RAFFMETAL

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E’ da tantissimo che volevo fare questo post.
Perché in effetti sono passati quasi 3 anni da quando ho realizzato questo lavoro; probabilmente volevo raccontarlo con la precisione e qualità che questo progetto meritano.

Speriamo di riuscirci!

Partiamo dall’inizio.
La RAFFMETAL è un’azienda che produce leghe di alluminio. Si trova in una stretta valle a nord di Brescia, abbastanza vicino al lago di Garda.
Sono stato chiamato all’inizio del 2019 da Roberta Niboli, la CEO di questa azienda, per essere coinvolto nella celebrazione dei 40 anni dalla sua fondazione.

Non vorrei esagerare ma i rapporti di lavoro hanno molto a che fare con una sorta di innamoramento: a volte scatta, a volte non scatta, a volte si evolve lentamente… e via così. Con la RAFFMETAL è stato una sorta di colpo di fulmine.
Veramente! In quel luogo un po’ sperduto nel nulla (devo ancora capire come sia stato possibile costruire una fabbrica lì…) mi sono subito sentito a casa!

Con Roberta, e tutto il suo staff, abbiamo subito incominciato a pianificare e organizzare questo grande evento, i 40 anni di questa grande azienda.
L’idea è stata quella di realizzare un ritratto a tutti i dipendenti (dal presidente all’ultimo assunto) e costruire un libro dove ogni persona fotografata avesse lo stesso identico peso e importanza.

Abbiamo incominciato a fotografare, su un fondo bianco e in luce naturale.
Decine, centinaia di persone. Bianchi, neri, bresciani, senegalesi, albanesi, bergamaschi… tutta una infinita e meravigliosa umanità.
A ognuno ho chiesto solo una cosa: di mostrarmi la soddisfazione del lavoro ben fatto.

“Il lavoro ben fatto”; ecco, questa la voglio dire subito prima di dimenticarmi.
Un po’ già lo sapevo (per fama) ma la dedizione al lavoro per questi bresciani (di origine o di adozione) è una roba veramente incredibile. Non si può raccontare o descrivere, veramente impossibile.
Per loro il Lavoro (lo scrivo maiuscolo non a caso) non è semplicemente una maniera di guadagnare del denaro o la possibilità di realizzare un progetto; per loro il Lavoro è uno strumento di qualificazione etica e morale di un’esistenza.
Il Lavoro come certificazione identitaria e un ruolo nella società.
Il Lavoro come responsabilità sociale.

Comunque io non ho mai visto nessuno con la dedizione e precisione sul lavoro come alla RAFFMETAL. E non parlo di una persona in particolare, ma tutti!
La cosa pazzesca è che al di là delle persone è proprio l’azienda intera ad avere quell’approccio e quelle caratteristiche. pazzesco!

Vi racconto questa:
mi è capitato di avere delle idee che mi frullavano per la testa in tarda serata (o anche di notte) e mandarle via whatsapp a qualche responsabile, in maniera tale che non me le dimenticassi e con la certezza che ne avremmo parlato il giorno dopo. Il giorno dopo, sì certo… Pochi minuti dopo il mio messaggio ricevevo una risposta, con assoluta tranquillità, come se fossero non le 4 di notte ma le 4 di pomeriggio!

Alla fine il lavoro è stato realizzato: un libro meraviglioso, stampato in maniera superlativa (dalla OPERO di Verona).
Con grandissimo orgoglio, eccolo:

Abbiamo realizzato un video che è stato proiettato alla festa finale.
Questa la parte finale. Fondamentale il contributo del grande Stefano Lauritano.

La festa finale è stata un’esplosione di emozioni, lacrime, risa veramente commoventi, con tutti i ritratti esposti all’ingesso.

Il libro ha avuto la menzione speciale del premio OMI 2020 dell’Università di Verona per la valorizzazione del fattore umano:


Ecco questo è quanto.
Temo di non essere stato in grado di raccontare quei due mesi a Casto.
Sicuramente rileggendo quello che ho appena scritto e guardando i video e le immagini sono consapevole che solo una piccolissima parte di tutte le soddisfazioni ed emozioni che ho vissuto sono state riprodotte.

Grazie veramente a tutte e tutti, tutto un gruppo coeso che è l’insieme di tante singole capacità e professionalità.
Grazie a Roberta Niboli e a tutta la famiglia Niboli: vostro padre è orgoglioso di voi!
Grazie a Elena Bertelli, sempre con il sorriso ma tosta come la roccia.
E anche grazie a Greg Arceri, che con la sua macchinona mi ha scorrazzato avanti e indietro infinite volte.

GRAZIE A TUTTE E TUTTI. È STATO MERAVIGLIOSO.

4 risposte

  1. Rosella Verdiglione

    Chapeau Settimio Benedusi…riesci a lasciarci sempre senza parole…che dire?se non splendido lavoro!

  2. Alessia B

    Io osservo i tuoi lavori. Poi ti ascolto, ti leggo. Riguardo i tuoi lavori.
    Allora mi ricordo di tutta quella gente che commentava le affermazioni di Andreotti. Oppure il rapporto tra le affermazioni di premi Nobel su alcune cose e ciò per cui effettivamente hanno preso il premio.
    Le affermazioni vanno valutate per quel che sono, non per chi le fa, molto spesso.

    Forse tu stesso soffri della tua mediocrità, come noi tutti mediocri: abbiamo l’acume necessario per riconoscere la grandezza e per ambirla, ma non le capacità per raggiungerla.

    Allora forse tutta questa stronzaggine si spiega come si spiega tutta la rabbia e l’aggressività in generale: dolore.

    Che tu possa trovare pace, caro collega.

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