta raisi ed atterrammo a catania, dove noleggiammo un’auto per andare a palermo: io mi ero portato una cartina della sicilia, e grazie a quella arrivammo tranquilli beati a palermo…

    -regola collegata alla precedente: se ci fosse una scuola di assistenti all’interno delle scuole di fotografia insegnerebbero una cosa fondamentale. che è forse una cazzata ma che fa cambiare l’approccio dell’assistente nei confronti del fotografo in maniera radicale: il bravo assistente dovrebbe avere sempre con se’ un marsupio/borsa con dentro delle cose. cose tipo?!? tutto! tutto ciò che c’è in quel marsupio potrebbe servire: nastri, corda, accendino, pinzette, mollette, pile, caricabatterie, matite, penne, coltellino……insomma di tutto e di più. se un assistente si presenta sul set in alta montagna con i moon boot e questo marsupio non è forse meglio del presentarsi con i mocassini e le mani vuote? e non è forse una cosa semplice che depone enormemente a suo favore? sicuramente sì, quello che però succede nella maggior arte dei casi è l’abbinata mocassini/mani vuote… non lo sapevate? adesso lo sapete

    -il bravo assistente deve essere informato. una volta di pellicole e sviluppi, adesso di computer. un bravo assistente deve conoscere il MAC e PHOTOSHOP, come minimo. quando mi dicono che conoscono il MAC non faccio dei test compicatissimi, gli dico di fare una nuova cartella sulla scrivania. non ci crederete ma nella maggior parte dei casi cominciano ad andare a cercare in alto a sinistra verso la scritta FILE, e poi cercano e cercano…una nuova cartella si fà (ma voi lo sapete!) maiuscola/mela/N. se uno non sa questo non sa nulla. un ragazzo di vent’anni o poco più deve saperne di computer più di me! (da adesso in poi il test sulla conoscenza MAC sarà diverso, of course…)

    -l’assistente è e deve essere l’ultima merda del gruppo. attenzione, dico questo con il massimo del rispetto. ma lo dico per essere il più chiaro possibile. ma così è. e solo avendo in mente questo le cose possono funzionare. ad esempio, a pranzo l’assistente deve essere l’ultimo a sedersi e il primo ad alzarsi. (mocassini, mani vuote e il primo a sedersi a tavola?: vaffanculo)

    -inglese. you have to speak english.

    -piccola cosa ma importante: MAI le mani in tasca. MAI

    -non puntuali. dieci minuti prima

    -questa riguarda gli assistenti ma, ovviamente, anche i fotografi. sembra banale ma non lo è: deve piacere la fotografia. pensa te! ma non è così scontato. soprattutto nel caso di un fotografo come…me. se un assistente mi fa da assistente soprattutto perchè gli piace andare in posti esotici, perchè gli piace la figa, perchè pensa di divertirsi…proprio non ci siamo. a me piace fotografare le bellezze di max in egual misura di quanto mi piace fotografare i bambini di miss blumarine. veramente. perchè mi piace innanzitutto fotografare e fare delle belle fotografie. lo stesso deve valere per l’assistente. (mocassini, mani vuote, primo a sedersi, no english e pazzo per la figa?: be’, lo sapete…)

    -a cascata dalla precedente, il bravo assistente deve conoscere la fotografia. e deve conoscerla meglio di me! deve conoscere la nuova fotografia cinese, che io non conosco, ad esempio. oltre a conocere, ovviamente, diane arbus e guy bourdin…

    -eliminare dal proprio vocabolario: “no”, “non lo so”, “non mi ricordo”…insomma tutte le frasi che cominciano con la parolina “no”

    -una parola è poca, due sono troppe

    -ok, temo che adesso io vada oltre all’aspetto prettamente “fotografico”, ma fare l’assistente, e quindi il fotografo, molto spesso va ben oltre all’aspetto prettamente “fotografico”: il bravo assistente deve mangiare a tavola in maniera educata. e già, io la penso così. fare il fotografo è uno strano, stranissimo mestiere, dove si passa dal stare e confrontarsi con delinquenti cubani, allo stare e confrontarsi con capi di stato. bisogna un po’ essere pronti a tutto. e in questo contesto il mangiare a tavola in maniera educata è, credetemi, una cosa importante. tra un’assistente fantastico con photoshop ma che mangia come un’animale e un’altro che photoshop non sa cosa sia ma mangia educatamente io preferisco di gran lunga il secondo: photoshop si impara sempre, l’educazione è già più difficile…

    per ora non mi viene in mente altro. sappiate che fare bene l’assistente è l’unica maniera concreta di diventare un bravo fotografo. alla fine il bravo assistente è colui che fa ciò che farebbe se fosse lui il fotografo. è quindi una palestra formidabile per imparare ciò che prima o poi, se mai diventerà tale, sarà indispensabile sapere.

    PS: ho come l’idea che questo testo sarà stampato e messo sotto il naso a molti aspiranti assistenti. fate pure. regalatemi, o molto meglio, regalate un pezzo di itunes a chi volete bene per ogni copia che stamperete…

    PS #02: il caro amico toni thorimbert dà anche lui un contributo, molto interessante, sull’argomento: ovviamente sul suo blog

    1. Herbert ha detto:

      @ settimio: posso non aver capito il tuo discorso, infatti faccio un altro mestiere 🙂 ma mi sono perso un pezzo del tuo ragionamento: se l’assistente deve essere più del fotografo, perchè mi dovrei limitare a fare l’assistente? Se penso di essere un passo avanti preferirei fare la gavetta per i fatti miei e arrivare ad essere un nome, come il tuo, da solo. Sai cos’è: il digitale ha dato la possibilità a molti di definirsi fotografi, sicuramente sono tra quelli, e il mondo della fotografia è molto chiuso, soprattutto in Italia. E’ una casta 🙂 mi piacerebbe seguire un fotografo per imparare e migliorare la mia tecnica: non chiedo soldi e non voglio dare soldi. Do la mia disponibilità, anche se limitata, in cambio imparo. Non mi interessa “sporcarmi i jeans” e nemmeno l’idea di essere nel modo patinato della moda. I miei 5 minuti di gloria gli ho avuti a 20 anni …
      … sempre con rispetto Ciao 🙂

    2. Massimo Maestri ha detto:

      Settimio ma lei cerca un assistente o un antistress? 😉

    3. Herbert ha detto:

      @Settimio: vedo che qualcuno è in linea con il mio pensiero di massima. Hai ragione che l’assistente deve essere presente sempre, se vuole fare da grande ilfotografo, ma per chi non vuole farlo per mestiere ma vuole solo approfondire una passione perchè non dare un’opportunità? Credimi all’estero, e tut hai contatti con altri fotografi nel mondo, è molto più semplice. NYC offre opportunità incredibili e non per servizi con la novella modella, am con personaggi illustri 🙂 Bisognerebbe essere tutti un pochino meno egocentrici … ma si sa non è questo l’ambiente. Ciao Settimio … sempre con rispetto :-9

    4. Fabrizio ha detto:

      Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo su queste pagine:
      credo che la verità sia nel mezzo, Settimio ha calcato un po’ la mano con degli esempi, ma è stupido non capire che ha enfatizzato alcuni concetti, proprio per sottolineare le cose più importanti da tenere a mente, è chiaro che nessuno considera il suo assistente una merda, e ci mancherbbe altro.
      Non facciamo le verginelle, ogni tanto scleriamo tutti, ma è importante che ognuno faccia bene il suo lavoro perchè uno staff fotografico è un team di lavoro di gente preparata e pagata per le immagini che produce.
      Siate sereni e buon lavoro a tutti.
      Fabrizio

    5. Cimmero ha detto:

      E se invece tutta sta gente importante che tratta a pesci in faccia il resto dell’umanità la si sottoponesse a una semplice ma radicale cura ?

      AK47 – una raffica e via
      L’umanità che ci perde ? Ai bambini del SudSudan sai che je frega di VAlentino e delle sue mene ?

    6. Gianluca ha detto:

      parlaci invece di quando eri assistente tu! Ciao Benedusi…

    7. marco ha detto:

      sane e crude parole complimenti.
      ho lavorato molti anni in qualità di assistente e trovo impeccabile la regola n.1,
      ritengo d’obbligo le lezioni nelle scuole di fotografia
      trovo anche che sia compito del fotografo preparare il proprio assistente prima di attribuirgli colpe,
      l’assistente sta alla regola n.1 come il fotografo sta all’esempio

      con grande stima
      marco

    8. massimiliano ha detto:

      Caro signor Benedusi, sono d’accordo su molte cose come il fatto che un bravo assistente deve saper prevedere, che deve avere con se delle cose utili, deve essere educato, ma la stessa cosa deve valere per il fotografo e cioe l’educazione prima di tutto. Il fotografo maleducato che si prende liberta’ che non dovrebbe se ne rimane da solo e soprattutto non esistono “merde” o ultimi della classe a fare gli schiavi a nessuno poichè lo schiavismo è finito da un pezzo !!!!!
      L’educazione prima di tutto signor Benedusi, giusto !!!!?
      Grazie, Massimiliano

    9. Piernicola ha detto:

      No Massimiiano “merde” era un modo di dire, Settimio non lo direbbe mai sul set ad un collaboratore! Come anche ‘ho come l’idea che questo testo sarà stampato e messo sotto il naso a molti aspiranti assistenti. fate pure. regalatemi, o molto meglio, regalate un pezzo di itunes a chi volete bene per ogni copia che stamperete…’ è una provocazione, del resto l’elenco che definisce il ‘buon assistente’ è sempre stato questo, cosa vuoi che sappia fare un assistente? Progettare una nave interstellare? Secondo me è tutto giusto ma nessuno stamperà questo elenco perchè sono cose troppo ovvie almeno quanto il mio internveto!

    10. Piernicola ha detto:

      MA qeusto mi da lo spunto epr chedere a Settimio un altro elenco davvero utile, e che secondo me riscuoterebbeun succesos maggiore di questo e addiritture del famigerato ?fotometro’. Settimio (mmi permetto di darti del tu ormai…) visto che lavori da tanti anni e a certi leivelli, perchè non stili un elenco del ‘cattivo’ assistente basato su aneddoti e fatti realmente accaduti? Sarebbe bello vedere fin dove arriva la maleducazione, o l’improvvisazione o la faccia tosta di certa gente! Sarebbe un post bellisismo!

    11. Luna Simoncini ha detto:

      i tuoi articoli spesso riescono ad aprirmi la mente. Niente giri di parole, ma dritti al punto. E’ questo che mi piace.
      consigli utilissimi che spero di poter sfruttare il prima possibile….

    12. Giacomo ha detto:

      verità assolute.
      da stampare e portare sempre con sé. da applicare in tutti i campi. tutti. anche quello di figli.
      a tutti coloro che sono rimasti stupiti, indispettiti, che si sono sentiti umiliati… via quelle mani dalle tasche, la vostra produttività aumenterà del 100%! provare per credere.

    13. Mary ha detto:

      Se per arrivare a diventare fotografi si deve vendere l’anima preferisco fare la prof: fortunatamente nel mio lavoro, si vorrebbe a volte tirare le penne, gridare… Ma è anti educativo, amorale e disumano! Si ottiene molto di più con la gentilezza, ma la gentilezza è un valore di pochi… La vera sfida è avere subito ingiustizie, aggressività e decidere di non essere così… Non si creda che anche a diventare professori di ruolo esoneri da gavette decennali, porte in faccia, genitori saccenti e colleghi esauriti… Ps. Un’ ( con l’apostrofo) si mette SOLO davanti ai nomi femminili, che ovviamente iniziano per vocale!!!

    14. michelangelo ha detto:

      sono un food photographer,e il mio sito è michelangelo convertino.it e devo fare i complimenti all’autore di questo articolo, molto curato e dettagliato

    15. Luca Latrofa ha detto:

      Solo chi ha fatto da assistente per qualche anno può capire quanto sia vero tutto quello che è espresso in maniera anche ironica ma pungente per alcuni punti in questo post.
      Ho lasciato 6 anni della mia giovinezza in uno studio di ritrattistica fine art. Mi hanno insegnato lo stile come fotografo e come persona; nessuna ricerca personale o esperienza autonoma ti da tanto. Le mie tasche erano ogni giorno più piene di cianfrusaglie che non si sa come non si sa perchè si rivelavano essenziali sul set, (sono arrivato a stirare una maglietta su un set con delle pagine gialle scaldate con il calore di un Arri 1000w). Da assistente impari a non entrare nel panico per nessun motivo e ad avere 1000 occhi che controllano tutto quello che ti circonda. Quando poi sei su un tuo set tutto è più immediato, semplice a rilassato. Ci vorrebbe più umiltà nelle scuole formative ma ovviamente non venderebbero corsi di migliagia di euro con l’aspettativa una volta finito di andare a fare da “schiavi” in uno studio di qualcun’altro, meglio vendere il sogno che una volta finiti i vari anni di corso sei un professionista e che non hai bisogno di assistere nessuno.

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