27 ottobre 2009

SPORTS ILLUSTRATED SA COVER

e già, ho avuto questa fortuna: ho fatto la copertina di sports illustrated sa!

cover

  1. Mauro Moschetta ha detto:

    Rende, come rendono le curve, occhi, mani… ti fa innamorare delle Donne, di chi le ha pensate così… mi inchino.

  2. Mauro Moschetta ha detto:

    La curva ‘swimwear zanzibar 2009’ ha un’armonia… inimitabile.

  3. Luca ha detto:

    Ciao Settimio,
    seguo il tup blog da molto; da meno quello che hai sul sito del corriere. Da un pò però ho iniziato a seguire anche quello.
    Proprio sul blog del corriere, parlando della cover e dello shooting per sport illustrated hai scritto “dopo mesi di scelte, selezioni e ritocchi…”.
    Ecco…a proposito di ritocchi (tema ormai che sembra essere diventato protagonista dell’era digitale) ho osservato e osservo ogni tanto backstage dei tuoi lavori.
    Mi piacerebbe davvero sapere che tipo di post produzione ti limiti a fare (scrivi spesso che ne fai praticamente zero).
    Ad esempio su questa foto cosa è stato fatto con la macchina e cosa è stato ritoccato dopo?

    Ciao e i soliti complimenti che si sprecano…
    Luca

  4. Settimio rulez!
    che dire se non complimenti per la copertina!

  5. Andrea ha detto:

    Complimenti!!!! TOP!!

  6. PAOLO ha detto:

    @Luca:
    Ho letto la risposta che ti ha dato Settimio sul blog del Corriere e stavolta non sono sicurissimo che ci sia proprio tutto perché credo manchi (ed è palese) un’importante parte intitolata “La mentalità e il gusto del cliente”.
    Credo che Settimio sia principalmente un grande reportagista col senso del vero e son convinto che, parlando di foto di moda, anche il fotoritocco serva a “raccontare la verità” quando permette di evitare la presenza di ciò che limiterebbe la corretta lettura dell’immagine quando il fine è l’emozione.
    Quindi tornando alla tua domanda che parla di “tipologia” provo a coniare una definizione col permesso di Settimio: Anziché postproduzione 0 (come menzioni tu) … direi postproduzione ad impatto (sul contenuto) 0 (finalizzata alla corretta lettura dell’immagine).
    Ogni foto di Settimio (scelta e pubblicata) presenta una compositività perfetta ( a parte qualche scatto ripetutamente sequenziale per il max casting… è sempre cosi’) e per ottenere il massimo non puoi prescindere dall’utilizzo del fotoritocco seppur in termini minimi.
    Ma non è neppure il caso di chiamarla post-produzione secondo me perché fondamentalmente è una “calibrazione grafica” più che altro.
    Settimio anche in questo è un rivoluzionario, un controcorrente, non ci sono altri fotografi italiani che “trattano” l’immagine approfondendo questo aspetto visivo…e sto notando quanto col suo modo di lavorare stia contagiando schiere di fotografi professionisti nel campo del fashion a tutti i livelli.
    Io stesso sto fortemente concentrandomi in quegli aspetti che prima vivevo come limiti o obblighi indiscutibili dettati dalle più “classiche” e note riviste di moda che in realtà, rispetto a lui e per una moltitudine enorme di motivi oggettivi sono indietro anni luce.
    Grande “Che” Settimio! 🙂

  7. Carlo ha detto:

    Aggiungo… e che copertina.

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