BY ANTONIO

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uovo_sabotino

[it]ognuno ha i followers che si merita, e a me piace pensare che chi segue me, i miei lavori e il mio blog sia un figo pazzesco…

😉

proprio oggi, che non sapevo ben che pesci pigliare per rispettare l’impegno preso di realizzare il mio quotidiano post e mi trascinavo tra piazza del duomo/l’inaugurazione di gastel e il boscolo hotel, mi ha scritto antonio, che in verità non conosco personalmente, che ha voluto completare una mia fotografia con alcune righe, che mi sono sembrate scritte bene e coerenti con la storia che a suo tempo ho voluto raccontare quando scattai questo servizio.

la fotografia che antonio ha “raccontato” è questa qui sopra e le sue parole sono queste:

Perchè? Mi chiedi un perchè?

Perchè? Non era forse vero che dovevamo cullarci nei nostri discorsi

ragionevoli di condivisione e levigarci la pelle di belle cose? Così

dicevi, così mi dicevi, riguardati con un occhio all’inizio. Come dici?

Non mi giro. Zitto…parlo io ora!

Ecco, mi sono stufata del tuo esistenzialismo da bignami, delle tue

nevrosi, dei tuoi starsene al calduccio del bastiamo noi.

Mi sono stufata del tuo nichilismo mascherato da genio depresso, da star

solo dentro il tuo soggiorno sulla quale sta per ricominciare a piovere.

E forse mi sono stufata anche di questa tua città di merda nella quale

non fa altro che piovere.

Zitto, lasciami parlare, perchè devo-parlare-oggi. Mi vien voglia di

vomitare.

Odio il tuo essere troppo intellettuale e cervellotico, le tue paure, il

tuo marasma confusionale degli sbotti di ogni mattina. Volevo volare, mi

hai solamente devastata, con il tuo ingombrante ci sono io, il tuo

lavoro, i tuoi ci-penso-io-stai-tranquilla del cavolo.

Come, dici che sono fragile? Osi dire che la mia crisi di nervi è pura

fragilità e che devo sedermi?

Non mi siedo, non mi calmo. Anzi, ora sai che faccio?

Esco. Esco anche se cadessero blocchi di cemento dal cielo! Farebbero

sicuramente meno male del tuo assurdo stare calmo e ragionevole e

comprensivo con quella faccia di superiorità alla cosa che ti ritrovi, e

che non ha fatto che fare da sfondo, sempre, ai nostri momenti difficili.

Non ne posso più. Sei un bugiardo, uno statico bugiardo. Con me e con te

stesso.

Me ne vado…la mia vita non può essere questa, così, senza finestra.”


by antonio pintus


e bravo antonio!

grazie!

settimio[/it]

[en]Everyone has the followers they deserve, and I like to think that whoever is following me, my works and my blog is somebody fucking cool…

Today, I didn’t know which fish to catch, I was dragging myself between duomo square/the inauguration of the gastel e il boscolo hotel and I was trying to live up to the promise I made of creating a daily post, then antonio wrote to me, with whom I am not  personally acquainted, he decided to complete one of my photos with a few words, which seemed to me well written and coherent to the story I wanted to tell when I photographed that editorial.

The photograph of which antonio told the story is the one above here and his words are these:

“Why? You ask me why?

Why? Wasn’t it true that we were going to cuddle in our reasonable conversations about  sharing and smoothing our skin with beautiful things? You were saying it like that, like that you told me, look into yourself. Sorry what was that?

I am not turning around. Shut up.. I am talking now!

There, I am tired of your cribbed existentialism, of your neurotic doings, of staying in our comfortable warmth of the “we are enough”. I am tired of your masked nihilism of a repressed genius, staying only inside your lounge on which it is about to rain. Perhaps I am also tired of this piece of shit city in which all there is is rain.

Shut up, let me speak, because I-have-to-speak-today. I feel like puking. I hate your being too intellectual and braniac, your fears, your confused decadence during your morning outbursts. I wanted to fly, you have only devastated me, with your encumbering I am here, your work, your fake I’ll-take-care-of-it-don’t-worry. Sorry what, you say I am weak? You dare say that my nervous breakdowns are pure fragility and that I have to sit down? I am not going to sit down, I am not going to calm down. Actually you know what I’ll do? I am leaving. I am leaving even if cement blocks would fall out of the sky! They would surely hurt less than your absurd being calm and reasonable and comprehensive with your look superior to what you find yourself against, and that it has been the background, always, to our most difficult moments. I cannot deal with this no more. You are a liar, a constant liar. With me and with yourself. I am leaving… my life cannot be this one, like this, without a window”

By antonio pintus

Well done antonio!

Thank you!

settimio [/en]

3 risposte

  1. Marco

    E’ bello vedere che le foto vengano vissute e che si cerchi una storia dietro.

    Ultimamente ti leggo spesso e vedo che hai cambiato blog, auguri!
    Marco

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