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  • 9 febbraio 2016

    WS ANALOGICO LEICA

    111E6647

    WORKSHOP LEICA

    Milano, 11, 12 e 13 marzo 2016

     

    TITOLO: La Fotografia analogica

     

    TESTO: Fotografare è sempre più facile, si sa. Macchine fotografiche super sofisticate e tecnologiche hanno reso il fotografare un’operazione alla portata di tutti. Tutto ciò da un certo punto di vista è meraviglioso, avendo reso la fotografia democratica. Fantastico!

    Bisogna però stare attenti, da non confondere la facilità del mezzo con la facilità del linguaggio: quello che si dice e come lo si dice non è mai responsabilità del mezzo ma sempre di colui che il mezzo lo manovra.

    Il passaggio dal calamaio alla tastiera del computer non ha reso superflua la grammatica, no?

    Trovo quindi che sia necessario, in Fotografia, riappropriarsi (o se non altro provare) della lentezza meditativa delle tecniche analogiche. Usare la pellicola, avere un rullino con 36 pose, permette (anzi, obbliga!) a pensare con calma a ciò che si vuole raccontare, meditare come farlo e perché.

    Io non voglio assolutamente negare l’importanza, ovviamente inevitabile, della tecnologia digitale: è ciò che io stesso uso tutti i giorni! Ma scattare ogni tanto con attrezzatura analogica penso possa essere un’ottima maniera per allenare il nostro sguardo a dei ritmi diversi, che per questa ragione non possono essere che propedeutici a un miglioramento della nostra Fotografia.

    Il workshop inizierà con un incontro il venerdì tardo pomeriggio presso la Galleria Leica in Piazza del Duomo a Milano, dove parlerò di me, del mio lavoro e soprattutto racconterò cosa penso sia o dovrebbe essere la buona Fotografia. Il secondo giorno, sabato, saremo nel mio studio di Milano, con la sua meravigliosa luce naturale. Avremo a disposizione dei corpi macchina reflex Leica a pellicola 24×36 per fotografare una modella anche disponibile al nudo. Ovviamente la modella non sarà fotografata da tutti contemporaneamente, ma ogni partecipante avrà il suo tempo per fotografare, come lui vuole, la modella. Io sarò sempre presente con indicazioni e supporto, per ottenere il massimo da ognuno.

    Il sabato sera i rullini verranno dati al laboratorio dove nella notte saranno sviluppati e provinati, così da averli pronti la domenica mattina, quando potremo, tutti insieme, fare un’operazione importantissima: la scelta dello scatto da stampare. Fatta questa operazione si entrerà in camera oscura con Giancarlo Vaiarelli per assistere (e partecipare!) alla magia della stampa ai sali d’argento.

    Alla fine della domenica ognuno tornerà a casa con una stampa 30×40.

    Sarà meraviglioso, ve lo assicuro!

    INFO dettagliate e iscrizioni qui

    1. Gaetano scrive:

      Molto interessante e spero che un giorno ci sarà un iniziativa simile dedicata a Photoshop ovvero dallo scatto alla post produzione.

    2. Oscar scrive:

      “soprattutto racconterò cosa penso sia o dovrebbe essere la buona Fotografia.”

      Il calendario della Mariana Rodriguez fa parte della buona fotografia o del “fate quello che dico, non fate quello che faccio”?

    3. settimio scrive:

      @oscar fa parte di colui che fa il fotografo per lavoro e non per divertimento, come succede oramai nella maggior parte dei casi lì fuori.

    4. AugustSanderera scrive:

      Comportarsi come se invece di essere. Non può più nascere un grande come Sander o Larrain.
      sei incredibilmente post-moderno e astuto , furbo ma non sei un fotografo , non tanto diverso dai fotoamatori che dileggi.
      anzi loro con il mito che se ho la leica , i serie L f 1 , il super noctilux o lo zoomone se son tamarri con ansie di micro genitalità bhe… son chiaramente innocui, tu no perchè pontifichi e dici castronerie con l’ arroganza di chi sa che ha rubato un ruolo.
      Nel senso sociologico di E. Goffman RUOLO. Roversi tace , fa grande arte e tace. Non pubblicare questo mio . tu non c’ entri , sei ; siamo figli dei tempi.

    5. Leggere questo post mi fa pensare molto a come la tecnologia ci faccia vivere in modo più frenetico, una volta si pensava bene a quello che che si faceva, e a quello che si voleva raccontare. Prima il mondo era più riflessivo.

    6. settimio scrive:

      @ AugustSanderera
      eri partito bene poi alla fine sei andato un po’ in vacca!

    7. AugustSanderera scrive:

      @Settimio
      “«Io ho le mani sporche. Fino ai gomiti. Le ho tuffate nel sangue e nella merda. E ora?” JPS

      forse anche i piedi ora!

    8. nello scrive:

      bellissimo.. vorrei proprio partecipare!! a roma no è???

      :(

    9. settimio scrive:

      @nello ecco, un grandissimo classico!!! lo straclassico degli straclassici!!! lo fai a Milano: ma a Roma no?!? lo fai a Roma: ma a Milano no?!? lo fai al Polo Sud?!? ma al Polo Nord no?!?

      no, a Roma no. è a Milano. se vuoi partecipare devi alzare il culo e venire a Milano. se non hai tempo/voglia/soldi per alzare il culo evidentemente non volevi partecipare a questo workshop! ;-)

    10. Daniele scrive:

      Complimenti! Mi pare proprio un bel programma e con un costo decisamente interessante!
      Spero che lo vorrai riproporre e spero che per quell’occasione potrò parteciparvi, questa volta sono lontano dall’Italia per un viaggio. Fra l’altro mi chiedevo se lo vorresti proporre per un piccolo gruppo di 4, 5 persone in forma “privata”, nel qual caso al mio ritorno ad aprile ti contatterei privatamente.

    11. marchigiano scrive:

      @gaetano: speriamo di no! nel senso che di certe iniziative siamo già pieni! c’è bisogno di fotografia! basta con quelli che entrano dalla porta grafici ed escono dalla finestra fotografi!
      vorrei fare una considerazione in proposito a questa parte, che mi sembra la più importante…”Ma scattare ogni tanto con attrezzatura analogica penso possa essere un’ottima maniera per allenare il nostro sguardo a dei ritmi diversi, che per questa ragione non possono essere che propedeutici a un miglioramento della nostra Fotografia.” l’importanza dell’analogico riguarda, cosi mi sembra di capire e cosi credo, la possibilità di disintossicarsi ogni tanto dal comportamento ossessivo-compulsivo tipico del digitale, scattare e guardare lo schermo per decidere se eliminare la foto o tenerla…oltre a riposare il dito paralizzato sul pulsante. ho avuto modo di usare la camera oscura una decina di volte, dallo sviluppo alla stampa, ma se non si riesce ad essere costanti, poi è difficile rimetterci mano, oggi non sarei più in grado…potrebbe essere un giusto compromesso (brutta parola, ne sono consapevole…) l’utilizzo di rulli a colori o b/n C41, oppure la camera oscura è imprescindibile?

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