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  • 1 marzo 2014

    ROCCO BARBIERI PHOTOGRAPHER

    spesso e volentieri, nelle mie conferenze, racconto che, al giorno d’oggi, scattare delle belle fotografie sia estremamente semplice. talmente semplice che, ho sempre teoricamente sostenuto, anche un non fotografo bendato potrebbe andare in giro e portare a casa del materiale che un po’ photoshoppato potrebbe essere definito bello.

    tutto questo era una mia teoria, ma dalla teoria alla pratica non sempre il passo è automatico e scontato.

    ho pensato allora di fare come negli esperimenti scientifici: andare a verificare sul campo la mia teoria.

    mi sono recato allora da Rocco, che di mestiere fa il barbiere:

    Schermata 2014-03-01 alle 15.48.56

     

    e gli ho fatto la mia proposta, di provare a fotografare una modella bendato. ha accettato!

    ho bendato Rocco e messo la mia macchina fotografica in totale automatismo

    Schermata 2014-03-01 alle 15.49.31

    Rocco ha cominciato a scattare!

    Schermata 2014-03-01 alle 15.50.05

    la modella doveva parlargli per far capire almeno dove indirizzare la macchina fotografica!

    Schermata 2014-03-01 alle 15.50.38

    Schermata 2014-03-01 alle 15.50.51

     

    una volta finito lo shooting (!) abbiamo scaricato le fotografie scattate, che ovviamente erano tutte esposte perfettamente ed esattamente a fuoco.

    un po’ di photoshop, un po’ di HDR e poi tutto in bianco e nero, che fa sempre la sua figura.

    ed ecco il risultato:

    2H3A6424_1

     

    non male, eh?!? 🙂

    a noi sembrava molto buona! ma per essere veramente certi e avere l’approvazione finale abbiamo pensato di mandarla al giornale più importante di tutti, per autorevolezza e prestigio: Vogue!

    ed ecco la definitiva verifica della teoria, la fotografia scattata da Rocco Barbieri il barbiere è finita sul prestigioso ed importantissimo sito di Vogue:

    Schermata 2014-02-26 alle 15.07.57

    Schermata 2014-02-26 alle 15.08.31

    Schermata 2014-02-26 alle 15.09.18

     

    il tutto senza trucco e senza inganno, come da filmato:

    come diceva già 30 anni fa Ugo Mulas la Fotografia non deve essere bella, deve essere buona. era facile farla bella una volta, è facilissimo oggi.

    i veri Fotografi a questo dovrebbero servire, a fare della buona fotografia, non a fare della bella fotografia.

     

    92 Commenti »

    26 febbraio 2014

    LETTURA PORTFOLIO

    Se stai leggendo questo post probabilmente lo fai perché ti ho mandato questo link in risposta a una tua richiesta di mia lettura del tuo portfolio.

    Ho pensato di scrivere queste righe così c’è la risposta pronta una volta per tutte! 😉

    -è molto probabile che tu mi abba mandato una o più di una fotografia chiedendomi di giudicarla. io ti ho fatto allora una semplice domandina: “perché hai fatto quella fotografia”? a quel punto è MOLTO probabile che tu abbia risposto: “perché mi piace”. magari hai usato più parole, ci hai girato intorno, ma, stringi stringi, il succo è quello. e sai cosa? se quella è la tua risposta alla mia domanda esiste solo una possibilità, senza neanche andare a vedere le fotografie: le tue fotografie fanno cagare.

    -e comunque no, non ho tempo e voglia di guardare e soprattutto giudicare il tuo portfolio. È una cosa che, se fatta bene, richiede tempo ed energie. Mi spieghi per quale motivo dovrei fare (gratis!) una cosa che richiede tempo ed energia? Mettiamo il caso che tu faccia il meccanico, se io ti porto la moto per controllarla tutta, tu me lo fai? E me lo fai gratis? Io faccio già tantissime cose senza un compenso, non ultimo scrivo questo blog da più di dieci anni: ma la lettura portfolio per sconosciuti anche no!

    -eccezione della prima regola, il baratto: tu mandare a me mozzarella freschissima buonissima=io fare lettura portfolio 😉 (scherzo, ma neanche tanto)

    -se proprio vuoi però ecco la mia lettura del tuo portfolio: le tue fotografie fanno cagare. E già. Sarò stronzo e presuntuoso, però dato che il 90% delle fotografie del web (per quelle stampate la percentuale è già diversa) fanno inevitabilmente cagare, diciamo che la statistica non gioca a tuo favore, no?

    -non fare la vittima: se nessuno caga te e le tue foto è giusto così. Ho imparato una cosa: il mondo è stronzo ma anche meritocratico, non ci sono cazzi. Tutti quelli che pubblicano o lavorano in una certa maniera meritano di lavorare e pubblicare in quella certa maniera. Se non fai un cazzo, mi dispiace, ma meriti di non fare un cazzo.

    -se c’erano poche probabilità che io dessi un’opinione alle tue fotografie, queste probabilità sono definitivamente scomparse dopo aver letto le sconclusionate parole che le accompagnano. Ok, anche qui sono stronzo e presuntuoso a giudicare qualcosa che non è qui davanti ai miei occhi, ma anche in questo caso la statistica gioca a tuo sfavore: il 90% di coloro che mi scrivono lo fanno veramente in maniera spaventosa. Invece di accompagnare le vostre fotografie con “SALVE ,ECCO UN PÒ DI FOTO CHEO FATO .MI DICE CHE NE PENSI” forse sarebbe meglio “Buongiorno Settimio, le allego alcune fotografie. Sarebbe importante per la mia crescita avere un suo giudizio. La ringrazio. Buona giornata”. Vi devo dare questa notizia: se non sapete scrivere i casi sono due, o siete un grande artista o le vostre fotografie fanno cagare. E poi, cazzo!, ve lo volete mettere in testa che po’ si scrive con apostrofo, non con l’accento e no senza niente!

    -non ve la tirate con me con cose inutili tipo: mostra nel bar del paese, libro autoprodotto e venduto on line, redazionale gratis per rivista on line, test gratis a modelle…tutte cagate che non solo non dovreste fare ma che se mai avete fatto dovreste negare anche sotto tortura di avere fatto! e invece pure ve ne vantate!

    -NON mandate MAI foto con il vostro nome stampato bello grosso sopra. o anche piccolo. no, è una cosa che non dovete fare. anche perché se c’è il vostro nome sopra sarà poi dura dover convincere qualcuno che quelle fotografie NON le avete fatte voi.

    ecco questo è quanto.

    concludo con un mio backstage, dove forse si vede che fare fotografia non è andare in giro a fare click click, a volte è una cosina un po’ più complicata… 😉

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    24 dicembre 2013

    BOLLATE PER IL CORRIERE-TUTTI POSSIAMO CAMBIARE

    da qualche anno ho l’onore di avere a disposizione un’intera pagina sul Corriere della Sera a ferragosto e a Natale, per raccontare, in totale autonomia e libertà, questi due momenti dell’anno.

    nella ricorrenza del Natale finora ho cercato di mostrare come viene vissuto dagli emarginati, da quelli che sono lontani dallo stereotipo pubblicitario/televisivo del caminetto/neve/famiglia/coccole: l’anno scorso ho fotografato chi dorme e vive in strada, mentre due anni fa ho mostrato la persona che c’è dentro al personaggio di Babbo Natale.

    quest’anno ho pensato di raccontare come viene vissuto il Natale in carcere.

    sono andato, insieme a Fabio, nel carcere di Bollate, dove il gentilissimo Roberto (responsabile del settore educativo) ci ha accompagnato facendoci girare senza alcuna limitazione. ho scoperto che TUTTI i pregiudizi e preconcetti (nati da film/libri/televisione…) sono completamente falsi. ho trovato un ambiente sicuramente non allegro, ma incredibilmente pieno di umanità, gentilezza, rispetto.

    è stata una giornata straordinaria. bellissima. commuovente. emozionante. ho conosciuto un ragazzo che faceva l’assistente fotografo di fotografi importanti (e al quale ho dato tutti i miei contatti, dicendo di chiamarmi quando esce), ho mangiato il panettone nella cella di Lella, ho chiacchierato, ho riso.

    forse però meglio far parlare le immagini, iniziando dalla mia preferita:

    FRANCESCO_S

    Francesco

     

    ALESSANDRO_M

    Alessandro

     

    ANTONELLA_C

    Antonella

     

    ANTONIO_B

    Antonio

     

    CARLO_H

    Carlo

    DS_DL_RS

    Rocco, Domenico e D.

     

    GIANNI_B

    Gianni

     

    GIUSEPPE_F

    Giuseppe

    LELLA_V

    Lella

     

    PLACIDO_A

    Placido

     

    ROBERTO_B

    Roberto

    questo il testo che Fabio mi ha voluto regalare:

    Tutti possiamo cambiare”. Lo dice Roberto Bezzi, il responsabile dell’area educativa del carcere di Bollate. E se ci crede lui, forse riuscirà a farlo credere ai 1200 ‘utenti’ (è così che lui li chiama) della struttura. Nella drammatica situazione carceraria italiana, l’esempio di Bollate è un caso a sé. Sono tutti detenuti con condanne definitive che hanno richiesto specificatamente di essere lì per la speciale atmosfera di questa casa di reclusione in cui è legittimo, come dal 1975 impone il regolamento penitenziario, chiamare le celle: camere di pernottamento. Infatti il personale è ridotto al minimo, 400 agenti su tre turni, e si respira un senso di collaborazione che cancella tutti i cupi stereotipi che associamo all’universo carcerario. “I buoni lo sognano i cattivi lo fanno” è un libro di Robert Simon in cui il celebre psichiatra affronta il tema del crimine come potenziale cortocircuito latente in ciascuno di noi, e basterebbe questa consapevolezza per specchiarci con indulgenza negli occhi degli uomini e delle donne che abbiamo incrociato in questo luogo. Ma aggiungo che il senso di solidarietà percepito tra queste persone è certamente maggiore di quello che mediamente si osserva nelle riunioni condominiali di noi cosiddetti uomini liberi. Natale celebra una nascita, e la religione che lo celebra crede nella rinascita. Tutti possiamo sbagliare, ed è giusto che ciò comporti l’espiazione della pena, ma alla privazione della libertà non deve corrispondere la privazione della dignità. Buon Natale a tutti. Fabio Novembre

    questa la pagina del giornale:

    corriere

    e qualche immagine del backstage:

    backstage_02

     

    nella cucina con Lella: voleva farmi assaggiare la parmigiana di melanzane, che aveva un aspetto meraviglioso. ma era ancora da infornare… 🙁

     

    backstge

    nella cella di Giuseppe: ordinatissima e pulitissima. Giuseppe deve scontare l’ergastolo.

     

    CZ8Q7675

    Fabio, che quando serve c’è sempre.

    CZ8Q7447

    il gentilissimo e bravissimo Roberto, direttore della sezione educativa, che ci ha accompagnati in questa esperienza.

    CZ8Q7355

    CZ8Q7466

    CZ8Q7538

     

    alcuni dettagli del carcere di Bollate. se mai vi dovesse capitare (temo possa capitare a tutti) vi consiglio di chiedere di essere portati in questa struttura: dite che vi mando io… 😉

    Buon Natale a tutti.

     

     

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    17 dicembre 2013

    MODELLOMETRO-AGGIORNATO

    con il trionfo dei photographers c’è anche il trionfo delle modelle!

    tutte sono modelle: perfetto, non ci sono problemi.

    forse però è utile un decalogo che aiuti chi vuole essere o diventare modella per capire come funzionano le cose.

    come al solito sarò chiaro e schietto:

    -fare la modella è un lavoro. LAVORO. come qualsiasi altro.

    -se nel vostro paesino siete la figa del paese e venite a milano volendo fare la modella sappiate che qui siete l’ultima merdina delle mille superfigone modelle di milano. sapete perchè ci sono pochissime modelle italiane? perchè la modella brasiliana\russa\moldava che viene a milano ha il biglietto di ritorno dopo tre mesi e in questi tre mesi si mette di buzzo buono a cercare di fare questo mestiere anche se prevede di fare 10 casting al giorno girando come una trottola in metropolitana. la modella italiana dopo 2 giri in metropolitana e aver fatto una fila di un’ora per fare un casting torna nel paesino dove continua a fare la figa del paesino ed essere fidanzata con tipo con la ferrari: molto più comodo. fare la modella è un lavoro (l’abbiamo detto) e come tutti i lavori è una enorme fatica.

    -toglietevi quelle unghie con la french: fanno solo zoccola, nessuna modella ha la french manicure.

    -NON fate alcun corso di modella, non servono a NULLA.

    -se vi fermano in duomo e vi dicono che siete super figona e vi serve un book e l’agenzia LONG LEGS GREAT MODELS si offfre per farvi il book e composit per 3.000 euro (o anche 500) voi siete liberi di farlo, ma sappiate che questo NULLA ha a che fare con le vere agenzie di modelle. una vera agenzia di modelle non vi chiede soldi per lavorare, ve li offre: bella differenza, no?

    -dovete avere un book e un composit. anche molto semplice, ma dovete averlo.

    -tette rifatte, labbra rifatte, extension, e tutte quelle cose lì NON fanno di voi una modella.

    -essendo il lavoro di modella un LAVORO (l’ho già detto?) non pensiate che si possa diventare una Modella in una settimana. nessuno pensa di diventare cuoco, idraulico, elettricista in una settimana! come per qualsiasi lavoro per diventare modella ci vuole tempo!

    -presentatevi ai casting perfette. perfette vuol dire PULITE, DEPILATE, CON I CAPELLI LAVATI, SENZA TRUCCO. e non vestite da zoccole.

    -quelle che non ce l’hanno fatta dicono che quella che ce l’ha fatta ci è riuscita perchè l’ha data a destra e a manca: balle. darla a destra e a manca non serve a NULLA. se volete datela a tutta milano, ma non pensiate che questo serva a farvi diventare una modella.

    ecco, questo il decalogo per le aspiranti modelle.

    un’ultima cosa, ma forse l’ho già detto: fare la modella è un LAVORO. non è un divertimento.

    buona fortuna!

    concludo con due mie immagini di una grande modella italiana, Bianca Balti:

    image_1730430299

    image_793947198

     

    AGGIORNAMENTO_01:

    evidentemente questo post ha riscosso un certo interesse: è incredibile la quantità di feedback che ho ricevuto.

    vediamo allora di dire qualcosa in più e meglio:

    -le misure di una modella sono importanti. già il nome, modella (o meglio/peggio ancora mannequin-manichino in francese) dicono chiaramente che chi fa questo mestiere deve avere delle misure precise. per un motivo molto semplice: i campionari di vestiti che si usano sono in una precisa taglia. e in quella taglia bisogna stare al meglio. d’altronde anche questo aspetto è un fattore che, se si pensa al lavoro di modella come un LAVORO (l’ho già detto?) che prevede l’uso del corpo, è assolutamente NORMALE sia così! se uno vuole fare il fantino ed è alto due metri NON può fare il fantino! semplice, no? se una ragazza vuole fare la ballerina classica non può avere la quarta di reggiseno! semplice, no? se uno vuole fare il lottatore di sumo non può pesare 40 KG! semplice, no? e se una ragazza vuole fare la modella DEVE avere certe precise misure. (e non la menate con Kate Moss, lei un’eccezione, voi no)

    -se una/due agenzie serie vi dicono che non andate bene, vi voglio dare questa notizia: non andate bene. non siete un talento da scoprire che nessuno capisce, non siete in un cazzo di programma televisivo alla ricerca del talento nascosto, ma siete nel mondo del lavoro, dove chi funziona lavora, chi non funziona non lavora. semplice, no?

    -lo dico a mio discapito ma soprattutto a discapito della categoria: le belle fotografie per il book servono a poco. bastano ed avanzano sei fotografie contro un muro bianco davanti/di lato/dietro fatte con l’iphone. se ve la menate che non avete avuto il successo che meritate perché non avete le fotografie fatte da Benedusi (yes, sono uno stronzo antipatico presuntuoso) sappiate che no, non funziona così. ovviamente poi avere un bel book con belle immagini è importante, ma è uno step successivo che all’inizio è inutile. anche perché bisogna capire per chi e per cosa bisogna fare le belle immagini per il book: se siete da catalogo tedesco avrete bisogno di immagini diverse rispetto a se siete da redazionale.

    -ve lo dico subito, così lo sapete (soprattutto se siete l’italiana fighetta con fidanzato con ferrari): la vita da modella è una merda. dimenticate sfilate per armani vivendo al gran hotel. quello che è più probabile è che farete dei look book di merda vivendo in 10 in un appartamento: d’altronde dato che fare la modella è un lavoro (già detto?) è normale che chi lavora non è detto che faccia il top del top del mega top subito e con facilità. se uno vuole fare il cuoco non è che lo prendono di sicuro da carlo cracco, è più probabile che faccia spaghetti in un cazzo di ristorante. chiaro, no?

    -con internet e tutto l’ambaradam del web ci sono tantissime modelle, magari in provincia, che non hanno agenzia, ma solo un sito e fanno lavoretti o per aziende del veneto/carpi/piemonte o direttamente per fotografi (e lì ovviamente va tanto il nudo). trovo sia una possibilità giusta e che sia giusto per questo tipo di modelle sfruttarla. la brutta notizia è però che anche per questo tipo di modelle valgono esattamente TUTTE le regole che ho detto fino ad ora. tutte. perché anche fare la modella di fitting nel carpigiano così come fare la modella di nudo a roma è un…? lavoro! anzi lo è ancora di più! perché magari ad una modella sulla piazza milanese può anche piacere tanto sfilare per armani, ma io penso che alla modella di alghero stare tutta nuda davanti al fotoamatore non piaccia per nulla. quindi anche per questo tipo di modelle vale tutto ciò che ho scritto.

    per adesso non mi viene in mente altro, se mi verrà farò un’ulteriore aggiornamento… 😉

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    1 dicembre 2013

    FRASI DA NON DIRE IN FOTOGRAFIA

    -preferisco le foto in bianco e nero.
    -ho preso la nuova macchina Canon/Nikon XXX che fa delle foto bellissime.
    -fai qualcosa (alla modella).
    -fai la faccia sexy (alla modella).
    -fai la faccia arrabbiata (alla modella).
    -c’è una bella giornata, cerco qualcuno per fare una bella uscita fotografica.
    -le mie fotografie non sono veramente bellissime perchè non sono mai fortunato a cogliere l’attimo giusto.
    -facile fotografare le top model, per me è difficile perchè posso fotografare solo mia cugina che non è fotogenica.
    -sto cercando modelle per fare delle foto glamour da proporre ad una rivista on line.
    -Arles?
    -conosco un capannone abbandonato bellissimo, cerco modella per fare foto glamour.
    -poi la aggiusto in photoshop.
    -voglio fare una bella fotografia che emozioni.
    -cosa ci vuole, la facevo anche io quella foto, avessi avuto l’1,2.
    -ho location bellissima e modella per foto glamour sto cercando una MUA gratis.
    -buona luce!

    82 Commenti »