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  • 1 dicembre 2013

    FRASI DA NON DIRE IN FOTOGRAFIA

    -preferisco le foto in bianco e nero.
    -ho preso la nuova macchina Canon/Nikon XXX che fa delle foto bellissime.
    -fai qualcosa (alla modella).
    -fai la faccia sexy (alla modella).
    -fai la faccia arrabbiata (alla modella).
    -c’è una bella giornata, cerco qualcuno per fare una bella uscita fotografica.
    -le mie fotografie non sono veramente bellissime perchè non sono mai fortunato a cogliere l’attimo giusto.
    -facile fotografare le top model, per me è difficile perchè posso fotografare solo mia cugina che non è fotogenica.
    -sto cercando modelle per fare delle foto glamour da proporre ad una rivista on line.
    -Arles?
    -conosco un capannone abbandonato bellissimo, cerco modella per fare foto glamour.
    -poi la aggiusto in photoshop.
    -voglio fare una bella fotografia che emozioni.
    -cosa ci vuole, la facevo anche io quella foto, avessi avuto l’1,2.
    -ho location bellissima e modella per foto glamour sto cercando una MUA gratis.
    -buona luce!

    Tag:

    1. daniele di gregorio scrive:

      il mio nome vero è Daniele. il mio indirizzo quello che Lei vede nell’admin del Suo blog. Dopo tutto una mail è una mail e un nome rimane un nome. Si discute il contenuto, non la persona in se , almeno qui. Continuo comunque ad essere concorde con Omino: in principio la deduzione non era semplice. Poi chiamatemi ignorante, ma la curiosità di sapere è più efficace di chi facendo finta ha digitato su Google : ARLES. Ora quello che a me pare è che si cerchi di far passare un fotografo per quello che ha il suo maualetto sotto mano con le cose che può o non può fare. Non puo chiedere questo, non puo fare quello, deve sapere la storia di tutti. Se non sai cosa sia ‘Arles’ non sei nessuno o sei sicuro ‘meno’. Fermiamoci un attimo, e torniamo noi stessi. Impariamo dai nostri errori e sviluppiamo le nostre passioni. forse in questo modo trasmetteremo nella foto la ‘nostra realtà’, che in quanto nostrà unica. ..

      ‘ La prima macchina fotografica l’ho dovuta avere per forza, senza non avrei mai potuto fare la prima fotografia e questo cade nella normalità dei molti turisti che l’hanno comprata come me, dei grandi fotografi che l’hanno avuta dal padre e di quei pochi che l’hanno trovata per caso. Nulla mi distingue da questa massa se non fosse per il piacere che traggo dall’avere quell’oggetto in mano…E’ successo tutto e il tutto sarebbe potuto accadere a chiunque. Leggevo qualche tempo fa la biografia di S.Jobs. Adottato da una famiglia che lo mantenesse agli studi, consapevole di essere il piu capace di famiglia, con un vicino che costruiva radio.. insomma il futuro fatto per lui. Sfido chiunque ad avere vicini che fanno da se ripetitori e comprano transistor e poi sapere che la tua più grande passione qual’è? IL RIPETITORE. Bhe il mio vicino arrostiva noccioline per le feste, e l’odore saliva su dalle finestre di notte, perchè lo faceva illegalmente nel garage. Ora dovrei essere o un gran veditore di noccioline e derivati o una sottospecie di illegale fabbricante di qualcosa…ma la mia storia è diversa.’ . Questo per dire che essere normali e se stessi alle volte è la miglior cosa. Poi che Settimio sia ‘il Settimio’..bhe penso lo debba alla sua storia

    2. Maxim scrive:

      per stemperare un po
      Un giorno un avvocato di vecchia data mi disse

      Il tono e la modulazione è altrettanto importante quanto il contenuto

    3. Maxim scrive:

      opss …
      errori di battiture troppo veloci

    4. Magena Yama scrive:

      quel “Arles” era facilissimo da capire Omino. E pensa che non sono laureta in Bla Bla Bla Fotografia
      ciao Settì !!! quanto hai ragione….”fai la faccia arrabbiata”…ti tiro un calcio sui denti prima poi vedi che te la faccio :D :D

    5. Ettone scrive:

      Non ho mai amato il modo di fare crudo e diretto in stile Full Metal Jacket anche se sono dell’idea che un comandante che sveglia i suoi soldatini con un incazzato “Giù dalle brande lavativi!” sia indubbiamente più funzionale di uno che ti dice “Alzatevi tesorucci che è tardi”….

      Non mi piace chi si pone come paladino della giustizia in qualsiasi campo ma sono consapevole che debbano esistere persone in grado di “svegliare” i soldatini. Se il capitano di Full Metal Jacket avesse incontrato un altro capitano probabilmente avrebbero fatto a botte sul piazzale impolverato dell’accampamento e il vincitore avrebbe dettato le sue regole.
      Qui si tratta semplicemente di chiarire come porsi nei confronti di un fotografo che, piaccia o no, è “arrivato” ed è già oltre il grado di comandante. Piaccia o no… lo ribadisco… Qui si tratta di chiedersi semplicemente se uno come Settimio possa o no permettersi di dire certe cose (tra l’altro sottoforma di articoli simpatici, pepati, ma che vedo pur sempre ironici e a volte caricaturali) e la mia personale visione (piaccia o NON piaccia) è che SI’, secondo me lui, così come Toscani e pochi altri attualmente in vita in Italia, può permettersi di dire certe cose… ANZI, ha il dovere di punzecchiare chiunque si avvicini alla fotografia per fargli capire che non è un gioco se la si vuole prendere seriamente.
      Se poi uno si sente più avanti di lui allora avrà modo di scontrarsi e di dimostrarlo sul campo…

      Per dirla con un esempio non fotografico… Uno come Morgan secondo voi ha il potere di dare giudizi su ragazzini che cantano cento volte meglio di lui? Probabilmente no. Ma secondo me ce l’ha eccome… Perché lui è comunque uno che ce l’ha fatta (con i suoi mezzi, con le sue “qualità”, con le sue “particolarità”, con le sue “stranezze”, che piacciano o NON piacciano)… ed ha il dovere di selezionare e far capire a chi vuole fare della musica una professione che non è una passeggiata…

      Se invece musica, fotografia, scrittura, pittura, etc… sono praticate solo nel tempo libero e per solo scopo personale allora è tutto un altro paio di maniche perché a quel punto se mi fa felice cantare “stonato come una campana” sotto la doccia nessuno, tranne il mio vicino di casa, me lo potrà impedire.

    6. daniele di gregorio scrive:

      domani scriverò ‘caffè!!!’

      E son sicuro che Magena Yama capirà cosa intendo.
      Mio padre dice sempre: anche il più fesso può insegnarti qualcosa.

    7. Damiano scrive:

      Sono un ospite e chiedo:
      -Posso pure io?

      Arles?

      Dall’alto piedestallo sembra volersi distinguere dalle patacche dei plebi.
      Ma quando mai al presuntuoso non serve una didascalia a sostegno del proprio plus?
      Fosse certo del valor proprio, retto e con umiltà, per la propria via avanzerebbe.
      Ma forse nemmeno egli, a conti fatti, sa distillare il giusto dall’erro.

      Buona luce!

    8. Maxim scrive:

      Va bene !!!!

      forse ci sono un po di pruriti o allergie
      certo non giovano molto alla discussione
      ma mi chiedo se ci puo’ stare un dibattito?????

    9. Damiano scrive:

      Dibattere? Perché no!
      Ma mi chiedo:
      -L’autore della “discussione senza discussione” ha bisogno del portabit?

    10. Maxim scrive:

      Damiano
      Cosa intendi per portabit?
      dal mio punto
      la discussione puo avvenire e sarebbe piu bella se c’è qualcosa concretamente da dire in merito
      forse mi sbaglio

    11. damiano scrive:

      Che vuol dire…

      Che vuol dire portabit?
      Posso tradurtelo così: “portaborse digitale”

      Per quanto riguarda la discussione, lo chiederei all’autore del post se ha concretamente qualche cosa da dire… Troppo facile seminare “cacofonia digitale” e poi esimersi dall’argomentare:
      Non ha tempo e voglia? Lecito…

    12. Maxim scrive:

      Damiano
      è possibile che io non riesco a verderlo nella giusta visione
      ma mi sembra ci sono state opinioni alcune sul tema altre invece pro alla persona di Benedusi e qualcuno non troppo favorevole

      chiarito questo
      mi piacerebbe che si possa entrare nel merito ed ad esempio ( vale come esempio ma altre voci si possono esaminare )individuare il perche non è consigliabile o non si possano dire alla modella
      fai la faccia sexi
      fai la faccia arrabbiata
      Un possibile dibattito si puo sviluppare indipendentemente da un possibile intervento di benendusi

      Per i portaborse non vedo nessun portaborse digitale, se tu li vedi ?

    13. Omino scrive:

      -preferisco le foto in bianco e nero. (è una preferenza assai stupida figlia di un retaggio culturale tipico del fotoamatore medio, amante di HCB, basterebbe indicare a questi signori quali sono i “maestri del colore” per farli ricredere, a volte si fa più fatica a criticarli che ad indirizzarli per la giusta via)

      -ho preso la nuova macchina Canon/Nikon XXX che fa delle foto bellissime. (qui è Benedusi che sbaglia e il fotoamatore inconsciamente ha pienamente ragione, se Benedusi avesse letto “per una filosofia della fotografia” di Flusser o seguito anche solo parzialmente qualcosa di Gilardi lo saprebbe)

      -fai qualcosa (alla modella).
      -fai la faccia sexy (alla modella).
      -fai la faccia arrabbiata (alla modella). (Figurati se adesso deve venire Benedusi a dire al Mondo della Fotografia cosa si può dire durante una sessione fotografica e cosa no.
      Dalla testimonianza diretta del suo assistente, “tale” Napoleon Sarony, quando si trovò a fotografare il pugile Jim Mace “gli ballò intorno, lo picchiò sul petto e sulle costole, il campione non credeva ai suoi occhi ma ne era immensamente divertito”, vi fa ridere? qualcuno lo rifarebbe? che dite, si può fare?
      Semplicemente credo che se si dice ad una persona davanti all’obiettivo “fai una smorfia” “una facca sexy” o “una faccia arrabbiata” talvolta è perché non si sa realmente cosa si vuole dal soggetto (ma non tutti sono dei grandi ritrattisti!!!) molto spesso però lo si fa per creare empatia mettere il soggetto in uno stato di agio totale.)

      -c’è una bella giornata, cerco qualcuno per fare una bella uscita fotografica. (una pessima usanza dei fotoamatori che tuttavia avvalora la Fotografia come strumento sociale di aggregazione, chi è Benedusi per condannare questo?)

      -le mie fotografie non sono veramente bellissime perchè non sono mai fortunato a cogliere l’attimo giusto. (guidiamo i fotoamatori fino ad andare oltre HCB, ne sono capaci, basta poco!)

      -facile fotografare le top model, per me è difficile perchè posso fotografare solo mia cugina che non è fotogenica. (si è obiettivamente più facile fotografare una modella professionista)

      -sto cercando modelle per fare delle foto glamour da proporre ad una rivista on line. (qui non posso che dare ragione a Benedusi, questa cosa mi fa sinceramente rabbrividire, è come se rappresentasse il passo decisivo del fotoamatore verso una sorta di ideale raggiungimento di uno status da professionista)

      -Arles? (Come non conosci Arles? toh! e giacché ti indico un altra cinquantina di Festival bellissimi, forse anche più belli di Arles…)

      -conosco un capannone abbandonato bellissimo, cerco modella per fare foto glamour. (…)

      -poi la aggiusto in photoshop. (questo si che è un vero orrore! ma sarebbe bellissimo riflettere su questo cambiamento di costume, si scatta consapevoli dell’errore, della bruttura, sapendo poi di poterla modificare, rattoppare… ci sarebbe da scriverci un saggio intero!)

      -voglio fare una bella fotografia che emozioni. (le fotografie non si fanno [cit.], se il fotoamatore capisse questa cosa, non sarebbe più un fotomatore)

      -cosa ci vuole, la facevo anche io quella foto, avessi avuto l’1,2.
      -ho location bellissima e modella per foto glamour sto cercando una MUA gratis. (brutture verbali da fotoamatore medio con aspirazioni e atteggiamenti da professionista)

      -buona luce! (a me questa cosa non infastidisce, ma forse è un po’ come dire buona pesca ad un pescatore)

      in definitiva, perché Benedusi ce l’ha tanto coi fotoamatori? gli avranno ciulato il lavoro? non credo… è così difficile pensare di costruire qualcosa e non distruggerla, me ne rammarico, perché dall’alto della sua esperienza potrebbe fornire chiavi di lettura e spunti ottimi ma spesso la sua invettiva (per quanto divertente!) rimane sterile.

      Mi pare di aver dato diversi spunti e un punto di vista mio

    14. barbara scrive:

      per prima cosa mi complimento con settimio, perché ci vuole coraggio a dire quello che si pensa (e a ragione, aggiungo) alzando così un polverone fetido (e qui non c’entra la libertà di espressione, la democrazia dei social e bla bla bla).
      è vero, qualche volta è un pò sulle righe, ma comunque scrive con spessore, cultura, ed esperienza. e questo è innegabile.
      il problema è che chi meno ne sa fa sue le parole del decalogo, continuamente.
      e non se ne può proprio più.
      studiare tanto, lavorare tanto, umiltà tantissima, e non è detto poi che si diventi un bravo fotografo,
      e poi forse ci si può permettere di scrivere un post come questo. e sembrare arroganti.
      a me settimio qui ,comunque, non lo sembra affatto.

    15. daniele di gregorio scrive:

      Si , quest’Omino mi piace. Ci son tanti modi per trasmettere il proprio pensiero. Spesso però si usano quelli sbagliati. Omino , ti stimo

    16. pier scrive:

      Per ETTONE: in Full Metal Jacket, Hartman era sergente e non capitano. Se, da sergente quale era, avesse incontrato un capitano si sarebbe messo sull’attenti. A mio avviso, per un fotografo, me non conoscere a memoria TUTTI i lavori di Stanley Kubrick è più grave che incappare in una delle frasi da non dire di questo post, “ARLES?” compresa.

    17. Ettone scrive:

      Grazie Pier… preferisco Tarantino Kubrick non mi è mai piaciuto… ma ora vivo meglio… ;) Son “contento” che sia stato “capito alla perfezione” il succo del discorso… ;) BUONA LUCE… e tante belle cose ;)

    18. Ettone scrive:

      Cogliendo il messaggio di Maxim che ci spinge a fare un dibattito costruttivo e dopo aver letto la risposta di Omino che non posso far altro che condividere, mi sorge una domanda… senza “pruriti” e senza “astio”… una domanda alla quale nonostante non abbia più vent’anni, faccio ancora fatica a dare una risposta…

      Come ho scritto qualche risposta più in su, non amo le persone che si pongono in modo duro (sarà per questo che i film di guerra non li guardo) e per mia propensione tendo a fare il contrario di quello che mi viene imposto con la forza o per lo meno ad “annullare” nella mia vita chi si pone in questo modo. Dove per annullare non significa contrastare… semplicemente tendo a non considerarlo. Ho anche scritto però che in alcuni casi è necessario che vi sia un “comandante”, “generale”, “pinkopallo” che svegli la ciurma e che faccia capire quanto certi discorsi (PROFESSIONALI) siano seri…

      Omino nella sua risposta dice però una cosa che apprezzo molto sottintendendo che a volte sia più facile “criticare” che indicare la retta via… Sarebbe infatti bello se chi ha una visibilità sopra le righe, potesse non solo buttar lì post come questi ma magari scrivesse post più costruttivi dando indicazioni sostanziali e tecniche su questo lavoro.

      Ma qui mi pongo e vi pongo il mio dubbio. Tralasciando il discorso workshop, scuola, lezioni private, corsi, libri e restando prettamente sul mezzo di comunicazione WEB: non si rischia di far “di tutto un tutorial”? Mi spiego meglio. Il fatto che ormai si trovi con pochi click anche un tutorial per costruirsi una bomba atomica in casa, non è forse deleterio per la fotografia in generale e per il mercato della fotografia se un ragazzo che oggi si compra la digitale, domani, trovando informazioni utili “che avrebbe scritto Benedusi sul suo blog” si mettesse a fare workshop o a fare il professionista senza aver fatto l’iter costruttivo e culturale che di fatto spetterebbe a tutti? Quel ragazzo indubbiamente non disturberebbe il mercato di Benedusi che fortuna sua è (mi auguro) al di sopra di certe logiche, ma quello della maggiorparte dei fotografi professionisti sì. Dopotutto non dimentichiamo che ci sono fotografi che per il solo fatto di avere qualche foto accettata su PhotoVogue si credono già fotografi di fama internazionale e non fanno altro che far danni…

      Chiedo scusa se ho scritto di corsa e spero si intuisca il succo del discorso…
      Personalmente resto combattuto su cosa sia meglio.

    19. Maxim scrive:

      Mi sembra che emerga un buon dibattito attorno e forse un po oltre il tema proposto

      Fatto salvo che l’introduzione all’argomento forse poteva essere un po migliore

      citando una frase di Ettone
      “a volte è piu facile criticare che indicare la retta via”
      posso supporre che vi siano intervenuti alcuni aspetti che andrebbero visti sotto una luce del tipo

      “Se proposto l’argomento interviengono solo i supporter/ ammiratori o addetti ai lavori che hanno gia compreso tutto il messaggio sottintenso allora forse sarebbe tempo sprecato ulteriri approfondimenti”

      Se come invece sembra vi parteciapno figure con altre esperienze e sensibilita le quali si pongono domande e pongono domande
      allora io penso diventi intersesante e possa nascere un dibattito costruttivo

    20. damiano scrive:

      Il professionista non fa altro che offrire delle prestazioni dietro compenso.
      Il professionista per riuscire finanziariamente deve assecondare le regole del mercato, dell’offerta e della domanda.

      Il professionismo castra.

      In qualsiasi ambito vi sono persone che ottengono risultati migliori di qual si voglia “professionista”.
      Se veramente volete utilizzare la fotografia come medium per esprimere, comunicare, sondare quanto è nel vostro profondo… ascoltatevi e lasciate pure il professionista impantanarsi nel proprio decalogo.

    21. Domenico scrive:

      I decaloghi sono fatti per essere infranti quando è il caso, proprio come in fotografia le regole.
      Ma questa battaglia contro il #photographer, e non il fotoamatore, che sono cose ben diverse, la stanno combattendo in molti.
      E alla fine magari fa anche figo, chi lo sa. La sta combattendo soprattutto chi non è top level, come il Benedusi, e la sta combattendo sul campo, tutti i giorni, grazie alla considerazione “ciò la reflex digitale, quindi sono fotografo”.
      Le masse che chiedono a noi, poveri mortali, servizi di bassa lega sono convinte che basti l’amichetto. In fondo a far due foto che ci vuole. Confesso che avere accanto il Benedusi in questa battaglia quasi impari oramai, fa pure piacere. Nel bene e nel male. Saluti

    22. pier scrive:

      Sempre per ETTONE: Ho capito davvero alla perfezione. Infatti il mio era un esempio per intendere che è tutto soggettivo! per me le “dieci cose da non dire in fotografia” sono diverse dalle tue “dieci cose da non dire in fotografia” quindi se le sommi tutte ottieni il concetto finale che è meglio scattare piuttosto che parlare. Se è vero che l’immagine è più potente di mille parole, perché i fotografi parlano invece di scattare?

    23. Maxim scrive:

      Prendo solo uno spunto
      “il concetto finale che è meglio scattare piuttosto che parlare.”
      Se è vero che l’immagine è più potente di mille parole, perché i fotografi parlano invece di scattare?

      una possibile fra le tante risposte potrebbe eesere;
      Dopo aver superato la frenesia dello scatto il fotografo comincia a pensare
      e potrebbe arrivare alla conclusione che forse prima di fare altre foto e voler migliorira
      le precedenti è meglio schiarirsi un po le idee prima di scattare nuovamente

    24. damiano scrive:

      “Se è vero che l’immagine è più potente di mille parole, perché i fotografi parlano invece di scattare?”

      Perché così facendo possono esprimersi senza obiettivo…

    25. Ettone scrive:

      A – Quoto Damiano, la tua risposta mi piace molto… In questo blog così come in altri curati da fotografi di un certo livello (piacciano o non piacciano) tendo a pensare sempre in modalità “professionale” perché do per scontato che se uno le foto le fa “per proprio piacere” sia libero di fare ciò che vuole e a livelli estremi sia liberissimo di prendere la macchina fotografica senza aver mai letto il libretto delle istruzioni, così come uno è liberissimo di cantare stonato sotto la doccia senza incappare nelle critiche di qualche cantante famoso;

      B – @Pier… capisco, tranquillo… Anche io sono convinto che alla fin fine l’importante sia dimostrare sul campo il proprio valore proprio come dici tu. Se qualcuno nutre veramente rancore contro questo decalogo e non lo sa leggere nella giusta modalità, invece di rispondere qui potrebbe ad esempio farsi un mazzo tanto, arrivare anche lui a tenere una Lectio Magistralis e alla fine salutare tutti con “BUONA LUCE” ad esempio… Sai che smacco? AH AH…
      Tutti sappiamo che la CULTURA aiuta a creare basi solide e utili in una professione e in generale nella vita… Però penso che non si debba nemmeno perdere la voglia di dialogare e di confrontarsi perché sono convintissimo che il dialogo sia sempre positivo e costruttivo (se è un vero dialogo)… Prima ci si ritrovava di persona ad un bar, ad un workshop, in un’aula, in piazza, oggi si sfrutta il web, domani chissà…

    26. Ettone scrive:

      ps… intendo la risposta di Damiano del 11 dicembre 2013 alle 09:57 ;)

    27. Stella scrive:

      Mi domando se qualcuno sappia che “qual è” si scrive senza apostrofo, e che “un po'” invece lo vuole. Forse se partiste di nuovo dalla prima elementare riuscireste ad arrivare anche all’elementarietà di quanto afferma Settimio nel suo vano tentativo di svegliare le coscienze.

    28. Damiano scrive:

      @ Stella…
      Ho ben capito il senso ma ritengo non abbia senso.
      Nel senso che se il decalogo è diretto al professionista mi spieghi che senso ha per un professionista rivolgersi così ad un altro professionista? Nel senso che se entrambi sono professionisti ha senso pensare che in un senso o nell’altro, essendo professionisti, si guadagnano il pane come meglio per loro ha senso. Capisci il senso?
      In senso inverso non intendo quale sia il senso per un professionista rivolgersi al non professionista con un decalogo… Non ha senso pensare che il non professionista sia più libero del professionista nell’agire come meglio crede nel dar senso al proprio operato?
      Ecco perché ho l’impressione che il vero senso della questione sia un non senso.
      E comunque ha senso credere che il buon senso di ognuno prevalga sul senso delle proprie affermazioni; qualora questo non dovesse avvenire il decalogo sfocerebbe in un senso unico… e allora che senso avrebbe?

    29. Maxim scrive:

      Certamente alcuni errrori vi sono negli interventi precedenti

      ma credo siano accettabili forse dettati dalla fretta fra i ritagli di tempo
      penso pero’ sia meglio avere un buon intervento per un contributo del pensiero fotografico
      anche se non perfetto stilisticamente
      Chi ama lo stile puo benissimo cimentarsi
      sarebbe bello che oltre allo stile siano anche ricchi di altre cose
      che possono accrescere il dibattito

    30. titti scrive:

      ma perché commentate? A Benedusi gliene sciacqua la wallera di quello che dite :-) Se ne frega di chiunque e pontifica. Ha molte ragioni, ma non tutte.

    31. ugo scrive:

      Invece è tutto maledettamente vero, quello che scrive Settimio. e nel corso degli anni sto cercando di liberarmi di certi atteggiamenti, che, come tutti, si è avuti. Sono conclusioni a cui si dovrebbe giungere singolarment, seguendo una propria e corretta crescita personale. Sono tutti atteggiamenti, quelli descritti, propri di chi non ha sviluppato un proprio approccio personale e meditato alla propria fotografia.
      vado a caso… se si vuole compagnia per una scampagnata fotografica vuol dire che si cerca solo un momento di aggregrazione, significa uscire e fotografare a caso quello che si trova (zero pianificazione, nessun progetto presonale, etc.)
      fotografare una top model… ma davvero sapreste cosa fare? io preferisco fare qualcosa di bello con mia cugina che con una top model. Fotografiamo per Vogue? No. he cosa ce ne facciamo di una top model? il soggetto di qualsiasi capacità esso sia, va sempre indirizzato e guidato. io mi sento più in grado di guidare mia cugina che una top model.
      Sapete perchè molte volte le espressioni in foto sembrano finte? perchè lo sono. fai la arrabbiata, fai la dura…
      i più grandi ritrattisti della storia erano dei veri figli di p…. a a volte… portavano davvero i loro soggetti a provare il tipo di reazioni che volevano immortalare. non dicevano, fai l’incazzato… lo facevano incazzare davvero.
      c’è tanto su cui riflettere in queste parole… ma ovviamente bisogna essere in grado di andare oltre quello che c’è scritto, come sempre, contestualizzare e adattare alla propria situazione.

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